Born in the U.S.A.

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Born in the U.S.A.
album in studio
ArtistaBruce Springsteen
Pubblicazione4 giugno 1984
Durata46:57
Dischi1
Tracce12
GenerePop rock
Heartland rock
Rock and roll
EtichettaCBS Records
ProduttoreBruce Springsteen, Jon Landau, Chuck Plotkin, Steve Van Zandt
Registrazione25 gennaio 1982 – 8 marzo 1984
FormatiCD, LP
Certificazioni originali
Dischi d'oroPortogallo Portogallo[1]
(vendite: 7 500+)
Spagna Spagna[2]
(vendite: 50 000+)
Dischi di platinoAustralia Australia (14)[3]
(vendite: 980 000+)
Belgio Belgio[4]
(vendite: 75 000+)
Danimarca Danimarca (3)[5]
(vendite: 60 000+)
Finlandia Finlandia (2)[6]
(vendite: 108 913+[7])
Francia Francia[8]
(vendite: 300 000+)
Germania Germania (2)[9]
(vendite: 1 000 000+)
Giappone Giappone[10]
(vendite: 250 000+)
Messico Messico[11]
(vendite: 60 000+)
Nuova Zelanda Nuova Zelanda (16)[12]
(vendite: 240 000+)
Regno Unito Regno Unito (3)[13]
(vendite: 900 000+)
Stati Uniti Stati Uniti (17)[14]
(vendite: 17 000 000+)
Svizzera Svizzera (3)[15]
(vendite: 150 000+)
Dischi di diamanteCanada Canada[16]
(vendite: 1 000 000+)
Italia Italia[17]
(vendite: 1 000 000+)
Certificazioni FIMI (dal 2009)
Dischi di platinoItalia Italia[18]
(vendite: 50 000+)
Bruce Springsteen - cronologia
Album precedente
(1982)
Album successivo
(1986)
Singoli
  1. Dancing in the Dark
    Pubblicato: 4 maggio 1984
  2. Cover Me
    Pubblicato: 31 luglio 1984
  3. Born in the U.S.A.
    Pubblicato: 30 ottobre 1984
  4. I'm on Fire
    Pubblicato: 6 febbraio 1985
  5. Glory Days
    Pubblicato: 13 marzo 1985
  6. I'm Goin' Down
    Pubblicato: 7 settembre 1985
  7. My Hometown
    Pubblicato: 21 novembre 1985

Born in the U.S.A. è il settimo album in studio del cantautore rock statunitense Bruce Springsteen, pubblicato il 4 giugno 1984.[19]

L'album, registrato presso i Power Station e la Hit Factory di New York tra il gennaio 1982 e il marzo 1984, segna il ritorno di Springsteen alla musica rock, dopo la pubblicazione di Nebraska, un lavoro introverso e prevalentemente folk. Tuttavia, Born in the U.S.A. mantiene il lirismo del suo predecessore, riflettendo testi sul pessimismo e sull'isolamento; il brano Born in the U.S.A., sebbene possa essere scambiato per un inno patriottico,[20] contiene una critica circa il coinvolgimento degli Stati Uniti nella guerra del Vietnam e, in particolare, il trattamento del paese riservato ai veterani di tale conflitto.[21] Inoltre, rispetto a lavori precedenti, come Born to Run e Darkness on the Edge of Town, l'album, dominato dai sintetizzatori,[22] è caratterizzato da un suono più commerciale, il quale aiutò Springsteen ad affermarsi come uno dei più importanti esponenti del panorama musicale mainstream degli anni ottanta.[23][24][25]

Born in the U.S.A. è stato l'album più venduto del 1985 negli Stati Uniti, nonché, con quindici milioni di copie vendute nel suo paese natale ed oltre trenta a livello globale, il lavoro di maggior successo commerciale di Springsteen.[26][27][28] La copertina del disco, che riporta una fotografia del musicista ripreso di schiena con lo sfondo della bandiera a stelle e strisce, è annoverata fra le icone più distintive di quegli anni.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

L'artista reduce dall'album del 1982, senza la E Street Band, Nebraska (disco introverso, amaro e pessimista),[29] compie, con questo disco, un cambiamento a 180° gradi.

Il disco è estroverso, il ritmo è incalzante, lanciato dal radiofonico brano Dancing in the Dark, l'album contiene praticamente tutti brani immediati e orecchiabili tanto che tutti i 7 singoli estratti sono entrati nella Top 10 di Billboard[30], in ordine cronologico: Dancing in the Dark, Cover Me, Born in the U.S.A., I'm on Fire, Glory Days, I'm Goin' Down e My Hometown.

L'album è stato inserito all'85º posto nella Lista dei 500 migliori album secondo Rolling Stone mentre il singolo Born in the U.S.A. al 275º posto nella classifica delle canzoni.

Bruce Springsteen, in un'intervista a Rolling Stone nel dicembre 1984, disse sull'album[31]:

«Penso che ciò che sta succedendo ora è che la gente ha voglia di dimenticare. C'è stato il Vietnam, c'è stato il Watergate, c'è stato l'Iran — siamo stati sconfitti, ci hanno fatto pressione e per finire siamo stati umiliati. Penso che la gente abbia bisogno di provare sentimenti positivi nei confronti del proprio Paese. Ciò che sta accadendo ora, a mio parere, è che questo bisogno — che è una cosa bella — viene manipolato e sfruttato. Vedi la campagna elettorale di Reagan in TV: "It's morning in America", è mattina in America. E ti viene da dire, be', è mattina a Pittsburgh. Non è mattina sulla 125esima Strada a New York; è mezzanotte, ed è come se ci fosse una luna nefasta in alto nel cielo. Ecco perché quando Reagan ha fatto il mio nome in New Jersey l'ho percepita come un'altra manipolazione, e ho sentito il dovere di dissociarmi dalle parole gentili del presidente»

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

Testi e musiche di Bruce Springsteen.

  1. Born in the U.S.A. – 4:42
  2. Cover Me – 3:23
  3. Darlington County – 4:51
  4. Working on the Highway – 3:15
  5. Downbound Train – 3:40
  6. I'm on Fire – 2:42
  7. No Surrender – 4:03
  8. Bobby Jean – 3:50
  9. I'm Goin' Down – 3:31
  10. Glory Days – 4:20
  11. Dancing in the Dark – 4:04
  12. My Hometown – 4:32

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Classifiche[modifica | modifica wikitesto]

Classifiche di fine anno[modifica | modifica wikitesto]

Classifica (1984) Posizione
Australia[32] 7
Canada[42] 1
Nuova Zelanda[43] 2
Classifica (1985) Posizione
Australia[32] 2
Austria[44] 3
Canada[45] 7
Francia[46] 19
Germania[47] 1
Italia[38] 3
Nuova Zelanda[48] 1
Paesi Bassi[49] 1
Regno Unito[50] 4
Stati Uniti[51] 1
Svizzera[52] 4
Classifica (1986) Posizione
Spagna[40] 11
Stati Uniti[53] 16

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (PT) TOP AFP/AUDIOGEST - Semana 17 de 2022 - De 22 de abril a 28 de abril de 2022 (PDF), su Associação Fonográfica Portuguesa. URL consultato il 12 maggio 2022 (archiviato dall'url originale il 12 maggio 2022).
  2. ^ (ES) Productores de Música de España, Solo Exitos 1959–2002 Ano A Ano: Certificados 1979–1990, 1ª ed., ISBN 84-8048-639-2.
  3. ^ (EN) Accreditations 2021 (PDF), su Australian Recording Industry Association. URL consultato il 4 febbraio 2022 (archiviato dall'url originale il 4 febbraio 2022).
  4. ^ (EN) European Gold & Platinum Awards 1986 (PDF), su Music & Media. URL consultato il 7 luglio 2019.
  5. ^ (DA) Born in the U.S.A., su IFPI Danmark. URL consultato il 26 aprile 2022.
  6. ^ (FI) Kultalevyjen myöntämisrajat, su Musiikkituottajat. URL consultato il 23 ottobre 2014 (archiviato dall'url originale il 6 luglio 2015).
  7. ^ (FI) Bruce Springsteen, su Musiikkituottajat. URL consultato il 23 ottobre 2014 (archiviato dall'url originale il 21 ottobre 2014).
  8. ^ (FR) Les Certifications depuis 1973, su Infodisc.fr. URL consultato il 23 ottobre 2014. Selezionare "Bruce SPRINGSTEEN" e premere "OK".
  9. ^ (DE) Bruce Springsteen - Born in the USA – Gold-/Platin-Datenbank, su Bundesverband Musikindustrie. URL consultato il 23 ottobre 2014.
  10. ^ (EN) Oricon Album Chart Book: Complete Edition 1970–2005, Roppongi, Tokyo, Oricon Entertainment, 2006, ISBN 4-87131-077-9.
  11. ^ (ES) Certificaciones, su Asociación Mexicana de Productores de Fonogramas y Videogramas. URL consultato il 30 settembre 2020. Digitare "Born in the U.S.A." in "Título".
  12. ^ (EN) Dean Scapolo, The Complete New Zealand Music Charts 1966–2006, su Recorded Music NZ, 2007, ISBN 978-1-877443-00-8.
  13. ^ (EN) Born in the U.S.A., su British Phonographic Industry. URL consultato il 23 ottobre 2014.
  14. ^ (EN) Bruce Springsteen - Born in the U.S.A. – Gold & Platinum, su Recording Industry Association of America. URL consultato il 27 maggio 2022.
  15. ^ (DE) Edelmetall, su Schweizer Hitparade. URL consultato il 23 ottobre 2014.
  16. ^ (EN) Born in the U.S.A. – Gold/Platinum, su Music Canada. URL consultato il 23 ottobre 2014.
  17. ^ Bruce Springsteen. Born in the Usa, il lato oscuro del sogno americano, su cremaonline.it, Afterglow, 22 novembre 2015. URL consultato l'11 febbraio 2016.
  18. ^ Born in the U.S.A. (certificazione), su FIMI. URL consultato il 29 agosto 2017.
  19. ^ #accaddeoggi 4 giugno 1984: pubblicato Born in the U.S.A., su Trentino Cultura. URL consultato il 13 luglio 2022.
  20. ^ Carlin, cap. 20.
  21. ^ Colombati, p. 83.
  22. ^ Carlin, cap. 19.
  23. ^ Labianca, 2002, p. 102.
  24. ^ Carlin, cap. 20.
  25. ^ Petrillo, p. 81.
  26. ^ Labianca, 2002, p. 102.
  27. ^ Carlin, cap. 20.
  28. ^ Petrillo, p. 81.
  29. ^ Born in the U.S.A. - Bruce Springsteen | AllMusic
  30. ^ Born in the U.S.A. - Bruce Springsteen | AllMusic
  31. ^ Kurt Loder (6 dicembre 1984). "The Rolling Stone Interview: Bruce Springsteen". Retrieved December 30, 2009.
  32. ^ a b c (EN) David Kent, Australian Chart Book 1970–1992, Australian Chart Book, St Ives, N.S.W, 1993, ISBN 0-646-11917-6.
  33. ^ a b c d e f g h i (NL) Bruce Springsteen - Born in the U.S.A., su ultratop.be, Ultratop. URL consultato il 23 ottobre 2014.
  34. ^ (EN) Top Albums/CDs - Volume 40, No. 21, July 28 1984, su Collectionscanada.gc.ca, Library and Archives Canada. URL consultato il 23 ottobre 2014 (archiviato dall'url originale il 16 febbraio 2016).
  35. ^ (FI) Timo Pennanen, Sisältää hitin - levyt ja esittäjät Suomen musiikkilistoilla vuodesta 1972, 1ª ed., Helsinki, Kustannusosakeyhtiö Otava, 2006, ISBN 978-951-1-21053-5.
  36. ^ (FR) Le Détail des Albums de chaque Artiste, su infodisc.fr. URL consultato il 23 ottobre 2014. Selezionare "Bruce SPRINGSTEEN" e premere "OK".
  37. ^ (JA) 『オリコンチャート・ブックLP編(昭和45年‐平成1年)』(オリジナルコンフィデンス, 1990, p. 262, ISBN 4-87131-025-6.
  38. ^ a b Gli album più venduti del 1985, su hitparadeitalia.it. URL consultato il 23 ottobre 2014.
  39. ^ (EN) Official Albums Chart Top 100: 10 February 1985 - 16 February 1985, su officialcharts.com, Official Charts Company. URL consultato il 23 ottobre 2014.
  40. ^ a b (ES) Fernando Salaverri, Sólo éxitos: año a año, 1959–2002, 1ª ed., Spagna, Fundación Autor-SGAE, settembre 2005, ISBN 84-8048-639-2.
  41. ^ (EN) Bruce Springsteen & the E Street Band – Chart history, su Billboard. URL consultato il 23 ottobre 2014. Cliccare sulla freccia all'interno della casella nera per visualizzare le varie classifiche.
  42. ^ (EN) Top Albums/CDs - Volume 41, No. 17, January 05 1985, su Collectionscanada.gc.ca, Library and Archives Canada. URL consultato il 23 ottobre 2014 (archiviato dall'url originale il 16 aprile 2015).
  43. ^ (EN) Top Selling Albums of 1984, su nztop40.co.nz, The Official New Zealand Music Chart. URL consultato il 23 ottobre 2014 (archiviato dall'url originale l'11 maggio 2015).
  44. ^ (DE) Austriancharts – Jahreshitparade 1985, su austriancharts.at. URL consultato il 23 ottobre 2014.
  45. ^ (EN) Top Albums/CDs - Volume 43, No. 16, December 28 1985, su Collectionscanada.gc.ca, Library and Archives Canada. URL consultato il 23 ottobre 2014 (archiviato dall'url originale il 21 ottobre 2012).
  46. ^ (FR) Les Albums (CD) de 1985 par InfoDisc, su infodisc.fr. URL consultato il 23 ottobre 2014 (archiviato dall'url originale il 18 dicembre 2012).
  47. ^ (DE) Album – Jahrescharts 1985, su offiziellecharts.de. URL consultato il 23 ottobre 2014.
  48. ^ (EN) Top Selling Albums of 1985, su nztop40.co.nz, The Official New Zealand Music Chart. URL consultato il 23 ottobre 2014 (archiviato dall'url originale il 10 febbraio 2015).
  49. ^ (NL) Dutch charts jaaroverzichten 1985, su dutchcharts.nl. URL consultato il 23 ottobre 2014.
  50. ^ (EN) Complete UK Year-End Album Charts, su chartheaven.9.forumer.com. URL consultato il 23 ottobre 2014 (archiviato dall'url originale l'11 gennaio 2012).
  51. ^ (EN) 1985: Billboard 200 Albums, su billboard.com, Billboard. URL consultato il 23 ottobre 2014 (archiviato dall'url originale il 6 settembre 2015).
  52. ^ (DE) Schweizer Jahreshitparade 1985, su hitparade.ch. URL consultato il 23 ottobre 2014.
  53. ^ (EN) 1986: Billboard 200 Albums, su billboard.com, Billboard. URL consultato il 23 ottobre 2014 (archiviato dall'url originale il 6 aprile 2013).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • "Born in the Usa", Geoffrey Himes, Ed. No Reply (2008), .

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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