Bruno Touschek

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Bruno Touschek (Vienna, 3 febbraio 1921Innsbruck, 25 maggio 1978) è stato un fisico austriaco. Il suo nome è legato principalmente alle ricerche sugli acceleratori di particelle, di cui fu uno dei pionieri.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Compì i primi studi a Vienna. Nel 1937, tuttavia, gli fu vietato di finire la scuola secondaria, di cui frequentava l'ultimo anno, a causa della sua ascendenza ebraica per parte di madre. Riuscì tuttavia a diplomarsi in una scuola diversa, come studente esterno. In seguito si iscrisse all'Università di Vienna, frequentando i corsi di matematica e fisica. Tuttavia, il fatto di avere origini ebree, nell'Austria intrisa di idee razziste, gli creò nuovamente dei problemi: poco dopo aver iniziato gli studi, infatti, venne espulso dall'università per motivi razziali.

Con l'aiuto di alcuni amici si trasferì allora ad Amburgo, città dove, celando le proprie origini, riuscì a continuare gli studi. Per mantenersi dovette svolgere diversi lavori, uno di questi fu l'impiego alla Studiengesellschaft für Elektronengeräte, un'azienda associata alla Philips che produceva gli antesignani dei moderni tubi klystron. In questo periodo propose a Rolf Wideroë di collaborare alla realizzazione di un betatrone; poco dopo, tuttavia (nel 1945), Touschek venne arrestato dalla Gestapo e internato in un campo di concentramento. Anche qui, comunque, Wideroë riuscì a ottenere diverse visite, e i due discussero così in prigione del modo in cui sviluppare il betatrone. In particolare, concepirono la teoria del 'radiation damping' per gli elettroni circolanti nel betatrone. Successivamente, Touschek riuscì a fuggire dal campo, sfuggendo così fortunosamente all'Olocausto.

Finita la guerra, nel 1946 si laureò all'università di Gottinga e dall'anno successivo iniziò a lavorare presso il Max Planck Institute. Nel 1947 partì per Glasgow con una borsa di studio; qui, presso l'Università, trovò posto come Official Lecturer in Natural Philosophy. Nel 1952 lasciò tuttavia la città scozzese per Roma; giunto nella capitale italiana ottenne un posto di ricercatore ai laboratori dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, e divenne anche insegnante a orario ridotto all'università capitolina La Sapienza, là dove avrebbe infine ottenuto, nel 1978, il posto a tempo pieno. Nel 1955 tornò per breve tempo a Glasgow, per sposare Elspeth Yonge, matrimonio da cui ebbe due figli.

Successivamente, nel 1960, tornato a Roma propose la costruzione di un "anello magnetico" - antesignano dei moderni acceleratori di particelle - in cui far "correre" e successivamente collidere una particella e la propria antiparticella. Si mise così alla direzione di un gruppo di fisici, per lo più italiani, nella costruzione dell'anello che sarebbe poi stato chiamato Anello di Accumulazione (AdA); fra coloro che collaborarono, nei laboratori dell'INFS di Frascati, alla realizzazione di tale apparecchio vi furono fisici come Carlo Bernardini, Luciano Cesarini, Gianfranco Corazza e Giorgio Ghigo, in quello che rimase celebre come il gruppo del sincrotrone. L'acceleratore AdA e il successivo Adone, con il quale nel 1964 furono effettuate le prime collisioni elettrone-positrone con le conseguenti annichilazioni, è stato alla base di tutte i successivi - e moderni - acceleratori di particelle, ivi compresi quelli delle alte energie, come il moderno Large Hadron Collider del CERN.

Scrisse un famoso trattato di meccanica statistica. Morì nel 1978 a Innsbruck, dopo una lunga malattia.

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ http://www.accademiaxl.it/finalita_prscientifici_med_matteucci.php Medaglia "Matteucci"]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 72269336 LCCN: n80137662