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Buono fruttifero postale

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I buoni fruttiferi postali sono un gruppo di prodotti finanziari italiano, emessi dalla Cassa depositi e prestiti, e collocati da Poste Italiane.[1]

Assieme ai libretti di risparmio postale, costituiscono il cosiddetto risparmio postale, e possono essere emessi sia in forma cartacea, sia dematerializzata.

Caratteristiche generali

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I buoni fruttiferi postali:

  • sono sottoscrivibili e rimborsabili presso tutti gli uffici postali, per importi multipli di cinquanta euro;
  • non sono soggetti a commissioni o spese, né per l'emissione né per il rimborso;
  • ogni buono può essere sottoscritto da un massimo di quattro persone, con pari facoltà di rimborso o necessità di firma congiunta;
  • la sottoscrizione avviene in via continuativa in base alle richieste degli investitori (emissione a rubinetto);
  • assicurano la restituzione almeno del valore nominale in qualunque momento, il saggio dell'interesse dipende invece dalle caratteristiche del buono.

I buoni emessi dopo il 1º settembre 1987 sono assoggettati a una ritenuta fiscale agevolata del 12,50%, rispetto alla normale del 26%. Ad essi si applica altresì l'imposta di bollo, pari al due per mille del valore al 31 dicembre; questa è accantonata ogni anno e versata al rimborso del titolo. Sono esenti i buoni valenti meno di cinquemila euro.

I buoni ordinari possono essere emessi in forma cartacea o dematerializzata. Altre tipologie di buoni fruttiferi postali potrebbero essere disponibili nella sola forma virtuale. In quel caso, dovranno essere legati a un libretto di risparmio od al conto corrente postale; saranno rimborsati automaticamente alla data di scadenza. Per i buoni dematerializzati, è consentita la riscossione parziale del buono, per un minimo di euro cinquanta.

Tipologia del buono

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L'offerta dei buoni fruttiferi postali è ampia e diversificata e l'evoluzione dei mercati dei prodotti finanziari ha arricchito maggiormente l'offerta di CDP.

I tipi di buono fruttifero variano in base al tipo di rendimento (fisso, crescente, variabile, indicizzato) alla durata (minima, massima, a step intermedi), al momento del riconoscimento del rendimento (costante nel tempo, a periodi di tempo più o meno prolungati, solo alla scadenza), alle categorie di investitori che possono accedere alla sottoscrizione (al pubblico indistinto, solo a investitori che procedono a un reinvestimento, solo ad aziende, solo ad eredi, solo per minori di 18 anni di età).

La Corte di Cassazione, a marzo 2019, ha stabilito che lo Stato italiano può cambiare gli interessi dei buoni fruttiferi postali a propria discrezione, senza la necessità di avvertire i sottoscrittori.[2] È in ogni caso necessario fare riferimento ai fogli informativi delle specifiche emissioni.

Uso dei fondi

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L'art. 5 comma 7 lett. a) del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269 sancisce che la CDP S.p.a. usa i fondi rimborsabili sotto forma di libretti di risparmio postale e di buoni fruttiferi postali per finanziare, "sotto qualsiasi forma", "lo Stato, le regioni, gli enti locali, gli enti pubblici e gli organismi di diritto pubblico".

  1. Art. 2 comma 3 del Decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 284 - Riordino della Cassa depositi e prestiti, a norma dell'articolo 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59.
  2. Buoni Fruttiferi Postali lo Stato può cambiare gli interessi quando vuole, su finanza.economia-italia.com.

Riferimenti normativi

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  • Art. 2 del Decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 284 - Riordino della Cassa depositi e prestiti, a norma dell'articolo 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59.
  • Art. 5 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269 - Disposizioni urgenti per favorire lo sviluppo e per la correzione dell'andamento dei conti pubblici.
  • Decreto ministeriale 6 ottobre 2004 - Determinazioni ai sensi dell'art. 5, comma 11, lettere a), b) e c), del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, ed esercizio del potere di indirizzo della gestione separata della Cassa depositi e prestiti, società per azioni, a norma dell'art. 5, comma 9, del citato decreto-legge.

Voci correlate

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Collegamenti esterni

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