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Bonet

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Bonèt
Bunet.jpg
Bonèt preparato secondo la tradizionale ricetta piemontese
Origini
Luogo d'origine Italia Italia
Regione Piemonte
Zona di produzione Langhe e Monferrato
Dettagli
Categoria dolce
Riconoscimento P.A.T.
Settore Paste fresche e prodotti della panetteria, della biscotteria, della pasticceria e della confetteria
Ingredienti principali
  • latte
  • zucchero
  • amaretti
  • cacao
  • uova
  • rum
[1][2]
 

Il bônèt (IPA [bu'nɛt]) è un budino di antichissima tradizione, tipico del Piemonte, a base di uova, zucchero, latte, cacao, liquore (solitamente rum) e amaretti secchi.

Etimologia del nome[modifica | modifica wikitesto]

L'etimologia del nome è incerta e si sono avvicendate versioni molto diverse. In lingua piemontese il termine bônèt indica un cappello o berretto tondeggiante, la cui forma ricorda quella dello stampo a tronco di cono basso in cui viene cotto il budino. Di fatto lo stampo di rame in cui si cuocevano i budini e i flan, veniva chiamato bônèt ëd cusin-a cioè cappello da cucina, berretto del cuoco. Il dolce avrebbe quindi preso il nome dallo stampo. Questa è l'interpretazione che viene data dal vocabolario Piemontese/Italiano di Vittorio di Sant'Albino del 1859[3][4].

Un'altra interpretazione diffusa nelle Langhe, una delle zone di origine, ritiene che il nome richiamasse il cappello perché il dolce veniva servito alla fine del pasto. Come si indossa il cappello da ultimo prima di uscire, così si mangiava il bonèt da ultimo prima di terminare il pranzo o la cena: a cappello di tutto il resto[4].

Preparazione e varianti[modifica | modifica wikitesto]

Il bônèt viene preparato e cucinato con la medesima tecnica che si usa per i dolci della famiglia delle Crème caramel, diffusi in tutta Europa. Il bônèt tradizionale piemontese, fatto in casa dalle nonne, non era a base di rum, ma di Fernet, perché, terminato il pasto, il Fernet serviva per sveltire la digestione. Si sbattono insieme a freddo uova, latte, zucchero, amaretti, rum ed eventualmente cacao. Si pone sul fuoco lo stampo in cui il budino andrà cotto, vi si versa dentro dello zucchero che si farà caramellare coprendo fondo e pareti. Si travasa il composto di latte e uova nello stampo e si cuoce a bagnomaria sino a che si sia rappreso. Si lascia quindi freddare, dal momento che il dolce si gusta rigorosamente freddo.

La ricetta può subire, a seconda delle zone del Piemonte, alcune variazioni; possono, infatti, essere aggiunte delle nocciole del tipo tonda gentile delle Langhe, del caffè oppure il cognac al posto del rum[4].

Abbinamenti consigliati[modifica | modifica wikitesto]

  • L'Alta Langa spumante rosato, ha un sentore che ricorda il lievito, la crosta di pane e la vaniglia, di sapore secco, sapido ben strutturato, perciò può esser servito come spumante da dolci [5] e da dessert a tavola, fresco, ad una temperatura di 9-11 °C.
  • Monferrato Chiaretto (o Ciaret): vino da dessert.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Bonet, su Academia Barilla. URL consultato il 17 giugno 2015.
  2. ^ Bonet la ricetta originale piemontese, su I dolcetti di Paola. URL consultato il 17 giugno 2015.
  3. ^ Ricetta: il bonet alla piemontese, su Guide di Cucina. URL consultato il 17 giugno 2015.
  4. ^ a b c (PDF) Il Bonét - Regione Piemonte
  5. ^ Alta Langa spumante rosato Archiviato il 4 novembre 2012 in Internet Archive.. Acquese. Vini. Vino che si accompagna a dolci da forno e a dolci a pasta lievitata.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]