Broletto (Novara)

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Broletto di Novara
Novara Broletto.jpg
L'Arengo del Broletto; di fronte il Palazzo del Comune (prima dei restauri)
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegionePiemonte Piemonte
LocalitàNovara
Coordinate45°26′47″N 8°37′10.7″E / 45.446389°N 8.619639°E45.446389; 8.619639Coordinate: 45°26′47″N 8°37′10.7″E / 45.446389°N 8.619639°E45.446389; 8.619639
Informazioni generali
CondizioniIn uso

Il Broletto di Novara è un complesso architettonico medioevale costituito da quattro edifici storici sorti in epoche diverse, con stili artistici differenti e non coerenti tra loro, disposti a quadrilatero attorno ad un cortile (o "Arengo") centrale. Si trova nel centro della città a pochi passi dal Duomo, vi si accede tramite un passaggio ad arco da Piazza della Repubblica (a sud) ed un secondo arco da Corso Italia (a nord).

Storia e descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Da sempre fulcro della vita civile cittadina, il Broletto fu sede anche delle carceri e in seguito delle corporazioni artigiane mentre oggi ospita una Galleria d'Arte Moderna; inoltre vi si tengono mostre ed esposizioni temporanee e nel periodo estivo il cinema all'aperto. Il complesso è sorto su un terreno pubblico. In origine l'area era delimitata da siepi, prima che fossero costruiti i quattro palazzi.

Sul lato nord si trova il "Palazzo del Comune" (o "Palazzo dell'Arengo"), il più antico del complesso, risalente al XII secolo. Presenta il piano terra porticato con archi a tutto sesto, sotto il quale, nel medioevo, erano disposti i banchi dei consoli di giustizia, incaricati di giudicare le cause civili e la giurisdizione volontaria, mentre al piano superiore si trova un ampio salone che veniva usato per le assemblee pubbliche.
Sulla facciata vi sono una serie di quattro trifore e i resti di un fregio pittorico risalente all'incirca al 1460 rappresentante stemmi e scene di episodi cavallereschi. La scala coperta ("Arengaria") situata all'angolo nord-ovest, oggi chiusa, è una ricostruzione della prima metà del XX secolo.

Di poco posteriore è il "Palazzo dei Paratici" (corporazioni artigiane), situato sul lato est, risalente al XII-XIII secolo, ma ampliato nel corso del XVIII secolo, con un semplice ma elegante portico con loggia.

Sul lato sud sorge il "Palazzo del Podestà", costruito tra la fine del XIV secolo e l'inizio del XV secolo, riconoscibile dal porticato ad archi ogivali sovrastato da cinque monofore con decorazioni in cotto ed affreschi del XV secolo.
Dello stesso periodo è il "Palazzo dei Referendari" sul lato ovest; esso presenta delle decorazioni in cotto alle finestre del piano superiore ed è l'unico dei quattro edifici che non ha un porticato aperto sul cortile.

Il complesso del Broletto è stato riaperto al pubblico nel marzo 2011 in occasione dei festeggiamenti per i 150 anni dell'unità d'Italia, al termine di un restauro durato oltre due anni.

Galleria d'Arte Moderna[modifica | modifica wikitesto]

All'interno del complesso architettonico è ospitata la Galleria d'Arte Moderna "Paolo e Adele Giannoni", che raccoglie oltre 800 opere pittoriche italiane del XIX e XX secolo, esposte in 13 diverse sale. Fu donata al comune di Novara negli anni 30 del novecento da Alfredo Giannone ed è stata chiusa al pubblico dal 1986 fino alla riapertura nel marzo 2011, in occasione dei 150 anni dell'Unità d'Italia.

Prima dei recenti restauri il Broletto ospitava anche i "musei civici" della città, costituiti da una sezione archeologica ed una storico-artistica: la prima raccoglieva reperti risalenti al periodo compreso tra il neolitico e l'epoca Longobarda rinvenuti in territorio novarese, mentre la seconda conservava le più significative opere artistiche prodotte nel territorio durante il periodo compreso tra il XIII ed il XX secolo. Queste collezioni dovrebbero prossimamente essere ospitate presso il castello di Novara al termine dei lavori di restauro attualmente in corso.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]