Borago officinalis

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Borragine comune
224 Borrago officinalis L.jpg
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Asteridae
Ordine Lamiales
Famiglia Boraginaceae
Genere Borago
Specie B. officinalis
Classificazione APG
Ordine Boraginales
Famiglia Boraginaceae
Nomenclatura binomiale
Borago officinalis
L.
Nomi comuni

borragine (I), bourrache (F),
borage (GB), boretsch (D),
borraja (E)

La borragine (Borago officinalis L.) è una pianta erbacea annuale della famiglia delle Boraginaceae.[1]

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome deriva dal latino borra (tessuto di lana ruvida), per la peluria che ricopre le foglie. Altri lo fanno derivare dall'arabo abu araq (= padre del sudore), attraverso il latino medievale borrago, forse per le proprietà sudorifere della pianta.[2]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Dettaglio Fiore Borrago Officinalis
Dettaglio Fiore Borrago Officinalis[3]

È una pianta erbacea annuale, che può raggiungere l'altezza di 60 cm.[4]

Ha foglie ovali ellittiche, picciolate, che presentano una ruvida peluria, verdi-scure, raccolte a rosetta basale, lunghe 10–15 cm e poi di minori dimensioni sullo stelo.

I fiori, di breve durata, presentano cinque petali, disposti a stella, di colore blu-viola, al centro sono visibili le antere derivanti dall'unione dei 5 stami. Sono raccolti in infiorescenze sommitali, penduli in piena fioritura; hanno lunghi pedicelli.

I frutti sono degli acheni che contengono al loro interno diversi semi di piccole dimensioni; i semi sono dotati di elaiosomi, particolari appendici contenenti sostanze nutritive appetibili alle formiche, che ne facilitano la disseminazione (mirmecoria).

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

La specie è originaria del bacino del Mediterraneo, ed è stata introdotta per la coltivazione in numerosi paesi eurasiatici e americani.[1][4]

Calorie e valori nutrizionali[modifica | modifica wikitesto]

100 g di foglie di borragine apportano all’incirca 21 calorie [5] e in particolare:

93,00 g di acqua

1,80 g di proteine

0,70 g di lipidi, di cui 0,170 g di acidi grassi saturi, 0,211 g di acidi grassi monoinsaturi e 0,109 g di acidi grassi polinsaturi

3,06 g di carboidrati

4.200 Retinolo Equivalenti di vitamina A

35,0 mg di vitamina C

0,900 mg di niacina

0,150 mg di riboflavina

0,084 mg di vitamina B6

0,060 mg di tiamina

0,041 mg di acido pantotenico

13 µg di folati

470 mg di potassio

93 mg di calcio

80 mg di sodio

53 mg di fosforo

52 mg di magnesio

3,30 mg di ferro

0,349 mg di manganese

0,20 mg di zinco

0,130 mg di rame

Usi[modifica | modifica wikitesto]

Usi alimentari[modifica | modifica wikitesto]

Borragine con aglio e patate bollite, specialità della cucina aragonese.

Le foglie giovani sono variamente impiegate in cucina.

Tradizionalmente le foglie si usano cotte in molti piatti regionali: minestroni, torte e frittate, o come ripieni per ravioli e pansoti in Liguria. Tipico è il consumo in frittelle dei fiori e delle foglie (passate in pastella e poi fritte). La cottura elimina la peluria che copre le foglie.

In moderata quantità le foglie giovani e sporadicamente anche i fiori si utilizzano crudi in insalata. I fiori azzurri sono usati per colorare e guarnire i piatti e per colorare l'aceto; congelati in cubetti possono costituire decorazione per le bevande estive. Tuttavia l'uso alimentare della borragine, allo stato crudo e in grandi quantità, è sconsigliato per la presenza, in alcune fasi vitali della pianta, di composti pirrolizidinici, a presunta attività epatotossica[6]

Usi medicinali[modifica | modifica wikitesto]

Avvertenza
Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.

La medicina popolare utilizza le foglie e le sommità fiorite.
Fin dall'antichità la pianta ha fama di svegliare gli spiriti vitali (Plinio: «Un decotto di borragine allontana la tristezza e dà gioia di vivere»).
È usata per abbassare la febbre e calmare la tosse secca. È nota anche come diuretico ed emolliente (per la presenza di mucillagini).
L'olio, dalle spiccate proprietà antinfiammatorie e ad alto contenuto di acido linolenico, si ottiene dai semi soprattutto mediante la spremitura a freddo. È impiegato nel trattamento degli eczemi e di altre affezioni cutanee[7].

Altri usi[modifica | modifica wikitesto]

È emerso l'interesse commerciale, a livello internazionale, per l'olio estratto dai semi, ricco di acido gamma linolenico (GLA; 18:3 ω6), che ha parecchi utilizzi: nutrizionali, dietetici, medicinali e cosmetici. La pianta è di facile coltivazione industriale, il che ne accresce il valore, poiché l'unica altra sorgente vegetale per tale olio sono i semi di Oenothera biennis, di coltivazione più complessa e con rese inferiori.

I fiori, dall'alto quantitativo di nettare, sono molto ricercati dalle api, perciò è una pianta mellifera; si può ottenere un ottimo miele anche monoflorale, ma la borragine è poco diffusa e la produzione è limitata.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Borago officinalis, in Plants of the World Online, Board of Trustees of the Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 1/2/2020.
  2. ^ Rovelli C., Il sapere e il sapore delle piante selvatiche, Youcanprint, 2014, ISBN 9788891155122.
  3. ^ Brunella Esposto, La natura secondo Babu, su lanaturasecondobabu.wordpress.com.
  4. ^ a b (EN) Borago officinalis, in Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc. Modifica su Wikidata
  5. ^ FoodData Central, su fdc.nal.usda.gov. URL consultato il 29 maggio 2020.
  6. ^ (EN) K. M. Larson, M. R. Roby, and F. R. Stermitz, Unsaturated Pyrrolizidines from Borage (Borago officinalis), a Common Garden Herb, in Journal of Natural Products, vol. 47, n. 4, 1984, pp. 747–748, DOI:10.1021/np50034a045.
  7. ^ Borragine (borago officinalis), su Alta val Trebbia - Piante ed erbe medicinali. URL consultato il 12 settembre 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Maria Luisa Sotti, Maria Teresa della Beffa, Le piante aromatiche. Tutte le specie più diffuse in Italia, Milano, Editoriale Giorgio Mondadori, 1989, ISBN 88-374-1057-3

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