Bosco Verticale

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Bosco Verticale
Bosco Verticale from UniCredit Tower, Milan (17591709258).jpg
Le due torri viste dalla Torre Unicredit
Ubicazione
Stato Italia Italia
Regione Lombardia Lombardia
Località Milano
Indirizzo Torre E: via De Castillia
Torre D: via Confalonieri
Coordinate 45°29′08.84″N 9°11′24.99″E / 45.48579°N 9.190275°E45.48579; 9.190275Coordinate: 45°29′08.84″N 9°11′24.99″E / 45.48579°N 9.190275°E45.48579; 9.190275
Informazioni
Condizioni In uso
Costruzione 2008-2013[1]
Inaugurazione 17 ottobre 2014
Uso residenziale
Altezza Torre E: 112 m
Torre D: 80 m
Piani Torre E: 27
Torre D: 19
Area calpestabile Totale: 51.500 m²
Torre E: 32.000 m²
Torre D: 19.500 m²[2]
Realizzazione
Costo 40 milioni di euro[2]
Architetto Boeri Studio: Stefano Boeri, Gianandrea Barreca, Giovanni La Varra
Appaltatore Hines Italia
Costruttore ZH Construction Company (fase 1)
Colombo Costruzioni (fase 2)
« Una casa per alberi che ospita gli umani »
(Stefano Boeri[3])

Il Bosco Verticale è un complesso di due palazzi residenziali a torre progettato da Boeri Studio (Stefano Boeri, Gianandrea Barreca e Giovanni La Varra) situato nel Centro Direzionale di Milano, ai margini del quartiere Isola.

Peculiarità di queste costruzioni, ambedue inaugurate nel 2014, è la presenza di più di duemila essenze arboree, tra arbusti ed alberi ad alto fusto, distribuite sui prospetti. Si tratta di un ambizioso progetto di riforestazione metropolitana che, attraverso la densificazione verticale del verde, si propone di incrementare la biodiversità vegetale ed animale del capoluogo lombardo, riducendone l'espansione urbana e contribuendo anche alla mitigazione del microclima.

A testimonianza del suo riconoscimento architettonico, il Bosco Verticale è risultato vincitore di numerose competizioni: oltre all'International Highrise Award, di cui è stato insignito nel 2014, nel 2015 il Bosco Verticale si è aggiudicato il premio come «grattacielo più bello e innovativo del mondo», secondo una classifica redatta dal Council on Tall Buildings and Urban Habitat.

Posizione[modifica | modifica wikitesto]

Cartina dell'area di Porta Nuova: le due torri sono contrassegnate dal pallino rosso Red pog.svg
Red pog.svg Torre E
Torre D Red pog.svg

Il complesso è affacciato su via Federico Confalonieri (torre D) e via Gaetano de Castillia (torre E), ai margini del quartiere Isola, interessato sin dal 2005 da una serie di interventi di rigenerazione urbana ed architettonica, nell'ambito del Progetto Porta Nuova.[4] Il Bosco Verticale, infatti, è ubicato all'interno del Centro Direzionale di Milano, densissimo cluster di grattacieli che comprende, tra l'altro, anche la Torre Unicredit, il Palazzo Lombardia, il Grattacielo Pirelli, la Torre Solaria e diverse altre strutture.

Distanti 2.5 km da piazza del Duomo,[5] le due torri sono collocate in uno dei punti nevralgici della viabilità meneghina, ubicandosi in un importantissimo nodo intermodale per il trasporto su rotaia e su gomma.[6] Oltre ai vari mezzi di superficie, infatti, il Bosco Verticale è servito dalle stazioni della metropolitana di Isola, Gioia, Porta Garibaldi e Repubblica, di cui le ultime due sono poste pure lungo il passante ferroviario di Milano.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Costruzione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Progetto Porta Nuova.

La genesi del Bosco Verticale, come già accennato, si deve al ben più ampio Progetto Porta Nuova, un vasto intervento di riqualificazione urbana ed architettonica all'interno del Centro Direzionale di Milano.[N 1] L'inizio dei lavori di edificazione del complesso, decretato dalla stipula del documento Convenzione Attuativa del Programma Integrato d'Intervento (PII) Garibaldi-Repubblica, si data nel 2005.[7]

Il cantiere del Bosco Verticale fotografato nel giugno 2012
Rendering del Bosco Verticale

La costruzione del Bosco Verticale cominciò tra la fine del 2009 e l'inizio del 2010, con l'impiego di circa seimila operai.[8] L'edificazione delle due torri, affidata alla società altoatesina ZH, procedette con grande lentezza, fino a quando - a causa dell'imperversante crisi economica - il 22 aprile 2013 detta impresa edile rinunciò all'incarico, presentando il concordato in bianco. Una volta verificato lo «stato delle opere, lo sviluppo dei progetti costruttivi, l'emissione ordini per la fornitura dei materiali e la sistemazione logistica»,[9] l'impresa venne prontamente sostituita dalla Colombo Costruzioni, che riavviò il cantiere il maggio dello stesso anno.[10]

Il Bosco Verticale venne infine inaugurato e presentato ai cittadini meneghini il 17 ottobre 2014, con una sontuosissima cerimonia.[11]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Due sono i riconoscimenti vinti dal Bosco Verticale. Il 19 novembre 2014 il Bosco Verticale è risultato vincitore dell'International Highrise Award, competizione internazionale a cadenza biennale per l'assegnazione del premio di grattacielo più bello del mondo: l'edificio, in quanto «esempio eccellente di rivitalizzazione di un centro urbano», è stato scelto tra ottocento grattacieli di tutti i continenti.

Nel suo discorso, Peter Cachola Schmal - direttore del Deutsch Architekturmuseum e membro della giuria - ha sottolineato:[12][13]

« Sono molto impressionato dallo stile di quest'opera, da ciò che rappresenta e dai risultati che può ottenere l'architettura. Bosco Verticale offre senza dubbio protezione e spazio unendo allo stesso tempo elementi quali la natura, la luce e l'aria tenendo conto dei bisogni umani in una relazione equilibrata tra elementi che non risulta mai più complessa del necessario. Un'idea coraggiosa e radicale per le città di domani. »
«Sono molto felice per questo prestigioso premio [l'IHA, n.d.r.]. [Si tratta di] un riconoscimento all'innovazione nell'ambito dell'architettura. È un invito a pensare all'architettura come un'anticipazione del futuro per ognuno di noi, non solo come l'affermazione di uno stile o di un linguaggio»
— Stefano Boeri[12]

Il riconoscimento come «grattacielo più bello ed innovativo del mondo» è del 13 novembre 2015, quando il Council on Tall Buildings and Urban Habitat, promosso dal Illinois Institute of Technology di Chicago, ha eletto la struttura «Migliore Architettura del Mondo 2015». Il complesso è stato scelto come vincitore del concorso in virtù dei seguenti motivi:[14]

« Il Bosco Verticale è un esempio unico nell'utilizzo del verde in altezza e in proporzione. La “facciata vivente” dell’edificio, che incorpora numerosi alberi e oltre 90 specie di piante, svolge il ruolo di interfaccia attiva per l’ambiente circostante. Ciò che rende l’idea eccezionale è l’azione delle piante, che agiscono come estensione della copertura esterna dell’edificio. La giuria ha definito innovativa l’esplorazione della vitalità del verde su tali altezze. »

La vasta e favorevole ricezione che il Bosco Verticale ha avuto in Europa e nel mondo è testimoniata dalla scelta della XXI Conferenza delle Parti dell'UNFCCC di portarlo come esempio di «sviluppo urbano virtuoso ed esportabile», facendo sì che tale esperimento venisse replicato anche nella municipalità cinese di Shijiazhuang, nella provincia dell'Hebei, con la costruzione di una città verde e sostenibile in osmosi con l’ambiente.[15]

Schermo vegetale[modifica | modifica wikitesto]

Panoramica[modifica | modifica wikitesto]

L'idea di valorizzare il verde nelle architetture non è stata affatto introdotta dal Bosco Verticale. Capostipiti di questo filone sono i giardini pensili di Babilonia, costruiti intorno al 590 a.C dal re Nabucodonosor II,[16] ma vi sono stati anche i prati marcitoi, sviluppati nel XIII secolo dai monaci cistercensi,[17][N 2] e la torre Guinigi di Lucca, che presenta alla sommità un giardino pensile con sette lecci secolari. Più recenti sono le utopiche dimore progettate da Friedensreich Hundertwasser, inaugurate nel 1986: le loro facciate sono infatti interamente coperte dalle fronde degli «alberi inquilini», come ebbe modo di affermare lo stesso architetto.[18]

La presenza boschiva apportata dal Bosco Verticale è equivalente a due ettari di foresta.

Nel loro complesso, le facciate del Bosco Verticale ospitano 900 alberi di grande e medio sviluppo, 5 000 arbusti di grandi dimensioni e 11 000 piante floreali perenni e tappezzanti, per un totale di cento diverse specie, che si densificano in altezza sino a ricoprire un'area equivalente a due ettari (20 000 m2) di forestazione.[19]

Benefici[modifica | modifica wikitesto]

La vegetazione apporta numerosissimi effetti benefici alle due torri e all'ambiente urbano circostante, sia sotto il profilo ambientale che sotto quello climatico. Il Bosco Verticale, infatti, contribuisce alla costituzione di un microclima che genera umidità, filtra le polveri sottili (o ne devia il percorso), attenua notevolmente l'inquinamento acustico, depura l'aria sottraendo CO2 dall'atmosfera ed emettendo O2, protegge dall'irraggiamento solare attraverso l'ombreggiatura fogliare e ripara dal vento, attraverso l'azione frangivento delle fronde.[20]

Dal punto di vista faunistico, il Bosco tutela la biodiversità attraverso la creazione di habitat biologici. Le numerosissime specie vegetali distribuite lungo le facciate, infatti, costituiscono un vero e proprio ecosistema in grado di attrarre volatili e insetti, «diventando un sensore urbano della ricolonizzazione vegetale e animale spontanea della città».[1] Il Bosco Verticale è anche un dispositivo anti-sprawl che «contribuisce a controllare e ridurre l’espansione urbana»; ciascuna delle due torri, infatti, se distribuita uniformemente sul territorio sotto forma di villette unifamiliari e palazzine andrebbe ad occupare una superficie di circa 50 000 m2.[1]

Benefici apportati dallo schermo vegetale

Così Stefano Boeri:

« Il Bosco Verticale [...] contribuisce [...] alla produzione di ossigeno, all'assorbimento delle polveri sottili dell’inquinamento da traffico e alla riduzione dell’escursione termica tra interno ed esterno »
(Stefano Boeri[21])

Disposizione delle essenze e policromia[modifica | modifica wikitesto]

Altra peculiarità del Bosco Verticale la cangiante policromia delle alberature che rivestono le sue superfici. Le essenze arboree, con il succedersi delle stagioni, non rinnovano solo i propri colori, bensì quelli dell'intera architettura: è così che le due torri durante la primavera assumono delicate tonalità pastello, mentre in autunno, alla fine della stagione vegetativa, si tingono di calde cromie autunnali.

Neanche la distribuzione delle piante è frutto del caso: infatti, queste sono disposte in facciata per rispondere al comfort del fruitore, ed in altezza in funzione delle stagioni di fioritura delle singole specie, sia per rispettare le loro esigenze vitali che per favorire la percezione di mutevolezza del complesso. In questo modo, le sempreverdi sono collocate sul lato sud-ovest, mentre sul lato nord sono sistemate le specie spoglianti.[22]

Un buon compendio di quanto appena detto ci viene dato da Laura Gatti, una dei paesaggisti che ha curato lo schermo vegetale del complesso:[23]

« Che aspetto avranno le due torri nei vari momenti dell’anno?

Naturalmente cambierà molto dall'esposizione della facciata. In linea generale, sul lato sud delle torri del Bosco Verticale abbiamo collocato specie sempreverdi, molto colorate e chiassose. A nord e a ovest ci saranno piante spoglianti, dalle tinte autunnali, mentre a est prevarranno tonalità tenui, freschi, primaverili. In ogni stagione lo spettacolo e i giochi visivi saranno diversi. »

Di seguito viene proposta una tabella ove sono riportate le cromie assunte da alcune delle specie vegetali durante le quattro stagioni.[24][25]

Nome della pianta Immagine Autunno Inverno Primavera Estate Nome della pianta Immagine Autunno Inverno Primavera Estate
Facciata ovest, nord ed est
Facciata sud e ovest
Leccio
Quercus ilex
Encina.jpg
Leccio
Quercus ilex
Encina.jpg
Koelreuteria
Koelreuteria paniculata
KoelreuteriaPaniculata5.jpg
Roverella
Quercus pubescens
Quercus pubescens.jpg
Pero selvatico
Pyrus pyraster
Rosaceae - Pyrus pyraster-2.JPG
Orniello
Fraxinus ornus
Fraxinus ornus Bulgaria 2.jpg
Corbezzolo
Arbutus unedo
Arbutusunedo03.jpg
Corbezzolo
Arbutus unedo
Arbutusunedo03.jpg
Pero corvino
Amelanchier lamarckii
2014.03.29.-01-Mannheim Feudenheim Buergerpark-Kupfer-Felsenbirne-Blueten.jpg
Ginestra dei carbonai
Cytisus scoparius
Cytisus scoparius1.jpg
Biancospino
Crataegus monogyna
Common hawthorn.jpg
Ceanoto
Ceanothus spp
Ceanothus americanus.jpg
Iperico calicino
Hypericum calycinum
Hypericum calycinum Tasmania.jpg
Plumbago blu
Ceratostigma plumbaginoides
Ceratostigma plumbaginoides0.jpg

Contenitori[modifica | modifica wikitesto]

Ciascuno dei contenitori è stato ideato per non influire eccessivamente sulla crescita radicale dell'essenza, scongiurando l'insorgere di difetti di radicazione. Le dimensioni dell'invaso generalmente variano a seconda della pianta ivi messa a dimora; nel caso dell'albero, è lungo 1,10 metri e largo altrettanto, mentre per gli arbusti ed i cespugli sono stati adottati vasi di lunghezza e profondità minime pari a 0,5 metri.[26]

Messa a dimora delle alberature

Tutte le vasche sono dotate di uno strato impermeabile bituminoso e di un rivestimento protettivo, in grado di limitare efficacemente la radicazione. Lungo le superfici interne degli invasi sono stati apposti degli elementi filtranti in non tessuto per smaltire l'acqua in eccesso; per ancorare le radici si è invece fatto ricorso ad un solido telaio in acciaio saldato.[26] Il substrato di coltura di tutta la flora del Bosco è composto da sostanze organiche ed inorganiche usate in miscela:[27] si segnala il sapiente utilizzo del lapillo, scoria vulcanica porosa che per le sue caratteristiche presenta un'elevata ritenzione idrica, ottime capacità di scambio cationico ed una sostanziale durabilità nel tempo.[26]

Codici identificativi[modifica | modifica wikitesto]

Ciascuna essenza arborea presente sul Bosco è identificata inequivocabilmente da una sequenza di numeri e di caratteri alfabetici; per reperire tale: codice, basta determinare con precisione il nome scientifico della pianta ubicazione (piano e terrazza). A titolo di esempio:

QI.02.V01

I primi due caratteri sono le iniziali del nome scientifico del vegetale (in questo caso, il leccio, ovvero Quercus ilex); i due set di caratteri successivi individuano il numero del piano (il secondo) ed il codice del terrazzo (V01) dove è collocata la pianta.[28]

L'irrigazione della vegetazione del Bosco Verticale avviene mediante un complesso impianto, illustrato nella prima figura

Irrigazione[modifica | modifica wikitesto]

L'irrigazione delle alberature avviene mediante il recupero delle acque grigie prodotte dall'edificio,[19] e attraverso l'utilizzo dell'acqua di falda. Quest'ultima, una volta accumulatasi in una cisterna, defluisce attraverso una rete di condotte di irrigazione a vista che, presentando una bassissima resistenza alle basse temperature, blocca automaticamente il regime idrico nel caso vi siano meno di zero gradi.[29]

L'erogazione d'acqua alle singole piante viene garantita da un dispositivo di controllo che si compone di una valvola di scarico, di un regolatore della pressione e di un'unità filtrante. L'irrigazione, azionata elettricamente, tiene conto anche delle esigenze di umidità dell'albero: ciascuna valvola, infatti, è indipendente dalle altre, in modo da garantire l'ideale deflusso delle acque. A questo punto, una valvola automatica di sfogo aria ed un'ala gocciolante consentono l'innaffiatura del substrato di coltura.[29]

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

Il Bosco Verticale, come già accennato, consiste di due torri, la torre E e la torre D, alte rispettivamente 112 e 80 metri (27 e 19 piani) e collegate per mezzo di un basamento a L. Ambedue le strutture sono caratterizzate dalla presenza di balconi in calcestruzzo armato[30] che, con soletta strutturale spessa 28 cm e parapetti pieni di altezza pari a 130 cm, sporgono in modo irregolare su tutti e quattro i lati degli edifici, con un aggetto di 3,35 metri.[31]

Particolare degli imponenti balconi in calcestruzzo

Altra peculiarità del complesso è l'impiego «celato» del laterizio, che per la sua consolidata flessibilità di impiego[N 3] è stato scelto per il rivestimento delle pareti di tamponamento e delle murature strutturali (di cui si parlerà nel paragrafo § Tamponamento). Questo in realtà non si tratta del primo esempio di utilizzo non a vista del laterizio, tanto che tale soluzione venne già adottata in passato da Gerrit Rietveld, da Robert Mallet-Stevens per la sua villa Noailles e da Pier Luigi Nervi, le cui strutture voltate pure fanno ricorso a solai in laterocemento.[31]

Mitigazione delle vibrazioni[modifica | modifica wikitesto]

Sebbene edificato su un territorio che presenta condizioni litologiche ideali, ed un'azione limitata della sottostante falda acquifera, il Bosco Verticale è comunque dotato di un sistema di dissipazione dell'energia tale da smorzare efficacemente le vibrazioni. L'adozione di questa tecnologia si è resa necessaria per bloccare la propagazione delle eventuali onde sismiche ma, soprattutto, delle vibrazioni indotte dal transito ferroviario delle linee M2 e M5, passanti - rispettivamente - nelle porzioni a nord e ad est del sito.[20]

La presenza dei due tunnel della metropolitana, con l'estradosso a soli 3,5 metri di distanza dalle fondamenta delle due torri,[32] costituisce una sorgente di interferenze non indifferente, a causa delle anomalie della guida del materiale rotabile e delle irregolarità nella struttura delle rotaie. La stabilità strutturale ed il comfort acustico dei residenti delle due torri vengono quindi garantiti mediante l'installazione di materiali elastici smorzanti in grado di far «galleggiare» agilmente la struttura: i valori di abbattimento acustico, ottenuti con molle di acciaio ad elica, corrispondono a 3,5 hertz.[33]

Tamponamento[modifica | modifica wikitesto]

Il Bosco Verticale presenta tamponature stratificate, con isolante termico preaccoppiato con polistirene estruso (10,0 cm), blocchi di laterizio alleggerito in pasta (25,0 cm) intonacato (1,5 cm), intercapedini d'aria e facciata a schermo avanzato in lastre in gres porcellanato (55x120x1,4 cm) ed una sottostruttura composta da montanti in alluminio. Analogamente, le pareti che separano il vano scala con le unità abitative presentano una muratura a cassetta, con laterizio alleggerito in pasta (8,0 cm) con placcatura in lastre di cartongesso (1,5 cm), malta di rinzaffo (1,0 cm), pannelli isolanti minerali (80% di vetro riciclato, 6,0 cm) e paramento murario in laterizio porizzato (12,0 cm) intonacato (EI 120, 3,0 cm).[33]

Il movimentato cantiere di Porta Nuova ripreso nel giugno 2012

Le pareti in laterizio sono legate alla sottostruttura mediante delle staffe a T; le lastre sono invece ancorate mediante fissaggio meccanico, sormontate da ceramica fresata e da scalanature del profilo di alluminio, ove si allacciano i quattro ganci di supporto. La striscia di adesivo strutturale tra il retro della lastra e le ali laterali del profilo è stata applicata per assicurare una adeguata distribuzione dei carichi di vento; similmente, per garantire la continuità del materiale, ogni 3-4 lastre è stato apposto un giunto a pettine.[33]

Per aumentarne la robustezza e la resistenza, e quindi per offrire un adeguato sistema di supporto, il paramento murario è stato realizzato con blocchi in laterizio normali (25,0x19x48 cm) rettificati, di peso specifico pari a 800 kg/m3: in questo modo, infatti, il valore estremo della capacità portante (carico di rottura) è di pressappoco 7 kN, come misurato sperimentalmente.[33] Per non compromettere l'efficacia termoisolante della struttura, sono state inoltre applicate graffe in acciaio inox austenitico (18% cromo, 8% nichel), munite di rondella rompigoccia e pendenti verso l'esterno.[34]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Esplicative[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Originariamente la zona dove oggi insiste il Bosco Verticale era occupata dal parco binari della vecchia stazione di Milano Porta Nuova; con l'inaugurazione dell'attuale stazione Centrale nel 1931, questa venne dapprima chiusa, per poi essere arretrata nel 1961, formando l'attuale stazione di Milano Porta Garibaldi. Lo spazio vuoto venutosi a creare, quello cosiddetto di «Varesine», divenne quindi una vera e propria ferita del tessuto urbano, tanto che l'area iniziò a divenire progressivamente più isolata, a causa di una «frammentazione della proprietà e della mancanza di una volontà unitaria per il rilancio di questa zona di Milano». Per maggiori informazioni, si veda: Gambetti et al., p. 162.
  2. ^ La tecnica delle cosiddette «marcite» consiste nel sommergere costantemente le colture da una sottile coltre di acqua, favorendo quindi il recupero agricolo di acquitrini e stagni; questi prati irrigui sono caratteristici della campagna della bassa Lombardia, dove già precedentemente era diffuso ottimizzare la resa di un terreno garantendo un equo deflusso delle acque. Per maggiori informazioni, si veda: Alessandro Vivenza, Marcita, in Enciclopedia Italiana, Treccani, 1930. URL consultato il 9 gennaio 2016.
  3. ^ La versatilità del laterizio è riconducibile al fatto che questo materiale è in grado di «rispondere a particolari esigenze prestazionali e costruttive piuttosto che [...] estetiche», riuscendo nel contempo a «integrare materiali e tecnologie anche molto differenti tra loro». Per maggiori informazioni, si veda: Andrea Campioli, Sotto sotto ... laterizio (PDF), 1999, p. 72-75.

Riferimenti[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Bosco Verticale, divisare. URL consultato il 10 gennaio 2016.
  2. ^ a b Gelsomino b, p. 220.
  3. ^ Bosco Verticale, Porta Nuova Smart Community. URL consultato il 17 gennaio 2016.
  4. ^ Biraghi et al., p. 234.
  5. ^ Dato calcolato con la funzione Misurazione della distanza tra punti di Google Maps.
  6. ^ Gambetti et al., p. 174.
  7. ^ Gambetti et al., p. 162.
  8. ^ Armando Stella, Una piazza e un parco per Gae Aulenti e Anna Politkovskaja, Milano Corriere, 8 dicembre 2012. URL consultato il 5 aprile 2016.
  9. ^ Armando Stella, Bosco verticale, c’è l’accordo: riapre il cantiere delle torri, Milano Corriere, 3 luglio 2013. URL consultato il 5 aprile 2016.
  10. ^ Michela Finizio, Cantieri in difficoltà, la crisi delle costruzioni rallenta il Bosco Verticale a Milano, Il Sole 24 Ore. URL consultato il 5 aprile 2016.
  11. ^ (EN) Lucy Wang, Bosco Verticale: World’s First Vertical Forest is Finally Complete in Milan, inhabitat, 20 ottobre 2014. URL consultato il 5 aprile 2016.
  12. ^ a b Bosco Verticale a Milano vince l'International Highrise Award 2014 (PDF), Francoforte sul Meno, International Highrise Awards, 19 novembre 2014.
  13. ^ Patrizia Gatti, Primo premio al Bosco Verticale di Milano, Vogue, 19 novembre 2014. URL consultato il 5 aprile 2016.
  14. ^ Bosco Verticale miglior grattacielo del mondo, ANSA. URL consultato il 5 aprile 2016.
  15. ^ E in Cina il Bosco diventa Foresta, in Treccani, Istituto della Enciclopedia Italiana, 17 dicembre 2015. URL consultato il 5 aprile 2016.
  16. ^ Wood et al., p. 14.
  17. ^ Empio Malara; C. Coscarella, Milano & Navigli: un parco lineare tra il Ticino e l'Adda, in I libri dell'arcobaleno, Di Baio Editore, 1990, p. 30, ISBN 8870802116.
  18. ^ Hundertwasser.
  19. ^ a b Baratta, p. 54.
  20. ^ a b Baratta, p. 55.
  21. ^ Francesca Malerba, Facciate colorate e biodiversità nel Bosco Verticale di Stefano Boeri, progettarearchitettura.it, 13 aprile 2014. URL consultato il 10 gennaio 2016.
  22. ^ Massimiliano Russo, Il bosco verticale: un progetto tutto Italiano, Close-Up Engineering, 15 ottobre 2015. URL consultato il 9 gennaio 2016.
  23. ^ Daniele Belleri, I segreti del Bosco Verticale, Corriere della Sera, 3 luglio 2012. URL consultato il 9 gennaio 2016.
  24. ^  Immagine 03: policromia delle essenze del Bosco Verticale. 準建築人手札網站 Forgemind ArchiMedia, 5 giugno 2012. L'immagine è stata tratta da: Forgemind Webuse 0006, Flickr.
  25. ^ Stefano Boeri's Urban Vertical Forest, styleofdesign.com, 15 novembre 2011. URL consultato il 21 febbraio 2016.
  26. ^ a b c Giacomello, p. 16.
  27. ^ Wood et al., p. 168.
  28. ^ Giacomello et al., p. 34.
  29. ^ a b Giacomello, p. 17.
  30. ^ Il Bosco Verticale di Milano cresce due metri ogni settimana (PDF), Basiano, PERI Italia, 24 gennaio 2012. URL consultato l'8 gennaio 2016.
  31. ^ a b Baratta, p. 53.
  32. ^ Buzzoni, p. 9.
  33. ^ a b c d Baratta, p. 56.
  34. ^ Baratta, p. 57.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Adolfo F. L. Baratta, Il laterizio celato. Soluzioni tecnologiche nel Bosco Verticale (PDF), in Costruire in laterizio, nº 163, Roma, Università degli Studi Roma Tre, giugno 2015.
  • Marco Biraghi, Gabriella Lo Ricco, Silvia Micheli, Guida all'architettura di Milano, 1945-2014, Milano, Ulrico Hoepli, 2013, ISBN 978-88-203-6046-7.
  • (EN) Luca Buzzoni, Engineering a forest in the sky (PDF) (abstract), ARUP.
  • Rossella C. Gambetti; Luca Pellegrini, La comunicazione nella filiera immobiliare. Fondamenti concettuali, principi gestionali e strumenti operativi, FrancoAngeli, 2010, ISBN 8856827964.
  • Luisella Gelsomino; Ottorino Marinoni, Territori europei dell'abitare: 1999-2010, Editrice Compositori, 2009, ISBN 8877946482.
  • (EN) Elena Giacomello, A New Urban Forest Rises in Milan (PDF), CTBUH, 2015.
  • (EN) Elena Giacomello; Giacomo Valagussa, Vertical Greenery: evaluating the High-Rise Vegetation of the Bosco Verticale, Milan (PDF) (abstract), CTBUH, 2015.
  • Friedensreich Hundertwasser, Manifesto: Il tuo diritto della finestra, il tuo dovere dell'albero, Düsseldorf, 27 febbraio 1972.
  • (EN) Antony Wood; Payam Bahrami; Daniel Safarik, Green Walls in High-Rise Buildings (PDF), Chicago, Images Publishing, ISBN 9781864705935.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]