Broletto di Como

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Broletto di Como
Como, campanile and part of duomo.jpg
Il Broletto di Como - lato piazza del Duomo (sud-ovest)
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneLombardia
LocalitàComo
IndirizzoPiazza Duomo e Piazza del Duomo, 2
Coordinate45°48′42.44″N 9°04′59.13″E / 45.811788°N 9.083093°E45.811788; 9.083093
Informazioni generali
CondizioniIn uso
Costruzione1215
Stileromanico

Il Broletto di Como è la sede originaria, in epoca medievale, del Comune della città di Como.

Storia e descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Dalle origini e alle prime trasformazioni[modifica | modifica wikitesto]

L'edificazione del Broletto risale al 1215,[1][2] per volontà del podestà Bonardo da Codazzo.[3] L'edificio venne situato a fianco dell'antica Cattedrale (che a partire dal Quattrocento avrebbe lasciato il posto al nascente Duomo attuale), a significare il forte legame fra il potere civile del Comune e quello della Chiesa.

La costruzione fu realizzata in stile romanico-gotico, mentre gli elementi rinascimentali della facciata risalgono alla metà Quattrocento, periodo in cui l'edificio fu oggetto di una campagna di rimaneggiamenti[3]. Agli interventi eseguiti in quest'ultimo periodo risale la costruzione dei due pilastri interni visibili nel sottoportico.[3] La facciata si presenta a fasce di marmo lombardo in tre colorazioni differenti: bianco, grigio e rosso, mentre la torre civica è stata costruita adottando la tecnica del bugnato.

Il Broletto - lato via Pretorio (nord-est)

Le massicce demolizioni[modifica | modifica wikitesto]

A partire dal Quindicesimo Secolo l'avanzamento della costruzione del Duomo richiese il taglio di due archi verso sud (1477) e la chiusura di un portico sullo stesso lato (1514). Questa rimozione comportò la separazione del palazzo comunale in due unità distinte, e comunemente indicate dai cittadini con "Broletto" quella ad ovest e "Pretorio" ad est. Venne modificato anche il livello della piazza, che fu alzato, come è possibile constatare ancora oggi osservando il basamento dei pilastri sotto il portico.

Nei secoli successivi, i lavori del Duomo richiesero un progressivo abbattimento del Pretorio, demolito dapprima in modo parziale per far spazio alla costruzione della cappella settentrionale (1645)[1] e poi in maniera completa per consentire la posa del rivestimento marmoreo del lato nord della Cattedrale (1882).[4] Le demolizioni interessarono anche l'originaria scala di accesso al piano superiore, il basamento della quale è tuttora visibile nel sottoportico, vicino alla parete della cattedrale[3].

La torre campanaria, il Broletto e il Duomo prima del 1899

Da sede istituzionale a luogo di spettacoli[modifica | modifica wikitesto]

Una volta persa la sua funzione civica, nel corso del XVIII secolo gli spazi interni del Broletto vennero adibiti a sede di spettacoli teatrali.

Una primitiva sala teatrale è documentata a partire dal 1712, quando il salone dell'edificio ospitava una struttura in legno che fungeva da palco per rappresentazioni sceniche rivolte ai ceti meno abbienti della cittadinanza.[5]

A partire dal 1763,[3] nello stesso salone del Broletto si costruì un teatro più elaborato, rivolto agli strati più elevati della società.[5] I lavori, portati avanti secondo un progetto commissionato all'arognese Innocenzo Colomba, comportarono un innalzamento dell'altezza dell'edificio, con l'aggiunta di un piano superiore aperto da tre finestre a forma di mezzaluna.[6] Inaugurato nella stagione 1764-1765,[5] il nuovo teatro disponeva di 156 palchi,[6] disposti su tre livelli[6].

Dalla chiusura del teatro a oggi[modifica | modifica wikitesto]

Lapide a ricordo dei restauri dell'anno 1927

Gli spettacoli andarono avanti fino al 1808, quando la società che gestiva il Teatro del Broletto accolse una proposta, da parte del prefetto di Como, di costruire un nuovo edificio teatrale nell'area demaniale che ospitava le rovine del Castello della Torre Rotonda.[7] Liberato dalle strutture legate al teatro (1809),[8] il salone del Broletto fu adibito ad archivio notarile del Dipartimento di Como[9].

I secoli Diciannovesimo e Ventesimo videro poi la realizzazione di alcune opere di rifacimento e restauro. In questo contesto, particolarmente rilevanti furono gli interventi avviati negli anni 1899 e 1972, quando le scale di accesso agli spazi interni dell'edificio vennero risistemate e il pavimento del sottoportico fu riportato al livello in cui si trovava prima dell'innalzamento della piazza.[3] Durante i lavori del 1899, venne anche demolito il piano superiore che era stato aggiunto per far posto al teatro[6].

Attualmente il Broletto viene utilizzato come aula congressi, e per mostre d'arte e solennità cittadine. Dal 2015[10] all'agosto 2018[11], la porzione del sottoportico in corrispondenza dell'arcata più settentrionale ospitò un punto informazioni turistiche della città di Como.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b AA. VV., Il Duomo di Como, p. 17.
  2. ^ Chiesa di S. Giacomo, Piazza Guido Grimoldi - Como (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 9 febbraio 2022.
  3. ^ a b c d e f TCI, Guida d'Italia [...], p. 264.
  4. ^ AA. VV., Il Duomo di Como, p. 13.
  5. ^ a b c Brunalti et al., p. 13.
  6. ^ a b c d Brunalti et al., p. 14.
  7. ^ Brunalti et al., pp. 14-18.
  8. ^ Brunalti et al., p. 17.
  9. ^ Brunalti et al., pp. 14-15.
  10. ^ Infopoint al Broletto chiuso Se ne riparla (forse) in estate, su laprovinciadicomo.it. URL consultato il 22 marzo 2022.
  11. ^ Como, apre l'Infopoint di piazza Gobetti: ai turisti la nuova mappa della città, su CiaoComo, 8 agosto 2018. URL consultato il 22 marzo 2022.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Il Duomo di Como; testi di Pietro Gini, Ottavio Bernasconi, Luisa Cogliati Arano e Giorgio Mascherpa; fotografie di Mario Carrieri, Milano, Cassa di risparmio delle provincie lombarde, 1972.
  • Touring Club Italiano (a cura di), Guida d'Italia - Lombardia (esclusa Milano), Milano, Touring Editore, 1999, ISBN 88-365-1325-5.
  • Alessio Brunialti, Sara Cerrato e Carolina Zerboni, Duecento - La straordinaria storia del Teatro Sociale di Como, Como, La Provincia Editoriale, 2013.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN256441085 · WorldCat Identities (ENviaf-256441085