Braccio Baglioni

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Braccio I Baglioni
Signore di Perugia
Stemma
In carica 1438-1479
Predecessore Malatesta I, come signore di Cannara, Spello e Bettona
Successore Guido I, con Rodolfo I e Astorre I
Nascita Perugia, 1419
Morte Perugia, 8 dicembre 1479
Sepoltura Chiesa di Santa Maria Nuova (Perugia)
Dinastia Stemma Baglioni.png Baglioni
Padre Malatesta I Baglioni
Madre Iacopa Fortebracci
Coniugi Toderina Fregoso
Anastasia Sforza di Santa Fiora
Figli Leandra, Braccesca, Francesca, Grifone
Religione Cattolicesimo
Braccio I Baglioni
1419 – 8 dicembre 1479
Nato aPerugia
Morto aPerugia
Dati militari
Paese servitoStato Pontificio
Signoria di Perugia
GradoCapitano
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Braccio I Baglioni (Perugia, 1419Perugia, 8 dicembre 1479) è stato un condottiero italiano, signore di Perugia e membro della famiglia Baglioni.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Era il primogenito, tra cinque maschi (Carlo I, Guido I, Sforza I, Rodolfo I), di Malatesta I Baglioni e di Iacopa Fortebracci, sorella di Braccio da Montone, venne avviato all'arte militare e combatté in diverse occasioni nelle guerre che contrapponevano in quel tempo i tanti piccoli Stati sovrani che esistevano nell'Italia centrale. Nel 1437, alla morte del padre Malatesta, gli succedette nelle signorie di Cannara, Spello e Bettona che costituirono il primo nucleo del cosiddetto Stato Nuovo baglionesco.[1]

Nel periodo 1438 - 1479 esercitò su Perugia una signoria occulta (ovverosia non caratterizzata da un totale controllo dei poteri civici, in quanto la città apparteneva allo Stato della Chiesa che non la riconosceva formalmente). Sfruttando la sua posizione di capitano delle milizie della Santa Sede, esercitò sulla città un'influenza che ne sancì presto la supremazia.[2]

In quegli anni Perugia visse un periodo di florida crescita. Braccio attuò una politica di espansione ed abbellimento della città, furono costruite nuove strade e signorili palazzi. Tra il 1429 ed il 1433, su impulso di suo padre, era stato ampliato il Palazzo dei Priori, vennero edificate altre chiese e cappelle private, mentre il mecenatismo dei Baglioni richiamò a Perugia artisti come Piero della Francesca, Pinturicchio e Raffaello Sanzio, allievo di Pietro Vannucci. Fu realizzato un imponente palazzo gentilizio come residenza privata della famiglia, di cui oggi rimane solo la parte inglobata nella Rocca Paolina. L'edificio fu decorato da Domenico Veneziano con un ciclo di pitture aventi come oggetto le nobili casate perugine e i grandi condottieri del passato; questi affreschi non esistono più, sebbene risultassero già deteriorati al tempo di Giorgio Vasari.[3]

La facciata della sontuosa dimora, iniziata da Malatesta I e caratterizzata da un'alta torre, era adorna di graffiti e di sculture. All'interno, nella sala di rappresentanza, campeggiava il dipinto raffigurante Perugia e i personaggi che più la illustrarono. Dietro il palazzo si estendevano grandi giardini pensili, siti sulle mura etrusche.[4]

Nel maggio 1437 il diciottenne Braccio sposò Toderina Fregoso, proveniente da uno dei casati di nobiltà feudale più importanti della repubblica di Genova. Dalla loro unione nacquero tre figlie (Leandra, Braccesca e Francesca) e l'unico maschio di Braccio, Grifone (1457-1477). Questi, padre del più famoso Grifonetto nato postumo, morì in battaglia a ponte Riccioli.[5]

Nel giugno 1462, vedovo, sposò Anastasia Sforza, figlia del conte di Santa Fiora Bosio I Sforza. Dopo una vita avventurosa, Braccio scomparve a Perugia l'8 dicembre del 1479. Fu sepolto prima nella chiesa di San Francesco al Prato, accanto al genitore Malatesta I, in seguito il sarcofago sarà trasferito in Santa Maria Nuova.[6]

La morte tragica e improvvisa del suo unico figlio maschio costituì una grande afflizione per il sessantenne Braccio, fondatore dello Stato baglionesco: lasciò il patrimonio al piccolo nipote Federico Grifonetto, sotto la tutela della madre Atalanta, ma la signoria fu usurpata dagli zii Guido I, Rodolfo I e Astorre I. Tale situazione porterà, nel 1500, alle giornate drammatiche delle nozze di sangue con lo sterminio di molti esponenti della famiglia.[7]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Baleoneus, p. 53
  2. ^ Gurrieri, p. 21
  3. ^ Baleoneus, p. 54
  4. ^ Gurrieri, p. 24
  5. ^ Gurrieri, p. 25
  6. ^ Baleoneus, p. 55
  7. ^ Gurrieri, p. 26

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Baleoneus Astur, I Baglioni, Fover, Foligno 2001.
  • Ottorino Gurrieri, I Baglioni, Nemi, Firenze 1938.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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