Boyzone

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Boyzone
Boyzonetour2009.jpg
I Boyzone dal vivo nel 2009
Paese d'origineIrlanda Irlanda
GenerePop
Periodo di attività musicale1993 – 2000
2007 – 2019
EtichettaUniversal Music Group, Warner Music Group
Album pubblicati12
Studio6
Raccolte6
Sito ufficiale

I Boyzone sono stati una boyband irlandese nata negli anni novanta. Hanno avuto maggior successo in Irlanda, in Australia, in Nuova Zelanda, anche in Gran Bretagna dove hanno piazzato 6 singoli al primo posto in classifica, ed alcuni altri stati dell'Europa e dell'Asia.

Attivi dal 1993 al 2000, dopo un periodo di pausa, dal 2007 hanno deciso di riunirsi nuovamente, inaugurando la loro "seconda volta" con un tour in Gran Bretagna. Nell'ottobre 2019 si sono nuovamente sciolti, dopo un ultimo concerto di addio a Birmingham.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

L'inizio di carriera: 1993-1995[modifica | modifica wikitesto]

Nel novembre 1993 a Dublino vi è stata un'audizione per creare una nuova band, sulla scia dei Take That. Più di 300 persone hanno risposto all'annuncio, ma dopo alcune selezioni ne sono rimaste solamente 10, tra cui i membri della futura band tranne Mikey Graham (è anche l'occasione per cui Ronan Keating ha cantato Father and Son di Cat Stevens, cover che poi rilascerà ufficialmente qualche tempo dopo).

Tuttavia poco tempo dopo Graham entrò a far parte della band, che si definì. Nel 1994 cantarono nei vari pub e club e sempre nello stesso anno firmarono un contratto con la Polygram, rilasciando la prima cover ufficiale, una cover di Working My Way Back To You che raggiunse la terza posizione nelle classifiche irlandesi. È questo l'anno della famosa cover di Love Me For a Reason, cover degli Osmond's divenuta una delle cover più famose della band.

Proprio quest'ultima canzone è colonna portante del loro album di debutto del 1995, intitolato Said and Done.

Successivi album e primo scioglimento: 1996-2000[modifica | modifica wikitesto]

Tra il 1996 e il 1998 rilasciano due album. Il primo è A Different Beat, che contiene hit quali la cover di Words dei Bee Gees e il successo Isn't It a Wonder, uscito nel 1996. Quest'album vendette 2 milioni di copie nel mondo. Nel 1997 venne rilasciato il singolo Picture of You mentre l'anno successivo fu la volta del nuovo album Where We Belong. Quest'album contiene altre hit, tra cui la cover di No Matter What (cover di una canzone di un musical di due anni prima) e All That I Need.

Nel 1999 venne rilasciata una greatest hits, intitolata By Request, ancora adesso l'album più venduto della band con oltre 4 milioni di dischi, seguita da un tour. Inoltre nello stesso anno, fa scandalo l'omosessualità di Stephen Gately e Ronan Keating rilascia da solista la sua When You Say Nothing At All.

Nel gennaio 2000, dopo una breve serie di concerti nella madrepatria, i ragazzi decidono di prendersi una pausa dedicandosi ognuno alla propria strada.

Il ritorno sulle scene e la morte di Stephen Gately: 2007-2009[modifica | modifica wikitesto]

Nel novembre 2007 tornano a cantare tutti assieme, a distanza di 7 anni dall'ultima volta, durante la trasmissione Children in Need. L'anno seguente iniziano un nuovo tour nel Regno Unito, più precisamente dal 25 maggio al 25 agosto del 2008. Poco dopo rilasciano i loro nuovi singoli Love You Anyway e Better.

Nel 2009 è la volta del Better Tour, ma il successivo 10 ottobre il cantante Stephen Gately muore improvvisamente nel suo appartamento a Mallorca dove stava in vacanza con il marito[1]. Gli esami rivelano che la morte improvvisa, avvenuta nel sonno, è stata causata da un'edema polmonare. [2]

Brother e BZ20: 2010-2013[modifica | modifica wikitesto]

Rimasti in 4, pubblicano nel marzo 2010 il loro nuovo album Brother, con una canzone scritta da Mika, ossia il singolo Give It All Away. Questa canzone è l'ultima che presenta ancora delle parti vocali registrate da Gately prima della sua scomparsa. Tra il febbraio e il marzo 2011 è il turno del Brother Tour, con 21 date fra Regno Unito ed Irlanda.

Il 12 giugno 2013 sul canale irlandese RTE ONE va in onda i loro speciale Boyzone - For One Night Only, dove i 4 ragazzi cantano i loro maggiori successi. Inoltre nel novembre dello stesso anno esce il loro nuovo album intitolato BZ20, proprio appunto ad indicare i 20 anni dalla nascita della band. Quest'album venderà 200.000 copie circa.

Gli ultimi anni e lo scioglimento; 2014-2019[modifica | modifica wikitesto]

Tra il 2014 e il 2018 vengono prodotti gli ultimi due ultimi album della band. Il primo è Dublin To Detroit, contenente 12 canzoni fra cui anche alcune cover. Inoltre in quest'anno era ancora in corso il BZ20 Tour, che sarebbe difatti durato altri anni. Nell'aprile del 2018 venne rilasciato il loro ultimo album, Thank You & Goodnight, che vide un tour iniziare a settembre 2018 e terminare nell'ottobre 2019. Quest'album è l'unico della band a contenere solamente canzoni originali e non cover, com'era solito negli album precedenti.

L'ultimo concerto si tenne nell'ottobre 2019 in Inghilterra.[3]

I Boyzone in concerto nel 2011

Attuale[modifica | modifica wikitesto]

Ex componenti[modifica | modifica wikitesto]

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Discografia dei Boyzone.
Album in studio

Tour[modifica | modifica wikitesto]

  • 1995/1996: Said And Done Tour
  • 1997: A Different Beat Tour
  • 1998: Where We Belong Tour
  • 1999: By Request Tour
  • 2000: The Point Live Tour
  • 2008: Back again...No Matter What Tour
  • 2009: Better Tour
  • 2011: Brother Tour
  • 2013-2018: BZ20 Tour
  • 2018-2019: Thank You & Goodnight Tour

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Boyzone pay tribute to Stephen Gately 10 years after his death, su Mail Online, 10 ottobre 2019. URL consultato il 27 ottobre 2019.
  2. ^ (EN) Everything you need to know about the late Stephen Gately..., su The Sun, 21 settembre 2018. URL consultato il 27 ottobre 2019.
  3. ^ (EN) Boyzone roll back the years as they bid emotional farewell to Glasgow at Hydro gig, su The Scottish Sun, 16 ottobre 2019. URL consultato il 27 ottobre 2019.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN124656564 · ISNI (EN0000 0001 1543 9882 · LCCN (ENno98128997 · GND (DE1707342-X · BNF (FRcb139830502 (data) · WorldCat Identities (ENno98-128997
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