Bruno Hauptmann

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Bruno Richard Hauptmann (Kamenz, 26 novembre 1899Trenton, 3 aprile 1936) è stato un criminale tedesco, conosciuto per essere stato condannato a morte in quanto ritenuto responsabile del rapimento del figlio di Charles Lindbergh.

Entrò negli Stati Uniti nel 1923, dopo essere evaso da un carcere tedesco. Nel 1934 venne arrestato per il rapimento di Charles Augustus Lindbergh Jr. avvenuto nel 1932.[1]

Dopo un controverso processo venne condannato a morte, sentenza che venne eseguita il 3 aprile 1936 mediante sedia elettrica, dopo due richieste di clemenza negate.[2]

Primi anni di vita[modifica | modifica wikitesto]

Bruno Richard Hauptmann nacque a Kamenz, vicino a Dresda, in quello che allora era l'Impero tedesco, il 26 novembre 1899 ed era il più giovane di cinque figli. Né lui né i suoi familiari e amici hanno utilizzavano abitualmente il nome "Bruno", anche se i pubblici ministeri nel processo per il rapimento Lindbergh si riferivano a lui con quel nome. Aveva tre fratelli e una sorella. All'età di undici anni si unì al gruppo scout Deutscher Pfadfinderverband.[3] Hauptmann frequentò la scuola pubblica fino all'età di 14 anni. Lavorò poi durante il giorno mentre frequentava la scuola serale di commercio. Studiò carpenteria per il primo anno e passò quindi a costruzione di macchinari per i successivi due anni.[4]

Il padre di Hauptmann morì nel 1917. In quello stesso anno venne a sapere che suo fratello Herman era stato ucciso combattendo in Francia nella prima guerra mondiale. Poco dopo, fu informato che un altro fratello, Max, era stato ucciso mentre combatteva in Russia. Poco dopo Hauptmann fu arruolato e assegnato all'artiglieria.

Venne inviato a Bautzen ma venne poi trasferito al 103° reggimento di fanteria già al suo arrivo sul fronte. Nel 1918 Hauptmann fu assegnato alla 12ª compagnia di mitragliatrici a Königsbrück.[3] Hauptmann in seguito sostenne di essere stato schierato nella Francia occidentale con il 177° reggimento di mitraglieri nell'agosto o nel settembre del 1918 dove combatté nella battaglia di Saint-Mihiel.[5] Nel settembre o nell'ottobre del 1918 fu gassato e colpito nell'elmetto dalle schegge dai bombardamenti. Venne anche creduto morto. La sera stessa riuscì tuttavia a tornare al sicuro e in servizio.[6]

Dopo la guerra, Hauptmann e un amico derubarono due donne che trasportavano delle carrozzine che usavano per trasportare il cibo sulla strada tra Wiesa e Nebelschütz. L'amico impugnò la pistola dell'esercito di Hauptmann durante la commissione di questo crimine.[7] Le altre accuse di Hauptmann comprendono il furto della casa di un sindaco con l'uso di una scala. Rilasciato dopo tre anni di prigione, venne arrestato tre mesi dopo come sospetto di ulteriori furti.[8]

Hauptmann entrò illegalmente negli Stati Uniti d'America come passeggero clandestino su un transatlantico. Sbarcò a New York nel settembre del 1923. Venne accolto da un membro della comunità tedesca e lavorò come falegname. Nel 1925 sposò una cameriera tedesca, Anna Schoeffler (1898 - 1994), e divenne padre otto anni dopo.[8][9] La famiglia viveva nel Bronx e Hauptmann aveva apparentemente lasciato il suo passato criminale alle spalle.

Hauptmann era descritto come magro e di media altezza ma con spalle larghe. I suoi occhi erano piccoli e incassati.

Rapimento Lindbergh[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Rapimento Lindbergh.

Crimine e investigazione[modifica | modifica wikitesto]

La sera del 1° marzo 1932, Charles Lindbergh Jr., il figlio dell'aviatore Charles Lindbergh, fu rapito da Highfields, New Jersey. Una scala fatta in casa venne trovata sotto la finestra della stanza del bambino. I 50 000 dollari richiesti come riscatto furono consegnati dal dott. John F. Condon ma il corpo del bambino venne trovato il 12 maggio in un bosco a 6,4 km dalla casa di famiglia. La morte venne attribuita a un colpo alla testa. Alcuni teorizzarono che esso venne sferrato accidentalmente durante il rapimento.[10][11]

Il 15 settembre 1934 un cassiere di banca si rese conto che il numero di serie su un certificato d'oro da 10 dollari depositato da una stazione di servizio era nell'elenco delle banconote del riscatto di Lindbergh.[12] I certificati d'oro erano banconote utilizzate come mezzo di pagamento negli Stati Uniti fino al 1933 e vennero ritirate dalla circolazione come parte del passaggio dal gold standard. A partire dal 1° maggio 1933, il possesso privato di oro - che comprendeva i certificati - fu bandito al di sopra di una esenzione di 100 dollari per effetto dell'ordine esecutivo 6102 del Presidente degli Stati Uniti degli Stati Uniti. Da quel momento in poi, spendere il denaro del riscatto Lindbergh, consistente in certificati d'oro, divenne molto più difficile, soprattutto perché i rivenditori furono chiamati a segnalare i clienti che avevano ancora tali fondi. A margine del conto, l'inserviente aveva dunque scritto il numero di targa dell'auto del cliente che si rivelò appartenere a Bruno Hauptmann. Il falegname venne posto sotto sorveglianza da parte del New York City Police Department, dalla New Jersey State Police e dall'FBI.

Il 19 settembre Hauptmann si rese conto di essere seguito e tentò di fuggire accelerando, correndo e passando con il rosso ai semafori. Fu catturato dopo essere stato bloccato da un camion tra la 178ª Strada e East Tremont Avenue.[13]

Processo[modifica | modifica wikitesto]

Un certificato d'oro del 1922.

Il suo processo a Bruno Hauptmann fu soprannominato "il processo del secolo",[14] mentre egli venne definito "L'uomo più odiato del mondo".

Le prove contro Hauptmann includevano: 14 600 dollari del denaro del riscatto trovati nel suo garage; una testimonianza che asserisce che la grafia e l'idialetto di Hauptmann erano simili a quelli della richiesta di riscatto;[15][16] una perizia che affermava che il legname usato per fabbricare la scala era stato prelevato dalla soffitta della casa di Hauptmann;[17] l'indirizzo e il numero di telefono di Condon vennero trovati all'interno di uno degli armadi di Hauptmann e quello che sembrava essere uno schizzo disegnato a mano di una scala trovato in uno dei taccuini di Hauptmann.[18] Gli esperti chiamati dalla difesa non furono mai chiamati a testimoniare.[19] Il fatto che i certificati d'oro provenissero effettivamente dal riscatto non era certo provato, ma sembrava plausibile in relazione ad altre prove. Hauptmann aveva effettuato notevoli spese per un importo corrispondente alla somma totale del riscatto di 50 000 dollari. Il falegname disse che questo denaro veniva dai suoi risparmi e dai profitti sul mercato azionario.

Durante il processo, Hauptmann venne identificato come l'uomo che ricevette il denaro del riscatto, l'uomo che aveva speso alcuni dei certificati d'oro del riscatto e l'uomo visto vicino alla casa dei Lindbergh il giorno del rapimento. Era inoltre stato assente dal lavoro il giorno del pagamento del riscatto e si era licenziato due giorni dopo.

Reilly sostenne che le prove contro Hauptmann erano del tutto circostanziali, poiché nessun testimone attendibile aveva collocato Hauptmann sulla scena del crimine, né le sue impronte digitali erano state trovate sulla scala, sulle richieste di riscatto o su qualsiasi punto della stanza della vittima.[20] I procuratori dissero a Hauptmann che avrebbero rinunciato a chiedere la pena di morte se si fosse dichiarato colpevole. L'imputato tuttavia rifiutò.

Hauptmann venne ritenuto colpevole e immediatamente condannato alla pena di morte. I suoi appelli vennero rigettati anche se la sua esecuzione venne sospesa due volte mentre il governatore del New Jersey Harold G. Hoffman esaminava il caso e venivano condotte delle indagini su un altro sospetto. Hoffman aveva infatti segretamente visitato Hauptmann nella sua cella nel braccio della morte con Anna Bading, una stenografa che parlava bene tedesco. Il governatore invitò gli altri membri della Corte di revisione e di ricorso - l'antenata della Corte Suprema del New Jersey che venne istituita nel 1947 - a incontrare Hauptmann. Nonostante i suoi evidenti dubbi sulla colpevolezza di Hauptmann, Hoffman non fu in grado di convincere gli altri membri della Corte a riesaminare la questione.

Esecuzione[modifica | modifica wikitesto]

Il 3 aprile 1936 Bruno Hauptmann fu giustiziato sulla sedia elettrica nella New Jersey State Prison di Trenton soprannominata "Old Smokey" dal famoso boia Robert G. Elliott.[21] Hauptmann aveva chiesto un ultimo pasto composto da sedano, olive, pollo, patatine fritte, piselli spezzati, ciliegie e una torta. I giornalisti presenti dissero che Hauptmann non aveva rilasciato dichiarazioni.[22][23] Secondo altre fonti Hauptmann si proclamò nuovamente innocente. Il suo consigliere spirituale comunicò che l'uomo gli disse, prima di essere prelevato dalla sua cella: "Ich bin absolut unschuldig an den Verbrechen, die man mir zur Last legt" ("Sono assolutamente innocente del crimine del quale mi hanno gravato").[24]

Dopo l'esecuzione la vedova Anna Hauptmann chiese e ottenne un permesso speciale per portare il corpo del marito fuori dal New Jersey. Fece cremare la salma nel forno crematorio del quartiere di Maspeth nel Queens a New York. Le esequie vennero celebrate da due pastori luterani in tedesco. Il rito si svolse in forma privata in quanto la legge del New Jersey vietava i funerali pubblici per i criminali. La vedova di Hauptmann aveva accettato queste condizioni ricevendo il corpo. Solo sei persone seguirono la cerimonia, il limite secondo la legge dello Stato, ma una folla di oltre duemila persone si radunò all'esterno. Anna Hauptmann aveva programmato di tornare in Germania con le ceneri del defunto. Non è nota tuttavia l'ubicazione delle stesse.[25]

Riesame del caso[modifica | modifica wikitesto]

Nell'ultima parte del XX secolo, la causa contro Hauptmann venne sottoposta a un serio controllo. Per esempio, un elemento di prova nel suo processo era un numero di telefono scarabocchiato su un tabellone nell'armadio del presunto colpevole. Quello era il numero dell'uomo che consegnò il riscatto, il dott. John F. Condon. Un giurato del processo disse in seguito che questo era l'unico elemento che lo aveva convinto della colpevolezza. Un giornalista tuttavia ammise di aver scritto lui stesso il numero.[26] Si sostiene anche che i testimoni oculari che collocarono Hauptmann nella tenuta dei Lindbergh vicino al momento del crimine non erano affidabili. Uno dei testimoni era un uomo legalmente cieco che aveva però affermato di aver visto Hauptmann vicino alla casa di Lindbergh. Nemmeno l'intermediario che consegnò il riscatto inizialmente identificò Hauptmann come il destinatario della somma.[27]

In effetti Condon, dopo aver visto Hauptmann in fila al Dipartimento di Polizia di New York di Greenwich Street disse all'agente speciale dell'FBI Turrou che Hauptmann non era "John", l'uomo che Condon sosteneva avesse ricevuto i soldi del riscatto nel cimitero di St. Raymond. Affermò inoltre che Hauptmann era diverso, ad esempio non aveva gli stessi occhi, era più pesante e aveva capelli diversi e che "John" era in realtà morto perché era stato assassinato dai suoi complici.[28]

Mentre aspettava in una macchina nelle vicinanze, Lindbergh sentì la voce di "John" che chiamava Condon durante l'abbandono del riscatto, ma non lo vide mai. Testimoniò davanti al grand jury del Bronx dicendo di averlo sentito pronunciare solo le parole "hey doc". È quindi difficile dire che avrebbe potuto riconoscere un uomo solo dalla sua voce udita in una sola occasione. Charles Lindbergh tuttavia identificò Hauptmann come "John" durante il suo processo a Flemington.[29] La polizia inoltre picchiò Hauptmann mentre era in custodia presso la stazione di polizia di Greenwich Street.[30]

Venne anche affermato che alcuni testimoni furono intimiditi e alcuni sostengono che la polizia avesse creato prove false e certificato altre in modo errato. Ci sono furono accuse secondo le quali la polizia avrebbe dovuto ignorare i compagni di lavoro che affermavano che Hauptmann fosse al lavoro il giorno del rapimento.[31] Questi e altri risultati spinsero il direttore dell'FBI J. Edgar Hoover a mettere in discussione il modo in cui vennero condotte le indagini e il processo. La vedova di Hauptmann cercò fino alla fine di far annullare la condanna del marito e di ottenere un perdono postumo.

Erastus Mead Hudson era un esperto di impronte digitali che conosceva l'allora raro processo con il nitrato d'argento per la raccolta di impronte digitali da legno e altre superfici su cui il precedente metodo a polvere non avrebbe funzionato. Scoprì che le impronte digitali di Hauptmann non erano sul legno e nemmeno sui posti che l'uomo che aveva costruito la scala doveva aver toccato. Dopo aver riferito questo a un agente di polizia affermando che dovevano guardare oltre, l'ufficiale disse: "Buon Dio, non dirlo, dottore !" La scala fu poi lavata da tutte le impronte digitali e Norman Schwarzkopf Sr., sovrintendente della polizia del New Jersey, rifiutò di rivelare al pubblico che le impronte di Hauptmann non erano sulla scala.[16]

Furono scritti diversi libri che proclamavano l'innocenza di Bruno Hauptmann. Questi libri criticano in vario modo la polizia per aver permesso che le scene del crimine fossero contaminate, Charles Lindbergh e i suoi avvocati per aver interferito con le indagini, gli avvocati di Hauptmann per averlo difeso in modo inefficace e l'affidabilità dei testimoni e delle prove fisiche presentate al processo. Il giornalista britannico Ludovic Kennedy in particolare ha messo in discussione molte delle prove, come l'origine della scala e la testimonianza di molti dei testimoni. Un recente libro sul caso, A Talent to Deceive dello scrittore investigativo britannico William Norris, non solo dichiara l'innocenza di Hauptmann, ma accusò anche i Lindbergh di aver insabbiato la vera identità del killer. Il libro incrimina in particolare Dwight Morrow, Jr., cognato di Lindbergh.

Per oltre 50 anni, la vedova di Hauptmann si appellò ai tribunali del New Jersey senza successo per tentare riaprire il caso. Nel 1982 Anna Hauptmann citò in giudizio lo Stato del New Jersey, vari ex poliziotti, i giornali di William Randolph Hearst che avevano pubblicato articoli prima del processo che insistevano sulla colpevolezza di Hauptmann e l'ex procuratore David T. Wilentz, allora 86enne, per oltre 100 milioni di dollari in danni da omissione. Affermò che i documenti scoperti di recente avevano dimostrato la cattiva condotta da parte del pubblico ministero e la produzione di prove da parte di agenti governativi, tutti di parte contro Hauptmann perché era di etnia tedesca. Nel 1983 la Corte Suprema degli Stati Uniti d'America rifiutò la sua richiesta in quanto riteneva che il caso dovesse essere squalificato a causa di pregiudizi giudiziari. Nel 1984 il giudice rigettò quindi la richiesta di Anna Hauptmann.

Nel 1985 oltre 23 000 pagine di documenti di polizia del caso Hauptmann furono rinvenuti nel garage del defunto governatore Harold G. Hoffman. Queste carte, insieme a 34 000 pagine di documenti dell'FBI che, sebbene scoperti nel 1981 non furono divulgati al pubblico, rappresentavano una manna di informazioni precedentemente non rivelate.[32] Come risultato diretto di questa nuova prova, Anna Hauptmann ripresentò nuovamente la sua denuncia civile il 14 luglio 1986 per ottenere un il perdono postumo continuando ad affermare che "era stato incorniciato dall'inizio alla fine" dalla polizia che cercava un sospetto.[32] Tra le sue accuse c'erano i suggerimenti che il parapetto della scala prelevato dalla soffitta, dove vivevano nel 1935, fosse stato piantato dalla polizia e che il denaro del riscatto era stato dato a Hauptmann da Isidor Fisch che secondo lei probabilmente era il vero rapitore. Nel 1990 il governatore del New Jersey James Florio, declinò il suo appello per un'udienza di perdono postumo. Anna Hauptmann morì a Lancaster il 10 ottobre 1994 all'età di 95 anni. La salma fu cremata e le ceneri sparse in un cimitero nella natia Germania dove sono sepolti i suoi antenati.[33]

Nel 1974 Anthony Scaduto scrisse Scapegoat, un libro secondo cui Hauptmann era stato inquadrato e che la polizia nascose e fabbricò delle prove. Ciò portò a ulteriori indagini e nel 1985 Ludovic Kennedy pubblicò The Airman and the Carpenter, in cui sosteneva che Hauptmann non aveva rapito e assassinato Charles Augustus Lindbergh Jr. Il libro venne riadattato in un film televisivo del 1996, Crime of the Century, con protagonista Stephen Rea e Isabella Rossellini.

Non tutti gli autori moderni sono concordi con queste teorie. Jim Fisher, un ex agente dell'FBI e professore alla Edinboro University of Pennsylvania [34] scrisse due libri sul tema: The Lindbergh Case (1987) [16] e The Ghosts of Hopewell (1999) [15] and The Ghosts of Hopewell (1999)[35] per affrontare, almeno in parte, ciò che definisce un "movimento di revisione".[36] In questi testi, spiega in dettaglio le prove contro Hauptmann. Fornisce un'interpretazione discutendo sia i pro che i contro di tali prove. Concluse: "Oggi il fenomeno Lindbergh [sic] è una bufala gigantesca perpetrata da persone che stanno approfittando di un pubblico disinformato e cinico. Anche se tutti i libri, i programmi televisivi e le cause legali, Hauptmann è colpevole oggi come lo era nel 1932 quando rapì e uccise il figlio di Mr e Mrs Charles Lindbergh".[37]

Charles Lindbergh credeva che Hauptmann fosse coinvolto nel rapimento e nell'omicidio di suo figlio. Notò che Hauptmann era magnificamente costruito ma aveva gli occhi come un cinghiale.[38]

Nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Anthony Hopkins interpretò Hauptmann nel film TV Il caso Lindbergh (The Lindbergh Kidnapping Case) (1976).

Nel 1996 il suo personaggio venne rappresentato da Stephen Rea nel film della HBO Crime of the Century.

Damon Herriman interpretò Hauptmann nel film di Clint Eastwood J. Edgar (2011).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Howard Chua-Eoan, Top 25 Crimes of the Century—The Lindbergh Kidnapping—TIME, in Time. URL consultato il 1° febbraio 2011 (archiviato dall'url originale il 19 gennaio 2011).
  2. ^ Douglas Linder, The Trial of Richard "Bruno" Hauptmann: An Account, University of Missouri-Kansas City School of Law, 2005. URL consultato il 24 giugno 2009 (archiviato dall'url originale il 9 luglio 2009).
  3. ^ a b Hauptmann, Richard The Story of My Life, Autobiography: Unedited & Uncorrected (Translated). New Jersey State Police Museum and Learning Center Archives, 4 maggio 1935.
  4. ^ Huddleson, Dr James H. Report to Mr James M. Fawcett: Examination of Bruno Richard Hauptmann; p.1, 3 ottobre 1934. New Jersey State Police Museum and Learning Center Archives.
  5. ^ Hauptmann, Bruno Richard. Statement. 6 dicembre 1934. New Jersey State Police Museum and Learning Center Archives.
  6. ^ Huddleson, Dr James H. Report to Mr James M. Fawcett: Examination of Bruno Richard Hauptmann; p.2-3, 3 ottobre 1934. New Jersey State Police Museum and Learning Center Archives.
  7. ^ Record Number 1 A 95/19 against Fritz Petzold and accomplice, County Court at Bautzen, 17 giugno 1919
  8. ^ a b Richard ("Bruno") Hauptmann Biography, Famous American Trials, Richard Hauptmann (Lindbergh Kidnapping) Trial by Douglas Linder(c) 2000 Famous Trials – UMKC School of Law – Prof. Douglas Linder – Biography of ("Bruno") Richard Hauptmann Archiviato il 21 giugno 2010 in Internet Archive.
  9. ^ The concise encyclopedia of crime and criminals. Hawthorn Books, 1961, page 134
  10. ^ "Federal Sleuth Believes Bruno Wasn't Alone". The Washington Post. January 28, 1935
  11. ^ The North American Review, Vol. 237, No. 1, gennaio 1934, pagina 55
  12. ^ Horn, William F. Cpl. New Jersey State Police Report. Investigation concerning a recovered $10.00 U.S. gold certificate which is part of the Lindbergh Ransom Money; this report also concerns the arrest of one Richard Bruno Hauptmann, charged with Extortion in connection with the $50, Thousand Lindbergh Ransom Money. September 25, 1934. New Jersey State Police Museum and Learning Center Archives.
  13. ^ Wallace, John Det. Sgt. #253. New Jersey State Police Report. Dismounted patrol at Fordham Road and 3rd Avenue "L" Bronx, N.Y. for the purpose of trying to locate a suspect who has been passing Lindbergh Ransom Gold Certificates; 20 settembre 1934. New Jersey State Police Museum and Learning Center Archives.
  14. ^ https://www.youtube.com/watch?v=7eUgujSD__o&t=26s
  15. ^ a b Jim Fisher, The Lindbergh Case, Rutgers University Press, 1° settembre 1994, ISBN 978-0-8135-2147-3.
  16. ^ a b Lloyd C. Gardner, The Case That Never Dies, Rutgers University Press, giugno 2004, p. 336, ISBN 978-0-8135-3385-8.
  17. ^ Report of Examination of Ladder for the New Jersey State Police: Summary of Observations and Conclusions; U.S. Forest Products Laboratory, Madison, Wisconsin. 4 marzo 1933.
  18. ^ "The State of New Jersey vs. Bruno Richard Hauptmann," Hunterdon County Court of Oyer and Termeer; vol. 5, pagina 2606, 1935. New Jersey State Law Library.
  19. ^ Farr, Julia. Letter from Julia Farr to Lloyd Fisher; New Jersey State Police Museum and Learning Center Archives, 11 aprile 1935.
  20. ^ "The State of New Jersey vs. Bruno Richard Hauptmann," Hunterdon County Court of Oyer and Termeer; vol. 11 pagine 4687-4788, 1935. New Jersey State Law Library.
  21. ^ Bleam, I. C. Prison Clerk, New Jersey State Prison. Death House Menu, "Last meal served to Bruno Richard Hauptmann, #17400, 3 aprile 1936". 1600 File. New Jersey State Police Museum and Learning Center Archives.
  22. ^ Runyon, Damon "Bruno Dies in Chair". The New York American. 4 aprile 1936
  23. ^ Folliard, Edward "Witness to an Execution". The Washington Post. 17 luglio 1972,
  24. ^ Hoffman, Harold Giles. The Crime - The Case - The Challenge (What Was Wrong with the Lindbergh Case?), Original Manuscript: Unedited & Uncorrected, circa 1937. New Jersey State Police Museum and Learning Center Archives.
  25. ^ (EN) Bruno Richard Hauptmann, su findagrave.com. URL consultato il 19 maggio 2018.
  26. ^ The crime of the Century: The Lindbergh Kidnapping Hoax, p. 164. (Gregory Ahlgren, Stephen Monier)
  27. ^ An Account of the Trial of Bruno HauptmannArchiviato il 9 luglio 2009 in Internet Archive.
  28. ^ Turrou, Leon G. Special Agent FBI (62-3057) Memorandum For File: Unknown Subjects – Kidnaping and Murder of Charles A. Lindbergh Jr.; 21 settembre 1934. National Archives at College Park Maryland.
  29. ^ "People vs. Hauptmann," The Bronx Grand Jury; Charles Lindbergh Testimony, pagina 5, 26 settembre 1934. The New York City Municipal Archive.
  30. ^ Tamm, E. A. Assistant Director FBI Memorandum For The Director; 24 settembre 1934. National Archives at College Park Maryland.
  31. ^ Extradition
  32. ^ a b Hauptmann v. Bornmann et al. USDC (NJ) Civil Action No. 86-2426
  33. ^ (EN) Anna Schoeffler Hauptmann, su findagrave.com. URL consultato il 19 maggio 2018.
  34. ^ Jim Fisher, Biography, su jimfisher.edinboro.edu. URL consultato il 29 aprile 2011.
  35. ^ Jim Fisher, The Ghosts of Hopewell: Setting the Record Straight in the Lindbergh Case, Southern Illinois Univ Press, 15 dicembre 1999, p. 224, ISBN 978-0-8093-2285-5.
  36. ^ Jim Fisher, The Lindbergh Case: A Look Back to the Future - Page 3 of 3, su jimfisher.edinboro.edu. URL consultato il 29 aprile 2011.
    «For the Lindbergh case, the revisionist movement began in 1976 with the publication of a book by a tabloid reporter named Anthony Scaduto. In Scapegoat, Scaduto asserts that the Lindbergh baby was not murdered and that Hauptmann was the victim of a mass conspiracy of prosecution perjury and fabricated physical evidence.».
  37. ^ Jim Fisher, The Lindbergh Case: How Can Such a Guilty Kidnapper be so Innocent? - Page 3 of 3, su jimfisher.edinboro.edu. URL consultato il 29 aprile 2011.
  38. ^ , Kennedy, L., The Airman and the Carpenter (1985)

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • "Sleeping Dogs: A true story of the Lindbergh baby kidnapping," Split Oak Press, Ithaca, New York, ISBN 978-0-9823513-9-0, Copyright 2012 by Michael Foldes, 236 pag.
  • "The Sixteenth Rail," Fulcrum Publishing, Golden, Colorado, ISBN 978-1-55591-716-6, copyright by Adam Schrager, 2013, 314 pag.
  • "Hauptmann's Ladder: A Step-by-Step Analysis of the Lindbergh Kidnapping," Kent State University Press, Kent, Ohio, ISBN 978-1-6063519-3-2, Copyright 2014 by Richard T. Cahill Jr., 448 pag.
  • "The Dark Corners -- Of the Lindbergh Kidnapping Volume 1," Infinity Publishing, ISBN 978-1-4958-1042-8, Copyright 2016 by Michael Melsky, 353 pag.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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