Bozza:Domenico Ventura (pittore)

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File:Domenico ventura.jpg
Domenico Ventura

Domenico Ventura (Altamura, 28 ottobre 1942Altamura, 2 aprile 2021) è stato un pittore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Le doti nel disegno emergono già durante la scuola primaria ma è inizialmente indirizzato verso la carriera religiosa come d'usanza tra le famiglie numerose dell'epoca. All'età di 13 anni è trasferito ad Assisi dove compirà gli studi superiori presso il collegio francescano dei frati minori conventuali. Nel 1958 fa ritorno nella sua città.

Anni Sessanta[modifica | modifica wikitesto]

È il 1961 quando si iscrive all'Istituto d'Arte a Bari, conseguendo il diploma nel 1964, grazie anche al supporto di don Salvatore Maggi che, colpito dalla predisposizione del giovane, si offre quale finanziatore dei suoi studi. Si iscrive all'Accademia di belle arti di Napoli, divenendo allievo di Giovanni Brancaccio (scenografo dei fratelli De Filippo) e stringendo un sodalizio artistico con l'assistente di cattedra, Michele de Palma, anch’egli pugliese.

Nel 1965, poco più che ventenne, partecipa alla mostra collettiva "Del pendio" presso Corato (BA). In giuria si segnalano il pittore Francesco Speranza, Roberto De Robertis, Domenico Purificato e il critico d'arte Pietro Marino.

L'anno a seguire Domenico Ventura tiene la sua prima personale nella sua città, presso l'Associazione Universitaria "De Palma".

Il 1968 segna una battuta d'arresto nel suo percorso accademico: paga dazio per aver partecipato alle manifestazioni studentesche e viene respinto insieme a tutto il corso.

Anni Settanta[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1970 si insedia presso l'atelier di via Cairoli, sempre ad Altamura. Prende parte alla collettiva presso il locale Centro Servizi Culturali.

L'anno a seguire allestisce la sua seconda personale a Bari, presso lo "sporting Club", presentando quindici opere, molte delle quali di notevoli dimensioni. Michele Campione firmerà la testimonianza critica nel depliant della mostra.

Nel 1972 è la volta della personale tenuta presso la Galleria d'Arte "La vernice" di Bari. Espone quindici oli e, anche in questa occasione, è Michele Campione che pubblicherà la "lettera-critica".

Nel 1973 espone a Martina Franca, presso la Galleria "Salvatore Basile". Ancora Michele Campione curerà il testo critico.

Due anni dopo, espone presso il Festival de "L'Unità" ad Altamura. Terrà due esposizioni nel 1976 a Martina Franca (presso Salvatore Basile) e, in agosto, a Montescaglioso, in occasione del locale Festival de “L'Unità”.

Nel 1977 tiene una personale presso la galleria "Cassiopea Due" di Bari di Nicola Muciaccia. Nella lettera critica a firma di Nicola Ficarra si segnala la sopravvenuta richiesta di censura di alcuni soggetti, ritenuti lesivi del pubblico decoro. Nello stesso anno espone a Roma (libreria di Remo Croce) e successivamente a Matera (presso il "Labirinto" di Rocco Fontana), in cui espone per la prima volta delle acqueforti. Tra i partecipanti, Luigi Guerricchio, Placido Scandurra e Francesco Paolo delle Noci.

Nel 1978 Pietro Marino firma il testo scritto della mostra tenuta a Taranto, presso la Libreria di Cultura Popolare. A giugno espone a Gioia del Colle (BA) presso il Centro d'Arte "Ricciotto Canudo". Nel dicembre dello stesso anno tiene una personale presso il Circolo Dipendenti Italsider di Pulsano (TA).

Nel gennaio 1979 ordina una personale presso la Galleria "Eros" a Milano, con testo critico di Berenice. A Gravina in Puglia (BA) terrà una personale presso la Biblioteca - Fondazione "E. Pomarici Santomasi".

Sul finire degli anni Settanta è nominato supplente di educazione artistica presso una scuola secondaria di primo grado di Taranto. Dopo la breve esperienza riconosce i limiti che la carriera di insegnante imporrebbero alla sua espressione artistica e decide di dedicarsi completamente alla pittura.

Anni Ottanta[modifica | modifica wikitesto]

File:Domenico Ventura-Donna con le bolle.jpg
"Donna con le bolle" - Domenico Ventura, 1988

Nel 1981 trasferisce il suo atelier presso il centro storico di Altamura.

Nel 1986 partecipa alla collettiva che si tiene in occasione del Festival de “L’Unità". Si segnala la partecipazione dei pittori Luigi Guerricchio, Roberto Lenassini, Ivo Scaringi, Salvatore Salvemini. Testo critico a cura di Pietro Marino.

Nel 1989 tiene una mostra a Matera in Piazza del Sedile dal titolo "Che avrà in mente Domenico Ventura per Piazza Sedile?". Tra le opere esposte "La signora di Napoli" e "Donna con le bolle".

Anni Novanta[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1992 espone ad Altamura ("Domenico Ventura punta su Piazza Duomo". Tra le opere esposte "Donato Laborante", "La vasca da bagno" e "Bambino incinto". Testo critico a firma di Ugo Martiradonna. A dicembre espone a Matera (libreria Electa, presso cui terrà un'altra personale due anni dopo).

Il 1995 è la volta di Roma, città in cui tiene due personali presso la Caffetteria "DDT" e al "Zoe Drinks". Ad Altamura espone presso il "Pitti Caffè", in una mostra avente titolo "Tu non sei nessuno".

L'anno a seguire prende parte con alcune acqueforti alla collettiva itinerante "L'arte come opera di redenzione", tenutasi ad Altamura (Onis Birreria), Montalbano Ionico (Circolo Culturale "L'Arco") e a Matera (Camera Club). Si segnala la partecipazione di Claudio Abate, Giuseppe Filardi, Lelice Lovisco, Arcangelo Moles, Ivo Scaringi ed Enzo Sforza.

Dal 21 dicembre 1996 al 19 gennaio 1997 partecipa alla Rassegna d'Arte Costellazione presso l'"Octopus" di Terlizzi (tra i partecipanti, Addamiano, Altamura, Azzella, Caradonna, De Santoli...).

Nel settembre 1998 tiene una mostra in Piazza Duomo ("Neerio nudo"). Testo critico di Enrico Filippucci. Partecipa a Potenza alla collettiva Carlo Gesualdo a cura di Rocco Brancati.

Nell'ultimo anno del millennio scorso ordina a Gemonio (VA) la personale intitolata "Saverio Nudo". Testo critico ciclostilato a cura di Saverio Lucio Lomurno.

Anni Duemila[modifica | modifica wikitesto]

Nel 99-2000 tiene presso la Galleria "Opra Arte& Arti" una mostra personale a carattere antologico. Nell'occasione è presentato il volume “Domenico Ventura” Cattivi Pensieri, a cura di Massimo Guastella, pubblicato dalla casa editrice R&R di Matera.

Vittorio Sgarbi nel 2006 sceglie una sua opera (“Angelo con spadino”) per l‘esposizione “Il male: esercizi di pittura crudele”, che verrà tenuta presso Palazzina di caccia di Stupinigi (TO) col patrocinio della Regione Piemonte.[1]

Nel novembre 2007 espone a Trento, presso l'enoteca Grado 12. [2]

Anni Dieci[modifica | modifica wikitesto]

Lo stesso Sgarbi nel 2011 è curatore del Padiglione Italia alla 54ª Biennale di Venezia, per l’occasione estesa a tutte le regioni d’Italia. L’esposizione si tiene presso il complesso Santa Scolastica a Bari. Domenico Ventura fa parte degli artisti selezionati[3]

Nel 2014 a Roma si tiene la personale "Domenico Ventura da Altamura" presso lo Studio Abate a cura di Takeawaygallery.[4]

Nel 2017 s'intitola "Scherzetto" la mostra al Museo Nazionale d’Arte Medievale e Moderna di Palazzo Lanfranchi a Matera curata da Marta Ragozzino.[5]

Dalla mostra verrà ricavato il catalogo omonimo curato da Tommaso Evangelista.

Nel 2018 Vittorio Sgarbi, presidente onorario de "Il quadrivio", lo invita a partecipare al "Premio Sulmona": l’opera scelta è "Abbraccio da dietro" (2017).

Dal 12 giugno al 21 luglio 2019, Francesco Paolo Del Re e Sabino de Nichilo curano la personale "Le Malelingue", presso "Casa vuota" a Roma.

[6] [7]

Nel 2020 ha partecipato alla collettiva "Conversazioni con Francesco Speranza" curata da Francesco Paolo del Re e ospitata nel Museo Diocesano di Bitonto. [8]

Negli anni a seguire, Domenico Ventura - nel fecondo eremitaggio del suo atelier - continuerà a dipingere fino a sera inoltrata, prevalentemente oli su tela, fino agli ultimi giorni della sua vita. Condurrà un’esistenza raccolta intorno alla famiglia e ai fedeli amici, scandita da frequenti sortite in campagna, oggetto di numerosi scatti fotografici che negli anni nutriranno un poderoso archivio; scatti che costituiranno preziose fonti ispirative.

Di temperamento schivo e riservato, Ventura non ha mai cercato il consenso assecondando mode e tendenze. Sganciato dai circuiti dell’arte, ha coltivato negli anni amicizie legate alle sue frequentazioni accademiche, oltre a quelle di artisti come lo scultore Vito Maiullari o il fotografo Claudio Abate, con cui era accomunato da un sodalizio pluritrentennale.

Il 2 aprile 2021, a seguito di complicanze respiratorie legate alla sua cardiopatia, viene a mancare ad Altamura, la sua città natale, all’età di 79 anni.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]