Bugo

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Bugo
Bugo 2018.jpg
Bugo in concerto nel 2018
NazionalitàItalia Italia
GenereMusica d'autore[1]
Rock[1]
Lo-fi[2]
Rock elettronico[3]
Folk rock[1]
Periodo di attività musicale1998 – in attività
Strumentovoce, chitarra, sintetizzatore, tastiere, basso, batteria
EtichettaUniversal Records, Carosello Records, Snowdonia Dischi, Bar La Muerte, Wallace Records, Mescal
Album pubblicati11
Studio9
Colonne sonore1
Raccolte2
Logo ufficiale
Sito ufficiale

Bugo, pseudonimo di Cristian Bugatti (Rho, 2 agosto 1973), è un cantautore, musicista, attore e scrittore italiano.

Dall'inizio della sua carriera ha pubblicato 9 album. Nel corso degli anni Bugo ha personalizzato il suo stile musicale arrivando a toccare molti generi diversi, come rock, garage rock, blues, folk, rap, psichedelia, noise, pop, musica elettronica e musica strumentale.[4] È considerato da più parti come il pioniere di un nuovo cantautorato italiano, artista che ha in qualche modo traghettato la canzone impegnata degli anni 1970 verso la disillusione degli anni 2000.[5][4][6] Per questa ragione, nei primi anni 2000 fu definito con un neologismo come il "fantautore".[7]

Secondo AllMusic, Bugo è uno dei più interessanti e controversi artisti ad emergere dalla scena indipendente italiana degli anni 90, amato dai fan e da alcuni critici, ma anche disprezzato e giudicato come un semplice atto di commedia da altri.[8] Si è dedicato anche all'arte visiva e al mondo del cinema. Nel 2012 il giornale britannico The Guardian inserisce Bugo in un articolo sulla musica italiana attuale[9]. Nel 2015 la rivista Rolling Stone lo inserisce tra le 100 facce della musica italiana.[10]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

L'infanzia e l'adolescenza (1973-1994)[modifica | modifica wikitesto]

Bugo nasce a Rho il 2 agosto 1973[4]. Poco dopo la nascita, la famiglia si trasferisce nel novarese, per la precisione a Cerano, dove Bugo trascorre gli anni giovanili[11]. La sua non è una famiglia di artisti, la madre è casalinga e il padre commercia in metalli.[4] Frequenta le elementari in una scuola di preti, dove fa il chierichetto per 5 anni. Questo precoce incontro con il mondo ecclesiastico segnerà profondamente la vita del bambino, tanto che, quando diventerà cantautore anni più avanti, tratterà del rapporto con la religione in diverse canzoni.[12] Frequenta la scuola media di Cerano. Gioca nel Cerano Calcio per un paio di stagioni e successivamente si iscrive nella squadra di pallacanestro del paese.

Dopo la scuola media, la famiglia si trasferisce a San Martino di Trecate, appena fuori Cerano e iscrive il figlio al Liceo Scientifico Antonelli a Novara. Il temperamento mite e riservato che lo aveva caratterizzato fino alle scuole medie, cambia radicalmente durante gli anni del liceo. La rigidità degli insegnanti e il disinteressamento per le materie scolastiche fanno crescere in Bugo una propensione alla ribellione. Negli ultimi anni di liceo si appassiona alla letteratura, dimostrando interesse per la poesia del periodo romantico (principalmente quella del poeta francese Arthur Rimbaud).[13][14][15].

È sempre di questo periodo il primo incontro con il mondo della musica. Alcuni amici di Cerano lo invitano alle prove della loro band e Bugo per la prima volta mette le mani su uno strumento, la batteria. La chiamata del 1992 per il servizio militare tuttavia gli impedisce di proseguire questa esperienza.[16]

Durante il servizio di leva, Bugo impara a suonare la chitarra e scrive le prime canzoni, tra cui una rudimentale Faccio il militare, canzone tuttora inedita eseguita nel solo accordo di Mi[non chiaro]. L'anno del militare sarà un periodo difficile per Bugo, lontano da casa e in un ambiente rigido. Tuttavia gli permetterà di sviluppare il suo nuovo interesse per la musica e lo studio della chitarra. Inoltre l'esperienza ritornerà anni dopo sotto forma di un film, quando nel 2011 nel film Missione di pace di Francesco Lagi vestirà i panni del soldato Quinzio, un militare che suona la chitarra.[17]

Primi passi nel mondo della musica (1994-1999)[modifica | modifica wikitesto]

I Quaxo e le prime canzoni come Bugo[modifica | modifica wikitesto]

Il 1994 è un anno importante per la sua formazione: terminato il servizio militare, torna al paese e fonda un gruppo musicale, i Quaxo, insieme al batterista Cristian Dondi (amico di Cerano che negli anni a venire continuerà a collaborare con Bugo) ed al bassista Guido Pellò. Bugo, chitarra elettrica e voce, è autore di tutte le canzoni. Lo stile è influenzato dal punk rock e dai Nirvana, i testi sono in italiano. Il gruppo realizza due demo in audiocassetta, tiene qualche concerto soprattutto nel novarese, e partecipa con una canzone alla compilation We Bastard Motherfuckers vl.3 della "Blu Bus Circus", etichetta fondata dal gruppo hardcore Kina.[18][19]

Il gruppo dura due anni, fino al 1996. L'esperienza con i Quaxo è stata decisiva per Bugo: in primo luogo perché gli permette di capire che per il suo temperamento ribelle e decisionale non è adatto alle dinamiche interne di una band, e in secondo luogo gli permette di maturare come autore di canzoni. Lo scioglimento dei Quaxo coincide anche con la decisione di ritirarsi dall'Università, che aveva frequentato per poco tempo e con scarso interesse.

Bugo inizia a lavorare a tempo pieno in fabbrica, una fonderia di metalli, deciso a mettersi via un po' di soldi.[20] Nel frattempo scrive canzoni e compone un demo autoprodotto in audiocassetta, Pane, pene, pan. Sono i primissimi passi come cantautore. Restio a inventarsi un nome d'arte finto e costruito, come cantautore sceglie di chiamarsi semplicemente Bugo, soprannome con cui tutti gli amici lo chiamavano fin dai tempi della scuola media a Cerano.

Il primo concerto a nome Bugo è del marzo del 1998 a Vigevano.[21] Quella sera è presente Bruno Dorella, personaggio molto attivo nell'ambiente musicale alternativo, già batterista dei Wolfango, che rimane molto colpito dalla stravaganza di Bugo e gli propone di collaborare con la sua etichetta Bar La Muerte.[22][23] La prima uscita è un singolo, "Questione d'eternità", pubblicato in vinile nel 1999.[24]

Gli anni duemila[modifica | modifica wikitesto]

Esordio come cantautore e primi due album[modifica | modifica wikitesto]

Nel dicembre 2000 esce il primo album di Bugo, La prima gratta (per le etichette Bar La Muerte e Snowdonia Dischi). È un album folk, registrato in bassa fedeltà, secondo i canoni del lo-fi.[25] Contiene canzoni ancora acerbe dal punto di vista compositivo[26], ma canzoni come Spermatozoi, molto amata dai fan, rimarranno in scaletta concerto per molti anni.[27]

Nel dicembre 2001 esce il secondo disco di Bugo con il nome Sentimento westernato per le etichette Bar La Muerte, Beware! e Wallace Records.[28] Il disco permette a Bugo di farsi un nome nel circuito musicale alternativo[29], con una proposta musicale nuova in Italia, ironica e geniale, in contrasto con la cupezza della musica underground italiana degli anni '90.[30] Arrivano anche i primi concerti.

Partecipa al programma di MTV condotto da Enrico Silvestrin Supersonic, nel quale Bugo per la prima volta appare sugli schermi televisivi e la cui esibizione viene ancora ricordata come una delle esibizioni più importanti della carriera musicale di Bugo.[31]. Nel febbraio 2002 esce il 10 pollici Ne vale la pena? (Bar La Muerte, Burp Publications, Wallace Records), contenente canzoni dal sapore garage rock.[32] Sarà edito anche un video dalla canzone omonima, il primo videoclip che si conosce di Bugo, per la regia di Cristian Dondi, vecchio amico di Bugo.[33]

Il trasferimento a Milano e la firma con Universal Music[modifica | modifica wikitesto]

Per dare fondamento alla sua passione per la musica, Bugo si trasferisce a Milano, sede delle più importanti case discografiche italiane. Il successo di Bugo negli ambienti alternativi arriva ai piani alti delle major, tanto che Bugo sigla un contratto con Universal Records. Nell'ottobre del 2002 esce il disco Dal lofai al cisei. Il primo singolo estratto dall'album è Casalingo. Seguiranno altri due singoli, Io mi rompo i coglioni e Pasta al burro. Bugo viene eletto "artista dell'anno" al Meeting delle etichette indipendenti 2002 di Faenza. Continua l'attività live, da segnalare la partecipazione alla data di Padova del Tora! Tora!, in cui Bugo invita sul palco il musicista Morgan.[34]

Nell'aprile 2004 esce il doppio album Golia & Melchiorre, sempre per Universal. L'album si divide in due cd: Arriva Golia!, elettronico e sperimentale, registrato da Riccardo Gamondi dei Uochi Toki e mixato da Roberto Vernetti, e La gioia di Melchiorre, cantautoriale e malinconico, prodotto da Bugo stesso e Maurice Andiloro, che vede la partecipazione del bluesman Joe Valeriano. La copertina dell'album (Bugo tiene per i capelli la propria testa decapitata) viene censurata dalla casa discografica la quale decide di applicare sul viso di Bugo un adesivo raffigurante un cestino da picnic.[35] Anche il video del singolo apripista, Carla è Franca, viene censurato dalle tv musicali.[36] A settembre esce il secondo singolo, Il sintetizzatore, con un videoclip al seguito.

Il terzo disco per Universal, dal titolo Sguardo contemporaneo, esce nell'aprile 2006 e vede la produzione di Giorgio Canali. Il singolo apripista è Millennia. Seguono altri tre singoli, Che lavoro fai, Ggell e Amore mio infinito. Quest'ultimo viene registrato in una nuova veste più elettronica e prevede la partecipazione dell'attrice e cantante Violante Placido (aka Viola). Insieme promuovono il singolo al programma televisivo CD Live" su Rai 2[37].

La svolta elettronica[modifica | modifica wikitesto]

Bugo sul main stage dell'Arezzo Wave Festival 2009

Nell'aprile 2008 esce Contatti, la cui produzione artistica è affidata al produttore/dj Stefano Fontana (alias Stylophonic), già produttore di Buon sangue di Jovanotti. Il primo singolo dell'album è C'è crisi. Il video diretto da Lorenzo Vignolo viene votato "Miglior video" nella sezione "Out of Indies" al MEI di Faenza.[38] Viene invitato due volte da Simona Ventura ad esibirsi durante la trasmissione Quelli che il calcio su Rai 2[39] e da Daria Bignardi alla trasmissione Le Invasioni barbariche su LA7. Durante l'estate esce il secondo singolo Love boat con un video diretto ancora da Vignolo. Sempre in estate Bugo gira un video a Milano per "La felicità" diretto Federico Vitetta e Ty Evans con la partecipazione del Chocolate Skate Team dalla California (prodotto da Spike Jonze). Segue il terzo singolo Nel giro giusto, diretto da Soda Studio.

Nell'agosto 2008 il produttore/dj Steve Aoki inserisce La mano mia (Cecile and The Bloody Beetroots Remix) nella compilation Radio 1 Essential Mix per la BBC Radio di Londra.[40] Nel settembre 2008 esce una nuova versione di Contatti, che prevede, oltre alla scaletta originale, Love Boat (Roba remix) e Che diritti ho su di te (live version 2008).[41]

Partecipa all'edizione 2008 degli MTV Days e in dicembre al tributo a Fabrizio De André al Teatro Dal Verme a Milano eseguendo Avventura a Durango (traduzione di Romance in Durango di Bob Dylan).[42] Si esibisce sul main stage dell'edizione di Italia Wave del 2009, dedicata al quarantennale di Woodstock. Bugo esegue, tra i vari brani, anche una reinterpretazione di Jimi Hendrix in Fire, che apparirà sulla compilation della manifestazione omonima. Da segnalare un'altra cover che Bugo suonerà per tutta la durata del tour: Prisencolinensinainciusol di Adriano Celentano.

Gli anni duemiladieci[modifica | modifica wikitesto]

Il film Missione di pace e il disco Nuovi rimedi per la miopia[modifica | modifica wikitesto]

Bugo partecipa alle riprese del film Missione di pace, diretto da Francesco Lagi.

Il film viene presentato in prima mondiale il 9 settembre 2011 fuori concorso nella Settimana Internazionale della Critica alla 68ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia[43], riscuotendo un'ottima accoglienza da parte del pubblico presente[44].

Oltre all'interpretazione nei panni di Quinzio, uno dei soldati (tra cui anche Alba Rohrwacher) capitanati dal protagonista Capitano Vinciguerra (interpretato da Silvio Orlando), Bugo realizza la colonna sonora del film nel quale compaiono, oltre a temi strumentali inediti composti per l'occasione, anche le canzoni Ggeell, Casalingo, Che diritti ho su di te e la nuova I miei occhi vedono.

Bugo in concerto nel 2012

Il 27 settembre 2011 Bugo pubblica, sempre per Universal Music, un nuovo album dal titolo Nuovi rimedi per la miopia, prodotto e arrangiato da Saverio Lanza, Cécile e Bugo stesso. L'album è stato anticipato il 2 settembre dal singolo I miei occhi vedono, già colonna sonora del film Missione di pace. Segue il secondo singolo, La salita, che sarà accompagnato da un nuovo videoclip per la regia di Lorenzo Vignolo.

Via Twitter realizza la prima intervista open source di un artista italiano: intervista in video diretta con i fan.[45]. Il 24 gennaio 2012 esce Le canzoni ai testimoni, nuovo disco di Enrico Ruggeri in cui Bugo reinterpreta la canzone Il lavaggio del cervello insieme allo stesso Ruggeri.

Il 31 marzo 2012 Bugo viene invitato alla trasmissione London Live 2.0 su Rai 2 per presentare ed eseguire dal vivo Comunque io voglio te, terzo singolo estratto da Nuovi rimedi per la miopia[46]. Il brano sarà affiancato da un nuovo videoclip per la regia di Roberto "Rup" Paolini.

Il 10 luglio 2012 il giornale britannico The Guardian pubblica un articolo sulla musica italiana attuale includendo Bugo insieme a Vasco Rossi, Jovanotti, Tiziano Ferro e altri[47].

Bugo realizza un nuovo videoclip per il quarto singolo Nonhotempo (regia dell'illustratrice Olimpia Zagnoli). Il video viene mostrato in occasione dell'ultima data del tour, che si tiene il 9 settembre 2012 al Carroponte di Sesto San Giovanni (MI)[48].

Dopo il concerto, Bugo scherzosamente annuncia il suo ritiro dalle scene per "9 anni e 7 mesi"[49]. È uno scherzo, ma come dichiarerà più avanti, Bugo medita di abbandonare il mondo della musica, probabilmente deluso dal forte clamore suscitato da Nuovi rimedi per la miopia.[50]

Arte visiva[modifica | modifica wikitesto]

A parte un breve tour acustico nel 2013, per diversi anni l'attività musicale di Bugo è ferma, in favore di un interessamento per l'arte visiva. Tra il 2009 e il 2014 Bugo è attivo a tempo pieno come artista visivo, vicino alle ricerche dell'arte concettuale.[51] Collabora saltuariamente con la rivista d'arte contemporanea "Flash Art".

Nel 2009 partecipa a Gemine Muse 2009 presso il Museo Faraggiana Ferrandi di Novara[52]. Nel 2010 la prima mostra personale a Roma[53]. Espone alla fiera internazionale d'arte contemporanea di Roma (The Road to Contemporary Art)[54]. Nel 2012 partecipa al MiArt 2012, la fiera internazionale di arte moderna e contemporanea di Milano[55]. Nel 2012 la seconda mostra personale presso Room Galleria a Milano[56][57].

Nel 2013 realizza un'opera pubblica per le strade di Ghaziabad, a 30 km da New Delhi (India).[58] Sempre nel 2013 partecipa all'iniziativa Art4shop[59] esponendo, presso il parco commerciale di San Giuliano Milanese, un autoritratto di grandi dimensioni.[60]

Nel 2014 Bugo realizza un autoritratto di grandi dimensioni per le strade di New Delhi in occasione dell'India Art Fair, e pubblica il magazine d'arte "Acid Times".[61][62]

Nuovo contratto, Concerto del Primo Maggio e primo posto in classifica FIMI[modifica | modifica wikitesto]

Nel febbraio del 2015 arriva la notizia della firma di Bugo con la Carosello Records: è il ritorno discografico dopo cinque anni.

L'annuncio arriva in contemporanea all'inserimento del suo volto tra i 100 della musica italiana, nello speciale celebrativo targato Rolling Stone.[63]

Il 22 maggio 2015 esce il singolo "Cosa ne pensi Sergio", prodotto insieme al produttore Matteo Cantaluppi.[64] Il singolo è lanciato da una singolare campagna pubblicitaria che prevede l'affissione di manifesti anonimi con la sola scritta "Cosa ne pensi Sergio".[65] Qualche settimana dopo lancia un'omonima web series dalla sua pagina Facebook, con lo stesso levriero afghano, Sergio, come co-protagonista.

Anticipato dal singolo "Vado ma non so", il 23 ottobre 2015 esce l'EP Arrivano I nostri, prodotto insieme a Matteo Cantaluppi e sempre sotto Carosello. Viene organizzato un tour promozionale nei club con l'agenzia Live Nation.[66]

Nell'aprile 2016 viene pubblicato l'ottavo album, Nessuna scala da salire.

Il disco ha un immediato riscontro di vendite, tanto da arrivare al primo posto della classifica ufficiale vinili della FIMI.[67] Il primo singolo estratto è Me la godo[68].

Segue un tour promozionale in tutta Italia, tra cui il concertone del Primo Maggio a Roma e una tappa all'estero allo Sziget Festival di Budapest.[69] In scaletta per tutto il tour, presente anche la canzone Bollicine di Vasco Rossi.[70]

Nel dicembre viene pubblicato un nuovo singolo "Nei tuoi sogni", con annesso videoclip e tour nei club durante autunno ed inverno.

Il ritorno al rock[modifica | modifica wikitesto]

Nell'aprile del 2017 Bugo rilascia una intervista per RaiNews24 in cui annuncia un ritorno alle origini del rock.[71]

All'insegna del rock, forma una nuova band e parte in tour per l'estate, sempre con il supporto dell'agenzia Live Nation. Il nuovo tour rock riscuote grande interesse[72] e si chiude il 7 settembre a Carroponte di Sesto San Giovanni (MI).[73]

Come regalo ai fan, Bugo annuncia la pubblicazione su YouTube dell'audio di un intero concerto tratto dal nuovo trascorso rock.[74][75]

Nel maggio del 2018, pubblica l'album RockBugo, prima raccolta ufficiale con i successi di 18 anni di carriera solista riarrangiati in chiave rock. L'album esce prima in vinile, e dal 6 luglio 2018 anche in digitale.[76][77]Segue una serie di concerti estivi, tra cui si segnalano le anteprima a Milano e Roma, e i concerti con Irene Grandi a Madrid e come supporter dei Negrita al Castello Scaligero di Villafranca.[78][79][80] RockBugo viene scelto per la candidatura a "miglior album italiano" per i Rockol Awards.[81]

Nell'autunno 2019 viene pubblicato da Rizzoli il primo libro di Bugo, La Festa Del Nulla. Si tratta di un romanzo di formazione che unisce vicende e personaggi di fantasia a tratti autobiografici del cantautore[82].

Gli anni duemilaventi[modifica | modifica wikitesto]

Festival di Sanremo 2020[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2020 partecipa al Festival di Sanremo 2020, in coppia con Morgan[83] con la canzone Sincero. Nella serata del venerdì, Morgan inizia la canzone cambiando il testo della stessa e inserendovi critiche nei confronti di Bugo. I due avevano avuto degli screzi per via dell'esibizione della serata precedente dedicata alle cover in cui avevano proposto una versione di Canzone per te di Sergio Endrigo, classificandosi ultimi secondo la votazione dell'orchestra[84]. Bugo quindi abbandona il palco e l'esibizione viene interrotta. A fine serata viene annunciata la squalifica della coppia dalla gara canora.[85]

Il 7 febbraio viene pubblicato un nuovo album dal titolo Cristian Bugatti, prodotto da Simone Bertolotti e da Andrea Bonomo[86]. Il primo singolo estratto è il brano sanremese Sincero, con annesso videoclip. L'1 maggio, in concomitanza con la partecipazione di Bugo al Concerto del Primo Maggio a Roma, viene lanciato il secondo singolo "Mi manca", in duetto con Ermal Meta.[87]

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Bugo è sposato con Elisabetta, una diplomatica. Il matrimonio si è celebrato nel 2011 a Nuova Delhi, in India, dove la coppia ha vissuto dal 2010 al 2014.[88][89][90]

La coppia ha un figlio[91] ed attualmente risiede a Roma[92], dopo aver vissuto negli ultimi anni anche a Milano[93] e a Madrid[94].

È un accanito tifoso della Juventus[95]. Gioca regolarmente con la Nazionale Italiana Cantanti.[96]

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Album[modifica | modifica wikitesto]

Raccolte[modifica | modifica wikitesto]

  • 2018 – RockBugo
  • 2020 – Bugo - The Platinum Collection

EP[modifica | modifica wikitesto]

Demo[modifica | modifica wikitesto]

Singoli[modifica | modifica wikitesto]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Attore[modifica | modifica wikitesto]

Libri[modifica | modifica wikitesto]

Romanzi
  • 2019 - La festa del nulla (Rizzoli)

Colonne sonore[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c https://books.google.it/books?id=QBko1XW9KOUC&pg=PA77&lpg=PA77&dq=bugo+cantautore&source=bl&ots=ciYm52h1JQ&sig=_ewCdib1cQByGaQ1-rLPdevB3-w&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwivrZvOzJLaAhXH16QKHSx6DmI4ChDoAQhaMA0#v=onepage&q=bugo%20cantautore&f=false
  2. ^ https://www.rockit.it/recensione/2119/bugo-dal-lo-fi-al-ci-sei
  3. ^ https://sentireascoltare.com/recensioni/bugo-contatti/
  4. ^ a b c d Biografia, su bugo.me. URL consultato il 16 novembre 2017.
  5. ^ http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2011/12/02/bugo-benvegnu-derby-fra-cantautori-indipendenti.html
  6. ^ http://arte.sky.it/video/bugo-per-studio-xxxv-live/
  7. ^ Arriva il lunatico Bugo 'fantautore' da sorprese, La Repubblica, 30 novembre 2006.
  8. ^ (EN) Bugo | Biography & History, su AllMusic. URL consultato il 18 febbraio 2020.
  9. ^ (EN) Italian music now: from Turin to Sicily, theguardian.com. URL consultato il 16 novembre 2017.
  10. ^ Le 100 facce della musica italiana, su rollingstone.it. URL consultato il 16 novembre 2017.
  11. ^ Gli amici novaresi difendono il cantante Bugo: “Tradito da una Morganata sul palco di Sanremo” - La Stampa, su lastampa.it, 9 febbraio 2020. URL consultato il 18 febbraio 2020.
  12. ^ Bugo: ascolta in anteprima Arrivano i nostri e leggi l'intervista, su Rockit.it. URL consultato il 18 febbraio 2020.
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  33. ^ Filmato audio BUGO - Ne vale la pena?, su YouTube.
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  35. ^ Nuovo album di Bugo: sarà censurata la copertina?
  36. ^ Intervista a Bugo: Sgt Bugo Lonely Heart Synth Band | Rocklab.it v4 beta
  37. ^ Agenzia Fotografica - Infophoto
  38. ^ Collecchio Video Film Festival: I VINCITORI DEL P.I.V.I. 2008
  39. ^ Le provocazioni di Bugo il 'fantautore' demenziale - La Repubblica
  40. ^ BBC - Radio 1 - Essential Mix - Tracklisting
  41. ^ Bugo: nuovo tour e riedizione di "Contatti"
  42. ^ Caro Fabrizio, fratello rap, jazz e gitano....
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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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  • John Vignola, "Su la testa! 1994/2004 Dieci anni di rock italiano", Arcana Editrice, 2005.
  • Autori Vari (a cura di Enrico Deregibus), Dizionario completo della canzone italiana, Giunti editore (2006).
  • Autori vari (a cura di Gianluca Testani, Enciclopedia del Rock Italiano, editore Arcana, 2007; alla voce Bugo).
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  • Michele Monina, C'è tutto un mondo intorno, No Reply, 2008.
  • Felice Liperi, "Storia della canzone d'autore", editore Rai Eri, 2011.
  • Alessandro Paldo, "Italian Rock Station", edizioni Rock Shock, 2011.
  • Dario Salvatori, "Il Salvatori 2014, Il dizionario della canzone", alla voce "Casalingo", Edizioni Clichy, 2014.
  • Dario Salvatori, "Il Salvatori 2015, Il dizionario della canzone", alla voce "Casalingo", Edizioni Clichy, 2015.

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