Brahma

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Incisione colorata a mano raffigurante Brahma, da una pubblicazione del 1820.

Presso la religione induista, Brahma o Brama (sanscrito: ब्रह्मा brahmā) è uno degli aspetti di Dio, nonché la prima Persona della Trimurti (chiamata anche Trinità indù, composta da Brahma, Vishnu e Shiva), all'interno della quale è conosciuto come il Creatore.

Brahma non deve essere confuso con Brahman; mentre quest'ultimo rappresenta l'aspetto di immutabilità, di infinito, di immanenza e di realtà trascendente, l'Origine divina di tutti gli esseri, Brahma ne è un agente, così come le altre divinità personificate; è un aspetto di Īśvara, il Brahman con attributi, fondamentalmente ego-consapevole.

Brahma è il primo essere a venire creato all'inizio di ogni ciclo cosmico (o kalpa), è la prima manifestazione del Brahman e per questo viene considerato l'architetto dell'universo, il padre di tutti gli esseri.

Simbologia[modifica | modifica sorgente]

Brahma era sposato a Sarasvati. Tuttavia essendo l'aspetto creatore, tutto è manas-putras o emanazioni proprie, ossia tutto nasce dalla mente di Brahma e non direttamente dal suo corpo.

Solo occasionalmente Brahma interferisce nella vita degli altri dei, e ancora più raramente in quella dei mortali. È considerato il padre di Dharma e di Atri, e vive a Brahmapura, una città localizzata presso il monte Meru.

Attributi corporei[modifica | modifica sorgente]

Le raffigurazioni di Brahma presentano vari elementi, ognuno dei quali ha una sua valenza ed un suo proprio significato:

  • è tradizionalmente rappresentato con quattro teste, quattro facce e quattro braccia e anche quattro gambe, dove ogni testa è intenta a recitare uno dei quattro Veda.
  • nelle quattro mani tiene:
    • un bicchiere contenente acqua, utilizzato per creare la vita;
    • un rosario usato per tenere conto dello scorrere del tempo;
    • il testo dei Veda;
    • un fiore di loto.

Secondo i Veda[modifica | modifica sorgente]

Statua di Brahma situata nel Tempio di Erawan, Bangkok, Thailandia.

Brahma, essendo il Principio Supremo del cosmo, risiede nel cuore, centro vitale dell'uomo. In particolare il ventricolo più piccolo è l'organo che rappresenta simbolicamente l'unità integrale (comprendente il corpo fisico, il campo delle energie e lo spirito divino). Nell'antichità si diceva che il cuore fosse la sede dell'intelligenza proprio perché veniva assimilato alla dimora dell'Intelligenza Universale. La parte finale dei Veda, le Upaniṣad narrano:

« Nel Brahma-Pura, sede di Brahma, vi è un piccolo "loto", dimora nel quale c'è una piccola cavità, occupata dall'Etere; si deve cercare Ciò che risiede in questo luogo e Lo si riconoscerà... Questo Principio che sta nel cuore è più piccolo di un chicco di riso, più piccolo di un chicco d'orzo, più piccolo di un chicco di senape, più piccolo di un chicco di miglio, più piccolo di un germe racchiuso in un chicco di miglio; questo Principio che sta nel cuore è anche più grande della Terra, più grande dell'atmosfera, più grande del cielo, più grande di tutti questi mondi messi assieme. »

In tali parole si può cogliere l'essenza di Brahma, il Principio Creatore, che in quanto tale contiene in sé tutto l'universo, ma che è a sua volta presente in ogni creatura; lo si può cioè paragonare ad un punto geometrico, il quale non è nulla quantitativamente, non occupa spazio, ma è il principio che produce lo spazio, poiché quest'ultimo non è altro che lo sviluppo delle virtualità insite nel punto.

Una comunicazione tra il piano divino e il mondo, cioè tra Brahma e l'essere umano, avviene attraverso dei principi coordinatori tra i vari mondi, uno dei quali è il Buddhi, o Intelletto Superiore, raggio direttamente emanato dal Sole spirituale (Brahma) che illumina e collega l'individuo al Centro stesso. Il Buddhi è l'elemento che collega l'anima universale all'anima individuale, fino al raggiungimento di Moksha, la definitiva identificazione tra i due.

Aneddoti mitologici[modifica | modifica sorgente]

Le quattro teste di Brahma[modifica | modifica sorgente]

All'inizio di tutti i tempi Brahma creò oltre all'universo, anche l'aspetto femminile identificabile nella divinità di Shatarupa. Brahma immediatamente se ne innamorò. Shatarupa si mosse in varie direzioni per evitare l'intensa attenzione di Brahma. Ma ogni volta che si muoveva, Brahma sviluppava una nuova testa. Così, Brahma sviluppò cinque teste, le une opposte alle altre. Allo scopo di controllare Brahma, Shiva gli tagliò la testa più alta; si rese conto che Shatarupa era figlia di Brahma, essendo stata creata da lui, e che Shatarupa stessa era un errore dello stesso Brahma ormai ossessionato dalla sua avvenenza. Così Shiva decise di raffreddare il culto, la venerazione di Brahma a causa del suo "empio" comportamento. Per questo solo Vishnu e Shiva continuano ad essere venerati mentre Brahma è quasi sempre ignorato. A causa di questo incidente, Brahma viene declamato nei quattro Veda nei suoi tentativi di pentimento.

La "scomunica" da parte di un Brahmana[modifica | modifica sorgente]

Altre leggende su Brahma relative alla mancanza di venerazione sono state oggetto di scomunica da parte di un brahmana, il grande saggio Brahmarishi Bhrigu. Sulla Terra venne organizzato, dall'alto sacerdote Bhrigu, un grande Yajña (sacrificio di fuoco). Fu deciso che il più grande tra tutti gli dei avrebbe dovuto diventare il Dio Supremo, il "capo" di tutti i deva. Durante la cerimonia venne chiamato anche Brahma, ma non si presentò in quanto perennemente ammaliato dalla musica suonata da Sarasvathi, e non fu in grado di ascoltare la richiesta di Bhrigu. Questo fece andare in collera il grande sacerdote che scomunicò Brahma in modo che nessuno sulla Terra lo avrebbe mai più venerato.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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