Burro di karité

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
I semi
Elaborazione del burro in Burkina Faso
Burro usato a scopo cosmetico

Il burro di karité è una sostanza commestibile estratta dai semi, noccioli, del karité o Vitellaria paradoxa, un albero che cresce nelle savane, dall'Africa occidentale all'area del fiume Nilo, dove può prevalere la varietà Vitellaria nilotica.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Secondo tradizione, i frutti di karité vengono raccolti tra metà giugno e metà settembre. Il nocciolo viene liberato dalla polpa sia per fermentazione sia spelandolo manualmente e può essere successivamente lavorato seguendo diversi processi per rimuovere il guscio legnoso dai gherigli oleosi. Nel processo tradizionale il nocciolo viene essiccato al sole a volte dopo una preventiva bollitura o tostatura o fumigazione. Viene poi frammentato, pestato e macinato fino a produrre una pasta spessa (Lovett, 2004). A questa pasta viene aggiunta dell'acqua ed il tutto viene portato ad ebollizione e successivamente filtrato per eliminare le varie impurità.(Moharram e al., 2006). Il burro non raffinato che si ottiene in questo modo va dal colore bianco-avorio ad un giallo abbastanza intenso in funzione dei carotenoidi contenuti. L'odore può ricordare la cioccolata o a seconda dei processi di tostatura può risultare affumicato[1][2][3]. Oltre che con il metodo tradizionale, sostanzialmente manuale, l'estrazione dell'olio può avvenire sia meccanicamente per compressione a freddo sia con solvente[4].

Composizione[modifica | modifica wikitesto]

In tutti gli oli vegetali la composizione può variare in funzione della varietà, delle condizioni ambientali, della raccolta e della lavorazione. L'olio di soia è composto prevalentemente da trigliceridi con la seguente distribuzione tipica di acidi grassi:

acido grasso concentrazione (%)
Acido laurico 0-1,5
Acido miristico 0-0,3
Acido palmitico 3,2-12,1
Acido stearico 22,5-50,2
Acido oleico 39,3-68,0
Acido vaccenico 0-0,59
Acido linoleico 4,5-8,4
Acido α-linolenico 0-1,6
Acido arachico 0-3,5
Acido gadoleico 0-0,39
Acido beenico 0-0,15
Acido lignocerico 0-0,11

Fonte: Lipp e al., 1998, Di Vincenzo e al., 2005, Ferris e al., 2001, Sawadogo e al.(Gunstone), 1986., Maranz e al., 2004, Alander e al. 2002,[4].

Acido stearico ed acido oleico assieme rappresentano anche l'85% del totale degli acidi grassi, ma il loro rapporto, St/O, può variare anche sensibilmente in funzione di fattori geografici e climatici.

nazione rapporto tra la concentrazione di acido stearico e acido oleico
Burkina Faso, Ghana 0,95< St/O <1,1
Benin, Costa d’Avorio,
Mali, Nigeria,
0,7< St/O <0,95
Ciad, Uganda,
Camerun
0,5< St/O <0,7

Anche la concentrazione e composizione della frazione insaponificabile può variare sensibilmente in funzione di fattori geografici e climatici. La frazione insaponificabile di un burro di Karité non raffinato può rappresentare il 3,7% se prodotto in Uganda o il 12,6% se prodotto in Nigeria. Contiene steroli, tocoli e terpeni. Di questi ultimi il più significativo, oltre il 50% del totale, è α-amirina[5].

Utilizzo alimentare[modifica | modifica wikitesto]

Il burro di karité viene usato come materia grassa vegetale in numerosi piatti della cucina africana e in Occidente è utilizzato nell'industria cioccolatiera e in alcuni prodotti di confetteria e di pasticceria. Miscelato con altri burri vegetali (stearina di palma, burro di mango, burro di illipè, burro di kukui) può essere utilizzato in alternativa al burro di cacao.

Utilizzo cosmetico[modifica | modifica wikitesto]

Il suo impiego è molto conosciuto nella moderna dermatologia ed in cosmetologia. Può essere utilizzato nella composizione di diversi cosmetici per le cure delle labbra, del viso, dei capelli, delle mani e del corpo. Il suo nome INCI è BUTYROSPERMUM PARKII BUTTER. Viene normalmente impiegato come emolliente, condizionante cutaneo e fattore di consistenza. Altri ingredienti cosmetici derivati dal burro di Karité possono essere:

  • BUTYROSPERMUM PARKII BUTTER UNSAPONIFIABLES
  • BUTYROSPERMUM PARKII BUTTER EXTRACT

Il burro di Karité è un ingrediente cosmetico che manifesta commercialmente una notevole attrattiva. Alcune marche cosmetiche hanno inserito il termine “Karité” nel proprio logo, caratterizzando l'intera linea cosmetica sulla presenza di questo ingrediente.

Impatto della produzione del burro sulla vegetazione[modifica | modifica wikitesto]

La produzione del burro di karité è stata messa sotto osservazione da vari enti internazionali ed associazioni che promuovono l'eco-sostenibilità dell'impatto dell'uomo sulla natura che lo circonda. Nel 1998 la Vitellaria paradoxa, pianta dalla quale si ricava il prezioso burro, è stata classificata con lo stato d'allarme di "Vulnerabile" dall' Unione internazionale per la conservazione della natura che critica l'uso intensivo come legname da costruzione o legna da ardere delle piante che nascono spontanee nelle savane dell'Africa Occidentale.[6]. Alcuni grandi gruppi della cosmesi hanno aderito e finanziato progetti per lo sfruttamento sostenibile del burro di Karité nei paesi di produzione. La produzione del burro di karité è anche osservata dall'organizzazione italiana di tipo internazionale Slow Food[7].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ African standard for shea kernel
  2. ^ Shea Nut Quality Standards - Global Shea Alliance
  3. ^ QUALITY AND COMPLIANCE TO STANDARDS FOR SHEA PRODUCTS
  4. ^ a b ASBI American Shea Butter Institute
  5. ^ Regional Variation in Shea Butter Lipid and Triterpene Composition in Four African Countries, D. DiVincenzo, R.Vito, S.Maranz, Z.Wiesman, A.Serraiocco, G.Bianchi
  6. ^ redlist IUCN, iucnredlist.org. URL consultato il 25 dicembre 2013.
  7. ^ Ministero degli esteri: INIZIATIVE A SOSTEGNO DEL SETTORE AGROALIMENTARE NEI PAESI DELL’AFRICA SUBSAHARIANA

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]