Bros (writer)

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«Vantarsi della cattura di BROS è come fregiarsi dell'arresto di Giotto[1]

Daniele Nicolosi, noto anche con lo pseudonimo di BROS (Milano, 5 ottobre 1981), è un pittore, scultore e attivista italiano, considerato uno dei protagonisti dell'arte di strada in Italia.

L’esigenza espressiva che nasce tra le manifestazioni di piazza di fine Novecento e l’arte contemporanea, spinge BROS ad utilizzare la città di Milano come supporto per un nuovo linguaggio artistico, composto da pittura seriale caratterizzata da campiture piatte, iconografie popolari, simboliche e segniche.[2]

Le sue incursioni artistiche hanno contribuito e portato il diritto e l’opinione pubblica nazionale ad ampliare la definizione di arte nel contesto urbano.[3][4]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Anni '90 - Gli Inizi[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1996 durante il percorso di studi al liceo artistico Umberto Boccioni di Milano, BROS approccia alla pratica del writing dopo essere entrato in contatto con esponenti delle principali crew della città. In quegli anni l’ispirazione di matrice statunitense è mediata da un approccio più accademico, appreso dalle discipline artistiche nelle ore scolastiche.[5]

Anni 2000 - Dal Vandalismo alla Street art[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2001 Bros si iscrive al corso di laurea in Disegno industriale al Politecnico di Milano e parallelamente lavora ad una nuova cifra estetica composta da forme geometriche e colori puri che compongono figurazioni: realizza così tra le prime opere in Italia appartenenti a quella che verrà denominata Street art.[6]

Nel 2003, i suoi interventi formano un vero percorso espositivo nella città meneghina con migliaia di opere spontanee dalle dimensioni ambientali, realizzate per lo più a spray, in modo estemporaneo e su diverse tipologie di superfici urbane. Nel 2004 pubblica sul suo sito internet un tour con una selezione di opere, anticipando di una decade la tendenza alla realizzazione di percorsi d’arte urbani organizzati.[6]

Dal 2003 al 2006 realizza decine di wallpaintings a Barcellona, Berlino, Istanbul, Lodz, Londra, Nizza, Parigi, coincidenti coi suoi viaggi in Europa.[7]

Nel 2007 l'attivista è denunciato dalla municipalità e processato dal Tribunale di Milano. In sua difesa si schierò Vittorio Sgarbi, l’allora Assessore alla Cultura, che dichiarò: “[…]Fregiarsi della cattura di BROS è come vantarsi dell’arresto di Giotto”.[8] Il caso è ampiamente dibattuto sui principali media nazionali ed arriva fino alle pagine del New York Times.[9] Poco dopo quest'episodio la giornalista Daria Bignardi lo invita a parlare della sua esperienza nel talk televisivo Le Invasioni barbariche.

Nello stesso anno BROS è tra i partecipanti a Street art Sweet art al PAC[10]ed è invitato alla mostra Arte Italiana, 1968-2007 Pittura a Palazzo Reale di Milano, curata da Vittorio Sgarbi. Quest'evento rappresenta uno tra i primi episodi di legittimità artistica della cultura underground.[11]

Nel 2007 l'artista è stato candidato all'Ambrogino d'oro per volere di un consigliere comunale milanese, Pierfrancesco Majorino, del partito L'Ulivo. Dopo questa candidatura, al centro di notevoli polemiche, sia l'artista sia il politico sono stati oggetto di minacce, minimizzate da entrambi, che non hanno poi portato a nessuna conseguenza[12].

Nel 2008 BROS presenta un nuovo ciclo di lavori pittorici e scultorei nella sua prima personale al Superstudiopiù di Milano, in cui emerge un aspetto più introspettivo della sua produzione. Contemporaneamente all’esposizione, Skira pubblica un libro monografico dedicato all'artista.[13][6]

Nello stesso anno realizza Zona Rossa per la mostra Scala Mercalli all’Auditorium Parco della Musica di Roma, un’installazione tridimensionale che ripercorre simbolicamente i temi che hanno caratterizzano gli esordi del suo lavoro.[14]

Nel 2009 è invitato da Michail Gorbaciov, presidente del Centro Pio Manzù di Rimini, a contribuire alle Giornate Internazionali di Studio della kermesse romagnola.[15]

Anni '10 - L'arte Underground come quella ufficiale[modifica | modifica wikitesto]

BROS non aderisce alla deriva muralista che il movimento internazionale dell’arte urbana sta percorrendo, ritenendola un errore formale e concettuale rispetto agli intenti iniziali. Intraprende dunque un percorso di militanza artistica nei contesti dell’arte contemporanea portando al suo interno ragionamenti estetici non ancora accettati nei circuiti ufficiali.[16]

Nel 2010 partecipa alla mostra Scultura Italiana del XXI secolo allestita alla Fondazione Pomodoro e curata da Marco Meneguzzo. L'autore interviene con un'installazione posizionata sull’obelisco del Maestro Arnaldo Pomodoro situato all’esterno dello spazio espositivo; in quell'occasione ha modo di confrontandosi con artisti di fama tra cui Vanessa Beecroft, Maurizio Cattelan e Lara Favaretto.[17]

Successivamente partecipa alla conferenza nazionale I Diritti dell’arte contemporanea alla GAM di Torino, svolgendo un talk sull’urgenza del suo lavoro.[18][19]

Nel 2011 realizza a Milano un importante intervento sulla facciata della sede del Sole24Ore col beneplacito del progettista Renzo Piano[20] e, più avanti nello stesso anno, SQUARAUS un happening che si svolge tra lo spazio pubblico ed espositivo della galleria, per il quale realizza 36 tra bandiere e costumi indossati da altrettanti performer.[21]

Mesi dopo inizia un percorso triennale all’Accademia di Belle Arti di Brera durante il quale avrà modo di seguire corsi di Alberto Garutti e Gianni Caravaggio.

Nel 2012 viene invitato a realizzare un'opera per il MACRO di Roma: un collage di 200 m² che sfrutta il lucernario progettato da Odile Deqc, e che, attraverso i riflessi generati dalla luce solare, trasforma l’atrio del museo in un caleidoscopio dando così vita all'installazione Andrea.[22]

Nel 2013 BROS inaugura nella sua città Padiglione Natura, progetto triennale che indaga il rapporto tra uomo e paesaggio.[23]

Nel 2014 realizza un corpus di opere, che l’artista definisce necessarie, intitola NUOVO LINGUAGGIO, pittura segnica che esplora e ragiona sui concetti di fenomenologia e committenza.[24]

Dopo due anni di lavoro presenta Magic Boxes a cura di Matteo Gatto e Beppe Sala; BROS, nel ruolo di direttore artistico, progetta uno studio cromatico che trasforma gli edifici dell’Auditorium e del Centro Conferenze nella cittadella di Expo 2015 in sculture.[25]

Nel 2016 la Fondazione Bice Bugatti Segantini lo chiama a realizzare un’installazione permanente a Nova Milanese, dove realizza uno Still Life scultoreo di grandezza proporzionale al contesto, rapportandosi idealmente al tradizionale genere pittorico seicentesco.[26]

Nel 2017 l'artista dichiara in un’intervista di non volere che la visione del suo lavoro venga mediata dalla documentazione fotografica sul Web, appellandosi al diritto all’oblio.[27]

Nel 2020 Daniele Nicolosi lavora a Twingo Monument , un monumento atipico e auto-ironico fondato sull'auto dell'artista, usata negli anni come studio ambulante. Un mini padiglione multisensoriale animato da luci, frecce, suoni e canzoni libere da diritto d’autore che risuonano nei locali del garage del MART di Rovereto. L’opera dialoga con la dimensione spaziale dell’architettura e con quella temporale della memoria biografica che custodisce.[28]

Bibliografia critica[modifica | modifica wikitesto]

  • BROS 20E20, Milano, Skira, 2008
  • SQUARAUS - Colore dal corpo, Milano, Skira, 2011

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Bloccato il writer Bros, su archiviostorico.corriere.it, Corriere della Sera, 11 novembre 2007. URL consultato il 10 gennaio 2016 (archiviato dall'url originale il 1º novembre 2015).
  2. ^ Bros+20e20, su www.skira.net. URL consultato il 27 febbraio 2020.
  3. ^ ALLEMANDI.COM, su www.allemandi.com. URL consultato il 27 febbraio 2020 (archiviato dall'url originale il 5 ottobre 2017).
  4. ^ The Cambridge handbook of Copyright in the Street art and graffiti. Edited by Enrico Bonadio, su negri-clementi.it.
  5. ^ ArtLaw - Street art di Negri-Clementi (PDF), su negri-clementi.it.
  6. ^ a b c Bros+20e20, su www.skira.net. URL consultato il 28 febbraio 2020.
  7. ^ (EN) eko-ekosystem.org, Graffiti, Street-art & Atheism, su Graffiti, Street-art & Atheism. URL consultato il 28 febbraio 2020.
  8. ^ Bros a processo: «Quel che faccio è arte» - Milano, su milano.corriere.it. URL consultato il 28 febbraio 2020.
  9. ^ (EN) Elisabetta Povoledo, Italian Graffiti Artist Acquitted on Technicalities, in The New York Times, 12 luglio 2010. URL consultato il 28 febbraio 2020.
  10. ^ Street Art, Sweet Art. Dalla cultura hip hop alla genereazione “pop up”, su PAC. URL consultato il 28 febbraio 2020.
  11. ^ exibart_admin, Arte italiana 1968–2007 Pittura, su exibart.com. URL consultato il 28 febbraio 2020.
  12. ^ Bros, il writer nel mirino, su ricerca.repubblica.it, la Repubblica, 31 ottobre 2007. URL consultato il 10 gennaio 2016.
  13. ^ Bros Art Point c/o Superstudio Più Milano, su 1995-2015.undo.net. URL consultato il 28 febbraio 2020.
  14. ^ Scala Mercalli Auditorium Parco della Musica Roma, su 1995-2015.undo.net. URL consultato il 28 febbraio 2020.
  15. ^ Rimini: Toni Blackman e Giovanni Allevi al Pio Manzù, su RomagnaOggi. URL consultato il 28 febbraio 2020.
  16. ^ https://zero.eu/it/news/manuale-per-street-artista/.
  17. ^ exibart_admin, La scultura italiana del XXI secolo, su exibart.com. URL consultato il 29 febbraio 2020.
  18. ^ ALLEMANDI.COM, su www.allemandi.com. URL consultato il 29 febbraio 2020 (archiviato dall'url originale il 5 ottobre 2017).
  19. ^ www.ilgiornaledellarte.com, https://www.ilgiornaledellarte.com/articoli//2010/6/103025.html. URL consultato il 29 febbraio 2020.
  20. ^ Arte Accessibile - Intervista a Bros, su youtube.com.
  21. ^ BROS - SQUARAUS, su www.skira.net. URL consultato il 29 febbraio 2020.
  22. ^ Urban Arena | Bros, Sten e Lex, Ozmo | AMACI, su www.amaci.org. URL consultato il 29 febbraio 2020 (archiviato dall'url originale il 29 febbraio 2020).
  23. ^ Francesco Sala, La Biennale non c'entra: il Padiglione Natura è a Milano. Lo realizza Bros, street-artist alle prese con una costruzione effimera ai margini di uno dei cantieri sorti all'ombra di Expo; una riflessione amara su un paesaggio negato, su Artribune, 24 aprile 2013. URL consultato il 29 febbraio 2020.
  24. ^ Profanazione o arte? Bros divide ancora. Ma lancia un’idea: confronto pubblico. In Chiesa « IF, su www.italianfactory.info. URL consultato il 29 febbraio 2020 (archiviato dall'url originale il 29 febbraio 2020).
  25. ^ redazione, Le "Magic Boxes" di Bros colorano Expo. Ancora pochi giorni per vedere gli interventi dello street artist milanese, ai bordi del Decumano exibart.com, su exibart.com, 28 ottobre 2015. URL consultato il 29 febbraio 2020.
  26. ^ Absence of Love, una rosa recisa per Nova Milanese. Firmata Bros, su Fondazione Rossi. URL consultato il 29 febbraio 2020.
  27. ^ Chiara Vanzetto, Gli ospiti di Bros e l’arte sospesa: «Come il caffè solidale a Napoli», su Corriere della Sera, 15 giugno 2019. URL consultato il 29 febbraio 2020.
  28. ^ Twingo Monument, su www.mart.tn.it. URL consultato il 28 novembre 2021.

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