Bolognina

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Bolognina
Ponte di via Matteotti, Bologna, 1929.png
Il ponte di Porta Galliera nel 1929. Spicca sul resto degli edifici bologninesi l'allora appena eretta chiesa parrocchiale del Sacro Cuore.
StatoItalia Italia
Regione  Emilia-Romagna
Provincia  Bologna
CittàCoat of arms of Bologna.svg Bologna
QuartiereNavile
Data istituzione9 aprile 1962
Data soppressione25 marzo 1985
Codice postale40128, 40129
Superficie4,95 km²
Abitanti36 585 ab.[1] (2021)
Densità7 390,91 ab./km²
Nome abitantibologninesi
Mappa dei quartieri di Bologna fino al 1985; la Bolognina è in giallo intenso.
Mappa dei quartieri di Bologna fino al 1985; la Bolognina è in giallo intenso.

Mappa dei quartieri di Bologna fino al 1985; la Bolognina è in giallo intenso.

La Bolognina (in bolognese Bulugnéṅna[senza fonte]) è un rione di Bologna di 36 585 abitanti, amministrativamente compreso nel quartiere Navile, di cui costituisce una delle tre zone statistiche insieme alle Lame e alla Corticella.

È situata nell'immediata periferia nord, alle spalle della stazione di Bologna Centrale. Il ben più antico Arcoveggio e la Casaralta, due zone più piccole, sono oggi parti integranti della Bolognina, e ne furono ugualmente comprese nei confini amministrativi quando quest'ultima costituiva un quartiere autonomo.

Oltre alla ferrovia, il rione confina a nord con la Corticella, da essa delimitato dalla tangenziale di Bologna; ad est è separato dal quartiere San Donato da via Stalingrado, che collega entrambi al centro storico tramite il ponte di Mascarella, poi via Romita e via Cadriano; ad ovest è diviso dal rione delle Lame dal Canale Navile; infine a sud è delimitato dalla stazione, dalla ferrovia e dalla cerchia muraria (escluse però dai confini amministrativi del quartiere Navile) dal centro storico felsineo, che raggiunge attraverso il ponte di Galliera, comunemente conosciuto come ponte "di via Matteotti" o "di via Indipendenza" o ancor più semplicemente "della stazione".

Si tratta di un rione storicamente proletario, tradizionalmente di tendenze comuniste, famoso soprattutto per la celebre svolta della Bolognina. Oggi è perlopiù frequentato da hipsters, in quanto rinomato luogo urban style, underground, inclusivo ed anticonformista[2].

Si distingue nettamente dagli altri quartieri bolognesi grazie alla sua composizione multietnica, i cui stranieri ne costituiscono una fetta demografica quasi preponderante in termini relativi (ammontano a più di un quarto della popolazione rionale, senza includere al computo i residenti italiani non nati a Bologna, coi quali si raggiungerebbero i due terzi della popolazione totale dell’ex-quartiere), al fermento culturale e politico al suo interno, al vivace spirito dei suoi residenti, frutto della commistione quasi in egual misura tra autoctoni, stranieri e fuorisede universitari, soprattutto matricole, ed alle ideologie di sinistra, non di rado estrema, predominanti nel rione.

A causa dei progetti di riqualificazione di alcune aree del quartiere, dunque al progressivo rincaro dei prezzi degli immobili siti in zona, la Bolognina sta attraversando un processo di gentrificazione[3].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Antichità[modifica | modifica wikitesto]

L'area bologninese era già popolata nel IV millennio a.C., come confermano reperti archeologici rinvenuti in zona nel 2017, durante gli scavi per la costruzione dell'asse Nord-Sud, i quali, oltre a scoprire negli strati inferiori un insediamento risalente all'Età del rame, hanno riportato alla luce anche manufatti d'epoca romana[4].

La nascita[modifica | modifica wikitesto]

Il quartiere nasce in seguito al Piano Regolatore del 1889, e si sviluppa come un quartiere operaio e manifatturiero, grazie soprattutto alla vicinanza con la stazione e la linea ferroviaria[5]. Finì per inglobare entro il suo perimetro le già presenti località dell’Arcoveggio e della Casaralta. I settori industriali prevalenti, per tutto il XX secolo, sono stati infatti quelli della meccanica e della costruzione di materiale ferroviario (Officine Minganti, Civolani, Officine Casaralta).

Seconda guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Durante il Secondo conflitto mondiale la Bolognina subì vari pesanti bombardamenti alleati, che portarono distruzione e morte nel rione. Fu colpita soprattutto il 24 agosto 1944, in un drammatico bombardamento notturno sulla città. Nelle diverse incursioni notturne del mese di settembre 1944 vengono utilizzate anche bombe, chiamate cookies (dolcetti), da 1800 kg. Oltre alla zona dell'Arcoveggio venne colpito il deposito dell'Azienda tramviaria alla Zucca. Alle incursioni di settembre parteciparono anche cacciabombardieri della Forze armate aeree francesi (FAF)[6].

In seguito ai disastrosi bombardamenti estivi, nel quartiere infuriò la battaglia della Bolognina, combattuta il 15 novembre 1944 tra i partigiani della 7ª GAP e le forze di occupazione nazifasciste[7].

Età contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Bologna, 12 novembre 1989. Durante le celebrazioni per il 45º anniversario della battaglia di Porta Lame, il segretario del Partito Comunista Italiano Achille Occhetto annuncia a sorpresa la cosiddetta "svolta della Bolognina", primo passo del processo che porterà allo scioglimento del PCI e alla nascita del Partito Democratico della Sinistra.

Il 12 novembre 1989 qui avvenne la svolta della Bolognina, con cui Achille Occhetto annunciò lo scioglimento del Partito Comunista Italiano.

A partire dagli anni novanta l'attività industriale viene progressivamente sostituita dal settore terziario, favorito in particolare dalla vicinanza della Fiera di Bologna e dal comodo accesso alle vie di comunicazione ferroviaria e autostradale.

Negli anni 2000 inoltre l'area si arricchisce della nuova sede amministrativa del comune di Bologna, e del nuovo accesso alla stazione ferroviaria dell'alta velocità, che cambiano in parte la fisionomia e il paesaggio cittadino. Dal XXI secolo il rione ospita anche una nutrita popolazione straniera che, affiancandosi alla storica comunità cinese insediata lungo via Ferrarese[8], rende la Bolognina una delle aree più multietniche di Bologna. Nel 2022 viene inaugurata piazza Lucio Dalla, a distanza di 10 anni dalla scomparsa del cantautore bolognese.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa del Sacro Cuore di Gesù.

Sacro Cuore[modifica | modifica wikitesto]

Nel quartiere sorge la chiesa parrocchiale del Sacro Cuore di Gesù, quasi adiacente al ponte di Galliera. Da ormai più di 100 anni è il principale luogo di culto del quartiere ed una delle parrocchie che raccoglie più fedeli in città.

Chiesa di San Girolamo[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di San Girolamo dell'Arcoveggio, nell’omonima zona del rione.

La chiesa di San Girolamo dell’Arcoveggio è il luogo di culto cristiano di riferimento dell'omonima zona statistica.

Altre chiese[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa di San Cristoforo
  • Chiesa dei Santi Angeli Custodi
  • Chiesa Evangelica Cinese
  • Chiesa Evangelica dei Fratelli "Il Piccolo Gregge"
  • Parrocchia di Gesù Buon Pastore

Luoghi di culto non cristiani[modifica | modifica wikitesto]

Parchi e giardini[modifica | modifica wikitesto]

I principali giardini pubblici del quartiere sono quello delle Caserme Rosse, il parco di Villa Angeletti e il parco della Zucca.[9]

Il canale Navile presso Villa Angeletti.

Caserme Rosse[modifica | modifica wikitesto]

Ex campo di concentramento nazista durante la Seconda guerra mondiale, oggi ospita un ampio parco ed un circolo ARCI. Sorge in prossimità della tangenziale, al confine con la zona della Croce Coperta, nel rione Corticella.

Parco di Villa Angeletti[modifica | modifica wikitesto]

Posizionato sulla riva destra del canale Navile, si estende per 8,5 ettari. È stato terminato nel 1997 nel sito dell'antica villa Angeletti, di cui non rimane più traccia, essendo stata distrutta dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale.[10][11]

Parco della Zucca[modifica | modifica wikitesto]

Il "Finger Food Festival" al parco della Zucca, nel 2017.

Situato tra le vie Ferrarese e di Saliceto, e comprendente il Museo per la Memoria di Ustica, congruente all'ex deposito tranviario, è un piccolo parco della Bolognina, in realtà il principale e più centrale del quartiere. Vi si tengono frequenti iniziative culturali, tra le quali spicca il "Finger Food Festival" di Bologna, dedicato ai vari cibi di strada italiani e non solo[12][13]. Nei suoi pressi, in via di Saliceto, sorgono un asilo nido, ovvero le scuole Parini, la sede della TPER, acronimo di Trasporto Passeggeri Emilia-Romagna[14], e la Bolognina Boxe. Prende il nome da un insediamento rurale non più esistente e che era situato in realtà pochi metri più a sud, nelle adiacenze di piazza dell'Unità, la cui casa padronale era detta appunto "La Zucca".

Parco Artistico Lineare[modifica | modifica wikitesto]

Strada ciclabile alberata, adiacente a numerosi piccoli parchi lungo tutto il suo percorso, racchiusa tra via Sebastiano Serlio, all'altezza del DLF, e la Casaralta.[15]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Demografia[modifica | modifica wikitesto]

La Bolognina, come il resto del capoluogo emiliano-romagnolo, ha conosciuto un declino in termini di popolazione residente nel rione, che ha smesso di decrescere con il massivo arrivo in quartiere di stranieri, i quali ne hanno invertito il trend negativo di crescita.

Abitanti censiti:[16]

Stranieri[modifica | modifica wikitesto]

La popolazione straniera residente in Bolognina ammontava, al 31 dicembre 2021, a 9 416 individui,[17] vale a dire il 25,74% della popolazione residente totale del rione, la seconda più alta tra tutte le zone statistiche del capoluogo emiliano dopo l’ex quartiere, oggi zona, di San Donato, che primeggia con il 26,14% di popolazione totale straniera residente entro i propri confini. La Bolognina supera però San Donato in numeri assoluti, avendo quest’ultimo 6 557 residenti stranieri, 2 859 in meno dei primi.[17]

Abitanti stranieri censiti:[18]

Criminalità[modifica | modifica wikitesto]

Anni '80 e '90[modifica | modifica wikitesto]

Famosa fu la banda Bechis, anche nota come "banda della Bolognina", che agì nel rione tra il 1987 ed il 1992.

Dagli anni duemila ad oggi[modifica | modifica wikitesto]

La Bolognina, a partire dagli anni durante i quali vide un massivo ingresso di immigrati in zona, sia italiani che non, è entrata nell'immaginario collettivo bolognese come uno dei quartieri più pericolosi della città[19][20], sebbene recentemente interventi di riqualificazione e di contrasto al degrado da parte del Comune stanno capovolgendo l'opinione pubblica un tempo complessivamente negativa della zona[21].

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Oltre all'italiano ed alla sempre meno parlata lingua emiliana nella sua variante bolognese, nel quartiere sono ampiamente diffuse le lingue d'immigrazione straniera, come arabo, rumeno, albanese e cinese.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Facciata dell'ex deposito tranviario della Zucca, oggi Museo per la memoria di Ustica. Appeso alle finestre uno striscione recante la frase I love Bolognina, ivi affissa durante una delle numerose iniziative culturali lì intrattenute.

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Scuole primarie[modifica | modifica wikitesto]

Trovano sede nel rione le scuole primarie Acri, Federzoni, Grosso, Testoni e Zappa[22].

Scuole secondarie[modifica | modifica wikitesto]

In Bolognina è sito l'Istituto di Istruzione Superiore Aldini Valeriani[23], uno degli istituti tecnici più importanti della città. Tra le altre scuole superiori è degno di nota il Liceo Scientifico Albert Sabin. Gli Istituti Salesiani e l'Istituto Maria Ausiliatrice, entrambi parte del complesso della chiesa del Sacro Cuore di Gesù, compreso di oratorio e palestra, sono le principali scuole paritarie della zona.

In zona Arcoveggio sono siti il CNR (acronimo di Consiglio Nazionale delle Ricerche)[24] e l'INAF, Istituto Nazionale di Astrofisica[25] di Bologna.

Biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

È presente una biblioteca di quartiere: la Biblioteca Casa di Khaoula.[26]

Teatri e Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Il Teatro Testoni, visto da via Matteotti.

In Bolognina, esattamente di fronte alla chiesa del Sacro Cuore, ha sede il Teatro Testoni, specializzato nelle rappresentazioni per bambini e ragazzi[27].

All'interno del parco del DLF (ex Dopolavoro Ferroviario) è presente il cinema all'aperto dell'Arena Puccini.

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Nel quartiere, presso l'ex deposito tranviario della Zucca, si trova il Museo per la memoria di Ustica, che conserva i resti del DC-9 abbattuto in occasione della strage di Ustica[28].

Spazi autogestiti[modifica | modifica wikitesto]

Sempre in Bolognina era situato lo spazio autogestito dell'XM-24, sigla per "ex-Mercato Ortofrutticolo 24", istituito nel 2002, durante l'allora mandato Guazzaloca, l'unico di centro-destra nella storia della città[29]. Lo sgombero del centro sociale, avvenuto nell'estate del 2019 su iniziativa comunale, al fine di costruirvi degli edifici da adibire al cohousing, fu mediaticamente cavalcato, dunque reso famoso, dal leader della Lega Matteo Salvini, arrivato sul posto per sfollare personalmente il sito mediante l'utilizzo di ruspe[30], senza evitare però proteste da parte di simpatizzanti bolognesi a difesa degli occupanti[31][32][33].

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade urbane[modifica | modifica wikitesto]

Il cuore del quartiere è Piazza dell'Unità, dalla quale si diramano alcune delle arterie stradali più importanti di tutto il nord della città:

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

La ferrovia passante per la stazione di Bologna Centrale divide la Bolognina ed il quartiere Navile dal centro storico cittadino. Nonostante la stazione ferroviaria di Bologna Centrale non sia amministrativamente compresa entro i confini del rione, la stazione per treni ad alta velocità di Bologna ha il proprio accesso diretto in Bolognina, in via de’ Carracci.

Autostrade[modifica | modifica wikitesto]

Al confine tra la Bolognina ed il rione Corticella vi sono due uscite della tangenziale di Bologna, nonché, sempre al confine con la Corticella, lo svincolo per l'A13 direzione Padova (svincolo Bologna Arcoveggio).

Tram[modifica | modifica wikitesto]

Al 2021 risulta in corso la gara per l'affido della costruzione della linea 1 della nuova rete tramviaria di Bologna, la cui entrata in funzione è prevista per il 2026. Secondo il progetto, la linea 1 collegherà Borgo Panigale al Pilastro passando per il centro storico, per la stazione di Bologna Centrale e per la Fiera di Bologna, attraversando la Bolognina.[35][36]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Lo Stadio Arcoveggio durante una partita di rugby tra Italia e Scozia.
Tribuna dell'Ippodromo di Bologna.

Tra gli impianti sportivi in Bolognina sono degni di nota l'ippodromo di Bologna e lo stadio Arcoveggio, con l'annesso complesso sportivo.

Vi è presente anche lo storico Dopolavoro Ferroviario, o DLF, al cui interno c'è un campo da tennis, una bocciofila e l'Arena Puccini.

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

Nel quartiere ha sede la squadra di calcio Bo.Ca. 1966, oggi attiva a livello giovanile, un tempo protagonista di un ambizioso progetto che mirava a rendere la società, fusasi con altre realtà sportive locali come l'Iperzola ed il San Lazzaro, il secondo club calcistico più prestigioso del capoluogo emiliano, col nome di Associazione Calcio Boca San Lazzaro.

La società giallorossa vanta nel proprio palmarès un campionato di Serie D ed ha raggiunto, all'apice della sua storia, la 14ᵃ posizione nel girone B di Serie C2 nella stagione 2006-07.

Tra gli allenatori passati per il Bo.Ca. spicca Alberto Zaccheroni.

Pallacanestro[modifica | modifica wikitesto]

Virtus Bologna[modifica | modifica wikitesto]

La Virtus Bologna, una delle società cestistiche più titolate d'Italia, ha il proprio centro d'allenamento presso il sopraccitato impianto sportivo dell'Arcoveggio, nell'omonima zona, con accesso al numero 49/2 di via dell'Arcoveggio[37].

PGS Welcome Bologna[modifica | modifica wikitesto]

Nelle palestre degli Istituti Salesiani ha sede la Polisportiva Giovanile Salesiana Welcome Bologna, o P.G.S. Welcome, attiva soprattutto nel basket,[38] il cui settore giovanile spicca a livello provinciale e regionale, pool dal quale società maggiori come Virtus e Fortitudo spesso attingono per arricchire i propri vivai.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • In Bolognina, al principio di via Ferrarese, ha abitato la cantante Milva[39].
  • All'inizio di Via Matteotti aveva invece casa l'attore Gianni Cavina.[40]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ http://inumeridibolognametropolitana.it/dati-statistici/popolazione-residente-quartiere-zona-e-area-statistica-al-31-dicembre
  2. ^ BOLOGNINA, IL QUARTIERE PREFERITO DAGLI ANTICONFORMISTI, su nonsolobuono.it.
  3. ^ Bologna, il quartiere della Bolognina si candida a diventare il volto nuovo e cosmopolita della città, su ilfattoquotidiano.it.
  4. ^ A Bologna spunta una piccola Pompei di periferia, su bologna.repubblica.it.
  5. ^ Bolognina!, su urbansherpabologna.wordpress.com, 24 febbraio 2012. URL consultato il 29 marzo 2022.
  6. ^ Bombardamento alla Bolognina, su storiaememoriadibologna.it.
  7. ^ 15 novembre 1944 Bologna – Battaglia della Bolognina, su storiedimenticate.wordpress.com, 15 novembre 2012. URL consultato il 29 marzo 2022.
  8. ^ Una comunità intorno all'ex fabbrica tra tradizione e italianità, su pressreader.com. URL consultato il 30 marzo 2022.
  9. ^ Parchi e giardini a Navile, su comune.bologna.it. URL consultato il 25 aprile 2022.
  10. ^ Parco villa Angeletti, su comune.bologna.it. URL consultato il 12 aprile 2022.
  11. ^ Parco di Villa Angeletti, su bibliotecasalaborsa.it. URL consultato il 12 aprile 2022.
  12. ^ Finger Food Festival, su bolognatoday.it.
  13. ^ 7° FINGER FOOD FESTIVAL - BOLOGNA, su solosagre.it.
  14. ^ CONTATTI, su tper.it.
  15. ^ IL PARCO ARTISTICO LINEARE, su bibliotecasalaborsa.it.
  16. ^ Popolazione residente per età, quartiere e zona al 31 dicembre - serie storica URL consultato in data 23 marzo 2022
  17. ^ a b Popolazione residente per quartiere, zona e area statistica al 31 dicembre, su inumeridibolognametropolitana.it.
  18. ^ Popolazione residente per età, quartiere e zona al 31 dicembre - serie storica URL consultato in data 23 marzo 2022
  19. ^ La mappa della criminalità a Bologna: "Reati zona per zona, monitorati da uno speciale database", su bolognatoday.it.
  20. ^ Bologna, la mappa del «male» della città. Tra spaccio, shopping e punkabbestia, su corrieredibologna.corriere.it.
  21. ^ Bolognina, su comune.bologna.it.
  22. ^ ICN 5, su ic5bologna.villaggioscuola.it.
  23. ^ IIS Aldini Valeriani, su avbo.it.
  24. ^ Benvenuti all’Area Territoriale di Ricerca del CNR di Bologna, su area-new.bo.cnr.it.
  25. ^ OSSERVATORIO DI ASTROFISICA E SCIENZA DELLO SPAZIO, su oas.inaf.it.
  26. ^ Biblioteche, su comune.bologna.it. URL consultato il 10 aprile 2022.
  27. ^ Teatro Testoni Ragazzi, su testoniragazzi.it. URL consultato il 29 marzo 2022.
  28. ^ Museo per la Memoria di Ustica, su museomemoriaustica.it. URL consultato il 29 marzo 2022.
  29. ^ Xm24, la storia del centro sociale della Bolognina, su bologna.repubblica.it.
  30. ^ Il simbolo dello sgombero dell'Xm24 a Bologna: la ruspa in azione, su video.repubblica.it.
  31. ^ Xm24 protesta in piazza Maggiore e in corteo per le vie centro a tutto volume, su ilrestodelcarlino.it.
  32. ^ Sgombero Xm24, irruzione in consiglio comunale, su bolognatoday.it.
  33. ^ XM24, presentato un progetto di cohousing. Ma le proteste del collettivo non si placano., su bolognaindiretta.it.
  34. ^ Federico Pischedda, Di svolte alla Bolognina, ce n’è più d’una, in La Staffa, 18 dicembre 2021.
  35. ^ Tram, in dirittura d'arrivo il progetto definitivo della Linea Rossa, su comune.bologna.it. URL consultato il 17 novembre 2020 (archiviato dall'url originale il 16 aprile 2021).
  36. ^ Un tram per Bologna, su untramperbologna.it. URL consultato il 17 novembre 2020.
  37. ^ CONTATTI, su virtus.it.
  38. ^ PGS Welcome Bologna, su pgswelcome.com.
  39. ^ Milva "come una pantera" sabato e domenica all'Arena del Sole, su ilrestodelcarlino.it.
  40. ^ Gianni Cavina e il balcone in Bolognina: ombelico della sua città, in Il Resto del Carlino, 27 marzo 2022. URL consultato il 6 maggio 2022.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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