Bruno Ambrosi

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Bruno Ambrosi (Pontremoli, 14 maggio 1930Milano, 24 giugno 2014[1]) è stato un giornalista televisivo italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Giornalista RAI fin dalle origini (primi anni cinquanta) e iscritto all'albo della Lombardia il 1º ottobre 1957, collabora all'organizzazione e alla gestione della nascita dei tre telegiornali della RAI: prima al TG1, poi dal 1976 al TG2 di Andrea Barbato, infine a metà anni novanta al TG3 dove fu anche caporedattore, oltre che inviato speciale in vari paesi di Europa, Africa e America Latina.

Segue da cronista alcuni eventi famosi, come la strage del Vajont, la morte di Enrico Mattei, il disastro di Seveso. Conduce negli anni settanta il rotocalco televisivo AZ, un fatto come e perché, in onda il sabato sera.

Dopo il ritiro dalla Rai, entra a far parte del consiglio dell'ordine dei giornalisti della Lombardia. È stato consigliere nazionale fino a giugno 2010 e si è dedicato alla formazione. Per nove anni ha gestito l'Istituto per la Formazione al Giornalismo "Carlo De Martino" di Milano, dove ha insegnato anche etica professionale e storia del giornalismo contemporaneo.

Dal 1985 al 1990 è consigliere della Regione Lombardia come indipendente eletto nelle liste del Partito Comunista Italiano.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Aldo Grasso, Enciclopedia della televisione, Forlì, Garzanti.
  • Maria Grazia Bruzzone, L'avventurosa storia del TG in Italia. Dall'avvento della televisione a oggi, Milano, Biblioteca universale Rizzoli, 2002, ISBN 978-88-17-12797-4.
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