Caccia a Ottobre Rosso

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Caccia a Ottobre Rosso
Caccia a ottobre rosso.jpg
Titolo originale The Hunt for Red October
Lingua originale inglese
Paese di produzione Stati Uniti d'America
Anno 1990
Durata 134 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere thriller, azione
Regia John McTiernan
Soggetto Tom Clancy
Sceneggiatura Larry Ferguson, Donald Stewart
Produttore Mace Neufeld
Fotografia Jan de Bont
Montaggio Dennis Virkler, John Wright
Musiche Basil Poledouris
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
« È difficile capire quando fermarsi in una gara di resistenza. »
(Bart Mancuso, capitano del sottomarino Dallas)

Caccia a Ottobre Rosso (The Hunt for Red October) è un film statunitense del 1990 diretto da John McTiernan, tratto dal romanzo La grande fuga dell'Ottobre Rosso di Tom Clancy. Prodotto appena dopo la caduta del muro di Berlino, è la prima pellicola a portare sul grande schermo il personaggio di Jack Ryan.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

La vicenda è ambientata nel 1984 in piena Guerra Fredda, principalmente nell'Oceano Atlantico settentrionale.

Il comandante sovietico Marko Ramius, chiamato "Vilnius Nastavnik" (traduzione errata[1] de "Il maestro di Vilnius") in riferimento alle sue origini lituane e alle sue funzioni di addestratore dei comandanti dei sottomarini sovietici, è al comando di un nuovo tipo di unità navale sovietica, il sottomarino nucleare della classe Tifone Ottobre Rosso. Esso è dotato di un dispositivo di propulsione magnetoidrodinamica di nuova concezione, chiamato anche Caterpillar, che consente all'unità di muoversi silenziosamente, senza l'ausilio di eliche o altre parti in movimento.

L'Ottobre Rosso viene fatto salpare con lo scopo di verificare l'efficienza del nuovo metodo di propulsione. Tutto l'equipaggio è convinto di dover portare a termine tale obiettivo ma in realtà il Comandante Ramius insieme a un gruppo di ufficiali, è segretamente in rotta verso le coste degli Stati Uniti d'America, con lo scopo di disertare e consegnare il sottomarino nelle mani del nemico. Le motivazioni che lo spingono a tale gesto sono sia di natura politica, sia relative a una crisi personale in seguito alla morte della moglie.

I movimenti dell'unità sovietica vengono tenuti strettamente d'occhio dal governo statunitense che ha l'ovvio timore che il sottomarino si stia avvicinando alle coste americane allo scopo di sferrare un attacco nucleare contro la nazione. La commissione di sicurezza che si riunisce per valutare la situazione inizialmente pensa che la decisione provenga direttamente da Mosca, ma successive intercettazioni confermano che, prima di salpare, il Comandante Ramius aveva inviato una lettera all'ammiraglio Juri Padorin comunicando la propria intenzione di disertare. In seguito a questo fatto, l'intera flotta del Nord è salpata da Murmansk con l'ordine di scovare l'Ottobre Rosso e di affondarlo. L'Unione Sovietica vuole a tutti i costi evitare che i propri segreti tecnologici cadano in mani nemiche, ma questa motivazione non viene compresa dalla commissione di sicurezza americana, che invece ritiene che il comandate sia in preda alla follia e Mosca stia semplicemente tentando di evitare che il comandante possa lanciare i propri missili balistici contro la nazione.

All'interno della commissione americana, composta prevalentemente da alti ufficiali della marina, solamente un analista della CIA, Jack Ryan, ritiene che Ramius e il suo equipaggio vogliano in realtà disertare. Il governo degli Stati Uniti decide di inviare Ryan nel teatro delle operazioni, a bordo della portaerei Enterprise, dicendogli chiaramente che ha disposizione meno di due giorni per provare la realtà delle proprie ipotesi, prima che anche la flotta americana si impegni per la distruzione del sottomarino.

In accordo con il comandante della portaerei, Ryan sale a bordo del sottomarino americano classe Los Angeles "USS Dallas" e da qui, grazie all'esperienza dell'addetto sonar Ronald Jones e del comandante del sottomarino Bart Mancuso, riesce a stabilire un contatto con l'Ottobre Rosso e a guadagnarsi la fiducia di Ramius.

A questo punto viene simulato un'avaria al reattore nucleare all'interno dell'Ottobre Rosso in modo da convincere l'intero equipaggio, meno gli ufficiali più fidati, ad abbandonare il vascello per rifugiarsi sulle zattere di salvataggio. Il comandante dichiara ai propri marinai l'intenzione di immergersi nuovamente e affondare il sottomarino per non farlo cadere in mani nemiche, ma in realtà consente a Ryan, e ad altri ufficiali del Dallas di salire segretamente a bordo, chiedendo poi asilo politico per sé e per i propri ufficiali in cambio della consegna della nave.

Dopo una serie di attacchi sovietici, sventati grazie all'abilità tattica congiunta di Marko Ramius e di Bart Mancuso, e dell'intervento di Ryan che riesce a neutralizzare un cuoco dissidente (forse agente del KGB), intenzionato a far esplodere il sottomarino, la vicenda si concluderà negli Stati Uniti, alla foce di un fiume al riparo dallo sguardo dei satelliti spia sovietici.

L'equipaggio del sottomarino russo viene salvato dalle navi di soccorso americane e convinto dell'affondamento, in modo che i sovietici non possano sospettare che il loro segreto militare è stato trafugato.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

Tutta la colonna sonora è stata curata dal compositore statunitense Basil Poledouris, ed è ripartita in dieci diversi brani:[2]

  1. Hymn to red october (Main title)
  2. Nuclear scam
  3. Course two-five-zero
  4. Putin's demise
  5. Ancestral aid
  6. Chopper
  7. Two wives
  8. Red route I
  9. Plane crash
  10. Kaboom

Opere derivate[modifica | modifica wikitesto]

Due videogiochi, entrambi usciti nel 1990 ma tra loro non collegati, sono basati sul film: The Hunt for Red October per home computer e The Hunt for Red October per console.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Correttamente sarebbe Вильнюсский наставник, pron. vilniusski nastavnik".
  2. ^ Colonna Sonora Caccia a Ottobre Rosso, mymovies.it. URL consultato il 17 gennaio 2013.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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