Braggio

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Braggio
frazione
Braggio – Stemma
Localizzazione
Stato Svizzera Svizzera
Cantone Wappen Graubünden matt.svg Grigioni
Regione Moesa
Comune Calanca
Territorio
Coordinate 46°18′00″N 9°07′30″E / 46.3°N 9.125°E46.3; 9.125 (Braggio)Coordinate: 46°18′00″N 9°07′30″E / 46.3°N 9.125°E46.3; 9.125 (Braggio)
Altitudine 1 298 e 1 324 m s.l.m.
Abitanti 50 (2014)
Altre informazioni
Cod. postale 6544
Prefisso 091
Fuso orario UTC+1
Codice OFS 3803
Targa GR
Cartografia
Mappa di localizzazione: Svizzera
Braggio
Braggio
Sito istituzionale

Braggio (toponimo italiano; in dialetto ticinese "Bragg"[1]) è una frazione di 50 abitanti del comune svizzero di Calanca, nella regione Moesa (Canton Grigioni).

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Braggio è situato in Val Calanca, sulla sponda sinistra del torrente Calancasca; dista 26 km da Bellinzona e 118 km da Coira. Il punto più elevato del territorio è la cima del Piz della Molera (2 603 m s.l.m.), sul confine con Santa Maria in Calanca.

La regione gode di un buon soleggiamento con un numero moderato di precipitazioni annue[senza fonte].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio del comune di Braggio prima degli accorpamenti comunali del 2015

Dal 1851[2] al 31 dicembre 2014 è stato un comune autonomo che si estendeva per 6,91 km²; il 1º gennaio 2015 è stato accorpato agli altri comuni soppressi di Arvigo, Cauco e Selma per formare il nuovo comune di Calanca.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Braggio è collegata ad Arvigo per funivia. L'uscita autostradale più vicina è Roveredo, sulla A13/E43 (14 km), mentre la stazione ferroviaria di Grono, in disuso, dista 13 km.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ottavio Lurati Nomi di luoghi e famiglie e i loro perché?... Lombardia-Svizzera-Piemonte, Varese, Pietro Macchione, 2011.
  2. ^ a b Cesare Santi, Braggio, in Dizionario storico della Svizzera, 8 dicembre 2016. URL consultato il 22 maggio 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Bernhard Anderes, Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Edizioni Trelingue, Porza-Lugano 1980
  • AA. VV., Storia dei Grigioni, 3 volumi, Collana «Storia dei Grigioni», Edizioni Casagrande, Bellinzona 2000
  • AA. VV., Guida d'arte della Svizzera italiana, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2007, p. 517

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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