Buffalora

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Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando la frazione di San Cipriano Po in provincia di Pavia, vedi Buffalora (San Cipriano Po).
Buffalora
StatoItalia Italia
RegioneLombardia Lombardia
ProvinciaBrescia Brescia
CittàBrescia-Stemma.svg Brescia
CircoscrizioneZona Est
Abitanti2 500 ab.

Coordinate: 45°29′50″N 10°20′00″E / 45.497222°N 10.333333°E45.497222; 10.333333

Buffalòra (in lingua lombarda[1] Bofalòra, pronunciato localmente [bofaˈloɾɑ]) è un quartiere[2] all'estrema periferia di Brescia e conta circa 2500 abitanti. Un tempo si chiamava Villa Buffalora.[senza fonte]

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il quartiere, pianeggiante, è circondato dalla campagna confinante con il quartiere bresciano di Sant'Eufemia della Fonte. Si trova a sud/ovest di Rezzato, da cui dista circa due km, a nord/ovest di Castenedolo, il quale è posto a circa tre km di distanza, e a nord-est di Borgosatollo. Dista inoltre circa sei chilometri dal centro di Brescia.

Parte del quartiere, denominato Bettole di Buffalora o più semplicemente Bettole, si trova diviso tra i territori del comune di Brescia e di Castenedolo. Della località appartengono alcune cascine come la Fuserino, la Fenarola, la Pezzora, la Preferita e San Benedetto.

Il territorio è attraversato dalla seriola Vescovada che deriva dal Naviglio Grande Bresciano.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Buffalora, essendo la località più estrema di Brescia est, ha ancora una buona parte di campagna e oltre a questo di recente sono stati creati 3 parchi ad uso pubblico. Questi luoghi e le strade di campagna sono frequentate dagli abitanti per rilassarsi, fare 2 passi o prendere il fresco. È bello vedere campi di granoturco o erbosi e di frequente si vedono i trattori dell'azienda agricola Pesce che con i loro attrezzi agricoli passano per il paese, oltre a questo ci sono cascine che fino a qualche anno fa avevano anche bestiame: La cascina dei Cerutti ora trasformata in un residence "Borgo Buffalora", le 2 cascine delle sorelle Guaineri, una attualmente chiusa e l'altra ristrutturata ed edificata con nuovi alloggi, la cascina "Egna" circondata da campi e altre cascine minori da tempo trasformate in edifici più moderni. Fino a qualche decennio fa c'era anche il cinema (adiacente all'oratorio vicino alla chiesa) che ogni domenica sera proiettava un film; ora parte di quest'area è occupata dalla nuova sede dell'ufficio postale, precedentemente situata nell'area delle scuole elementari. Di fronte a queste scuole abita la famiglia Bandera che fino a qualche anno fa a ridosso del muro esterno possedeva un grosso mulino che sfruttando il flusso dell'acqua della Roggia Vescovada, macinava il grano, questa zona del paese si chiama proprio "Mulì" (mulino). Questo molino era gestito ultimamente dal sig. Pietro Bandera, ultimo "Molener" (mulinaio) in ordine di tempo della famiglia Bandera, che per ben 200 anni ha svolto il lavoro di "Molinaro", tramandandosi quest'arte di padre in figlio. Nel 1962 è terminata ufficialmente la produzione di farina, ma per un po' di decenni la grande ruota del mulino rimase come simbolo di un lavoro che fu.

Dal punto di vista della religione cattolica, Buffalora è sottoposto alla parrocchia della Natività di Maria. L'istituto ecclesiale è nato come rettoria nel 1900 dallo smembramento di parte del territorio delle parrocchie di Caionvico, di Sant'Eufemia, di Rezzato e di Castenedolo, a cui in precedenza erano sottoposte la località e le cascine dei dintorni. Nel 1916 l'istituto fu elevato a parrocchia[3]. Negli anni cinquanta del XX secolo, su impulso del parroco Don Andrea Recaldini, fu costruita la nuova chiesa parrocchiale, al posto della precedente del XIV secolo. La nuova chiesa fu consacrata l'8 settembre 1957. Al parroco Don Andrea Recaldini si sono succeduti Don Samuele Battaglia, Don Marco Marelli e l'attuale parroco, Don Alessandro Franzoni, sotto la cui guida è cominciata la ristrutturazione della Chiesa Parrocchiale. La prima fase dei lavori ha avuto inizio a settembre 2010 e si è conclusa anche la seconda fase; a metà febbraio 2012 è iniziata la terza ed ultima fase relativa alla ristrutturazione dell'interno della Chiesa. L'inaugurazione si è tenuta il 16 dicembre 2012.

Storia e Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Il termine compare già nel 1273 e sembra derivi dal dialetto "Bòfa" (dal verbo Bofà) soffia e "Ora" contrazione del latino aura (aria o vento), cioè luogo in "aperta campagna" e perciò spesso battuto dal vento.

Singolare la costituzione del terreno che indica in epoche geologiche l'esistenza del mare, giacché già a 7 metri di profondità si trovano strati di sabbia, di ghiaia, anche di formazione corallina.

Su un'antica carta geografica, esposta nella "Galleria delle Carte Geografiche" presso i "Musei Vaticani", Buffalora compare già, vista la presenza, all'epoca, di un monastero di frati benedettini (attuale via San Benedetto). L'annessa antica Chiesa Parrocchiale dedicata a S. Maria risalente al XVI secolo, è stata consacrata il 5 giugno del 1573. Questa chiesa ebbe una sua Fabbriceria e quasi sempre un cappellano con beni e legati propri. Facevano corona ad essa oratori privati quali: quelli del Redentori in loc. Santi, di S. Rosa in loc. Fenarola, dei SS.Martino e Francesco dei signori Facchi-Guaineri, di S. Gaetano in loc. Fusera, del Crocifisso zona cimitero e S. Michele dei signori Borra. (alcuni di questi oratori nel corso dei secoli hanno cambiato titolo).

Nel 1845, alla chiesa di S. Maria fu affiancata, per iniziativa della Fabbriceria e per legato di Lorenzo e Caterina Seccamani, anche di una scuola par i ragazzi poveri della zona, dotata nel 1846 di un edificio apposito, e si presume che da quell'anno abbia avuto inizio il servizio scolastico a Buffalora, anche se limitato ai maschi. Infatti questo trova conferma il 2 dicembre 1853 nella relazione scritta del vice parroco di Caionvico don Bortolo Gagliardi in occasione della visita pastorale del vescovo di Brescia Mons. Girolamo Verzeri, effettuata sia a Caionvico che a Buffalora.

Dopo anni di abbandono e adibita anche per un po' di anni come ditta di manutenzione pese industriali, è stata restaurata alla fine del XX secolo e trasformata in una splendida piccola sala conferenze, denominata "Sala Don Andrea Recaldini", nella quale vengono anche ospitate mostre o concerti di vario genere.

  • Bettole-Buffalora è frazione del Comune di Brescia dal 31 dicembre 1928. Prima è stata parte di Sant'Eufemia e Caionvico, a loro volta resi autonomi il 1º maggio 1816, secondo l'ordinamento napoleonico allora vigente.
  • Alla fine del 1928 la popolazione di Bettole-Buffalora sommava a circa 1200 anime; molte per quel tempo, ma che certamente non costituivano più di 200 famiglie. Bettole-Buffalora, invece, è "quartiere" di Brescia, in senso amministrativo, dal 24 marzo 1974 in occasione della elezione del primo Consiglio di Quartiere, ai sensi di una delibera del Comune, che durò in carica fino al 1978, allorquando il Consiglio Comunale nominò i Consigli di Circoscrizione.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

La località è servita dallo svincolo di Via Serenissima della tangenziale sud di Brescia. La zona Bettole è inoltre attraversata dalla ex strada statale 236 Goitese lungo la quale, nel 1884, fu inaugurata una stazione lungo la tranvia Brescia-Mantova-Ostiglia, relazione esercita a vapore che venne soppressa nel 1933. La tratta fino Brescia-Carpenedolo rimase tuttavia in esercizio quale tranvia elettrica suburbana, a cura della Provincia, fino al 1952[4].

Il 2 marzo 2013 è stata inaugurata ed aperta all'esercizio la Metropolitana cha ha come capolinea Brescia est Buffalora. La località è inoltre servita da un'autolinea urbana.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Il romanzo di Tiziano Sclavi (creatore del noto personaggio a fumetti Dylan Dog) Dellamorte Dellamore, da cui poi è stato tratto l'omonimo film di Michele Soavi (1994, con Rupert Everett, Anna Falchi e François Hadji-Lazaro), è ambientato in una località di fantasia, un comune del nord Italia chiamato Buffalora, che non ha nulla a che fare con la Buffalora realmente esistente. Ispirato sempre allo stesso romanzo, ed ambientato sempre in Buffalora, esiste poi anche un albo speciale di Dylan Dog, il numero 3, intitolato "Orrore nero" ed edito nel 1989.[5][6] A Buffalora è ambientato anche un altro romanzo di Tiziano Sclavi, Apocalisse, e l'autore, che all'epoca non conosceva la cittadina realmente esistente, credeva che il nome fosse di sua invenzione. Nel romanzo Dellamorte Dellamore è anche esplicitato che il nome significa "L'ora buffa", a indicare una festa in cui i cittadini dell'immaginario paesino andavano in giro mascherati.
  • L'etimologia del nome "Buffalora" deriva invece, secondo i racconti, da "sbuffa"-"l'aria", a causa di una brezza che in passato soffiava alla stessa ora di ogni giorno.

Stradario[modifica | modifica wikitesto]

  • Via Alberti, Mario (+)
  • Via Balardini, Lodovico
  • Via Bargnani, Gaetano
  • Via delle Bettole (+)
  • Via Buffalora
  • Via Buffalora Traversa Decima
  • Via Buffalora Traversa Dodicesima
  • Via Buffalora Traversa Ottava
  • Via Buffalora Traversa Quarta
  • Via Buffalora Traversa Quattordicesima
  • Via Buffalora Traversa Seconda
  • Via Buffalora Traversa Sesta
  • Via Buffalora Via Prima
  • Via Buffalora Via Quinta
  • Via Buffalora Via Settima
  • Via Buffalora Via Terza
Il simbolo (+) indica una via in parte inclusa in un altro quartiere.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La denominazione lingua lombarda invece che dialetto bresciano è usata per seguire le linee guida dell'UNESCO e di Wikipedia. La lingua lombarda è inserita nello standard ISO 639-3.
  2. ^ Comune di Brescia - Statuto
  3. ^ LombardiaBeniCulturali - parrocchia della Natività di Maria1916 - [1989], su lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 2 giugno 2010.
  4. ^ Giancarlo Ganzerla, Binari sul Garda. Dalla Ferdinandea al tram: tra cronaca e storia, Brescia, Grafo, 2004, ISBN 88-7385-633-0.
  5. ^ Dellamorte Dellamore - scheda su cinema.castlerock.it Archiviato il 27 settembre 2007 in Internet Archive.
  6. ^ Dellamorte Dellamore - recensione su mymovies.it

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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