Bootstrap (informatica)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Bootstrap
software
Logo
GenereFramework per applicazioni web
Data prima versione19 agosto 2011
Ultima versione4.3.1 (13 febbraio 2019)
Sistema operativoMultipiattaforma (su web browser)
LinguaggioCSS
JavaScript
HTML
Sass
LicenzaMIT (Apache 2.0 per versioni precedenti la 3.1.0)
(licenza libera)
LinguaInglese
Sito web

Bootstrap è una raccolta di strumenti liberi per la creazione di siti e applicazioni per il Web. Essa contiene modelli di progettazione basati su HTML e CSS, sia per la tipografia, che per le varie componenti dell'interfaccia, come moduli, pulsanti e navigazione, così come alcune estensioni opzionali di JavaScript.

Origine[modifica | modifica wikitesto]

Bootstrap è stato sviluppato da Mark Otto e Jacob Thornton presso Twitter come un framework che uniformasse i vari componenti che ne realizzavano l'interfaccia web, dato che la presenza di diverse librerie aveva portato ad incoerenze ed elevati oneri di manutenzione. Lo stesso Otto racconta:

«Io e un piccolissimo gruppo di sviluppatori ci riunimmo per progettare e implementare un nuovo componente interno e notammo l'opportunità di fare qualcosa in più. Durante il processo, infatti, ci ritrovammo a costruire qualcosa di ben più sostanzioso. Mesi dopo concludevamo la prima versione di Bootstrap nell'ottica di documentare e condividere comuni modelli di progettazione e attività all'interno della società".»

([1])

È stato impiegato per la prima volta in condizioni reali durante la prima Hackweek di Twitter, quando Otto ha mostrato ad alcuni colleghi come lo sviluppo dei loro progetti potesse essere accelerato grazie al Bootstrap. Dopo quell'occasione decine di squadre di sviluppo di Twitter sono passate a questo strumento.

Nell'agosto 2011 Twitter ha rilasciato Bootstrap come open source, invitando tutti gli sviluppatori a partecipare al progetto e a dare il loro contributo alla piattaforma. Nel febbraio 2012, è stato il progetto di sviluppo che sulla piattaforma GitHub ha ricevuto il maggior numero di apprezzamenti, ottenendo, al febbraio 2018, 122.000 stelle e 58.000 fork.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Bootstrap è compatibile con le ultime versioni di tutti i principali browser.

Dalla versione 2.0 supporta anche il responsive web design. Ciò significa che il layout delle pagine web si regola dinamicamente, tenendo conto delle caratteristiche del dispositivo utilizzato, sia esso desktop, tablet o telefono cellulare. A partire dalla versione 3.0, Bootstrap ha adottato il responsive design come impostazione predefinita, sottolineando il suo essere nata come libreria multidispositivo e multipiattaforma.

I membri della comunità hanno tradotto la documentazione del software di Bootstrap in varie lingue (tra cui cinese, spagnolo e russo). La qualità della documentazione e degli esempi d'uso pratico è considerato uno dei punti di forza di Bootstrap.

La versione 4.0, pubblicata il 18 gennaio 2018 e attualmente la più recente in forma stabile, prevede varie novità rispetto alla precedente major release e risulta più leggera dal punto di vista del codice, tra le quali alcune delle più rilevanti sono:

  • Cessato supporto di browser obsoleti, come Internet Explorer 8 e 9 e quelli integrati nei primi iPhone
  • Adozione di SASS[2] invece di LESS[3] e di Reboot.css[4] invece di Normalize.css[5] per la gestione dinamica organica e dinamica dei CSS
  • Tutti i plugin JavaScript sono stati resi compatibili con ES6[6] e risultano più veloci e leggeri
  • Sostituzione dell'oggetto Panel[7] con Cards[8], che risultano più flessibili e potenti ma richiedono ovviamente la riscrittura di codici nati per Bootstrap 3
  • Eliminazione dei Glyphicons[9] integrati e agevolazione per l'uso di font esterni, come per esempio Font Awesome.

Naturalmente la versione 4 di Bootstrap prevede molte altre funzionalità e modifiche, documentate sul sito del progetto[10] stesso.

Alternative[modifica | modifica wikitesto]

Tra le alternative si trovano:

  • Bulma basato su flexbox;
  • Foundation, responsive e avanzato;
  • Milligram, minimalista per fogli di stile a cascata;
  • Pure.css, un insieme di moduli di fogli di stile a cascata che sono piccoli e responsive;
  • SemanticUI permette di creare siti più facilmente leggibili da umani;
  • UIkit, leggero e modulare.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Mark Otto, Bootstrap in A List Apart No. 342, su @mdo (sito personale di Mark Otto), 17 gennaio 2012. URL consultato il 9 luglio 2015.
  2. ^ (EN) Sass: Syntactically Awesome Style Sheets, su sass-lang.com. URL consultato il 17 novembre 2018.
  3. ^ (EN) The Core Less Team, Getting started | Less.js, su lesscss.org. URL consultato il 17 novembre 2018.
  4. ^ (EN) Mark Otto, Jacob Thornton, and Bootstrap contributors, Reboot, su getbootstrap.com. URL consultato il 17 novembre 2018.
  5. ^ (EN) Mark Otto, Jacob Thornton, and Bootstrap contributors, CSS · Bootstrap, su getbootstrap.com. URL consultato il 17 novembre 2018.
  6. ^ ECMAScript 6: New Features: Overview and Comparison, su es6-features.org. URL consultato il 17 novembre 2018.
  7. ^ (EN) Mark Otto, Jacob Thornton, and Bootstrap contributors, Components · Bootstrap, su getbootstrap.com. URL consultato il 17 novembre 2018.
  8. ^ (EN) Mark Otto, Jacob Thornton, and Bootstrap contributors, Cards, su getbootstrap.com. URL consultato il 17 novembre 2018.
  9. ^ (CS) Design and content - Jan Kovařík, Code - Petr Urbánek, Sharp and clean symbols - GLYPHICONS, su www.glyphicons.com. URL consultato il 17 novembre 2018.
  10. ^ (EN) Mark Otto, Jacob Thornton, and Bootstrap contributors, Migrating to v4, su getbootstrap.com. URL consultato il 17 novembre 2018.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàGND (DE1145079156