Brandolino Brandolini d'Adda

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Brandolino Brandolini D'Adda

Deputato del Regno d'Italia
Legislature XXIV
Collegio Vittorio
Sito istituzionale

Dati generali
Titolo di studio Laurea in giurisprudenza

Brandolino Brandolini d'Adda (Cordignano, 22 giugno 1878Santorso, 28 giugno 1916) è stato un politico e militare italiano.

Stemma dei Brandolini

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Discendente dei Brandolini, antica famiglia patrizia di origine forlivese, era figlio del senatore Annibale Brandolini e fratello del senatore Girolamo Brandolini d'Adda.

Allo scoppio della Grande Guerra, era partito per il fronte come volontario automobilista, per farsi poi trasferire in fanteria.

Il 12 giugno 1916 partecipò alla sua ultima seduta alla camera e nei giorni seguenti iniziò il viaggio che lo condusse nei pressi di Arsiero. Quel 16 giugno i reparti della Brigata Bisagno erano collocati sui Colletti di Velo, ottennero il cambio dal 154º Reggimento fanteria della Brigata Novara e vennero fatti arretrare a Meda, per formare l’estremo sbarramento difensivo prima della pianura vicentina. Il 26 giugno il sottotenente rimase ferito mentre si trovava in azione nei pressi di ciò che rimaneva del ponte degli Schiri sul Posina, tra Arsiero e Velo d’Astico. Trasferito all’Ospedaletto da Campo n. 8 della 1ª Compagnia Sanità di Torino, che si trovava da alcuni giorni a Santorso, fu operato il 27 giugno per l’estrazione del proiettile e la mattina del 28 le sue condizioni risultarono gravissime. Alle ore 7,30 morì.

La figura di un FANTE d’ITALIA, il conte, patrizio veneto Brandolino, deputato al parlamento, che, arruolatosi volontario, immola la sua giovane vita, per la grandezza della Patria il per realizzare il compimento di quella Nazione nata pochi decenni prima. Fu l'unico deputato a cadere nel corso del conflitto.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare
«Fu costante, mirabile esempio di ardimento e sprezzo del pericolo. In una speciale critica circostanza, con giusta e pronta visione delle necessità del momento, contribuì al buon esito dell'azione esponendosi impavido al fuoco nemico, finché cadde colpito a morte.»
— Velo d'Astico, 26 giugno 1916

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]