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C'è ancora domani

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C'è ancora domani
Delia (Paola Cortellesi) in una scena del film
Lingua originaleromanesco,[1] italiano, inglese
Paese di produzioneItalia
Anno2023
Durata118 min
Dati tecniciB/N
rapporto: 1,85:1 · 1,33:1
Generedrammatico, storico, commedia
RegiaPaola Cortellesi
SoggettoFurio Andreotti, Giulia Calenda, Paola Cortellesi
SceneggiaturaFurio Andreotti, Giulia Calenda, Paola Cortellesi
ProduttoreLorenzo Gangarossa, Mario Gianani
Produttore esecutivoSaverio Giuseppe Guarascio, Gianluca Mizzi, Mandella Quilici
Casa di produzioneWildside, Vision Distribution
Distribuzione in italianoVision Distribution
FotografiaDavide Leone
MontaggioValentina Mariani
Effetti specialiFranco Galiano
MusicheLele Marchitelli
ScenografiaPaola Comencini
CostumiAlberto Moretti
TruccoErmanno Spera
Interpreti e personaggi
Logo ufficiale del film

C'è ancora domani è un film del 2023 co-scritto, diretto e interpretato da Paola Cortellesi, al suo debutto alla regia.[2]

È stato presentato alla Festa del Cinema di Roma 2023 in concorso nella categoria "Progressive Cinema - Visioni per il mondo di domani", ottenendo due premi, tra cui il premio speciale della giuria e una menzione speciale come miglior opera prima.[3] È stato poi premiato come Film dell'anno ai Nastri d'argento del 2024.[4][5] La pellicola ha ottenuto 19 candidature ai David di Donatello, risultando l'opera d'esordio con il più alto numero di candidature nella storia del riconoscimento;[6] nell'occasione ha vinto sei premi.[7]

La pellicola è stata un successo al botteghino, diventando all'uscita il nono film col maggiore incasso in Italia,[8] venendo apprezzata dalla critica italiana per la regia e le prove recitative degli attori, oltre che per le tematiche di forte attualità, legate alla cultura patriarcale, alla violenza di genere e ai diritti delle donne,[9] mentre è stata accolta in maniera mista dalla critica estera.[10][11]

Roma, maggio 1946. In seguito alla sconfitta e alle devastazioni della seconda guerra mondiale, la città, come il resto dell'Italia, è occupata dai reparti militari alleati; sono inoltre imminenti il referendum istituzionale e l'elezione dell'Assemblea Costituente del 2 e 3 giugno. Nel quartiere storico di Testaccio vive la famiglia Santucci, composta dalla madre Delia, dal marito Ivano, uomo manesco e irascibile che quotidianamente percuote, deride e svilisce la moglie, dal padre di quest'ultimo, Ottorino, di uguale indole, e dai tre figli Marcella, Sergio e Franchino. La primogenita disapprova la madre per la passività con cui subisce gli abusi coniugali e con cui accetta i tradimenti di Ivano durante le sue uscite serali.

Le giornate di Delia trascorrono tra le violenze fisiche e psicologiche perpetrate dal marito, le faccende domestiche e vari lavori sottopagati, tra cui un impiego in una fabbrica di ombrelli dove un giovane apprendista, con molta meno esperienza di lei, riceve una paga maggiore solo perché uomo. Le uniche fonti di sollievo per la donna sono l'amicizia con Marisa, una fruttivendola spiritosa e ottimista che, al contrario di Delia, ha una relazione matrimoniale sana, e con il meccanico Nino, con cui in gioventù aveva avuto una storia d'amore, il quale le propone di emigrare con lui al Nord per avere prospettive lavorative e di vita migliori.

Un giorno, Delia restituisce una foto di famiglia, trovata casualmente per strada, a un soldato afroamericano, William, che l'aveva smarrita. Il militare la ringrazia offrendole del cioccolato, ma i due non riescono a comunicare in quanto lei non conosce l'inglese e lui non conosce l'italiano. Dopo altri incontri fortuiti, William nota i lividi sul corpo di Delia e, intuendo le sue difficoltà, le fa capire, a gesti, di essere disposto ad aiutarla; lei però accelera il passo per allontanarsi, impaurita dalla possibile reazione del marito. La donna intanto riceve anche una misteriosa lettera che inizialmente getta via, ma in seguito decide di custodire, traendo da essa la forza per reagire alla sua condizione.

Prima pagina dell'edizione del 6 giugno 1946 del quotidiano Corriere della Sera, che riporta l'esito del referendum istituzionale del 2 e 3 giugno, narrato nel film

Nel frattempo Marcella frequenta Giulio Moretti, il giovane rampollo di una famiglia benestante che è proprietaria di un bar della zona: Ivano è soddisfatto per il tornaconto economico che scaturirebbe dalle nozze, mentre Sergio e Franchino non vedono l'ora che la sorella si sposi e lasci la casa soltanto per poter occupare il suo letto e non dover più condividerne un altro presente nella stanza. Nonostante il pranzo offerto dai Santucci alla famiglia di Giulio sfoci in un disastro a causa del comportamento volgare di Ivano, Sergio, Franchino e Ottorino, i due ragazzi si fidanzano ufficialmente. Poco tempo dopo, Delia si accorge che Giulio, che fino a quel momento era sempre stato molto gentile, disponibile e comprensivo con tutti, ha iniziato a manifestare verso Marcella gli stessi atteggiamenti problematici che Ivano manifestava verso di lei quando si erano fidanzati. Temendo che la figlia possa fare la sua stessa fine, oppressa e umiliata da un marito violento, possessivo e magari anche infedele, Delia tenta di ragionare con Ivano il quale, pur non avendo in simpatia la famiglia di Giulio, insiste sul fatto che il matrimonio si farà perché i soldi servono. Delia, quindi, con l'aiuto di William, fa esplodere il bar della famiglia Moretti, mandandola sul lastrico, causando la fine del fidanzamento e la disperazione di Marcella; la giovane vorrebbe sposare comunque Giulio, ma Ivano, da quando i Moretti sono ridotti in miseria, si oppone senza mezze misure al matrimonio.

A questo punto Delia è ormai decisa a ribellarsi al marito e sceglie di farlo il 2 giugno, giorno della partenza di Nino per il Nord. Quando giunge l'ora, come pretesto, la donna dice al marito di dover andare a fare delle iniezioni nel palazzo di Marisa, come faceva sempre a quell'ora, così da potersi allontanare senza destare sospetti. Proprio quel giorno, tuttavia, il suocero Ottorino, da tempo malato e costretto a letto, ha avuto un peggioramento improvviso ed è morto. Viene quindi allestita la veglia funebre che costringe Delia a restare a casa per tutto il giorno. La donna tuttavia non si perde d'animo, dicendosi che «c'è ancora domani» per mettere in atto il suo piano.

La mattina seguente, mentre Marcella dorme, Delia le lascia sul comodino una busta con una lettera e dei soldi che aveva originariamente messo da parte per il corredo nuziale della figlia all'insaputa di Ivano che invece avrebbe voluto cavarsela riciclando il vecchio abito da sposa della moglie; ora invece Delia desidera che la figlia utilizzi la somma accantonata per poter studiare e diplomarsi, in contrasto con il volere del marito, il quale aveva deciso che Marcella, in quanto donna, avrebbe dovuto accasarsi e che sarebbe stato opportuno investire solo per l'istruzione dei due figli maschi.

Delia quindi esce di casa e si scopre solo a questo punto che non ha alcuna intenzione di fuggire con Nino, come poteva sembrare, bensì di recarsi alle urne a votare per la prima volta. Poco prima di entrare al seggio, si rende conto di aver smarrito la tessera elettorale, che altro non era se non il contenuto della lettera da lei ricevuta e che le era caduta inavvertitamente prima di uscire di casa. In quel momento sul posto sopraggiungono sia Ivano, il quale, accortosi della tessera sul pavimento, intende riportare la moglie a casa con la forza, sia Marcella che ha recuperato la tessera con l'intento di consegnarla alla madre per permetterle di votare. La ragazza riesce a farsi strada tra la ressa dei votanti e a dare il documento a Delia, la quale può quindi esprimere il proprio voto.

All'uscita dal seggio, Ivano si dirige minaccioso verso la moglie, ma lo sguardo deciso di Delia, che lo fissa senza timore, circondata da tutte le altre donne che come lei hanno votato per la prima volta, lo spinge a fermarsi, a desistere e ad andarsene.

Paola Cortellesi, regista e principale interprete della pellicola

C'è ancora domani è nato da un'idea di Paola Cortellesi che ha scritto la sceneggiatura con Furio Andreotti e Giulia Calenda,[12] basandosi sulla vita delle donne nel secondo dopoguerra in Italia e traendo ispirazione dalle storie raccontate dalla propria nonna e dalla propria bisnonna.[13][14][15]

Il film è caratterizzato dall'essere girato completamente in bianco e nero,[16][17] scelta motivata dalla Cortellesi sia come un tributo ai film neorealisti italiani del secondo dopoguerra sia dal fatto che lei immaginasse rappresentate in questo modo le memorie delle proprie nonne.[17] Per i primi otto minuti del film sono state inoltre utilizzate delle cineprese in rapporto 4:3, un altro omaggio ai film dell'epoca.[17][18]

Il film è stato prodotto da Mario Gianani e Lorenzo Gangarossa per Wildside e Vision Distribution.[19] Le riprese esterne del film si sono tenute a Roma nel rione Testaccio, mentre le ambientazioni interne sono state girate presso gli studi di Cinecittà.[20][21] La regista ha preso parte in prima persona ai provini, cercando di rendere gli aspiranti attori parte della sua idea fin dai primi momenti della fase di registrazione.[22] In un'intervista rilasciata a The Hollywood Reporter Roma, Cortellesi ha spiegato la scelta di ambientare il film nella città:[23]

«È stato naturale. La storia del film è inventata, ma c'è moltissimo dei racconti della mia famiglia. Sono per metà romana e per metà abruzzese. Mia madre venne a Roma a sei anni, ha trascorso qui la sua primissima infanzia. Ma molte delle storie da cui ho tratto ispirazione sono di mia nonna. È anche il motivo per cui ho immaginato l'opera in bianco e nero. Quando ti tornano in mente le immagini del passato a Roma non sono mai a colori. I cortili romani in cui tutto veniva messo in piazza. Si viveva insieme, non c'era discrezione, però era bello. La Roma di C'è ancora domani è molto lontana dalla Roma di oggi. [...] La vita sociale era diversa. Forse le famiglie borghesi erano le uniche discrete. [...] e abbiamo messo in scena un'incomunicabilità totale, che rappresenta la differenza di ceto sociale a Roma, come nel resto di Italia. Roma, però, non è solo un bacino. Roma è tante cose. C'è la Roma del centro, la Roma dei quartieri bene, poi c'è la Roma popolare, quella delle periferie, delle borgate.»

Colonna sonora

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La colonna sonora è stata curata da Lele Marchitelli e alterna composizioni originali a brani già editi.[24][25]

Musiche di Lele Marchitelli.

  1. Aprite le finestre (Fiorella Bini)
  2. Calvin (The Jon Spencer Blues Explosion)
  3. M'innamoro davvero (Fabio Concato)
  4. Irrequietezza
  5. La lettera
  6. Nessuno (Musica Nuda)
  7. Perdoniamoci (Achille Togliani)
  8. Nella città
  9. La sera dei miracoli (Lucio Dalla)
  10. Ansia e dolore
  11. C’è ancora domani
  12. B.O.B. (Bombs Over Baghdad) (OutKast)
  13. A bocca chiusa (Daniele Silvestri)
  14. The little things (The Big Gigantic feat. Angela McCluskey)
  15. Swinging on the right side (Lorenzo Maffia e Alessandro La Corte)
  16. Tu sei il mio grande amor (Lorenzo Maffia, Alessandro La Corte e Enrico Rispoli)

Distribuzione

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Data di uscita

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Presentato in anteprima come film di apertura alla Festa del Cinema di Roma 2023 il 18 ottobre 2023, C'è ancora domani è stato distribuito nelle sale cinematografiche italiane il 26 ottobre 2023.[26] Nel 2024 è stato distribuito anche in Francia dalla Universal Pictures e nel Regno Unito e Irlanda da Vue International.[27]

Le date di uscita internazionali sono state:

Edizioni home video

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La distribuzione in home video è stata effettuata da CG Entertainment sotto l'etichetta Vision Distribution. L'uscita ha compreso sia edizioni standard che da collezione, disponibili in DVD e Blu-ray.[33] L'edizione DVD "Standard" è stata pubblicata il 18 giugno 2024 con codifica Area 2 (Europa/Giappone) e confezione amaray.[34]

In aggiunta alle versioni "normali", è stata realizzata una Collector's Edition sia in DVD che in Blu-ray, presentata in uno slipcase cartonata con un artwork alternativo.[33][35] Quest'edizione speciale include un booklet di 28 pagine, intitolato Delia e le altre – Il lungo cammino verso la libertà, a cura di Lucia Pavan.[36]

Per quanto riguarda i contenuti extra, la Collector's Edition offre una serie di speciali dietro le quinte: "Esordio alla regia", "Il backstage", "Il cast", "La troupe" e il trailer del film.[33]

C'è ancora domani ha occupato la prima posizione del botteghino nel fine settimana compreso tra il 26 e il 29 ottobre, con un incasso di 1,6 milioni di euro, divenendo il film italiano con il miglior esordio del 2023.[37][38]

Con 5461207 biglietti venduti e un incasso totale di 36912221 , il film è stato il più visto e con il maggior incasso dell'anno 2023 in Italia e secondo della stagione 2023-2024 dopo il film d'animazione della Pixar Inside Out 2.[39] È stato il nono film con maggiori incassi in Italia, scendendo al 10º posto col successo di Inside Out 2 e all'11º con quello di Buen camino (2025). Con poco più di 50,3 milioni di dollari incassati globalmente, è il quinto film italiano di maggior successo della storia del cinema.[40]

Il 21 marzo 2024, C'è ancora domani è stato reso disponibile anche in Francia, dove ha incassato 4706376 $, di cui 800000 nel solo fine settimana d'esordio (dal 13 al 17 marzo), in cui è risultato il terzo film di maggior introito, alle spalle di Dune - Parte due e One Life.[41][42] Nell'aprile seguente, invece, il film è stato distribuito nelle sale del Regno Unito, registrando un incasso di 117034 $ nel fine settimana d'esordio (dal 26 al 28 aprile), piazzandosi tredicesimo nella classifica delle pellicole di maggior incasso durante quel periodo.[43]

L'8 marzo 2025 il film è stato reso disponibile in Cina, incassando 2450000  con 450000 biglietti venduti in soli due giorni dall'uscita nelle sale.[44][45] In quattro settimane ha incassato oltre 6 milioni di dollari.[46]

Critica italiana

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Romana Maggiora Vergano e Emanuela Fanelli hanno ricevuto recensioni positive per le loro interpretazioni

Il film è stato accolto molto positivamente dalla critica cinematografica italiana e internazionale, che ne ha apprezzato la regia e la sceneggiatura nell'affrontare tematiche legate al femminismo e al patriarcato,[16][18][47] oltre che le capacità interpretative degli attori, in particolare modo della stessa Cortellesi, di Valerio Mastandrea e di Romana Maggiora Vergano.[16][48] Il film è stato ritenuto tra i migliori progetti cinematografici del 2023,[49][50][51][52][53][53][54][55][56] venendo classificato il 2º da Rolling Stone Italia,[57] 3º da Panorama,[58] 7º da Cinematographe[59] e 11º da Movieplayer.it.[53]

Paolo Mereghetti, recensendo il film per il Corriere della Sera, scrive che il lavoro di Paola Cortellesi è «decisamente notevole» poiché le scelte registiche «cercano di trovare un equilibrio non scontato tra una chiave realistica e una più esemplare e didascalica», trovando che alcune soluzioni abbiano delle «ingenuità» ma siano «conseguenza dell'ambizione e dell'originalità messe in campo». Il critico afferma che il film si propone di «allargare il discorso di Delia e delle altre donne verso una dimensione non più solo individuale, ma finalmente collettiva e sociale», aggiungendo che, pur affrontando tematiche «di violenza e di maltrattamenti», il progetto «non [le] mostra mai nel suo crudo realismo».[60] Boris Sollazzo del The Hollywood Reporter Roma apprezza la capacità della regia di effettuare «inquadrature, soprattutto quelle più enfatiche e parossistiche, in modo controintuitivo, per sottolineare la normalità, di una camminata o di una lite», mentre la fotografia e montaggio risultano «bruschi il giusto, ripercorrendo un linguaggio anche visivo del tempo, pur con facce e alcune soluzioni registiche moderne».[61] Alessandro De Simone di Ciak scrive che il film si imposta sul genere commedia con una «coraggiosa contaminazione tra musical, neorealismo e postmodernismo» e «virando a un certo punto quasi verso il giallo». Il giornalista sottolinea che sebbene non risulti tutto equilibrato, la sceneggiatura «porta un livello cinematografico superiore» al progetto, apprezzando «i tempi comici e tutte le interpretazioni», soprattutto di Emanuela Fanelli, Paola Tiziana Cruciani e «la sorpresa, bellissima» di Romana Maggiora Vergano.[48]

Cristina Battocletti di Il Sole 24 Ore afferma che Cortellesi come regista «continua nel solco di un civismo che contraddistingue tutta la sua carriera», la quale dimostra «intelligenza anche a far propria la lezione della Commedia all'italiana» nonché d'impersonare una «maschera originalissima nel senso nobile della Commedia dell'Arte».[62] Federico Pontiggia del Cinematografo, il quale sostiene che il film «sa destreggiarsi tra comico e tragico ed evocare senza troppi infingimenti il neorealismo rosa, e quindi la commedia all’italiana nei caratteri umani, nel décor, nella temperie socioculturale».[16][63] Gabriele Niola di Esquire Italia, invece, muove alcune obiezioni sulla buona riuscita di alcune sequenze del film, citando una scena che «tenta una difficile unione di ballo e violenza» e, «benché sia chiaro il suo intento di raccontare le radici di quella violenza, comunque è maldestra». Tuttavia, lo stesso giornalista afferma anche che, a differenza del «piattume senza idee delle commedie italiane», C'è ancora domani è «registicamente vivacissimo» e «pieno di rabbia», «come tutti i migliori esordi».[64] Luisa Garribba Rizzitelli di HuffPost Italia, soffermandosi sui temi affrontati dal film, lo associa ai termini «svelare» e «autodeterminarsi», ritenendo che esso presenti «qualcosa di rivoluzionario e pieno di speranza» poiché non rivolto «alle donne [...], ma rivolgendosi ai compagni, ai fratelli, ai padri, [i quali] non possono che specchiarsi nella sequenza di episodi impietosi: lo strapotere maschile viziato dai privilegi della cultura ancora patriarcale». Rizzitelli sostiene che Cortellesi «sta mostrando non un tempo passato, ma lo specchio di ciò che c'è ancora oggi» imponendo nel finale del film «proprio agli uomini, di decidere da che parte stare, determinando la propria posizione rispetto alle lotte del femminismo».[65]

Critica francese

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In Francia ha ricevuto recensioni contrastanti. Sul sito AlloCiné ha un voto medio di 3,2 su 5 basato su 26 recensioni.[66] Marie Sauvion, su Télérama, scrive: «Dice "Buongiorno Ivano" e, bam, riceve uno schiaffo. Rompe un piatto e, zac, prende una botta — in senso letterale, poiché qui la violenza coniugale è messa in scena come un passo a due, una scelta tanto aberrante quanto quella di far comparire o scomparire i lividi dell'eroina secondo le esigenze della sceneggiatura».[67] Anche Vincent Poli sui Cahiers du cinéma ritiene che «la scelta del pastiche neorealista — bianco e nero, apertura nel formato 4:3 — non sia delle più felici, poiché Cortellesi si sente costretta a disinnescare l’omaggio con punte parodiche o con la musica degli Outkast, nel tentativo di dimostrare la contemporaneità del suo racconto».[68] Per Éric Neuhoff di Le Figaro, la regista filma la sua protagonista «in un bianco e nero levigato e pulitissimo, stile pubblicità di pasta al dente. La debuttante esita sul tono da adottare, tra neorealismo e commedia all'italiana. Non si diventa Dino Risi per semplice volontà. Se l'intento è lodevole e toccante, l'ingenuità porta alla goffaggine, con una colonna sonora anacronistica, canzoni sdolcinate e accenti da fotoromanzo».[69]

Altri hanno invece accolto il film con più entusiasmo, per Mary Noëlle Dana di Bande à part il film celebra una «inaspettata prodezza cinematografica» che «non va certo per il sottile»: «Man mano che la morsa si stringe attorno a Delia, sequenze quasi surreali mettono in luce l'assurdità romanzesca che nutre l'inconscio collettivo, le illusioni e le menzogne che ci tengono in piedi e l’arcaicità del sessismo che attraversa classi sociali e generazioni, schiacciando tutto sul suo passaggio. Il film C'è ancora domani fa entrare la luce e illumina lo spazio pubblico e privato — dominato dagli uomini in totale impunità —, la follia, l’incoscienza, la paura, i vincoli della quotidianità e la speranza di un domani migliore».[70] Per Lorenzo Ciavarini Azzi di France Info, «la regista interpreta lei stessa Delia con un gioco tutto in sottrazione che ricorda un altro personaggio di madre di famiglia segnata dalla vita: Sophia Loren in Una giornata particolare di Ettore Scola».[71] Secondo Véronique Cauhapé su Le Monde, «il gioco, la commedia, la varietà, l’imitazione di genere: tutto […] è riunito e concentrato in un dramma neorealista che si potrebbe definire di pura tradizione, se non fosse per quella fantasia sfacciata che ne costituisce tutto il sapore. Una fantasia espressa tanto nella regia quanto nell’interpretazione, in particolare quella che la regista offre — tutta in finezza e in modo irresistibile — nel ruolo principale».[72]

Sul sito Le Genre et l'Écran, Ginette Vincendeau considera il film al tempo stesso un'opera femminista e un film piacevole, che «racconta le vicissitudini di una donna della classe operaia». Osserva inoltre che il film è «un pastiche dichiarato dei classici del neorealismo (l’attacchino di Ladri di biciclette, il G.I. nero di Paisà, ecc.) e dell'umorismo feroce delle commedie di Dino Risi o Mario Monicelli degli anni Sessanta (il pranzo con i genitori del fidanzato, la sequenza della morte del suocero)». Aggiunge inoltre che il titolo, attraverso il richiamo di Quella che avrei dovuto sposare (1956) di Douglas Sirk, rivendica la propria appartenenza al melodramma femminile. Tuttavia, al di là delle citazioni cinefile postmoderne, la distanza estetica produce un gioco con i generi, in particolare nella «scena che trasforma la violenza coniugale in un tango», disturbante «non nel senso di un fallimento, ma come volontà di mettere a distanza la violenza domestica per evidenziarne il carattere sistemico: per mostrare che essa è “programmata” quanto un numero di commedia musicale, tanto per il carnefice quanto per la vittima».[73]

Critica britannica

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Peter Bradshaw del The Guardian ha assegnato al film 4 stelle su 5, scrivendo che il film è una «narrazione con una sicurezza e un brio formidabili», che «rende omaggio ai primi film di Vittorio De Sica e Federico Fellini» attraverso «un gioco di prestigio narrativo che rasenta il magico-neorealismo, eseguito con spudorato estro teatrale e meravigliosamente composto in luminoso monocromo».[74]

Jonathan Romney del Financial Times ha descritto il film come «un'opera unica riflessiva, emotivamente soddisfacente e immensamente divertente, con un finale che dinamicizza in modo intelligente le nostre aspettative», apprezzando il lavoro di Davide Leone alla macchina da presa e la regia di Cortellesi che «mette in atto alcuni trucchi intelligenti, a volte rischiosi, passando dal melodramma alla farsa e ad alcuni scomodi momenti di tensione».[75]

Riconoscimenti

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Influenza culturale

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Donne italiane si recano al seggio durante il referendum del 2 e 3 giugno 1946, prima volta in cui in Italia fu riconosciuto il diritto di voto politico alle donne

Proiezione in Senato

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Il film è stato proiettato nell'aula del Senato della Repubblica su iniziativa del Presidente Ignazio La Russa (Fratelli d'Italia)[80][81] il 23 novembre 2023, due giorni prima della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne.[4][17][18] In seguito all'evento, tuttavia, parte della stampa ha criticato la scarsa partecipazione da parte dei parlamentari e ministri in aula, nonché l'assenza della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni (Fratelli d'Italia).[82][83]

Campagne di sensibilizzazione

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Uso del film nelle scuole

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«Da comune cittadina auspico che, al di là degli schieramenti politici che rappresentate, saprete procedere uniti per far sì che le nuove generazioni ricevano, lungo tutto il percorso scolastico, un’adeguata formazione all’affettività e al rispetto, affinché imparino sin da piccoli che amare non significa possedere, e la violenza maschile sulle donne cessi di essere l’indegno fenomeno sociale che ogni giorno affligge il nostro paese»

Nelle settimane successive alla distribuzione del film, diverse scuole medie e superiori in tutta Italia hanno condotto campagne di sensibilizzazione sul tema della violenza di genere e sui femminicidi, incentivando le loro classi ad assistere alla proiezione del film presso le sale cinematografiche locali.[4][18][85]

Il 22 novembre 2023 il film è stato proiettato in contemporanea, dal vivo e in live streaming, per oltre 56000 studenti di 365 scuole superiori durante un evento al Cinema Moderno di Roma,[81][86][87] in cui sono intervenute le interpreti Paola Cortellesi, Emanuela Fanelli e Romana Maggiora Vergano.[81]

Nel dicembre del 2023 un imprenditore di Lodi ha donato in anonimato 400 biglietti agli studenti della sua città per incentivarli ad assistere alla proiezione del film;[88] la stessa regista ha apprezzato pubblicamente il gesto.[89]

Impatto sull'opinione pubblica

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Secondo numerosi critici e giornalisti, le tematiche affrontate dal film hanno contribuito a riaccendere le discussioni sulla violenza di genere e sui diritti delle donne in Italia, analogamente a quanto accaduto con gli omicidi di Giulia Tramontano e Giulia Cecchettin, avvenuti rispettivamente il 27 maggio e l'11 novembre 2023.[17][18][90] Il Presidente della regione Campania Vincenzo De Luca (Partito Democratico) ha annunciato la volontà di attuare un progetto di sensibilizzazione negli istituti scolastici della Regione che prevedesse la visione di C'è ancora domani;[91] la campagna, denominata Essere Umani, è ufficialmente iniziata nel dicembre dello stesso anno e ha previsto seicento proiezioni in trenta sale cinematografiche regionali per studenti delle scuole medie e superiori, oltre al coinvolgimento di psicologi, sociologi e pedagoghi.[92]

Nel corso delle manifestazioni e dei cortei di cordoglio e protesta tenutisi in tutto il Paese a seguito dell'uccisione di Giulia Cecchettin, diverse persone partecipanti hanno esposto cartelli che riportavano alcune frasi tratte dai dialoghi sul tema della violenza e della discriminazione di genere presenti nel film;[93][94] in particolare la regista e principale interprete Paola Cortellesi ha preso parte a una di queste manifestazioni a Roma, durante la quale ha ringraziato personalmente una manifestante, la studentessa Caterina Cesari.[93][95]

Casi mediatici

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Controversia sull'esclusione dai finanziamenti pubblici

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Successivamente all'uscita nelle sale del film, il presidente dell'Umbria Film Commission Alberto Pasquale ha condiviso attraverso i propri canali social delle indiscrezioni riguardo all'esclusione di C'è ancora domani dai fondi pubblici erogati dalla Direzione Generale Cinema e audiovisivo del Ministero della cultura per il finanziamento di progetti cinematografici.[96][97] Secondo la ricostruzione di Pasquale, nel 2022 la sceneggiatura e il progetto di produzione del film erano stati presentati alla commissione nelle categorie «opere di particolare qualità artistica» e «film difficili con risorse finanziarie modeste»;[98] tuttavia, il 12 ottobre dello stesso anno, il film era stato collocato all'ultimo posto su 51 progetti esaminati per la prima categoria, in quanto ritenuto «progetto di opera non giudicata di straordinaria qualità artistica in relazione a temi culturali, a fatti storici, eventi, luoghi o personaggi che caratterizzano l'identità nazionale».[99] Secondo lo stesso Pasquale, la sotto-commissione 4 aveva escluso C'è ancora domani anche dalla terna di titoli selezionata per la seconda categoria, che avrebbero ricevuto un finanziamento diretto di 630000 .[100]

Il ministro della cultura in carica all'epoca, Dario Franceschini (Partito Democratico), ha negato ogni coinvolgimento diretto nella decisione, affermando che «il compito di un ministro è solo tutelare l'autonomia della commissione tecnica e rispettarne le decisioni, incluse quelle, come in questo caso, non condivise» e che «un ministro che interferisce nelle decisioni di una commissione che eroga finanziamenti con valutazioni personali o politiche commette un reato».[99] Franceschini ha anche sostenuto che il film avesse avuto accesso a un finanziamento di circa 3000000  grazie al meccanismo automatico del tax credit, introdotto da un decreto interministeriale a opera dello stesso ministro, entrato ufficialmente in vigore nel febbraio del 2021.[99]

  1. Presentazione in anteprima il 18 ottobre 2023 alla 18ª edizione della Festa del Cinema di Roma.
  2. Presentato in anteprima al Festival del Cinema di Göteborg.
  3. Proiezioni in anteprima a Rabat[29] e a Tangeri.[30]
  4. Uscita limitata.
  1. P. Tinorio, L’esordio alla regia di Paola Cortellesi sta già cambiando il panorama cinematografico italiano, in Faro di Roma, 24 novembre 2023.
  2. "C'e' ancora domani", debutto alla regia di Paola Cortellesi, su ANSA, 18 ottobre 2023. URL consultato l'8 novembre 2023.
  3. Vania Amitrano, Festa del cinema di Roma 2023, vincitori e bilanci, su Ciak, 28 ottobre 2023. URL consultato l'8 novembre 2023.
  4. 1 2 3 4 Letizia Giangualano, Cinema, Nastro d'argento per 'C'è ancora domani' di Paola Cortellesi, è il film dell'anno, su Alley Oop, Il Sole 24 Ore, 19 dicembre 2023. URL consultato il 26 dicembre 2023.
  5. 1 2 C’è ancora domani è il Film dell'anno dei Nastri d’Argento, su Sky TG24, 18 dicembre 2023. URL consultato il 26 dicembre 2023.
  6. 1 2 Record di 19 nomination per un regista con un film all'esordio, cfr. Candidature ai David di Donatello 2024 – L’esordio record di Paola Cortellesi “C’è ancora domani” con 19 nomination, su cinema.cultura.gov.it, 4 aprile 2024. URL consultato il 5 aprile 2024.
  7. 1 2 VINCITORI PREMI DAVID DI DONATELLO 2024. URL consultato il 4 maggio 2024.
  8. ilsorpassocinema, "C'è ancora domani" sorpassa "Il ciclone": i maggiori incassi di sempre in Italia, su Il Sorpasso Cinema, 8 dicembre 2023. URL consultato il 29 dicembre 2023.
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