Bonnie e Clyde

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« Questa è la signorina Bonnie Parker. Il mio nome è Clyde Barrow. Di solito rapiniamo banche... »
(Warren Beatty in Gangster Story)
Bonnie Parker e Clyde Barrow in una foto scattata nel 1933 quando le imprese criminali dei due erano dirette contro banche e negozi situati nello stato dell'Arkansas

Bonnie Elizabeth Parker (Rowena Texas, 1º ottobre 1910Black Lake, 23 maggio 1934) e Clyde Chestnut Barrow (contea di Ellis, 24 marzo 1909Black Lake, 23 maggio 1934) sono stati criminali statunitensi. Insieme, costituirono una famosa coppia di fuorilegge dell'America rurale degli anni trenta.

La loro storia è stata raccontata dal regista Arthur Penn nel film del 1967 Gangster Story, da numerosi libri e svariate canzoni.

Biografie[modifica | modifica sorgente]

Bonnie Parker era la seconda di tre figli (Buster Parker più grande di lei di due anni, e Billie Parker, più piccola di tre anni). Fin da piccola dall'argento vivo addosso, ricci biondi e occhi azzurri; a quattro anni perse il padre Charles, muratore. La madre Emma Krause decise di trasferirsi con i figli a Dallas; le loro condizioni economiche erano precarie. Nonostante tutto, Bonnie ottenne ottimi risultati negli studi: vinse un concorso letterario e venne incaricata di scrivere i discorsi per i politici della città. È stata descritta come una donna intelligente e di spiccata personalità, volitiva, attraente e di bassa statura. Prima di conoscere Clyde, Bonnie aveva una paura matta delle pistole e non voleva minimamente saperne di vederne o toccarne una. Il suo sogno più grande era quello di recitare, a scuola era sempre la prescelta quando si trattava di recitare e cantare per le esibizioni scolastiche. A 16 anni si sposò con Roy Thornton, che negli anni seguenti non fece altro che sparire e ritornare senza dare mai alcuna spiegazione, dopo tre anni di matrimonio i due si separarono, anche se la coppia non divorziò mai (il giorno della morte, Bonnie indossava ancora la fede nuziale). Roy venne arrestato per furto con scasso e morì nel 1937 durante un tentativo di evasione dal carcere. Bonnie era una ragazza estremamemte sensibile, a 17 anni iniziò a riempire le pagine del suo diario, raccontando le sue giornate, i suoi pensieri e aspettando il ritorno del suo Roy: triste, stanca e annoiata, sperava che la sua vita potesse prendere una piega migliore.

Bonnie Parker nel 1933 in posa di fronte a una Ford modello 18 (o Ford V-8)

Clyde Barrow nacque a Telico, sobborgo di Ellis County, quinto di otto figli di una povera famiglia di agricoltori, tanta era la povertà quanto era il bene che la famiglia Barrow si voleva fra di loro. Aveva i capelli color lino e gli occhi marrone scuro (il suo secondo nome, Chestnut gli venne dato per via dell'accordamento con il suo colore di capelli). Passò il resto della sua infanzia con la sorella Nell, a cui era particolarmente affezionato e con cui condivise gioie e dolori. Molto coraggioso e vivace fin da piccolo, aveva una spiccata passione per le armi e, se non poteva permettersi una pistola giocattolo, usava come fucile un bastoncino. Adorava Jesse James, e nei suoi giochi di infanzia era sempre lui a impersonarlo come l'eroe.

Aveva pure una particolare attrazione per l'Ukukele e una grandissima passione per le macchine. Era un formidabile guidatore e un ottimo tiratore.

Foto segnaletica di Clyde Barrow

Nel 1926, ebbe uno dei suoi primi guai con la polizia, perché prese un'auto a noleggio senza restituirla, perdonato quasi subito perché considerata "una ragazzata" e che fosse normale alla sua età. Nel suo primo arresto vide coinvolto anche il fratello di Clyde, Buck: l'accusa, in quel caso, fu quella di furto di tacchini. Buck si addossò le colpe e dovette scontare una settimana di prigione, Clyde fu rilasciato.

Tra il 1927 e il 1929 le sue attività erano scassinare casseforti e rubare automobili. Conosciuto soprattutto per furti alle banche, si concentrò su piccoli colpi, come rapine in negozi o in stazioni di rifornimento e in meno di poco tempo iniziò a essere conosciuto in mezze dozzine di città.

La svolta[modifica | modifica sorgente]

Clyde e Bonnie si conobbero nel gennaio del 1930, a casa di un'amica comune. Bonnie non era andata a lavorare per assistere l'amica che si era rotta un braccio; Clyde era arrivato a casa della ragazza mentre Bonnie stava preparando della cioccolata calda.

Lui amava Bonnie più di qualsiasi altra cosa, la chiamava sempre la sua "Bambina dagli occhi blu" (Blue-Eyed Baby) e la sua "Ragazzetta dagli occhi blu" (Little Blue-Eyed Girl). Per lei, se ne avesse avuto la possibilità, avrebbe cambiato stile di vita.

Clyde sopravviveva compiendo piccoli furti dove capitava fino a quando, il 27 aprile 1932, fu accusato dell'assassinio di Bucher a Hillsboro. Continuò a ripetere alla signora Parker e alla sorella Nell sino al giorno della sua morte che lui con quell'omicidio non ebbe niente a che fare. In quel colpo dovette restare fuori e aspettare in macchina, perché la moglie di Bucher lo avrebbe riconosciuto, e il piano sarebbe andato a monte dato che lo conosceva come conosceva suo figlio. Aveva inoltre detto chiaramente ai suoi compagni di non sparare, di immobilizzare il signor Bucher, prendere tutto e andare. Qualcosa andò storto, si sentirono delle urla e poi iniziò la sparatoria, ingranò la marcia e se ne andò, la signora Bucher identificò Clyde, e quando venne raccontata la faccenda alla polizia, l'omicidio venne addossato a lui. La sua situazione cambiò radicalmente: l'omicidio di cui si dovette far carico gli rese impossibile ogni forma di compromesso e, tra l'ergastolo e la fuga, egli scelse la seconda, dando inizio, insieme a Bonnie, a una nuova vita, fatta di rapine a mano armata, furti e spostamenti continui. Tra le spiegazioni e il fuggire, Clyde aveva sempre preferito la seconda opzione, trovava le chiacchiere inutili.
Braccati dalla polizia, i due rubavano macchine e, per confondere le loro tracce, cambiavano spesso la targa, rubandola da altre automobili. Si divertivano in modo particolare a sequestrare le persone appena rapinate e i poliziotti disarmati, per poi lasciarli andare. Clyde non aveva mai trovato motivo di sparare a gente disarmata, non si era mai permesso di farlo e quando nel 5 dicembre del 1932 W.D. Jones uccise Doyle Johnson, mentre nel 1934 Henry Methvin uccise due poliziotti mentre stavano facendo un giro di ronda; Clyde non era furioso per gli omicidi in sé per sé ma non riusciva a mandar giù l'idea che qualcuno di disarmato o agenti che non erano disposti a sparare ci rimanesse secco, era inutile e stupido oltre al fatto che non avrebbe portato altro che guai. Le colpe per questi omicidi, andarono ancora una volta a Clyde, ma queste sono soltanto due delle varie notizie false che vennero date in seguito su Bonnie e Clyde. Una delle più conosciute è sicuramente quella di Bonnie considerata ormai su tutti i giornali come "La pupa del Gangster che fumava sigari", la storia dei sigari Bonnie non la mandò mai giù e insistette, in seguito, perché questa notizia venisse smentita.

Il 22 marzo 1933, Buck, il fratello di Clyde, usufruì di un'amnistia e venne scarcerato. Uscito dal carcere, raggiunse i due portando con sé la moglie Blanche. Lei era solita chiamarlo "Daddy" lui era solito chiamarla "Baby". Blanche, contraria a questo stile di vita, cercò di riportare il marito sulla retta via, ma senza esito: nel 1933, durante una sparatoria nello Iowa, Buck venne colpito alla testa da due proiettili e morì sei giorni dopo in ospedale. In seguito, Blanche sarà arrestata e condannata a dieci anni di carcere. I due non poterono vedersi, lei non poté stargli accanto sul suo letto di morte.

Bonnie e Clyde riuscirono a fuggire, W.D. lasciò la banda. il 16 gennaio del 1934 Clyde fece evadere Raymond Hamilton e alcuni sui compagni dalla prigione di Eastam, tra questi ci fu pure Henry Methvin, lo sbaglio più grande che portò alla morte dei due, insieme a quello di voler sempre restare accanto alle loro famiglie.

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L'auto di Bonnie e Clyde crivellata dai proiettili esplosi dalla polizia nell'agguato in cui la coppia trovò la morte nel maggio 1934

Il 23 maggio del 1934, nascosti lungo una piccola strada della Louisiana, Methvin e i poliziotti attesero la macchina di Bonnie e Clyde. Come esca, il padre di Henry aveva accostato il suo furgone lungo la strada e quando Clyde rallentò per vedere cosa fosse successo, i poliziotti aprirono il fuoco. Bonnie e Clyde rimasero uccisi: lei aveva 23 anni, lui 25.
All'interno dell'auto vennero ritrovate quindici targhe di immatricolazione, numerosi fucili automatici e semiautomatici, pistole e oltre tremila proiettili.

I due furono sepolti entrambi a Dallas: Clyde nel Western Heights Cemetery e Bonnie nel Crown Hill Memorial Park. Loro avrebbero voluto essere seppelliti fianco a fianco, ma le due famiglie non lo consentirono. Clyde venne seppellito vicino al fratello Buck, e Bonnie accanto ai suoi nipotini Jacqueline e Fred Mace Jr., morti molto giovani. La madre di Bonnie voleva che l'ultimo desiderio della figlia di essere riportata a casa fosse esaudito, ma la folla che circondava la residenza non lo permise. La madre di Bonnie poté permettersi una sepoltura nel modo che avrebbe preferito lei. Bonnie venne vestita di una bellissima camicia da notte di seta azzurra, i suoi capelli vennero ondulati e le sue unghie smaltate, venne messa in una bara d'argento e tra le mani teneva dei gigli di un donatore sconosciuto.

Sulla lapide di Bonnie è inciso questo brano, tratto da una sua poesia:

(EN)
« As the flowers are all made sweeter / by the sunshine and the dew / so this old world is made brighter / by the lives of folks like you. »
(IT)
« Come i fiori sono resi più profumati / dalla luce del sole e la rugiada / così questo vecchio mondo è più splendente / Grazie all'esistenza di persone come te »

Oltre 20.000 persone presenziarono al funerale di Bonnie,[senza fonte] rendendo perfino difficoltoso per i Parker raggiungere il cimitero.

Bonnie e Clyde nella cultura[modifica | modifica sorgente]

Bonnie Parker nel 1933

Il cinema si occupò direttamente di questa vicenda con il film Gangster Story del 1967, diretto da Arthur Penn, mentre il 29 gennaio 1937, a poco più di due anni e mezzo dalla morte di Bonnie e Clyde, uscì Sono innocente, film diretto da Fritz Lang con Henry Fonda e Sylvia Sidney, nel quale la fuga finale dei due coniugi è ispirata proprio a questa vicenda.

Oltre che il cinema, anche la musica si è spesso interessata a quelle che sono considerate due icone statunitensi degli anni trenta.

Al brano degli anni sessanta La ballata di Bonnie & Clyde (nell'originale The Ballad of Bonnie & Clyde), cantante da Georgie Fame (che raggiunse il primo posto nelle classifiche di vendita nell'aprile del 1968[1]), si contano altre tre canzoni - di tempi più recenti - segnatamente riconducibili al rap americano: Me And My Girlfriend, di Tupac Shakur; Bonnie And Clyde, di Eminem, del 1996, e Bonnie And Clyde di Jay-Z e Beyonce del 2003 (quest'ultima inoltre contiene lo stesso ritornello di "Me And my Girlfriend" di Tupac); vengono citati anche nella canzone di Demi Lovato "Stop The World", in Song Cry di Jay-Z, e nella canzone di Tony Parker¨ "premier love". Vi sono inoltre altre tre canzoni, la prima, Bonnie & Clyde scritta da Serge Gainsbourg e da lui cantata insieme a Brigitte Bardot, della quale Syria e Francesco Bianconi hanno fatto una cover, la seconda, cantata da Lester Flatt e Earl Scruggs, intitolata "The Story Of Bonnie and Clyde" rintracciabile nell'album "On Foggy Mountain" e infine "Bonnie & Clyde" cantata dalla band tedesca Die Toten Hosen. La band milanese dei Casino Royale in uno dei primi album, Soul of Ska del 1988, dedica una canzone omonima alla coppia Bonnie & Clyde scritta, tra gli altri, da Giuliano Palma. Bonnie e Clyde sono nominati anche nella canzone "Top of the World" di The Cataracs feat. Dev e in "Putting Holes In Happiness" di Marilyn Manson, contenuta nell'album "Eat Me, Drink Me". Infine vengono citati nella canzone "Reach For The Sky" dei Social Distortion contenuta nell'album "Sex, Love and Rock 'n' Roll", il verso fa "You Can Run You Can Hide Just Like Bonnie And Clyde" ovvero in italiano "Puoi Scappare Puoi Nasconderti proprio come Bonnie e Clyde".

Altra canzone, molto probabilmente ispirata alla vicenda di questi due amanti, è Demolition Lovers dei My Chemical Romance tratta dall'album: I Brought You My Bullets, You Brought Me Your Love. Come si può vedere la canzone narra esattamente la difficoltosa vita di Bonnie e Clyde, e lascia anche capire bene quanto l'amore tra i due sia così forte da portarli a morire insieme. Dalla canzone: I'd end my days with you in a hail of bullets (Finirei i miei giorni con te in una grandine di pallottole). Inoltre nel 2012, nel loro album Fuoco e Fiamme, i Finley dedicano a loro un'intera canzone dallo stile swing chiamata proprio "Bonnie e Clyde". Vengono citati anche dagli Articolo 31 nella loro canzone Gigugin, il verso fa "Sono un Clyde che passa notti insonni/per dettagliare il proprio amore alla sua Bonnie".

A Bonnie e Clyde sono stati dedicati anche spettacoli teatrali e televisivi ispirati al tema.

In un episodio de I Simpson dedicato a San Valentino viene ripresa in chiave ironica la storia di Bonnie e Clyde. In un'altra puntata, in una scena ambientata in una salone d'auto, Homer rimprovera Bart perché gioca nell'auto di Bonnie e Clyde esposta. In quest'auto Bart trova dei soldi.

Nel 2009 venne fatto un Musical sui due famosi fuorilegge a Broadway Bonnie and Clyde, a new Musical.

Nel 2012 nell'episodio finale della sesta stagione di Gossip Girl, la prima canzone della colonna sonora è Bonnie & Clyde di Great Northern, per sottolineare la somiglianza di Chuck Bass e Blair Waldorf nei confronti dei due criminali.

Annalisa, nel 2013 incide il brano Io tu e noi contenuto nell'album Non so ballare, dove il ritornello dice: "Il calore che non hai lo ruberei al sole, siamo come Bonnie e Clyde". Inoltre, si fa riferimento a loro anche in diverse canzoni di Lana Del Rey come Live or Die.

Il DJ svedese Avicii, nel 2014, rilascia il video del singolo "Addicted to you", nel quale compare una coppia lesbica nel ruolo di Bonnie e Clyde.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Fonte: Hitparadeitalia.it

PresaDiretta: La vera storia di Bonnie e Clyde

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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