Bombardamento di Tallinn

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Bombardamenti su Tallinn, durante la seconda guerra mondiale.

Il bombardamento di Tallinn si riferisce agli attacchi aerei subiti da Tallinn durante la seconda guerra mondiale, ad opera sia dalla Luftwaffe della Germania nazista che dalle forze di aviazione dell'Armata Rossa. Il primo raid avvenne durante l'estate del 1941 (come parte dell'operazione Barbarossa). Diversi bombardamenti seguirono poi anche nel 1942 e nel 1943. Il bombardamento più pesante, ad opera dell'Armata Rossa, fu quello del 9 marzo 1944, connesso con la battaglia di Narva: migliaia di bombe, sganciate dagli aerei sovietici, culminarono in un enorme e disastroso incendio della città, uccidendo 757 persone di cui 586 civili e 75 prigionieri di guerra, ferendone 659 e lasciando 25.000 senza tetto.[1]

Attacchi nel 1941[modifica | modifica wikitesto]

Tallinn venne bombardata per la prima volta nel giugno del 1941 dalla Luftwaffe, che intensificò gli attacchi a partire da agosto mentre la città stava per essere evacuata dai residenti estoni, dagli occupanti sovietici principalmente elementi della Flotta del Baltico che facevano parte dell'8ª Armata, e di basi militari importanti per l'industria bellica.

Raid dell'Armata Rossa (1942-1943)[modifica | modifica wikitesto]

Nuovamente Tallinn si ritrovò bombardata in diverse occasioni durante maggio e settembre nel 1942. Nel 1943 diverse missioni aree sovietiche vennero compiute dalle forze dell'Armata Rossa, tra febbraio, marzo, maggio, agosto e settembre.

Bombardamento sovietico del 9 marzo 1944[modifica | modifica wikitesto]

Il più pesante attacco aereo sulla capitale estone avvenne per parte sovietica il 9 marzo 1944.[2]

Nella settimana precedente il primo cittadino di Tallinn diede l'ordine ai suoi abitanti di evacuare la città in vista della minaccia di un massiccio attacco sovietico. Tuttavia l'intento dell'attacco andò ben oltre le aspettative della popolazione locale e delle Forze armate del Nord. Una sequenza aerea consistente in 300 bombardieri sganciarono sulla città 3068 bombe, di cui 1725 di esse dirompenti e 1300 incendiarie, che portarono al risultato di scatenare un enorme incendio, infliggendo pesanti danni.[3][4]

I pompieri estoni, armati solo di buona volontà, si ritrovarono presto senza acqua poiché precedentemente sabotatori sovietici erano riusciti a mettere fuori uso l'acquedotto cittadino al fine di intensificare i danni successivi all' attacco aereo. I danni alle strutture militari furono minori, con solo qualche installazione danneggiata e magazzini di armi distrutti. La perdita militare peggiore fu l'incendio di milioni di litri di carburante in un deposito. Delle industrie con qualche attività industriale e militare fu distrutta parte della "Luther", industria del legno e l'Urania-Werke-run-cable.

La maggior parte delle bombe colpirono obiettivi civili. Furono distrutti il Teatro dell'Opera estone, la chiesa di San Nicola, la sinagoga ebraica della città, quattro cinema, e gli Archivi della città, con tutti i documenti del passato di cultura anseatica e teutonica.[5] I caratteristici sobborghi in legno ed il centro storico medioevale ebbero i maggiori danni e distruzioni. Ufficialmente 757 persone vennero uccise, di cui 586 erano civili, 50 erano militari e 121 erano prigionieri di guerra. 213 feriti ebbero danni permanenti, mentre 446 ebbero danni minori. Tra i feriti 65 erano militari al servizio e 75 erano prigionieri di guerra. In seguito furono trovate molte più vittime con un numero stimato di oltre 800 morti. Più di 25.000 persone restarono senza tetto nel gelo primaverile, mentre le basi militari risultarono quasi intoccate.[3][6]

Dato l'elevato numero di civili coinvolti e il basso danno alle installazioni strategiche e militari venne stabilito che il bombardamento sovietico del 9 marzo fosse stato condotto con l'obiettivo di sfiancare il morale della popolazione estone, e chi si opponeva al ritorno di una occupazione militare sovietica.[4][6][7] L'alto numero di vittime civili coinvolte aumentò l'ostilità della popolazione verso l'Armata Rossa. Il precedente 27 febbraio un raid sovietico aveva colpito un gruppo di bambini che giocavano nel cortile di una scuola nella contea di Luunja, uccidendone quattro e la data del loro funerale è divenuta un giorno della memoria, accompagnata dal poema Uus Herodes (Erode moderno) pubblicato da Henrik Visnapuu. Molti estoni, generalmente neutrali, sentirono in quell' occasione l'urgenza di combattere contro la massiccia avanzata sovietica.[7][8][9][10] Uno slogan scritto in quei giorni sulle rovine del teatro, recitava:

Varemeist tõuseb kättemaks! (La vendetta risorgerà dalle rovine!)

Questo slogan divenne anche il titolo del giornale della 20. Divisione granatieri Waffen (Prima DivisIone estone) forzatamente inquadrata in seno alle SS.[9]

L'ultimo bombardamento dell'Armata Rossa cominciò la notte precedente al 22 settembre e segnò l'iniziò la seconda occupazione sovietica (1944-1991).

Memoriale[modifica | modifica wikitesto]

Le ultime rovine lungo Harju Street nella Città vecchia furono lasciate nello stato di distruzione come memoriale per le vittime del raid. Furono trasportate nel 2007 in un apposito parco.

Cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Nella cultura popolare la canzone Varemeist tõuseb kättemaks della rock band estone HPMA è stata composta in ricordo delle vittime del bombardamento di Tallinn del 9 marzo 1944.[11]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Articolo su bombardamento di Tallinn.
  2. ^ Estonian bloggers: Anno 1944: l’Armata Rossa invade l’Estonia
  3. ^ a b (ET) Kivimäe, Jüri, Kõiv, Lea, Tallinn tules. Dokumente ja materjale Tallinna pommitamisest 9/10. märtsil 1944. (Tallinn al Fuoco. Documenti e materiale sul bombardamento sovietico su Tallinn 9/10 Marzo 1944.), Archivi della Città di Tallinn, 1997.
  4. ^ a b Toomas Hiio, Combattimento in Estonia nel 1944 in Estonia 1940–1945: Rapporti della Commissione internazionale estone per i crimini contro l'umanità, Tallinn, Toomas Hiio, Meelis Maripuu, & Indrek Paavle, 2006, pp. 1035–1094.
  5. ^ Archivi della città di Tallinn, Storia degli Archivi della Città di Tallinn. URL consultato il 20 aprile 2012.
  6. ^ a b Enn Sarv & Peep Varju, Survey of Occupation Regimes (PDF) in The White Book: Losses inflicted on the Estonian nation by occupation regimes. 1940–1991, 2005, p. 18.
  7. ^ a b Mart Laar, Battaglie in Estonia in 1944 in Estonia nella II guerra mondiale, Tallinn, Grenader, 2005, pp. 32–59.
  8. ^ (ET) Henrik Visnapuu, Uus Herodes, Eesti Sõna, 5 marzo 1944.
  9. ^ a b (ET) Mart Laar, Sinimäed 1944: II maailmasõja lahingud Kirde-Eestis (Sinimäed Hills 1944: Le battaglie della II Guerra Mondiale nel Nordest dell'Estonia, Tallinn: Varrak, 2006.
  10. ^ A.Aasmaa (1999). Tagasivaateid.(Looking Back. In Estone) In: Mart Tamberg (Comp.). Eesti mehed sõjatules. EVTÜ, Saku
  11. ^ HPMA

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]