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Boris Nemcov

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Boris Nemcov
Бори́с Немцо́в
Boris Nemtsov 2003 RussiaMeeting.JPG

Vicepremier del Governo della Federazione Russa
Durata mandato 17 marzo 1997 –
28 agosto 1998
Presidente Boris El'cin
Predecessore Vladimir Potanin
Successore Jurij Masljukov

Boris Efimovič Nemcov (in russo: Бори́с Ефи́мович Немцо́в?, traslitterazione anglosassone Boris Yefimovich Nemtsov; Soči, 9 ottobre 1959Mosca, 27 febbraio 2015) è stato un politico russo.

È stato vicepremier del governo di Boris El'cin e cofondatore del partito Unione delle Forze di Destra (Sojuz Pravych Sil), che raggruppava alcune organizzazioni e movimenti politici indipendenti di area liberale all'opposizione al Governo russo guidato da Vladimir Putin.[1]

Gli inizi[modifica | modifica wikitesto]

Il padre, Efim Davidovič Nemcov, era viceministro dell'edilizia e membro del Pcus, mentre la madre, Dina Jakovlevna Ejdman, era ebrea e pediatra emerito dell'Urss.[1] Nemcov aveva una sorella di nome Julija. L'unico membro della famiglia di fede ortodossa è la nonna paterna: praticante, fa battezzare in segreto il nipote. Ciò nonostante, Boris Nemcov si dichiara agnostico[2]. Dopo la separazione dal marito, Dina Jakovlevna si trasferisce con i due figli, che hanno allora dieci e quattro anni, a Gor'kij, l'odierna Nižnij Novgorod.

Boris Nemcov studia fisica all'università statale di Gor'kij dal 1976 al 1981 e nel 1985 ottiene un dottorato in fisica e matematica, sostenendo la tesi all'età di 25 anni. Fino al 1990, lavora come senior scientist presso l'istituto di ricerca di radiofisica di Gor'kij (Горьковский научно-иссследовательский радиофизический институт, НИРФИ)[3].

Nel 1986, in seguito al disastro di Černobyl, Nemcov organizza un movimento di protesta nella città di Gor'kij, per impedire la costruzione di una nuova centrale elettronucleare nella regione. Nello stesso anno, si propone come candidato indipendente per le elezioni del Congresso dei Deputati del Popolo Sovietico (Parlamento) come candidato indipendente, ma la commissione elettorale locale, controllata dal Partito Comunista, glielo impedisce[3].

Carriera politica[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1989 Nemcov riesce a prendere parte alle elezioni del Congresso dei Deputati del Popolo Sovietico. Il suo programma prevede una serie di riforme, radicali per l'epoca, e di idee a sostegno di una democrazia multipartitica e dell'impresa privata[3]. Non viene eletto, ma si ripresenta nel 1990 alle elezioni del Soviet Supremo della Repubblica Russa come rappresentante di Gor'kij (che, proprio grazie a Nemcov, sarebbe in seguito tornata al nome originario di Nižnij Novgorod). Questa volta, Nemcov ha la meglio sugli altri undici candidati, la maggioranza dei quali sono membri della nomenklatura del Partito Comunista [4]. In Parlamento si unisce alla Coalizione Riformista e ai gruppi di centro-sinistra[3].

All'interno del Parlamento russo, Nemcov entra a far parte del comitato legislativo[3], che si occupa delle riforme agricole e della liberalizzazione del commercio estero. In quel periodo, viene in contatto con Boris El'cin, il quale rimane impressionato dall'operato del giovane [5]. Nel 1991, durante il tentato colpo di stato da parte di alcuni membri del governo conservatori, Nemcov si dichiara fermo sostenitore del presidente e gli rimane a fianco durante tutta la durata degli scontri. Dopo gli eventi dell'ottobre 1991, la lealtà di Nemcov viene ricompensata con la nomina a rappresentante plenipotenziario del presidente della Federazione Russa nell'oblast' di Nižnij Novgorod [6]. In seguito, nel dicembre 1991, viene nominato governatore dell'oblast e rieletto per volontà popolare nel dicembre 1995. Il suo incarico è segnato dalla messa in atto di un programma di riforme di ampia portata a favore della creazione di un libero mercato che si traduce in una significativa crescita economica della regione. Le riforme di Nemcov vengono elogiate dall'ex Primo ministro britannico Margaret Thatcher, che nel 1993 visita Nižnij Novgorod [7]. Nel dicembre 1993, Nemcov viene eletto al Consiglio della Federazione Russa, la camera alta del Parlamento russo. Nel corso della campagna elettorale viene appoggiato da Vybor Rossii (Scelta della Russia) e da Jabloko, i due principali partiti liberali russi del tempo.

Nel marzo 1997, Nemcov è nominato primo vicepremier della Federazione Russa, con lo specifico compito di apportare riforme nel settore energetico. In questo periodo, può contare su un ampio appoggio popolare e sembra essere il candidato numero uno per diventare presidente della Russia nel 2000. Nell'estate 1997, i sondaggi indicano che il 50% degli intervistati lo vorrebbe come candidato alle presidenziali. Tuttavia, la sua carriera politica subisce un brusco declino nell'agosto 1998 in seguito al crollo della borsa russa e alla conseguente crisi economica. Nemcov in quel periodo fa parte del team economico di Anatolij Čubajs ed è costretto a dimettersi dall'incarico di vicepremier [8]. Dopo che il primo ministro Viktor Černomyrdin viene destituito nel 1998, Nemcov viene nuovamente nominato vicepremier, ma deve dimettersi ancora una volta dopo la dissoluzione del governo da parte di El'cin.

Nell'agosto 1999, Nemcov diviene uno dei cofondatori della nuova coalizione liberale democratica Sojuz Pravych Sil, che riceve quasi 6 milioni di voti, pari all'8,6% nelle elezioni parlamentari del dicembre dello stesso anno. Nemcov viene eletto alla Duma di Stato, la camera bassa del Parlamento russo. Nel maggio 2000, dopo le dimissioni dell'ex leader del partito Sergej Kirienko, Nemcov è eletto leader di Sojuz Pravych Sil e il suo gruppo parlamentare entra a far parte della Duma di Stato. La sua posizione di leader del partito viene confermata al congresso di Sojuz Pravych Sil nel maggio 2001, quando riceve sostegno da parte di oltre il 70% dei delegati.

Nel 2002 prende parte alle negoziazioni con i sequestratori durante la Crisi del teatro Dubrovka.

Tra il 2000 e il 2003 Nemcov si trova in una situazione politica difficile: si oppone fortemente alla politica del presidente Vladimir Putin, giudicandola una regressione della democrazia e delle libertà civili in Russia, ma, nel contempo, è costretto a collaborare con il copresidente di Sojuz Pravych Sil, Anatolij Čubajs, favorevole a una linea più conciliatoria nei confronti del Cremlino. Di conseguenza, il messaggio di Sojuz Pravych Sil appare confuso e il movimento si aliena i voti di molti elettori liberali.

Nelle elezioni parlamentari del dicembre 2003, a capo della lista di Sojuz Pravych Sil compaiono Nemcov e Čubajs, e il partito riceve solo 2,4 milioni di voti, pari al 4%, non raggiungendo così la soglia minima del 5% per entrare in Parlamento. La conseguenza immediata è la perdita dei seggi nella Duma di Stato. L'esito ufficiale delle elezioni viene messo in dubbio sia dagli exit-poll sia dal conteggio dei voti parallelo condotto da osservatori indipendenti, che danno Sojuz Pravych Sil sopra al 5%, percentuale che permette di avere seggi parlamentari. Nel gennaio 2004, Boris Nemcov, in ogni caso, decide di dare le proprie dimissioni formali, assumendosi la responsabilità della sconfitta elettorale.

Dopo gli incarichi pubblici[modifica | modifica wikitesto]

Nel gennaio 2004, Boris Nemcov scrive insieme a Vladimir Kara-Murza, suo consigliere di vecchia data[9] e collega di partito, un articolo: un appello alla maggioranza putiniana, che mette in guardia sui pericoli dell'imminente dittatura di Putin. L'articolo viene pubblicato sulla Nezavisimaja Gazet (il giornale indipendente). Nello stesso mese, Nemcov collabora alla fondazione del Comitato 2008, che raccoglie tutti i gruppi d'opposizione, tra cui quello di Garry Kasparov, di Vladimir Bukovskij e di altri autorevoli liberali.

Nel febbraio 2004, Nemcov viene nominato direttore del gruppo Neftjanoj, del quale fa parte anche la Neftjanoj Bank (Nicholson, 9 dicembre 2005). Presidente del gruppo è il suo amico Igor' Linšic. Tuttavia, nel dicembre 2005, viene dato avvio a un'investigazione in seguito all'accusa di riciclaggio di denaro e frode. In seguito a tale accusa, Nemcov rinuncia all'incarico nella società, affermando di voler minimizzare le conseguenze derivanti dalla sua continua partecipazione alla politica russa.

Durante le elezioni presidenziali ucraine del 2004, Nemcov si dichiara forte sostenitore del candidato Viktor Juščenko, che risulta vincitore, mentre il governo russo appoggia il leader dell'opposizione. Subito dopo la Rivoluzione Arancione (le elezioni e la serie di proteste che ne sono seguite) in Ucraina, Juščenko nomina Nemcov consigliere economico (Dow Jones International News, 14 febbraio 2005). Nemcov si prefigge come obiettivo principale quello di migliorare le relazioni economiche fra Ucraina e Russia, deterioratesi dopo il sostegno dato dal governo Putin all'oppositore di Juščenko durante le elezioni presidenziali. La nomina di Nemcov da parte di Juščenko ha suscitato molto scalpore sia in Russia sia in Ucraina.

Alla metà del 2005, le relazioni tra Nemcov e il governo ucraino divengono instabili quando un gruppo di legislatori ultra nazionalisti chiede a Juščenko la destituzione del consigliere russo, accusato di aver criticato le decisioni del gabinetto ucraino (Dow Jones International News, 3 giugno 2005). Nonostante le critiche, Nemcov continua a ricoprire l'incarico di consigliere economico di Juščenko fino all'ottobre del 2006, mese in cui il presidente dell'Ucraina annuncia che Nemcov è stato "sollevato dai suoi incarichi come consigliere presidenziale indipendente".[10]

Il 25 novembre 2007 Nemcov viene arrestato dalla polizia durante una protesta non autorizzata contro il presidente Putin, secondo le dichiarazioni dello stesso alla stampa[11], e viene liberato il giorno stesso.

Il 26 dicembre 2007, Nemcov ritira la sua candidatura alle elezioni presidenziali del 2008, affermando di non voler sottrarre voti a Michail Kas'janov, l'altro candidato dell'“opposizione democratica”[12].

Insieme a Garry Kasparov, Nemcov collabora alla formazione, del movimento politico dell'opposizione Solidarnost' (Solidarietà), formatosi il 13 dicembre 2008[13]. L'organizzazione intende unire le diverse forze dell'opposizione in Russia. Nel corso di un convegno di partito, il 12 marzo del 2009, Nemcov annuncia la propria candidatura a sindaco di Soči nelle elezioni comunali del 26 aprile[14]. Nemcov, nato a Soči, ha proposto di spostare una serie di competizioni dei XXII Giochi olimpici invernali, in luoghi dal clima più adatto.

Il 23 marzo 2009, Nemcov ha subito un presunto attentato alla sua persona: alcune persone gli hanno lanciato in faccia un liquido contenente cloruro di ammonio[15].

Il 31 luglio 2010 Nemcov viene arrestato dalla polizia durante una manifestazione non autorizzata dedicata all'articolo 31 della Costituzione russa, che garantisce il diritto alle manifestazioni pacifiche[16].

Morte[modifica | modifica wikitesto]

Fiori lasciati sul luogo dell'omicidio di Nemcov.

La sera del 27 febbraio 2015, Nemcov muore all'età di 55 anni in un attentato con armi da fuoco per le strade di Mosca: l'omicidio, seppur non rivendicato pubblicamente, viene attribuito a sicari.[17]. Il 10 febbraio Nemcov aveva pubblicamente dichiarato sul sito Sobesednik.ru di temere per la propria vita.[18]

Idee politiche[modifica | modifica wikitesto]

Da quando è stato destituito dal governo, Nemcov è divenuto un importante attore sulla scena politica dell'opposizione al Governo russo guidato da Vladimir Putin. Per le sue idee politiche, Nemcov è stato definito un “nuovo liberale” [19]. I nuovi liberali, di cui Nemcov è stato il principale rappresentante, sono figure politiche che si rifanno al “capitalismo del popolo”, termine coniato dallo stesso Boris Nemcov. Il capitalismo del popolo accetta il mercato e la proprietà privata come pilastri della nuova società russa, ma “respinge la convinzione secondo cui le forze di mercato sono l'unico mezzo effettivo per regolare tutte le sfere della vita economica e sociale” [20].

Nemcov ha approfondito ulteriormente le sue idee politiche in un articolo del 2000 pubblicato dall'Harvard International Review. In tale scritto, Nemcov delinea gli scenari futuri della società e del governo russo, sostenendo che probabilmente questo intraprenderà un cammino “moderatamente ottimistico”, caratterizzato dal conservatorismo e da cambiamenti moderatamente reazionari. Inoltre, è possibile che le libertà politiche vengano ristrette, ma non ci sarà un ritorno totale a un governo sullo stampo di quello sovietico, cammino che Nemcov considera “pessimistico”. Tuttavia, Nemcov avverte che tale cammino, con tutta probabilità, porterà a una stagnazione economica [21]. Nemcov ha poi messo in discussione il potere e l'autorità di molti governatori delle Repubbliche, li ha paragonati a “principi feudali” e ha proposto il ritorno a una struttura che li ponga sotto il controllo federale [22].

Nemcov è stato membro del Consiglio federale del Sojuz Pravych Sil e copresidente del "Comitato 2008".

Nemcov è autore dei libri Inafferrabile Russia. Confessione di un ribelle (2008) e Disastro Putin. Libertà e democrazia in Russia (2009), entrambi editi da Spirali. Insieme a Vladimir Milov, ha scritto inoltre i dossier Putin. Itogi (2008; Putin. Il bilancio), Putin i Gazprom (2008; Putin e Gazprom), Putin i krizis (2009; Putin e la crisi) e Soči i Olimpiada (2009; Soči e le Olimpiadi).

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze russe[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia dell'ordine al merito per la Patria di II classe - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia dell'ordine al merito per la Patria di II classe
«Per i servizi allo stato associato con il completamento della prima fase di privatizzazioni»
— 10 marzo 1995
Medaglia per il rafforzamento della cooperazione militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia per il rafforzamento della cooperazione militare
— 2001

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Ordine di Jaroslav il Saggio di V Classe (Ucraina) - nastrino per uniforme ordinaria Ordine di Jaroslav il Saggio di V Classe (Ucraina)
«Per il contributo significativo allo sviluppo della cooperazione internazionale, del rafforzamento dell'autorità e dell'immagine positiva dell'Ucraina nel mondo e per le sue realizzazioni divulgazione storiche e contemporanee»
— 19 agosto 2006
Ordine della Libertà (Ucraina) - nastrino per uniforme ordinaria Ordine della Libertà (Ucraina)
«Per l'eccellente contributo personale allo sviluppo della democrazia e alla difesa dei diritti e delle libertà costituzionali dell'uomo e del cittadino a cui ha dedicato l'attività politica»
— 2 marzo 2015

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Davide Maria De Luca, Chi era Boris Nemtsov, ilpost.it, 28 febbraio 2015. URL consultato il 1º marzo 2015.
  2. ^ Allensworth, Wayne. The Russian Question, p.289. Rowman & Littlefield, 1998, ISBN 0-8476-9003-2.
  3. ^ a b c d e (EN) Profile of Boris Nemtsov: Russia's newest first deputy premier, Jamestown Foundation Prism, 18 aprile 1997. URL consultato il 28 febbraio 2014 (archiviato dall'url originale il 30 settembre 2007).
  4. ^ Činaeva 1996, 36
  5. ^ Činaeva 1996, 36
  6. ^ Činaeva 1996, 36
  7. ^ Činaeva 1996, 37
  8. ^ El'cin 2000, 99
  9. ^ "È il coordinatore dell'organizzazione «Open Russia» dell'ex oligarca Mikhail Khodorkovskij, che ha passato dieci anni in galera per aver osteggiato Vladimir Putin. Inoltre è stato vice presidente del partito d'opposizione «Parnas» del quale faceva parte Boris Nemtsov, l'ex vice premier diventato avversario del Cremlino, che esattamente due anni fa venne ammazzato nel centro di Mosca": Fabrizio Dragosei, Sospetto avvelenamento, dissidente russo in coma Un altro caso Litvinenko?, 3 febbraio 2017, Corriere della Sera.
  10. ^ (EN) Ukraine president dismisses Boris Nemtsov from adviser post, sputniknews.com, 9 ottobre 2006. URL consultato il 1º marzo 2015.
  11. ^ (EN) Russian liberal opposition leader Nemtsov says he has been released after being detained during an unauthorized protest against Pres. Putin, Twitter BreakingNewsOn, 25 novembre 2007. URL consultato il 1º marzo 2015.
  12. ^ (EN) Nemtsov no longer presidential candidate, pravda.ru, 26 dicembre 2007. URL consultato il 1º marzo 2015.
  13. ^ (EN) Russian Opposition Founds New Movement, rferl.org, 14 dicembre 2008. URL consultato il 1º marzo 2015.
  14. ^ (EN) Nemtsov To Run For Mayor Of Sochi, rferl.org, 13 marzo 2009. URL consultato il 28 febbraio 2015.
  15. ^ (EN) Kremlin critic in ammonia attack, bbc.co.uk, 23 marzo 2009. URL consultato il 28 febbraio 2015.
  16. ^ (EN) Boris Nemtsov, Russian Opposition Leader And Vocal Putin Critic, Shot Dead In Moscow, thehigherlearning.com, 28 febbraio 2015. URL consultato il 1º marzo 2015.
  17. ^ Russia, ucciso leader dell'opposizione. Cremlino: 'Era poco popolare, non rappresentava una minaccia', in ansa.it, 27 febbraio 2015. URL consultato il 28 febbraio 2015.
  18. ^ Quando Nemtsov disse, temo Putin m'uccida. Oppositore russo confidò allarme a sito un paio di settimane fa, in ansa.it, 28 febbraio 2015. URL consultato il 28 febbraio 2015.
  19. ^ Šlapentoch 1999, 1169
  20. ^ 1998, 203
  21. ^ 2000, 17
  22. ^ 2000, 21

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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