L'Herne

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Éditions de L'Herne
Stato Francia Francia
Fondazione 1963 a Parigi
Sede principale 22, rue Mazarine - 75006 Paris
Persone chiave Laurence Tacou
Settore Editoria
Sito web

Éditions de L'Herne, più semplicemente nota come L'Herne, è una casa editrice francese nata nel 1963, dopo che la rivista omonima (1957-1972) ha cominciato a far uscire, indipendentemente dalla rivista, suoi volumi. Pubblica essenzialmente libri di letteratura e scienze umane.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1957 Dominique de Roux e Georges Bez, studenti anticonformisti e coraggiosi, hanno fondato una rivista solo per abbonamento con la collaborazione di alcuni amici, tra cui Xavier de Roux (fratello di Dominique), Jean Thibaudeau e Bernard Collin, chiamandola "L'Herne". Nel 1961 è apparso un numero speciale consacrato a René Guy Cadou e l'anno seguente a Georges Bernanos, facendo partire la consuetudine di dedicare monografie ad autori su cui ritenevano di concentrare l'attenzione, pratica che diventerà la collana fondamentale della casa editrice, i «Cahiers de l'Herne» (dal 1966), ognuno con articoli, testimonianze, testi inediti, documenti ecc. sull'autore scelto.

Da quel momento si è formata attorno alla rivista, poi casa editrice, una specie di accademia parallela agli studi ufficiali, che tra commemorazioni e ritrovamenti si è costruita una sua squadra di lettori, passando per monografie dedicate ad autori allora non noti o contrastati, tra cui, Louis-Ferdinand Céline (1963), Jorge Luis Borges (1964), Ezra Pound (1965), Henri Michaux (1966), William Burroughs (1968), Giuseppe Ungaretti (1969), Witold Gombrowicz, Louis Massignon e altri.

Nel 1972, subito dopo il numero 21 dedicato a Charles de Gaulle, Dominique de Roux lascia L'Herne per fondare in Svizzera i Cahiers H.

Il timone passò a Constantin Tacou, allievo di Georges Dumézil, e cineasta per l'Unesco, che continuò il lavoro con autori come Thomas Mann, Fëdor Dostoevskij (1974), Karl Kraus, Gustav Meyrink, Robert Musil (1982), Carl Gustav Jung, Friedrich Hölderlin, o Friedrich Nietzsche.

Fino al n. 73, si sono visti numeri dedicati al fantastico con autori quali Edgar Allan Poe, Jules Verne e Jean Ray, o a contemporanei come Mircea Eliade, Raymond Abellio, Henry Corbin, Francis Ponge e Emmanuel Lévinas.

Poi, dopo un numero dedicato a August Strindberg (2000), la direzione è passata al figlio, Laurence Tacou, che ha spostato gli uffici da rue de Verneuil a rue Mazarine.

Le monografie hanno continuato su autori come Mario Vargas Llosa (2003), Paul Ricœur (2004), George Steiner, Claude Lévi-Strauss, Jacques Derrida, Jean Baudrillard (2005), Romain Gary, Marguerite Duras, Carlos Fuentes (2006), Noam Chomsky (2007), René Girard (2008), Emil Cioran (2009), Michel Déon, Gershom Scholem, Yves Bonnefoy, Michel Serres, Michel Foucault (2011) e Charles Maurras, Sidonie-Gabrielle Colette, spostando l'asse verso scrittori a cavallo tra letteratura e filosofia.

I "Cahiers" sono disponibili anche in forma digitale sul portale di Gallica[1].

Una nuova collana "Carnets de l'Herne", in formato più piccolo dei "Cahiers", ha cominciato a uscire all'inizio con una scelta di articoli della collana maggiore dedicata a un pubblico più largo, quindi con volumetti anche autonomi.

Cahiers de l'Herne[modifica | modifica wikitesto]

Elenco completo dei numeri della rivista (ordine inverso)

Collane[modifica | modifica wikitesto]

Autori italiani pubblicati[modifica | modifica wikitesto]

Tra gli autori della casa editrice[2], tradotti dall'italiano: Luigi Aurigemma, Marta Morazzoni, Antonio Negri, Maurizio Serra, Alessandro Spina e Giuseppe Ungaretti.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]