Bruno Sammartino

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Bruno Sammartino
Bruno Sammartino nel 2005
Bruno Sammartino nel 2005
Nome Bruno Leopoldo Francesco
Ring name Bruno Sammartino
Nazionalità Italia Italia
Nascita Pizzoferrato
6 ottobre 1935 (82 anni)
Residenza dichiarata Pittsburgh
Altezza dichiarata 178 cm
Peso dichiarato 120 kg
Debutto 1959
Ritiro 1987
Progetto Wrestling

Bruno Leopoldo Francesco Sammartino (Pizzoferrato, 6 ottobre 1935) è un ex wrestler italiano.

Sammartino è conosciuto soprattutto per i suoi trascorsi nell'allora World Wide Wrestling Federation (nota in seguito come World Wrestling Federation, dal 2001 semplicemente come WWE), dove detiene il record per il più lungo regno con il WWWF World Heavyweight Championship: 2.803 giorni, cioè circa sette anni e otto mesi. Ha detenuto il titolo anche una seconda volta (tale regno è durato 1.237 giorni) per un totale di undici anni (4.040 giorni) come campione.

Trasferitosi a Pittsburgh all'età di quindici anni, Sammartino, detto anche "The Italian Strongman" ("lo strongman italiano"), "The Original Italian Stallon" ("lo stallone italiano originale") e "The Living Legend of Professional Wrestling" ("la leggenda vivente del wrestling"), ha portato al tutto esaurito il Madison Square Garden per centottantotto volte.

Il suo stile era orientato principalmente verso il "mat wrestling", come era consuetudine all'epoca, tuttavia fu proprio il suo stile da "brawler" ("rissaiolo"), l'uso di manovre e mosse che richiedevano grande forza, il suo spiccato carisma e il fatto che apparisse sempre come il classico bravo ragazzo a renderlo uno dei wrestler più popolari tra gli anni sessanta e ottanta, specialmente nella costa est degli Stati Uniti. Il peso di Sammartino nel corso della sua carriera quasi trentennale è oscillato tra le 245 (111 kg) e le 285 (129 kg) libbre.

Nel 2013 è stato introdotto nella WWE Hall of Fame da Arnold Schwarzenegger, suo amico di lunga data.

Nella sua città natale, Pizzoferrato, il 5 agosto 2017 è stata eretta una statua in suo onore.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

World Wide Wrestling Federation[modifica | modifica wikitesto]

Bruno Sammartino e Mario Trevi a New York negli anni sessanta

La sua carriera ebbe inizio nel 1959: lottò per alcuni federazioni locali di Pittsburgh, per la Capitol Wrestling Corporation e principalmente nei territori di New York e Toronto.

Arrivò alla World Wide Wrestling Federation (WWWF) nel 1963 e pochi mesi dopo, il 17 maggio di quello stesso anno, vinse il suo primo WWWF World Heavyweight Championship contro "The Nature Boy" Buddy Rogers, che sconfisse in 48 secondi. Il primo regno di Sammartino durò per circa sette anni e otto mesi (2.803 giorni) di fila, stabilendo il record di regno più duraturo; con il suo secondo regno da campione, durato circa quattro anni (1.237 giorni), Sammartino riuscì a detenere tale titolo per un totale di undici anni e otto mesi. In seguito al trionfo su Buddy Rogers del 1963 affrontò e sconfisse, durante il suo primo regno da campione, alcuni tra i più blasonati wrestler del periodo: Killer Kowalski, Crusher Verdu, Waldo Von Erich, George "The Animal" Steele, "Classie" Freddie Blassie, Haystacks Calhoun e Gorilla Monsoon.

Il 17 gennaio 1971 il pubblico presente al Madison Square Garden fu testimone della prima sconfitta di Sammartino: dopo sette anni di regno Ivan Koloff pose fine al regno da campione di Sammartino e conquistò il titolo. La reazione dei 22.000 spettatori al termine del conteggio arbitrale fu di incredulità e stupore e le cronache parlano di un silenzio di tomba che riempì il Madison Square Garden nei secondi successivi alla sconfitta di Sammartino.

World Wrestling Association[modifica | modifica wikitesto]

Abbandonata la WWWF, Sammartino partecipò ai tornei di altre federazioni come la World Wrestling Association (WWA) vincendo, il 7 luglio 1973 in coppia con Dick the Bruiser, il WWA World Tag Team Championship. Il duo, chiamato "Annihilation Inc.", sconfisse il tag team composto da Ernie "Big Cat" Ladd e Baron Von Raschke e riuscì a mantenere il titolo per quasi sei mesi, prima di essere sconfitti dai Valiant Brothers.

Ritorno alla World Wide Wrestling Federation[modifica | modifica wikitesto]

Al suo ritorno nella WWWF affrontò Pedro Morales per il WWWF World Heavyweight Championship, ma ne uscì sconfitto. Successivamente Morales perse il titolo contro Stan Stasiak, il 1º dicembre 1973, ma il regno di questi fu di breve durata: dopo nove giorni, il 10 dicembre 1973, Sammartino riconquistò il titolo sconfiggendo proprio Stasiak.

I quattro anni successivi, a detta dello stesso Sammartino, furono ben più duri dei precedenti sette: affrontò infatti per la difesa del titolo molti wrestler come Ken Patera, Superstar Billy Graham, Ivan Koloff, Bruiser Brody, Nikolai Volkoff, Baron Von Raschke, Bobby Duncum, Mister Fuji, i Valiant Brothers, Toru Tanaka, Angelo Mosca e Ox Baker. Il suo secondo regno come campione durò tre anni, quattro mesi e venti giorni.

Sammartino si impegnò a fondo, viaggiando senza sosta per tutti gli Stati Uniti, arrivando a disputare fino a sei match in una sola settimana, offrendo sempre il massimo per portare al wrestling quella credibilità e quel rispetto che in passato gli erano stati negati. Sammartino si è sempre schierato in difesa dell'autenticità sportiva del wrestling, contestando la sua identificazione come una finzione o "sport entertainment".

Tra i più ostici wrestler incontrati dal campione merita una menzione speciale il texano Stan Hansen, il quale gli provocò un serio infortunio: il 26 aprile 1976 Hansen colpì Sammartino con una clothesline talmente forte da fratturargli alcune vertebre del collo. Colui che pose fine al suo secondo regno di campione fu Superstar Billy Graham, che lo sconfisse usando le corde illegalmente per vincere match e titolo.

Ultime sfide[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1980 iniziò una faida con il suo ex allievo Larry Zbyszko che durò un mese e terminò con la vittoria di Sammartino in uno steel cage match davanti a oltre 22.000 spettatori. La sua carriera stava inesorabilmente giungendo alla fine, ma affrontò comunque wrestler più giovani di lui come "Rowdy" Roddy Piper, "Macho Man" Randy Savage e Adrian Adonis. Proprio in quegli anni iniziò a presentarsi al pubblico suo figlio David, con il quale disputò degli incontri di coppia.

Il 29 agosto 1987 disputò il suo ultimo match in coppia con Hulk Hogan: i due sconfissero King Kong Bundy e One Man Gang, segnando un vero e proprio passaggio di testimone.

Di lì a poco Sammartino lasciò il ring per intraprendere la carriera di commentatore televisivo dei match della WWF; dopo vent'anni di idillio con la WWF, il rapporto venne però interrotto bruscamente a causa di divergenze professionali e gestionali avute con il proprietario Vince McMahon.

Contro il wrestling moderno[modifica | modifica wikitesto]

Da sinistra verso destra: Bruno Sammartino, Adrian Street e Bill Watts

Dopo il suo ritiro Sammartino ha pubblicamente criticato la direzione intrapresa dal wrestling: l'utilizzo di storyline disgustose, il puntare più sui dialoghi che sull'azione e l'uso di droghe e steroidi sono al centro delle sue riflessioni. È stato molto critico nei confronti di Vince McMahon, dicendo che è stato un danno per la creazione di suo padre (la WWWF). Sammartino ha espressamente rifiutato di partecipare alle retrospettive prodotte dalla WWE sulla sua carriera; ha invece accettato di partecipare a una serie di documentari di produzione indipendente come Bruno Sammartino's Legends Never Die, La Roccia, The Passing of the Belt e The Boys are Back. Benché sia stato il più grande wrestler degli anni sessanta e settanta, Sammartino non viene menzionato nel documentario della A&E "The Unreal History of Professional Wrestling". La colpa di ciò, secondo l'atleta, è da attribuirsi a McMahon, il quale ha fornito alla produzione gran parte del materiale.

Qualche tempo fa ha firmato un contratto da indipendente con la JAKKS per creare la sua action figure; il personaggio è attualmente in vendita nella linea "WWE Legends".

Negli ultimi anni Sammartino ha incontrato a Pittsburgh Vince McMahon e parte della dirigenza della WWE per parlare dell'uscita di un DVD e della possibilità di commentare qualche match classico tra quelli del "24/7 Channel" del sito della federazione. Sammartino non volle avere a che fare con l'attuale prodotto della WWE; fu inoltre invitato a presenziare nella puntata di Raw che si sarebbe svolto la sera stessa, ma declinò l'invito. Gli fu detto che il main event sarebbe stato un match tra Chris Benoit e Triple H, ma Sammartino disse che avrebbe presenziato solo se Benoit avesse lottato contro Kurt Angle; una delle persone alle quali disse questo era proprio Triple H, sconosciuto agli occhi di Sammartino.[senza fonte]

WWE Hall of Fame[modifica | modifica wikitesto]

Bruno Sammartino insieme a Triple H

Sammartino ha rifiutato più volte di entrare a far parte della WWE Hall of Fame, poiché per sua ammissione sarebbe da ipocriti da parte sua accettare l'invito dopo tutto quello che ha detto su McMahon e la federazione nel corso degli anni. Il 19 aprile 2007 ha ripetuto a Vince McMahon che non avrebbe mai accettato di far parte della WWE Hall of Fame a causa del cattivo rapporto che ha con la dirigenza. Sammartino è stato uno dei primi introdotti nella Professional Wrestling Hall of Fame ed è incluso anche nella Wrestling Observer Newsletter Hall of Fame.

Il 4 gennaio 2013 la WWE ha annunciato sul proprio sito che Sammartino sarebbe stato introdotto nella classe 2013 della Hall of Fame; a tal proposito lo stesso Sammartino ha dichiarato:

« Essere introdotto nella Hall of Fame al Madison Square Garden è la cosa più importante della mia vita. Ogni volta che la gente capisce quanto hai ottenuto per entrare nella Hall of Fame è un'enorme, enorme emozione per me. Gran parte del mio successo la devo alle mie apparizioni al Madison Square Garden. Ho lottato lì per più di 200 volte, è lì che ho vinto il titolo e dove ho sollevato il gigante di più 630 libbre di Haystacks Calhoun. »

(Bruno Sammartino riguardo alla sua introduzione nella WWE Hall of Fame)

La cerimonia si tenne il 6 aprile 2013 al Madison Square Garden. Pochi giorni prima della cerimonia ha incontrato per la prima volta Vince McMahon dopo i dissapori che ebbe con lui successivi al suo ritiro. Alla cerimonia, introdotto dal grande amico Arnold Schwarzenegger, il suo nome è apparso sul titantron in verde, bianco e rosso. Bob Backlund, suo vecchio amico e introdotto prima di lui, ha detto di non volersi dilungare troppo, per lasciare spazio al protagonista della cerimonia, lo stesso Sammartino, che ha parlato della sua storia; ha detto di aver sposato la donna che amava sin dalle superiori (Carol, sposata nel 1959 e dalla quale ha avuto tre figli) e che tuttora si allena tutti i giorni. Ha aggiunto anche che a uscire da quel backstage gli è sembrato di tornare a combattere uno dei suoi match in quell'arena, dove ha appena realizzato il 188° sold out della sua carriera. Ci sono state inoltre molte critiche dai fan italiani nei confronti dei media italiani, poiché non hanno parlato di tutti i successi che ha raggiunto né della sua introduzione nella WWE Hall of Fame.

Nella puntata di Raw del 16 marzo 2015 è stato annunciato che Sammartino avrebbe introdotto nella WWE Hall of Fame il suo ex allievo Larry Zbyszko.

Altre apparizioni[modifica | modifica wikitesto]

Sammartino firma un autografo nell'agosto del 1974 per la bodybuilder Kathy Segal, che ha poi vinto il Ms. International

Sammartino ha effettuato un'apparizione speciale per la federazione indipendente Ring of Honor (ROH) il 16 settembre 2006 nel corso dell'evento svoltosi a Manhattan. Ha dichiarato di aver partecipato allo show perché la ROH rappresenta il wrestling come dovrebbe essere. Ha posato per diverse foto nel backstage con il Naomichi Marufuji e Bryan Danielson. Ha inoltre partecipato alla registrazione di un'intervista condotta da Jim Cornette. Sammartino prese parte al primo show della ROH svoltosi durante la settimana di WrestleMania a Detroit il 30 marzo 2007, effettuando un promo sul ring per elogiare nuovamente la ROH e i suoi wrestler prima di essere interrotto da Larry Sweeney.

L'8 ottobre 2011 ha preso parte, come ospite speciale, a uno show della Adriatic Wrestling League (AWL), federazione italiana con sede in Abruzzo; è salito sul ring ripercorrendo i suoi primi anni di carriera, quando sopravvissuto a una brutta malattia, riuscì ad allenarsi nella lotta olimpica e nel sollevamento pesi fino a diventare un lottatore professionista. Durante il resto dello spettacolo si è seduto a bordo ring per osservare tutti i match, risalendo infine su di esso per festeggiare il suo compleanno insieme a tutto il roster dell'AWL e il pubblico presente (76 anni compiuti il 6 ottobre 2011).

Nel wrestling[modifica | modifica wikitesto]

Mosse finali[modifica | modifica wikitesto]

Mosse caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Manager[modifica | modifica wikitesto]

Soprannomi[modifica | modifica wikitesto]

  • "The Italian Strongman"
  • "The Italian Superman"
  • "The Living Legend"
  • "The Strongest Man in the World"

Wrestler allenati[modifica | modifica wikitesto]

Titoli e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Bruno Sammartino è stato introdotto nella WWE Hall of Fame nel 2013

Nei media[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Ellis Island Medal of Honor - nastrino per uniforme ordinaria Ellis Island Medal of Honor

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Finishing Moves List, su otherarena.com, Other Arena. URL consultato il 3 novembre 2009.
  2. ^ (EN) W.W.A. World Tag Team Title (Indianapolis), su wrestling-titles.com, Pro-Wrestling Title Histories. URL consultato il 18 gennaio 2016.
  3. ^ (EN) IWC's Night of Legends 3 on March 24th, su iwcwrestling.com, The International Wrestling Cartel. URL consultato il 23 gennaio 2016.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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