Breakfast in America

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Breakfast in America
Artista Supertramp
Tipo album Studio
Pubblicazione 1979
Durata 46 min : 27 s
Genere Rock progressivo
Pop rock
Piano rock
Etichetta A&M Records
Produttore Peter Henderson, Supertramp
Registrazione The Village Recorder/Studio B, Los Angeles, California
Certificazioni
Dischi d'oro 7
Dischi di platino 8
Supertramp - cronologia
Album successivo
(1980)

Breakfast in America è il sesto album della band Supertramp, pubblicato nel 1979, registrato l'anno precedente al Village Recorder a Los Angeles (California). L'album, prodotto da Peter Henderson e dagli stessi Supertramp ha raggiunto la prima posizione nella Billboard 200 per sei settimane ed è stato quello di maggior successo nella carriera dei Supertramp, con oltre 4 milioni di copie vendute nei soli Stati Uniti d'America (18 milioni di copie in tutto il mondo). L'album è stato primo in classifica anche in Austria, Paesi Bassi, Norvegia, Nuova Zelanda, Francia, Germania, Canada e Australia, secondo in Svezia e Giappone e terzo in Italia e Regno Unito.

Il singolo Take the Long Way Home arriva in prima posizione nel Regno Unito, in quarta in Canada ed in decima nella Billboard Hot 100. Nella UK Singles Chart ritorna in decima posizione nel 2004, in sesta nel 2010 ed in settima nel 2011. Il brano Breakfast in America raggiunge la nona posizione nel Regno Unito.

Con questo disco la band abbandona in parte il rock progressivo degli esordi (anche se non del tutto) e lo contamina con suoni pop rock, disco e rock and roll che rimandano allo stile dei Beatles, pur non rinunciando a certe raffinatezze strumentali.

Una parte di Breakfast in America verrà usata dai Gym Class Heroes per la loro Cupid's Chokehold.

Concezione[modifica | modifica wikitesto]

Come successo per l'album precedente, Rick Davies e Roger Hodgson scrissero la maggior parte delle loro canzoni separatamente, ma decisero insieme il tema che avrebbe dovuto trattare l'album. Inizialmente l'album avrebbe dovuto trattare la relazione e i conflitti di ideali tra Davies e Hodgson, e si sarebbe dovuto chiamare Hello Stranger. Hodgson spiegò: "Ci rendemmo conto che alcune canzoni si prestavano veramente ad essere interpretate come due persone che parlano l'un l'altro. Io avrei potuto screditare il suo modo di pensare e lui avrebbe potuto mettere in dubbio il mio modo di vedere la vita [...] I nostri stili di vita sono così diversi, però gli voglio bene. È quel contrasto che fa girare il mondo e che fa girare i Supertramp. Le sue convinzioni sono una sfida per le mie e le mie convinzioni sono una sfida per le sue."

L'idea per questo album fu successivamente scartata a favore di un album di canzoni "divertenti", e nonostante Davies inizialmente volesse mantenere il titolo Hello Stanger, fu convinto da Hodgson a cambiarlo in Breakfast in America. Hodgson commentò successivamente: "Scegliemmo quel titolo perché è divertente. Era appropriato all'animo divertente dell'album." A causa di questo titolo e della satira esplicita della cultura americana in copertina e in tre brani ("Gone Hollywood", "Breakfast in America" e "Child of Vision"), molti ascoltatori interpretarono l'album come una satira nei confronti degli Stati Uniti. Tutti i membri dei Supertramp insistettero che i ripetuti riferimenti alla cultura statunitense fosse puramente casuale e che nessuna satira era voluta. Hodgson ha descritto il luogo comune paragonandolo a come Crime of the Century sia spesso erroneamente interpretato come un concept album.

La traccia d'apertura di Breakfast in America è "Gone Hollywood". Scritta da Rick Davies, la canzone racconta di una persona che si trasferisce a Los Angeles con la speranza di diventare una stella del cinema, ma scopre che questo è molto più complicato di quanto immaginato, fino a quando riesce a sfondare e diviene l'oggetto delle conversazioni della Boulevard. Il testo originariamente era più cupo, ma sotto le pressioni degli altri membri, Davies lo riscrisse rendendolo più ottimistico e commerciale.

La traccia di chiusura è invece "Child of Vision". Scritta da Hodgson, come in "The Logical Song" viene utilizzato come strumento principale il piano elettrico Wurlitzer. Dopo la parte cantata, la canzone prosegue in un lungo assolo di pianoforte acustico, suonato da Davies, affiancandosi alla iniziale linea di piano elettrico. La traccia sfuma in un breve assolo di sassofono di John Helliwell. Roger Hodgson dichiarò che il brano fu scritto per essere un equivalente di "Gone Hollywood", osservando il modo in cui gli americani vivono, nonostante confessò che aveva ancora poca familiarità con la cultura americana quando scrisse la canzone. Ha inoltre dichiarato che è possibile che pensasse inconsciamente a Rick Davies, mentre scriveva il testo.

Poiché tutte le canzoni dei Supertramp sono per contratto accreditate sia a Davies che ad Hodgson, è difficile determinare chi effettivamente scrisse ogni canzone. Il management di Roger Hodgson ha descritto come composte da Hodgson "The Logical Song", "Breakfast in America", "Take the Long Way Home", "Lord Is It Mine" e "Child of Vision". Comunque, Hodgson ha descritto Davies come il compositore delle armonie vocali in "The Logical Song". Davies ha riferito "Le cinque canzoni che ho fatto in Breakfast", senza però specificare quali.

Registrazione[modifica | modifica wikitesto]

L'album attraversò due fasi di demo. La prima fase consistette in demo casalinghi, ognuno dei quali vedeva uno dei cantautori (Rick Davies o Roger Hodgson) suonare il piano acustico o il piano Wurlitzer e cantare.[1] La seconda fase era costituita da demo registrati su otto tracce ai Southcombe Studios in California, verso la fine di Aprile e l'inizio di Maggio 1978. Durante la registrazione di questi demo la band lavorò sugli arrangiamenti strumentali per tutte le canzoni (fatta eccezione per "Take the Long Way Home") e determinò l'ordine in cui sarebbero dovute apparire sull'album.[1]

Per evitare di passare molto tempo nella fase di missaggio, il gruppo e il produttore dedicarono una settimana alla sperimentazione sonora con diverse posizioni e strumentazioni, finché non trovarono la disposizione perfetta. Lo sforzo si rivelò però vano, perché si finì per passare più di due mesi estremamente stressanti alla ricerca del missaggio perfetto, e terminarono non perché soddisfatti del risultato ma perché arrivò la scadenza per l'uscita dell'album.[1]

A differenza dell'album precedente, dove è del tutto assente, Breakfast in America presenta un pesante utilizzo del piano elettrico Wurlitzer. Lo strumento è presente in sei tracce sulle dieci totali dell'album.

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

  1. Gone Hollywood 5.20
  2. The Logical Song 4.13
  3. Goodbye Stranger 5.52
  4. Breakfast in America 2.41
  5. Oh Darling 4.00
  6. Take The Long Way Home 5.10
  7. Lord Is It Mine 4.11
  8. Just Another Nervous Wreck 4.27
  9. Casual Conversation 3.00
  10. Child Of Vision 7.28

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Supertramp
Musicisti aggiuntivi

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

  • Supertramp: produzione
  • Peter Henderson: tecnico del suono, produzione;
  • Lenise Bent: assistente tecnico;
  • Jeff Harris: assistente tecnico;
  • Gary Mielke: programmazione sintetizzatori Oberheim
  • Russel Pope: tecnico del suono dal vivo
  • Mike Doud: direzione artistica, concezione della copertina, libretto
  • Mick Haggerty: direzione artistica, design della copertina
  • Mark Hanauer: fotografia
  • Aaron Rapoport: fotografia di copertina

Note[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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