Braun (azienda)

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Braun
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Braun-kronberg001.jpg
Braun a Kronberg
Stato Germania Germania
Fondazione 1921
Fondata da Max Braun
Sede principale Kronberg im Taunus
Gruppo Procter & Gamble - De' Longhi
Persone chiave Geschäftsführer:
  • Constantin Loebus
  • Gerhard Ritter
  • Stefan Schamberg

Aufsichtsratsvorsitzender:

  • Heinz-Joachim Schultner
Settore elettrotecnica
Prodotti elettrodomestici
Fatturato 499,160 Mio. Euro[1] (2011)
Dipendenti 3.813 [1] (2011)
Sito web www.braun.com www.braunhousehold.com

La Braun GmbH è una società tedesca di Kronberg im Taunus, produttrice di piccoli elettrodomestici e di articoli per l'health care. L'azienda è nota per i suoi prodotti dal design innovativo, con un posto nella storia del disegno industriale internazionale e pioniere nella funzionalità.[2] La Braun AG venne nel 1967 venduta alla statunitense The Gillette Company, e acquisita nel 2005 dalla Procter & Gamble, mantenendo la produzione di rasoi elettrici per uomo e donna, asciugacapelli, ferri da stiro e prodotti per la cucina come macchine da caffè, bollitori e frullatori. Il 17 aprile 2012, a seguito di un'operazione economica che vede il versamento di 50 milioni di euro subito e 90 diluiti in 15 anni, più 75 legati al rendimento dei prodotti, la De' Longhi acquisisce da Procter & Gamble (P&G) lo storico marchio tedesco Braun, con perpetuo diritto di sfruttamento dello stesso nei settori degli elettrodomestici e altri prodotti per la casa (ferri da stiro, climatizzatori, frullatori, aspirapolvere ecc.), mentre Procter & Gamble mantiene l'uso esclusivo del marchio nel settore dei rasoi e dell'health care.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fondazione dell'azienda nel 1921[modifica | modifica wikitesto]

Cinghia di trasmissione a marchio Trumpf – gli inizi dell'azienda Braun

Fondata nel 1921 dall'ingegnere della Prussia orientale Max Braun a Frankfurt am Main come Apparatebauwerkstatt Max Braun oHG.

La nuova ragione sociale del 1951[modifica | modifica wikitesto]

Küchenmaschine del 1964 Modell „KM 32“

Dopo la morte del fondatore all'età di 61 anni il 5 novembre 1951, i figli Artur e Erwin Braun prendono il controllo, con quest'ultimo che introduce una nuova cultura d'impresa avendo lavorato per AEG e Olivetti. Nel 1952 iniziò a fabbricare lampeggiatori fotografici, campo nel quale raggiunse l'eccellenza. Nel 1962 assorbì la "Niezoldi & Krämer" (Nizo), produttrice di cineprese e proiettori per il passo ridotto[3]. Nel 1961 i fratelli Braun promossero a direttore del dipartimento design Dieter Rams, futuro punto di riferimento nel mondo del design per i successivi 50 anni. Anche Apple si ispirerà al suo modo di fare design ed alle sue famosissime 10 regole per un buon design.

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Nel 1935 viene creato il logo con la „A“ centrale allungata, il quale nel 1952 viene da Wolfgang Schmittel rielaborato e ancora presente sui prodotti odierni. In questa forma rimane fino al 1967 e oltre dopo la vendita alla Gillette-Company, cambiato poi negli anni'90.

La vendita del 1967[modifica | modifica wikitesto]

La Gillette-Company acquisisce Braun[modifica | modifica wikitesto]

La Braun AG venne nel 1967 venduta alla statunitense The Gillette Company, e acquisita nel 2005 dalla Procter & Gamble, mantenendo la produzione di rasoi elettrici per uomo e donna, asciugacapelli, ferri da stiro e prodotti per la cucina come macchine da caffè, bollitori e frullatori.

Galleria Audio e Phonogeräte Braun[modifica | modifica wikitesto]


Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b [Veröffentlichung im elektronischen Bundesanzeiger].
  2. ^ Bernd Polster: Braun. 50 Jahre Produktinnovationen, Köln 2005, ISBN 3-8321-7364-1.
  3. ^ Nizo

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Zeitschrift Der Braunsammler. später Design+Design (Hrsg. Jo Klatt und Günter Staeffler), Hamburg.
  • Wolfgang Schmittel: Design, concept, realisation: Braun, Citroen, Miller, Olivetti, Sony, Swissair. Zürich 1975.
  • Mehr oder weniger. Braun – Design im Vergleich. Ausstellungskatalog. Museum für Kunst und Gewerbe, Hamburg 1990.
  • Regine Scourtelis: Manche mögen's pur. In: ZEITmagazin. 42, 1990, S. 80–88.
  • Jo Klatt, Günter Staeffler: Braun+Design Collection. 40 Jahre Braun Design von 1955 bis 1995. Hamburg 1995, ISBN 3-9803485-3-9.
  • Hans Wichmann: Mut zum Aufbruch. Erwin Braun 1921 bis 1992. München 1998, ISBN 3-7913-2023-8.
  • Bernd Polster: Braun. 50 Jahre Produktinnovationen. Dumont, Köln 2005, ISBN 3-8321-7364-1. (englische Ausgabe 2009)
  • Less and More. The Design Ethos of Dieter Rams. Ausstellungskatalog.Design Museum, London 2009 (deutsche Ausgabe 2010).
  • Bernd Polster: Kronberg Meets Cupertino. Was Braun und Apple wirklich gemeinsam haben. In: Apple Design. Ausstellungskatalog. Museum für Kunst und Gewerbe, Hamburg 2011, S. 64–75.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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