Breglio

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Breglio
comune
(FR) Breil-sur-Roya
Breglio – Stemma
Breglio – Veduta
Panorama di Breglio
Localizzazione
Stato Francia Francia
Regione Blason région fr Provence-Alpes-Côte d'Azur.svg Provenza-Alpi-Costa Azzurra
Dipartimento Nice Arms.svg Alpi Marittime
Arrondissement Nizza
Cantone Contes
Amministrazione
Sindaco Joseph Ghilardi (lista civica) dal 2008
Territorio
Coordinate 43°56′N 7°30′E / 43.933333°N 7.5°E43.933333; 7.5 (Breglio)Coordinate: 43°56′N 7°30′E / 43.933333°N 7.5°E43.933333; 7.5 (Breglio)
Altitudine 287 m s.l.m.
Superficie 82,32 km²
Abitanti 2 267[1] (2009)
Densità 27,54 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale 06540
Fuso orario UTC+1
Codice INSEE 06023
Nome abitanti (IT) bregliaschi
(FR) breillois
Cartografia
Mappa di localizzazione: Francia
Breglio
Breglio
Breglio – Mappa
Sito istituzionale

Breglio[2][3] (anche Breglio sul Roia, in francese Breil-sur-Roya, in dialetto intemelio Bregliu, in dialetto brigasco Brègl[4]) è un comune francese di 2.267 abitanti situato nel dipartimento delle Alpi Marittime della regione della Provenza-Alpi-Costa Azzurra.

È situato nella valle del fiume Roia.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Lago artificiale

Il territorio del comune di Breglio appartiene geograficamente alla regione fisica italiana, come tutto l'ex Contado di Nizza. È un villaggio del sud-est della Francia a 61 chilometri da Nizza ed a 34 km da Mentone, a 24 km da Ventimiglia ed a 39 km dalla stazione sciistica di Limone Piemonte.

Il paese è attraversato per tutta la sua lunghezza dal fiume Roia, che ha la sua sorgente nel Colle di Tenda, trasformandosi in un lago prima dello sbarramento, mentre dopo la diga il fiume si trasforma in un torrente impetuoso lungo una piccola gola, per gettarsi nel mar Ligure, dopo soli 59 km, a Ventimiglia.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

La lingua parlata a Breglio è il bregliasco, in francese il breillois, ovvero il bregliese, sul calco della lingua parlata locale, di sovente ricollegato all'occitano ed all'antico ligure. In lingua occitana nizzarda, si dice Brelh de Ròia, secondo la norma classica o Brei secondo la norma mistraliana, per Georges Castellana, ed i suoi abitanti sono i Brelhencs (norma classica) o Lu Breienc (norma mistraliana).

La forma italiana del comune, denominazione ufficiale sino al 1860, era Breglio e quindi toponimo di Stato, derivato da Broglio, Broglium e Brelh nel 1157.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Villaggio situato al centro della valle del Roia, Breglio è un luogo di passaggio obbligato dove si ricongiungono le strade che collegano la Provenza ed il Paese Nizzardo, la Riviera dei Fiori, attraverso Ventimiglia, alla Piana del Po.

Il paese ha avuto per lungo tempo un'attività legata ai convogli di mulattieri che univano il porto di Nizza al Piemonte, attraverso la valle del Roia ed il Colle di Tenda.

Antichità[modifica | modifica wikitesto]

Le tracce più antiche di presenza umana nella valle del Roia risalgono all'Età del bronzo: diverse migliaia d'incisioni rupestri datanti dall'800 a.C. al 1500 a.C. sono state ritrovate nella Valle delle Meraviglie, nei pressi di Tenda[5].

Verso il 500 a.C., i Celti venuti dall'Europa Centrale arrivano nella regione di Breglio e mescolandosi al ceppo dei liguri locali, formarono la popolazione celtoligure degli Oratelli[6]. Alcuni recinti di pietra tipici della cultura celtoligure sono stati portati alla luce nella valle del Roia.

Dal 200 a.C. i Romani, che s'erano estesi sulla costa mediterranea, risalgono la valle del Roia, sottomettendo definitivamente gli Oratelli nel 5 a.C..

Alto medioevo[modifica | modifica wikitesto]

La cristianizzazione della vallata del Roia avviene intorno agli anni 400. Verso il 560, i Longobardi sono senza dubbio i primi a tentare di stabilire un potere politico nella regione del Roia.

Nel 774, Carlomagno diviene re dei Longobardi, e nell'800 diventa il sacro imperatore romano d'occidente, e la valle del Roia fa dunque parte dell'impero. Nell'843, con il Trattato di Verdun, dopo la morte di Ludovico I, chiamato anche Ludovico il Pio, ed in francese detto Luigi il Pio o Luigi I di Francia od ancora Luigi il Benevolo, figlio di Carlomagno, l'impero è suddiviso in tre parti.

Paesi Bassi, Borgogna, Provenza ed Italia del Nord sono attribuite a Lotario I, e la valle del Roia fa quindi parte della Lotaringia che è incorporato in seguito al Santo Impero romano-germanico.

Breglio nella Contea di Ventimiglia: nel 962, una "Charta" di San Remo attesta, facendo stato, la "Contea di Ventimiglia" con asse sulla valle del Roia. Nel 996, Ottone III di Sassonia, imperatore germanico del Sacro Romano Impero, dona il feudo di Ventimiglia, di cui la vallata del Roia fa parte, ai Conti di Ventimiglia.

Basso medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Breglio nella Contea di Tenda: battuto dai Genovesi, Guglielmino, Conte di Ventimiglia, vende le sue terre a Carlo I d'Angiò, Conte di Provenza e fratello di Luigi IX di Francia, detto il Santo. Incoraggiato dai Genovesi, Pietro Balbo e Guglielmo Pietro, fratelli di Guglielmino, ripiegano sull'alta valle del Roia a Tenda e, rifiutando l'accordo di vendita della valle del Roja, mantengono la loro autorità su Breglio.

Breglio in Provenza: nel 1283, aiutato dalle famiglie bregliesi dei Rostagni e Cottalorda, "nobilitati" per l'occasione, Carlo I d'Angiò, Conte di Provenza riesce a recuperare le terre del Roja acquistate nel 1258 da Guglielmino, Conte di Ventimiglia.

Durante tale periodo, la crescita demografica tira con sé la costruzione di case fuori dalle fortificazioni del castello, e perciò costituisce anche l'innesco della costruzione del villaggio attuale.

La successione della regina Giovanna, contessa di Provenza, porta con sé dei "torbidi" e favorisce la "dedizione" della Contea di Nizza alla Savoia il 28 settembre 1388. Alcuni giorni più tardi, il 10 ottobre 1388, Breglio si dona a suo turno ad Amedeo VII, Conte di Savoia.

Conteso lungamente fra la Contea di Nizza e la Repubblica di Genova, nel XVI secolo Breglio seguì le sorti della prima, entrando a far parte del Ducato di Savoia e poi del Regno di Sardegna.

Dal rinascimento all'epoca moderna[modifica | modifica wikitesto]

Breglio in Savoia: i Conti di Savoia hanno uno sbocco sul mare Mediterraneo. Nel 1416, la Contea di Savoia è eretta a Ducato. Nel 1563, la capitale degli Stati di Savoia è spostata da Chambéry a Torino.

Breglio in Francia: nel 1691, Luigi XIV, re di Francia, annette gli Stati sabaudi di Vittorio Amedeo II di Savoia, ch'era entrato nella Grande Alleanza, detta anche "Lega degli Asburgo", a fianco del Sacro Romano Impero. Breglio fa allora parte del regno di Francia.

Nel Trattato di Torino, Vittorio Amedeo II è costretto a lasciare la Lega degli Asburgo ed a schierarsi a fianco del regno di Francia. In contropartita, il Duca sabaudo si ritrova i suoi Stati di Savoia e Breglio si ritrova così sotto l'autorità della Savoia e della sua Casa.

Breglio in Savoia-Piemonte: Vittorio Amedeo II che s'è schierato a fianco del Sacro Romano Impero germanico contro il re di Francia Luigi XIV, nel corso della guerra di successione di Spagna, non può impedire ai suoi stati della Contea di Nizza d'essere invasi dalle armate del regno di Francia. Il priorato benedettino di San Giovanni è distrutto nel 1707 durante la ritirata delle truppe comandate dal principe Eugenio.

Ciò nonostante, nel 1713, con il Trattato di Utrecht, il Duca Vittorio Amedeo II ristabilisce la sua autorità sulle sue terre ed ottiene la corona reale di Sicilia.

Breglio in Sicilia: Vittorio Amedeo II di Savoia cede la sua corona dell'isola di Sicilia agli Asburgo d'Austria e riceve in cambio la Sardegna eretto in regno.

Gli Stati di Savoia sono chiamati d'ora in avanti Stati Sardi.

Breglio in Sardegna: nel 1740, essendosi il regno di Sardegna-Piemonte schierato a fianco dell'Austria e dell'Inghilterra, contro la Francia e la Spagna, Breglio è implicata nella guerra di successione austriaca.

Nel 1744, Breglio deve aprire le porte alle truppe franco-spagnole. Nel 1748, con il Trattato d'Aquisgrana che mette fine alla guerra di successione d'Austria, il regno di Piemonte-Sardegna riprende la sua autorità sul fiume Roia.

Dal Regno di Sardegna alla Francia[modifica | modifica wikitesto]

Breglio in Francia: la Rivoluzione francese che vuole sciamare in Europa arriva a Nizza rapidamente. Il 10 giugno 1793, le truppe francesi entrano a Breglio. Il villaggio passa così sotto l'autorità del Direttorio nel 1795, del Consolato nel 1799, dell'Impero nel 1804.

Napoleone I battuto, con il Trattato di Parigi nel 1814, il contado di Nizza di cui Breglio fa parte, è restituito al Regno di Sardegna di Carlo Emanuele IV.

Breglio in Sardegna: a partire dal 1860, assieme ai territori controllati dall'antica Contea di Nizza, il comune di Breglio fu assegnato alla Francia, tranne le frazioni di Piena Bassa, Piena Alta e Libri che passarono al comune di Olivetta San Michele, frazioni che divennero francesi e si riunirono a Breglio sul Roia in seguito al trattato di pace del 1947.

Fin dal 1848, re Carlo Alberto di Savoia ha l'idea di riunire i differenti Stati italiani sotto un'unica corona e proclama che «l'Italia farà da sé».

Suo figlio Vittorio Emanuele II di Savoia, primo re d'Italia continuerà ad operare in tal senso.

Diverse trattative saranno condotte dal suo primo ministro Camillo Benso, conte di Cavour, per ottenere l'appoggio dell'imperatore Napoleone III.

Nel 1858, il futuro del Contado di Nizza è suggellato in occasione dei "colloqui" di Plombières tra Napoleone III e Cavour.

Napoleone III, imperatore dei Francesi, aiuterà Vittorio Emanuele II a cacciare gli Austriaci dal nord dell'Italia ed a favorire la costituzione d'uno Stato Italiano o di un "Regno d'Italia indipendente", in contropartita della cessione della Savoia e della Contea di Nizza alla Francia.

Breglio in Francia: il 24 ottobre 1860, dopo un referendum, Breglio e Saorgio, formano il "cantone del medio Roia" e sono annessi alla Francia.

Dopo l'annessione del Contado di Nizza alla Francia, nel 1860, senza l'alta valle del Roia ed i villaggi di Piena e di Libri, il ruolo frontaliero di Breglio ha fissato una popolazione d'agenti ed impiegati statali francesi, delle ferrovie e di militari.

XX secolo[modifica | modifica wikitesto]

Le installazioni idroelettriche, l'inaugurazione, nel 1928, d'una stazione ferroviaria internazionale sulla linea da Cuneo a Ventimiglia e la linea da Nizza a Breglio, hanno ugualmente marcato il periodo tra le due guerre, così come la presenza d'una guarnigione di truppe alpine. I combattimenti del 1940 contro gli italiani e del 1945 contro i tedeschi, hanno duramente provato l'insieme della vallata del Roia, le distruzioni a Breglio sul Roia sono state importanti e la popolazione fu evacuata di forza dalle truppe tedesche, il 28 ottobre 1944, e trasferita in Italia del nord, a Torino, dove essa restò fino all'aprile e maggio 1945[7].

Nel 1947, le frazioni italiane di Libri e di Piena Alta e Piena Bassa sono state annesse allo Stato francese e fanno da allora parte del comune di Breil, prima, e di Breil-sur-Roya, poi. La frontiera franco-italiana è stata spostata di qualche chilometro a favore della Francia.

Plebiscito del 16 settembre 1947
Paese Data Iscritti Votanti Favorevoli all'annessione alla Francia Contro l'annessione Schede bianche e nulle
Piena 16 settembre 148 140 91 48 1
Libri 16 settembre 218 209 142 67 0
Fonte: Risultati plebiscito

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ INSEE popolazione legale totale 2009
  2. ^ Touring Club Italiano, Italia Nord - atlante stradale, Touring Editore, Milano, 2014, tav. 32.
  3. ^ Cfr. a p. 642 in Nuova Enciclopedia Universale Rizzoli-Larousse, vol. XI, Milano, 1994.
  4. ^ Articolo sulla toponomastica brigasca su A Vastera
  5. ^ http://www.mercantour.eu/mercantour/la-vallee-des-merveilles.php [archive]
  6. ^ http://encyclopedie.arbre-celtique.com/oratelli-2712.htm [archive]
  7. ^ ↑ Godon 2004

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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