Bozza:Azione di regolamento di confini

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L'azione di regolamento di confini, prevista dall'art. 950 codice civile, ha lo scopo di dare certezza geometrica in campo (e non solo catastalmente) ai confini tra fondi che risultino oggettivamente dubbi (caso della striscia confinaria ad uso promiscuo dei fondi viciniori) o soggettivamente dubbi (in quanto l'attore reputa errati i confini, che pure sono riconoscibili, sulla base di modifiche dovute a fattori naturali o volontari e ne chiede la rettifica). Sono parti necessarie dell'azione di regolamento di confine i proprietari dei fondi divisi dal confine asseritamente dubbio.

Ove la pretesa confinaria portata in giudizio descriva il cumulo tra usurpazione - che sopprime, a esclusivo favore di un fondo, anche la promiscuità dell'uso della striscia confinaria - e dubbio soggettivo sul confine, allora non si verterà più su un regolamento di confini, ma si verterà su una azione di rivendica o su una azione di usucapione riferite a una porzione di terreno inserita tra fondi finitimi.

Non essendo il catasto italiano probatorio (salvo che, come caso residuale, nei territori del catasto tavolare), le prove ammesse nell'azione in questione sono tutte quelle ammissibili secondo il diritto civile e processuale civile (la prova si fa "con ogni mezzo" secondo il testo dell'art. 950 c.c. )[1]; quindi le prove ammesse sono anche quelle testimoniali[2] e, con mero valore dimostrativo della volontà storica e negoziale delle parti, anche quelle documentali che provengano dalle parti (tra queste ultime rientrano ad esempio gli estratti di mappa catastale dei fondi rustici che siano allegati agli atti pubblici di compravendita o di divisione)[3]. In difetto di altri elementi di prova tuttavia l'art. 950 c.c. esplicitamente riconosce che il regolamento di confini sia risolto sulla base della documentazione catastale. Si ritiene che nell'azione di regolamento dei confini pura e semplice, l'onere della prova non incomba sull'attore, ma che entrambe le parti siano ugualmente onerate di provare il confine dubbio[4].

Il punto di maggior contrasto dialettico in dottrina e in giurisprudenza a proposito del regolamento di confini è costituito dalla transigibilità, o dall'utilità di transigibilità, dello stesso. Infatti la transazione di una lite di regolamento di confine non risulta tra gli atti trascrivibili[5], per cui il relativo accertamento non è opponibile ai terzi che subentrino nei diritti sul fondo di una delle parti transigenti. La giurisprudenza che si è sporadicamente pronunciata sulle transazioni di liti per regolamenti di confini ha negato alle stesse un effetto costitutivo o dispositivo, riconoscendo alle medesime solo un relativo valore probatorio (sempre superabile con controprova), assimilandole a meri negozi di accertamento privi di efficiacia ultra partes [6].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ "Non esiste una gerarchia tra le prove che il giudice è chiamato ad esaminare, ma solo un ordine di rilevanza al cui vertice si pongono tutti i titoli di proprietà o derivativi." (così mass.Cass. 1995/7081); "In tema di regolamento di confini, il ricorso al sistema di accertamento sussidiario costituito dalle mappe catastali (art. 950 c.c.) è consentito al giudice non soltanto in caso di mancanza assoluta ed obbiettiva di altri elementi, ma anche nell'ipotesi in cui questi (per la loro consistenza, o per ragioni attinenti alla loro attendibilità) risultino comunque inidonei alla determinazione certa del confine, con la conseguenza che la parte che eventualmente si dolga del ricorso, da parte del giudicante, a tale mezzo sussidiario di prova ha l'onere di indicare gli specifici elementi alla cui stregua andrebbe, invece, difformemente accertata la linea di confine controversa." (così mass. Cass.civ. 30 novembre 2009, n. 28103; cfr. anche mass. Cass.civ. 16 febbraio 2005, n. 3101; e mass. Cass.civ. 11 luglio 2002, n. 10121) .
  2. ^ Secondo Sent. Cass. civ.,sez. II, 23 luglio 2020, n. 15759 (punto.5.5 della motivazione): "’L'ammissibilità della prova testimoniale e per interpello non è contraria, in tema di regolamento di confini, al principio della forma scritta per la costituzione, il trasferimento e la modifica di diritti reali, previsto dall’art. 1350 c.c., che rende di norma inammissibili per irrilevanza, ai fini della determinazione dell’oggetto degli inerenti titoli, la prova per testimoni; di essa, infatti, può tenersi conto solo in via residuale, qualora sulla base degli oggettivi elementi forniti dai titoli e dal frazionamento in essi richiamato, sia risultato comunque incerto il confine".
  3. ^ "Nell'indagine diretta all'individuazione del confine tra due fondi riveste importanza fondamentale il tipo di frazionamento allegato ai singoli atti di acquisto ed in essi richiamato con valore vincolante, sicché il giudice può ricorrere ad altri mezzi di prova soltanto nel caso in cui le indicazioni desumibili dai rispettivi titoli di provenienza siano mancanti o insufficienti." (così mass. Cass.civ. 5 luglio 2006, n. 15304).
  4. ^ "Nell'azione di regolamento di confini i proprietari di due fondi vicini devono entrambi farsi carico dell'onere della prova, in quanto la natura dell'azione mette l'attore e il convenuto sullo stesso piano, incombendo a ciascuno di essi di allegare e fornire qualsiasi mezzo di prova idoneo all'individuazione dell'esatta linea di confine." (così mass. Cass.civ. 11 marzo 2009, n. 5881)
  5. ^ Nel diritto civile italiano vige il principio della tipicità degli atti trascrivibili. In tema di pubblicità immobiliare la Sent. Corte cost. n.111 del 1995 (punto 4 della motivazione), ha affermato che: "in materia di pubblicità, la certezza è ovviamente lo scopo stesso del sistema". Ciò posto una transazione o un accordo fatti "per regolamento di confini" non sono trascrivibili perché in quanto meri negozi di accertamento non hanno quegli effetti modificativi, di trasferimento, e costitutivi che connotano necessariamente gli atti trascrivibili secondo gli artt. 2643 e 2645 del codice civile.
  6. ^ in tal senso Cass. Civile, Sez. II, Sent. num. 2198 del 2020 .