Bologna Football Club 1909

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Bologna FC 1909
Calcio Football pictogram.svg
Logo Bologna FC 2018.svg
Felsinei[1], Rossoblù[2], Veltri, Petroniani[3]
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Trasferta
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Terza divisa
Colori sociali Rosso e Blu (Strisce) con croce Rosso e Giallo.svg Rosso e blu
Inno Le tue ali Bologna
Luca Carboni, Gianni Morandi, Andrea Mingardi e Lucio Dalla
Dati societari
Città Bologna
Nazione Italia Italia
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Italy.svg FIGC
Campionato Serie A
Fondazione 1909
Rifondazione1993
Presidente Canada Joey Saputo
Allenatore Italia Filippo Inzaghi
Stadio Renato Dall'Ara
(36 462 posti)
Sito web www.bolognafc.it
Palmarès
ScudettoScudettoScudettoScudettoScudettoScudettoScudetto Coppa ItaliaCoppa Italia Coppa Intertoto
Scudetti 7
Titoli nazionali 2 Campionati di Serie B
Trofei nazionali 2 Coppe Italia
Trofei internazionali 1 Coppe Intertoto
3 Mitropa Cup
1 Coppa di Lega Italo-Inglese
1 Torneo Internazionale dell'Expo Universale di Parigi 1937
Soccerball current event.svg Stagione in corso
Si invita a seguire il modello di voce

Il Bologna Football Club 1909 S.p.A.[4], comunemente noto come Bologna, è una società calcistica italiana per azioni[4] fondata il 3 ottobre del 1909, nell'omonimo capoluogo emiliano[5]. La squadra nella stagione 2018-2019 milita in Serie A, il massimo livello della piramide calcistica italiana, per il quarto anno consecutivo. Ha partecipato a 72 campionati di Serie A su 87, piazzandosi al nono posto nella classifica del maggior numero di presenze delle formazioni nella massima categoria italiana. Occupa il 53º posto del ranking delle migliori squadre del XX secolo — ottava italiana — dell'IFFHS.[6] Secondo la FIGC è il club con la nona miglior tradizione sportiva in Italia.[7]

Tra i club più blasonati d'Italia, vanta 7 titoli di campione d'Italia, due Coppe Italia e una Coppa Alta Italia. In ambito internazionale, il Bologna fu la prima squadra italiana a vincere un trofeo continentale, nel 1932: la Coppa dell'Europa Centrale,[8] poi vinta anche nel 1934 e nel 1961; tra gli altri successi fuori dai confini nazionali, i Rossoblù annoverano una Coppa Intertoto,[9] una Coppa di Lega Italo-Inglese[10] e il Torneo Internazionale dell'Expo Universale di Parigi 1937.[11] Presente in 16 campionati della massima serie pre girone unico, suddivisi tra Prima Categoria, Prima Divisione e Divisione Nazionale, e in 72 campionati di Serie A, vanta in totale 88 presenze nella massima divisione nazionale, dal campionato 1910-1911 al 2018-2019. Il Bologna detiene il singolare record di due scudetti vinti allo spareggio, uno contro il Torino, e uno contro l'Inter.

Nato come "Bologna Football Club", fallì nel 1993 e fu ricostituito societariamente con il nome attuale dopo aver riacquisito i diritti e il titolo sportivo del vecchio sodalizio.[12] La maglia di gioco è a strisce verticali alternate di colore rosso e blu. Dal 1927 la squadra disputa le proprie gare interne nello Stadio Renato Dall'Ara — nato come Stadio del Littoriale e chiamato, dal dopoguerra fino al 1983, Stadio Comunale — il quale può ospitare più di 30 000 spettatori.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Storia del Bologna Football Club 1909.
Louis Rauch, odontoiatra svizzero, fu il primo presidente del Bologna F.C.

Il Bologna Football Club è fondato nel 1909 come «sezione per le esercitazioni di sport in campo aperto» del Circolo Turistico Bolognese,[13] su iniziativa di Emilio Arnstein e sotto la presidenza dello svizzero Louis Rauch. Il club s'iscrive ai campionati organizzati dalla FIGC fin dalla Prima Categoria 1910-1911[14] e diviene una delle protagoniste del torneo italiano all'inizio negli anni venti, con l'ingaggio dell'allenatore professionista austriaco Hermann Felsner: il Bologna vince il suo primo campionato italiano nel 1925 sconfiggendo il Genoa dopo cinque incontri nella finale di Lega Nord e l'Alba Roma nella finalissima,[15] in quello che la stampa definisce lo "Scudetto delle pistole".[N 1][16] Tra la fine degli anni venti e l'inizio degli anni trenta, secondo molti addetti ai lavori, i Rossoblù sono una delle formazioni più forti a livello mondiale:[17] il Bologna s'impone nuovamente nel campionato italiano (1929) e due volte nella Coppa dell'Europa Centrale (1932 e 1934) – unica squadra italiana a vincere il trofeo sotto questa denominazione – con calciatori quali Mario Gianni, Felice Gasperi, Bernardo Perin, Giuseppe Della Valle e Angelo Schiavio.[18] Nel 1934, Renato Dall'Ara assume la presidenza della squadra.

Il ciclo di successi continua negli anni trenta e nei primi anni quaranta con le vittorie di altri quattro scudetti (1936, 1937, 1939 e 1941) e del Trofeo dell'Esposizione (1937) a Parigi contro il Chelsea, battuto 4-1. Con questo match, i Felsinei diventano la prima squadra italiana a sconfiggere una compagine inglese in un torneo internazionale. Quel gruppo, guidato da Árpád Weisz prima e di nuovo da Felsner poi, divenne noto come «lo squadrone che tremare il mondo fa».[19] Negli anni successivi, il Bologna si posiziona frequentemente dietro le squadre dell'asse Milano-Torino. Nel 1945-1946 vince anche la Coppa Alta Italia.[20] Con la fine del ciclo di vittorie e l'arrivo degli anni cinquanta, gli emiliani restano in massima divisione senza riuscire ad alzare qualche trofeo e concludendo i campionati nella parte bassa della graduatoria. Nel decennio successivo inizia a giocare Giacomo Bulgarelli, divenuto un simbolo dei Rossoblù.[21]

Il Bologna dello scudetto del 1963-1964

Nel campionato 1963-1964, cinque giocatori del Bologna — Pavinato, Fogli, Tumburus, Perani e Pascutti — sono trovati positivi dopo gli esami effettuati un mese prima in occasione del match con il Torino. I calciatori, l'allenatore e il medico Poggiali sono squalificati per 18 mesi ed il club penalizzato di tre punti.[22] Tuttavia, le controanalisi dimostrano l'innocenza dei tesserati: i tre punti sono restituiti e le squalifiche annullate, permettendo il riaggancio in vetta dei Rossoblù all'Inter.[22] Il campionato termina con le due squadre appaiate al primo posto: per la prima volta si rende necessario uno spareggio, da giocare a Roma.[23]

Pochi giorni prima, muore per infarto il presidente Dall'Ara, mentre sono in corso le discussioni con Moratti, presidente dell'Inter, sui dettagli per lo spareggio.[22] Il Bologna vince la sfida per 2-0, conquistando il settimo scudetto e prendendo parte per la prima volta alla Coppa Campioni. In seguito, la società alterna allenatori e presidenti fino a quando Edmondo Fabbri guida il Bologna al successo nella Coppa Italia e nella Coppa di Lega Italo-Inglese, entrambe conquistate nel 1970. Quattro anni dopo, il club supera il Palermo ai rigori e si aggiudica la sua seconda Coppa Italia. A inizio anni ottanta, i Rossoblù sono autori di una doppia retrocessione in Serie C1, alternandosi tra la prima e la seconda divisione verso la fine degli anni ottanta e l'inizio degli anni novanta. Nel 1993, il Bologna, retrocesso nuovamente in C1, fallisce ed è rifondato sotto la denominazione di "Bologna Football Club 1909", ripartendo proprio dal terzo livello calcistico.[24] Segue una rapida doppia promozione che riporta i Felsinei in Serie A e nelle competizioni europee, accogliendo i talenti di Roberto Baggio e Beppe Signori: nel corso della stagione 1998-1999 vince la Coppa Intertoto e raggiunge le semifinali di Coppa Italia[25] e di Coppa UEFA.[26]

Tra gli anni duemila e gli anni duemiladieci, il Bologna gioca tra la prima e la seconda divisione senza conseguire risultati di rilievo.

Cronistoria[modifica | modifica wikitesto]

Cronistoria del Bologna Football Club 1909[27]
  • 3 ottobre 1909 - fondazione del Bologna Football Club[5].


Terzo turno di Coppa Italia.

Mitropa Cup.svg Vince la Coppa dell'Europa Centrale (1º titolo).
Mitropa Cup.svg Vince la Coppa dell'Europa centrale (2º titolo).
  • 1934-1935 - 6º in Serie A. Al termine della stagione, scioltasi la Bologna Sportiva, il Bologna Sezione Calcio cambia la denominazione sociale in Bologna Associazione Giuoco del Calcio.
  • 1935-1936 - Scudetto.svg Campione d'Italia (3º titolo).
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa dell'Europa Centrale.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa dell'Europa Centrale.
Bologna chelsea 1937, il trofeo dell'expo di parigi4.png Vince il Torneo Internazionale dell'Expo Universale di Parigi.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia.
Semifinalista di Coppa dell'Europa Centrale.
Ottavi di finale di Coppa Italia.

Quarti di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Vince la Coppa Alta Italia.
Quarti di finale di Coppa Mitropa.
Semifinalista di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Partecipa alla Coppa Mitropa in rappresentanza dell'Italia.

Ottavi di finale di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
Mitropa Cup.svg Vince la Coppa Mitropa (3º titolo).
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Finalista di Coppa Mitropa.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Mitropa.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Primo turno della Coppa dei Campioni.
Semifinalista di Coppa Mitropa.
Primo turno di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa delle Fiere.
Gruppo finale di Coppa Italia.
Semifinalista di Coppa delle Fiere.
Gruppo finale di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa delle Fiere.
Finalista della Coppa delle Alpi.
Coccarda Coppa Italia.svg Vince la Coppa Italia (1º titolo).

Primo turno di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa delle Coppe.
Coppa di Lega Italo-Inglese.png Vince la Coppa di Lega Italo-Inglese (1º titolo).
Secondo turno di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa UEFA.
Secondo turno di Coppa Italia.
Fase a gironi della Coppa Mitropa.
Coccarda Coppa Italia.svg Vince la Coppa Italia (2º titolo).
Secondo turno di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa delle Coppe.
Primo turno di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.

Semifinalista di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie C.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Finalista della Coppa Mitropa.
Primo turno di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa UEFA.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
  • 18 giugno 1993 - La società Bologna Football Club fallisce ed il successivo 28 giugno rinasce come Bologna Football Club 1909 assorbendo deficit, titolo sportivo e ramo d'azienda[24].
  • 1993-1994 - 4º nel girone A della Serie C1.
Primo turno di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie C.
Primo turno di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia Serie C.
Semifinalista di Coppa Italia.
Semifinalista di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Intertoto.svg Vince la Coppa Intertoto (1º titolo).
Semifinalista di Coppa Italia.
Semifinalista di Coppa UEFA.
Ottavi di finale Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa UEFA.

Secondo turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Finalista di Coppa Intertoto.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
Terzo turno di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Terzo turno di Coppa Italia.

Ottavi di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Quarto turno di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
Terzo turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Terzo turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.

Colori e simboli[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Colori e simboli del Bologna Football Club 1909.

Colori[modifica | modifica wikitesto]

«La storia della maglia è la nostra: contiene i ricordi e le emozioni di ogni tifoso.[28]»

(Joey Saputo)
Una partita d'allenamento, nella stagione 1968-1969, fra titolari e riserve bolognesi; quest'ultime indossano una seconda divisa bianca con sbarra rossoblù.

La prima maglia del Bologna, nel 1909, era a quarti rossi e blu, riproducendo la divisa del collegio svizzero Schönberg di Rossbach. Nel 1910 il club si dissociò dal circolo e le maglie da gioco furono modificate con pali verticali rossoblù. Questo tipo di disegno è rimasto praticamente immutato nel tempo, tranne che per la variazione annuale nella larghezza delle bande.[28]

Un'importante eccezione fu quella del 1925: in quell'anno il Bologna vinse il suo primo scudetto indossando un'inedita maglia verde. Tale divisa fu scelta dall'allora dirigente Enrico Sabattini, per imitazione di quella del Rapid Vienna.[28] In realtà il cambio di divisa fu anche suggerito dal caldo, che in quei giorni di giugno si faceva particolarmente sentire; la nuova maglia perciò fu di cotone leggero verde scuro, con bordi e calzoncini neri.[28]

Nei decenni successivi la maglia verde fu alternata a quella bianca come seconda divisa. Il suo ultimo utilizzo risale agli anni ottanta. Nel 1934 la divisa verde fu indossata dalla Sampierdarenese in uno spareggio-promozione giocato contro il Bari sul campo neutro di Bologna: i liguri giocarono infatti con una muta di maglie verdi donata dal presidente del Bologna Dall'Ara, visto che entrambe le squadre si erano presentate in divisa bianca. A fine anni novanta, la prima maglia subì alcune leggere modifiche, come nelle stagioni 1998-1999 e 1999-2000, quando le strisce rossoblù più laterali — non quindi le due centrali — si dipartivano dal colletto invece che dalle spalle. Nella stagione 2000-2001 fu adottata una prima maglia con due sole larghe strisce, una rossa e una blu, con i bordi bianchi. Poche sono state le variazioni negli anni a seguire.[28]

Negli anni recenti è stata introdotta anche la terza maglia, destinata ad essere usata soprattutto nelle coppe europee, solitamente a sfondo giallo o dorato con profili rossoblù. Nella stagione 2011-2012 per questa maglia viene scelto il colore celeste, in omaggio alla nazionale dell'Uruguay.[28]

Simboli ufficiali[modifica | modifica wikitesto]

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione dello stemma
Lo stemma ai tempi del primo Bologna Football Club.
Il simbolo del Bologna Sezione Calcio.
Logo utilizzato durante la denominazione di Bologna Associazione Giuoco Calcio
Stemma societario del club utilizzato dalla rifondazione al 2018.
Il logo utilizzato dal 2018 con colori aggiornati.

Lo stemma riporta in alto, in bianco su sfondo blu, l'acronimo di "Bologna Football Club" (BFC) e l'anno di fondazione (1909). Sulla sinistra sono riportate le strisce con i colori sociali rossoblù, sulla destra è riportata una croce rossa bordata di blu su sfondo bianco che richiama la bandiera cittadina; tutto questo circondato da un bordo color platino.[29]

Inno[modifica | modifica wikitesto]

Il primo esempio di inno del Bologna calcio risale agli anni 30. Di questa canzone si sa molto poco, essendo stato scoperto casualmente nel 2011.[30] Solo negli anni Settanta si ritorna a parlare di canzoni del Bologna calcio; il brano "Alè Alè Forza Bologna" del quartetto Passarini fu la prima a venir suonata allo stadio, venendo poi sostituita nel 1976 con la canzone di Dino Sarti "Bologna campione" che venne trasmessa allo stadio nelle stagioni successive, ma successivamente venne abbandonato.[31]

I cantautori bolognesi Gianni Morandi, Andrea Mingardi, Lucio Dalla e Luca Carboni, autori dell'inno Le tue ali Bologna.

Dell'inno non se ne parlò più fino al 1988, con la canzone "Le tue ali Bologna" — conosciuta all'epoca più come "Tu sei forte Bologna" — scritta e cantata a quattro da Luca Carboni, Gianni Morandi, Andrea Mingardi e Lucio Dalla. Con il passare degli anni, anche Paolo Mengoli con la canzone "Il sogno continua" contribuì ad arricchire il repertorio di inni sul Bologna, ma fu un'altra canzone di Mingardi, "Cuore rossoblù", a venir scelta dalla società come canzone ufficiale, fino al 2012 quando ritornò a suonare allo stadio "Le tue ali Bologna", in seguito alla morte di Lucio Dalla, nel 2012.[30]

Mascotte[modifica | modifica wikitesto]

Nei primi anni della storia della società non esisteva una mascotte associata al Bologna. In seguito i tifosi decisero di adottare la figura del Dottor Balanzone, celebre maschera di Carnevale. Inizialmente però veniva raramente promossa dalla società.[32][33]

Nel corso degli anni 1980 venne utilizzata una mascotte chiamata Bally, diminutivo di "Balanzone".[34]

Strutture[modifica | modifica wikitesto]

Stadio[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Stadio Renato Dall'Ara, Stadio Sterlino e Prati di Caprara.
Bologna - Inter 0-1 giocata ai Prati di Caprara

Il primo stadio in cui ha giocato il Bologna fu i Prati di Caprara — negli omonimi giardini nella periferia della città — corrispondente alla zona dove sorge l'Ospedale Maggiore di Bologna. Questo luogo fu utilizzato per un anno fino al 1910, anno nel quale il campo avverso costrinse a cambiarlo per poter adattarlo alla Prima Categoria.[35] Dal 1910 al 1913 la squadra disputò le sue partite sul campo Cesoia, un campo recintato con steccati di legno e con spogliatoi per gli atleti ricavati da un'osteria ancora esistente.[35] A causa di una irregolarità delle tribune in legno i felsinei furono sfrattati e di conseguenza furono costretti a cambiare luogo di gioco.[35]

Nel 1913 i membri dell'allora Bologna Football Club, guidati da Rodolfo Minelli, decisero di accasarsi per disputare le proprie partite nello Stadio Sterlino. Il luogo si presentava come un campo spoglio e isolato, fu proprio il club ad addobbarlo a dovere e a costruire la prima tribuna principalmente costruita in ferro e lamiera. Nel corso del 1921 — dopo la fine della Grande guerra — la società ristrutturò e dotò di copertura la tribuna centrale dello stadio, sostituendo la lamiera con il cemento armato; costruì anche due gradinate (curve), di cui una coperta, e una tribuna popolare, ovvero i distinti dei giorni d'oggi.[35] La voglia di rinnovamento e il percepibile dislivello del campo di gioco portò nel 1927 all'abbandono dell'impianto.[35]

Lo Stadio Renato Dall'Ara visto dall'attuale settore ospiti.

Allo stesso tempo, in previsione dell'oramai vicino abbandono dello Sterlino, nel 1925[36], iniziarono i lavori per la costruzione del nuovo stadio che doveva ospitare la squadra. Nacque così nel 1927 lo Stadio Littoriale, nome scelto da Leandro Arpinati, ideatore del progetto, gerarca fascista bolognese e in quel periodo presidente della FIGC.[35][36] L'impianto venne considerato il "Primo vero stadio d'Italia" — sia per la capienza e per le funzioni polisportive — ma soprattutto perchè fu il primo stadio al mondo dotato di un impianto d'illuminazione notturna sul campo.[36] Dopo la scomparsa del fascismo il nome dello stadio tramutò semplicemente in Stadio Comunale di Bologna, conosciuto in città ancora più semplicemente come "il Comunale", dopo che di fatto divenne proprietà del comune di Bologna.[36] Nel 1983 l'impianto fu intitolato a Renato Dall'Ara, storico presidente rossoblù. La denominazione fu data proprio nel giorno dei venti anni dalla sua scomparsa.[35]

Nel 2009 si è deciso di intitolare la curva nord a Giacomo Bulgarelli[37], mentre nel 2017 la curva sud — già denominata "Curva San Luca" — ad Arpad Weisz.[38][39]

Centro di allenamento[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Centro tecnico Niccolò Galli.

Dal 1976 il Bologna si allena a Casteldebole.[40] Dal 30 maggio 2001 ha preso il nome di "Centro tecnico Niccolò Galli", in ricordo dell'ex giocatore rossoblu. Il centro si sviluppa su una superficie di circa 53 000 — se compresi anche i terreni circostanti di proprietà della società — ed è dotato di otto campi da calcio regolamentari, alcuni in erba naturale altri in erba sintetica, di cui 2 di recente costruzione. I due campi principali sono dotati di tribune e sono accessibili al pubblico. Dal 14 dicembre 2016 è di proprietà della stessa società sportiva.[41] Nel 2017 il centro si è ampliato con i due nuovi campi in erba sintetica, nuovi spogliatoi, una nuova palestra all'avanguardia ed è stato migliorato il campo principale.[40]

All'interno del centro è stata eretta una foresteria all'avanguardia, nella quale vengono ospitati tutti i ragazzi che appartengono al settore giovanile e che non abitano nella regione. Per i ragazzi di età maggiore — solitamente gli appartenenti alla Primavera — il Bologna ha a disposizione appartamenti situati nel quartiere denominato "Meridiana" del vicino territorio comunale di Casalecchio di Reno.[42]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Joey Saputo assume all'interno della società il ruolo di chairman e il "Bologna Football Club 1909 S.p.A." è gestito attraverso la BFC 1909 Lux Spv S.A. a sua volta di proprietà della BFC 1909 USA Spv LLC — società con cui Saputo ha interessi e localizzata negli Stati Uniti d'America — facente parte della Saputo Inc. Le società controllate dalla compagnia canadese sono azioniste del Bologna per il 99,93%. La restante parte è completata da vari soci che hanno acquisito piccole azioni della società.[43]

La sede del Bologna si trova all'interno del Centro tecnico Niccolò Galli dal 1976 — ovvero dall'inaugurazione del centro — al civico 10 di via Casteldebole. È anche presente una sede secondaria di minore dimensione situata in via Isonzo al civico 63.[44][45]

Organigramma societario[modifica | modifica wikitesto]

Dal sito internet ufficiale della società.[44]

Logo Bologna FC 2018.svg
Area amministrativa
  • Chairman: Joey Saputo
  • Presidente onorario: Giuseppe Gazzoni Frascara
  • Amministratore delegato: Claudio Fenucci
  • Consiglio di amministrazione: Joe Marsilii, Anthony Rizza
  • Collegio sindacale: Francesco Catenacci, Renato Santini, Massimo Tamburini
  • Segretario generale: Luca Befani
  • Amministrazione, finanza e controllo: Alessandro Gabrieli, Antonella Nicolini, Annalisa D'Amato, Roberta Dovesi, Marika Gagliardi
  • Head of marketing area: Christoph Winterling
  • Responsabile area comunicazione: Carlo Caliceti
  • Direttore sportivo: Riccardo Bigon
  • Responsabile scouting: Marco Zunino


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Logo Bologna FC 2018.svg
Cronologia degli sponsor tecnici
Logo Bologna FC 2018.svg
Cronologia degli sponsor ufficiali

Impegno nel sociale[modifica | modifica wikitesto]

L'11 aprile 2018 il Bologna ha fondato la prima scuola calcio per ragazzi disabili, dedicata a ragazzi e ragazze che presentano disabilità. Questo progetto benefico a opera della società felsinea è stato poi denominato dalla stessa società "BFC Senza Barriere"[73][74]. Questa speciale scuola calcio si allena e gioca le sue partite in palestre apposite o in certi casi sui lati del campo dello Stadio Dall'Ara prima delle gare in casa disputate dalla prima squadra[75].

Settore giovanile[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Palmarès del Bologna Football Club 1909 § Settore giovanile.

Tra tutti i titoli vinti dal settore giovanile rossoblù, esso vanta: 1 Campionato Berretti, 2 Campionati Allievi Nazionali, 1 Campionato Giovanissimi Nazionali e infine 1 Torneo di Viareggio.

Il settore giovanile del Bologna è formato da squadre che giocano nei campionati Primavera, Under 17, Under 16, Under 15, Giovanissimi regionali e interprovinciali — contro squadre delle province di Bologna, Ferrara e Modena dilettanti e di annata superiore — Under 13, Esordienti, Pulcini e Allievi Calcio a 5.[76] Le formazioni dalla Primavera fino all'Under 15 giocano nel campo "Cavina" di Bologna, mentre le altre squadre nei campi del "Centro Tecnico Niccolò Galli" o in altri campi minori di Bologna o comunque nella rispettiva città metropolitana.[77]

Per quanto riguarda la sezione Primavera, il miglior piazzamento dei Rossoblù è stato il sesto posto raggiunto nel campionato 2011-2012 e nel 2016-2017.[78] Dalla stagione 2018-2019 la squadra Primavera gioca nel campionato Primavera 2.[79]

In questa specifica stagione l'organigramma societario e tecnico del settore giovanile felsineo è così composto: Daniele Corazza ha il ruolo di responsabile del Settore Giovanile con Maurizio Rizzi come segretario dello stesso, Valerio Chiatti invece come Responsabile della Scuola Calcio. Il direttore sportivo della primavera rimane lo stesso della squadra in Serie A, ovvero Riccardo Bigon. Per quanto riguarda il settore tecnico l'ex rossoblù Emanuele Troise, Paolo Magnani, Denis Biavati e Francesco Morara sono rispettivamente gli allenatori di Primavera, Under-17, Under-16 e Under 15. Un altro ex — Gianluca Pagliuca — è il coordinatore dei preparatori dei portieri del settore giovanile, pur essendo lui stesso il preparatore dei portieri della Primavera.[80][81]

Sezione femminile[modifica | modifica wikitesto]

La sezione viene istituita su iniziativa dell'ex giocatrice Daniela Tavalazzi, che indossò a inizio carriera la maglia del Bologna femminile storico, club che non aveva alcuna attinenza con il club maschile. Dal 2010 entrata con un incarico dirigenziale[82], Tavalazzi decide di accettare l'incarico per seguire la propria scuola calcio, trovandovi un gruppo abbastanza numeroso per poter istituire una squadra Primavera, ottenendo dalla società la possibilità di realizzare un settore femminile affiliato. In qualche anno riesce a espandere il settore femminile arrivando nel 2015 ad allestire squadre giovanili interamente femminili in cinque diverse categorie, diventate nove all'inizio della stagione 2017-2018[83], alle quali si aggiunge una prima squadra che segue anche da allenatrice. La competitività del Bologna femminile cresce fino a conquistare la promozione nella Serie B nel campionato 2017-2018. In base alla riforma del campionato italiano di calcio femminile, la squadra venne retrocessa in Serie C e rein quanto furono retrocesse tutte le squadre classificate sotto il terzo posto. Prima dell'inizio della stagione 2018-2019 Tavalazzi lascia l'incarico di guidare la prima squadra a Eugenio Lanfranchi per passare alla Juniores.[84]

Diffusione nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Il Bologna, allora campione d’Italia, è stato la prima squadra di calcio italiana ospite di un programma televisivo, il 17 settembre 1939, nel programma Al cavallino baio, facente parte delle trasmissioni sperimentali dell’Eiar.[85]

Una scena di Comizi d'amore, documentario in cui vengono intervistati diversi giocatori del Bologna.

La squadra felsinea viene citata in diverse opere cinematografiche e televisive. Nel film Il sorpasso del 1962, Bruno Cortona (interpretato da Vittorio Gassman) incontrando un poliziotto bolognese fa riferimento alla squadra, indicandola come favorita per lo scudetto. Ne L'allenatore nel pallone del 1984, Oronzo Canà (Lino Banfi) viene scambiato per Ezio Pascutti, «la grande ala sinistra del Bologna degli anni '60», da Luciano Spinosi. Nel documentario Comizi d'amore del 1965, Pier Paolo Pasolini, notoriamente grande appassionato di calcio e tifoso della squadra, intervistava i calciatori rossoblù Mirko Pavinato, Giacomo Bulgarelli, Ezio Pascutti, William Negri, Carlo Furlanis. Nel 2012 Fabio Volo, per omaggiare Pasolini, girò il remake del documentario, intervistando questa volta i calciatori Cesare Natali, Saphir Taïder, Marco Motta e Panagiōtīs Kone.[86]

Lo scrittore Stefano Benni, nel suo primo libro Bar Sport del 1976, dedica un capitolo ad una trasferta al seguito del Bologna a Firenze; lo stesso episodio è citato nell'omonimo film del 2011 tratto dal libro.[87]

Nella prima puntata della terza stagione della serie televisiva L'ispettore Coliandro, il protagonista interpretato da Giampaolo Morelli è impiegato nel servizio d'ordine allo Stadio Renato Dall'Ara, con immagini della tifoseria riprese durante l'incontro Bologna-Lazio della stagione 2008-2009. Quella scena venne aspramente criticata da il gruppo dei Forever Ultras, poiché dipingeva gli stessi come delinquenti e persone non raccomandabili. Tutta la tifoseria si astenne dagli eventi legati agli ultras riprodotti nella fiction.[88]

Oltre agli inni scritti espressamente per la squadra da vari cantautori bolognesi, Luca Carboni fa riferimento alla «maglia del Bologna sette giorni su sette» nella canzone Silvia lo sai[89], pur non dedicata alla squadra.

Allenatori e presidenti[modifica | modifica wikitesto]

Allenatori[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Allenatori del Bologna Football Club 1909.
Felsner, l'allenatore felsineo più vincente e longevo.

In totale sono 70 i tecnici che hanno assunto il ruolo di allenatore del Bologna, di cui 4 hanno costituito una commissione tecnica e 5 hanno ricoperto il ruolo di direttore tecnico.[90]

Il primo allenatore della società, che aveva il ruolo di giocatore-allenatore, fu lo svizzero Louis Rauch, a quel tempo anche presidente e tra i fondatori del club;[91] il primo allenatore professionista di ruolo invece è stato l'austriaco Hermann Felsner, a guida della squadra dal 1920.[92]

Il record della carica da tecnico del Bologna più lunga appartiene sempre a Hermann Felsner, sulla panchina dei Rossoblù per 15 stagioni di cui 10 consecutive, dalla Prima Categoria 1920-21 alla Serie A 1930-31 e dalla Serie A 1938-39 alla Serie A 1941-42.[92] La seconda avventura più lunga è stabilita da tre allenatori: Cesarino Cervellati, Renzo Ulivieri e Bruno Pesaola; tutti sulla panchina bolognese per 6 stagioni.

Felsner fu anche l'allenatore più vincente della storia felsinea, grazie alle vittorie ottenute in tutte le sue stagioni al Bologna. Il tecnico austriaco portò in bacheca ben 4 scudetti, rispettivamente quello della stagione 1935-36, quello della stagione 1936-37, quello del 1938-39 e infine quello della stagione 1940-41.[91][92] Nessuno eguagliò questo record; lo sfiorò soltanto, con 3 trofei vinti, l'ungherese Árpád Weisz, che vinse 2 scudetti e inoltre il Torneo dell'Expo di Parigi, rispettivamente nella stagione 1935-36, nella stagione 1936-37 e nel 1937.[93]

Presidenti[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Presidenti del Bologna Football Club 1909.
Renato Dall'Ara, presidente del Bologna per 30 anni.

In 109 anni di storia del club felsineo, alla guida del Bologna si sono avvicendati in totale 35 presidenti, compresi quelli onorari, e un commissario straordinario. Il primo presidente del club fu Louis Rauch,[94] parte dei tre fondatori della società. Dal giugno 2015 il presidente del Bologna è Joey Saputo, che ha il ruolo di chairman.[95]

Il presidente più vincente della storia del Bologna è stato Renato Dall'Ara, che ha stabilito anche il record di longevità di un presidente rossoblu con i suoi 30 anni di dirigenza, infatti fu proprietario del club dal 1934 fino al 3 giugno del 1964, giorno della sua morte. Con Dall'Ara la società rossoblu vinse 5 Scudetti, 1 Coppa Mitropa, la Coppa Alta Italia e il Torneo Internazionale dell'Expo Universale di Parigi 1937, per un totale di 8 trofei.[96]

Dopo Dall'Ara, il presidente ad aver vinto più titoli è stato Gianni Bonaveri,[97] con 1 Scudetto e 2 Coppe Mitropa. Gli altri presidenti che occupano la seconda posizione nella classifica della longevità dei presidenti di tutta la storia della società furono Luciano Conti e Giuseppe Gazzoni Frascara, con 7 anni alla guida dei felsinei;[97] Gazzoni è stato anche l'ultimo presidente a vincere un trofeo: una Coppa Intertoto UEFA nel 1998.[98]

Calciatori[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Calciatori del Bologna Football Club 1909.
Harald Nielsen è il calciatore straniero con più reti segnate.

In totale sono 899 i calciatori ad essere scesi in campo con la maglia del Bologna a partire dall'anno di fondazione. La maggior parte di questi è di nazionalità italiana.[99] Gli ultimi due giocatori ad esordire — nella stessa partita — in maglia petroniana sono stati Roberto Soriano e Nicola Sansone il 12 gennaio del 2019 contro la Juventus in Coppa Italia.[100] Sono invece 469 i calciatori ad aver segnato almeno un gol in rossoblù,[101] ultimo di questi Danilo, entrato in questa lista con il gol segnato il 29 dicembre 2018 ai danni del Napoli.[102]

I calciatori italiani più rilevanti e rappresentativi della storia del Bologna sono Giacomo Bulgarelli[103] — il primatista di presenze[99]Angelo Schiavio[104] — primatista di reti[101] e campione del mondo nel 1934[105] — e Giuseppe Della Valle[106] — capitano dei felsinei per 11 stagioni. Sono rilevanti anche Eraldo Monzeglio — campione mondiale assieme a Schiavio — Amedeo Biavati,[107] Michele Andreolo e Carlo Ceresoli — tutti e tre vincitori del titolo mondiale nel 1938.[108] Successivamente sono diventati rappresentativi altri calciatori come Giuseppe Signori, Carlo Nervo, Gianluca Pagliuca[109] e Marco Di Vaio;[110] seppur militante una sola stagione nel Bologna, anche Roberto Baggio divenne uno dei simboli rossoblù.[111]

Per quanto riguarda i calciatori stranieri il danese Harald Nielsen[112] — miglior marcatore straniero[101] — il tedesco Helmut Haller[113] — primatista di presenze di calciatori stranieri[99] — e lo svedese Kennet Andersson — giocatore più presente con la propria nazionale al tempo della militanza nel Bologna.[114] Sono anche rilevanti Axel Pilmark, Fernando Pérez e Blerim Džemaili; essi sono gli unici capitani stranieri nella storia felsinea.[115][116]

Numeri ritirati[modifica | modifica wikitesto]

Il Bologna ha deciso di ritirare la maglia numero 27 indossata dal giovane difensore Niccolò Galli,[117] deceduto il 9 febbraio del 2001 a 17 anni in un incidente in motorino vicino al centro tecnico del Bologna, mentre tornava a casa dopo l'allenamento.[118]

Contributo alle Nazionali di calcio[modifica | modifica wikitesto]

Nazionale Italiana[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Bologna Football Club 1909 e Nazionale di calcio dell'Italia.
Giacomo Bulgarelli è il giocatore più presente in Nazionale Italiana indossando la maglia del Bologna.

Sono stati 54 i giocatori convocati in Nazionale maggiore, per un totale di 379 presenze e 61 reti segnate; questo posiziona il Bologna al 7° posto della classifica dei club italiani che hanno fornito più calciatori alla Nazionale. Il primo giocatore felsineo con una presenza in Nazionale è Emilio Badini, sceso in campo nella partita contro la Norvegia. Fu anche il primo marcatore bolognese in azzurro[119]. Il calciatore più presente in nazionale militando nel Bologna è Giacomo Bulgarelli con 29 presenze, mentre i migliori marcatori sono Amedeo Biavati ed Ezio Pascutti, a parimerito.[120][121]
I calciatori che hanno assunto il titolo di campione del mondo militando nel Bologna sono cinque. Angelo Schiavio ed Eraldo Monzeglio trionfarono nei mondiali del 1934 in Italia;[105] invece nel campionato del mondo 1938 in Francia, furono vincitori del titolo i Rossoblù Amedeo Biavati, Michele Andreolo e Carlo Ceresoli.[108] I giocatori del Bologna che hanno vinto un campionato europeo sono due: Giacomo Bulgarelli e Aristide Guarneri, tutti e 2 trionfanti nell'europeo del 1968 in Italia.[122]
Altri piazzamenti degni di nota ottenuti sono tre: il secondo posto di Alessandro Diamanti all'Europeo 2012[123] e il terzo posto sempre di Diamanti e anche di Alberto Gilardino nella Confederations Cup 2013.[124]

Altre Nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Kennet Andersson è il giocatore con più presenze nella propria Nazionale militando nel Bologna.

In totale sono 17 le Nazionali europee in cui hanno giocato almeno una partita giocatori militanti nel Bologna, le presenze totali sono 307, mentre i giocatori che hanno fatto almeno una presenza sono 30. La Nazionale con più presenze di giocatori felsinei è quella della Grecia, con 71 presenze totali e con 16 presenze di un solo giocatore, limite fissato da Vangelis Moras. La seconda nazione per presenze invece è la Svezia, con un totale di 62 presenze di cui 26 di Kennet Andersson. Al terzo posto si piazza la Svizzera, contante 29 presenze in totale con Kubilay Türkyilmaz che ha fissato il limite di un solo giocatore a un totale di 16 presenze.[114]

Le reti segnate in totale, invece, sono 35, segnate rispettivamente da 13 giocatori diversi. La nazionale con il maggior numero di reti segnate da calciatori rossoblù è la Svizzera, avente ben 9 reti segnate da 2 diversi giocatori, con record stabilito da Kubilay Türkyilmaz, 6 reti. La seconda nazione per gol segnati è invece la Grecia, con 7 reti segnate in totale, di cui 3 di Vasilīs Torosidīs, capocannoniere della nazionale contando i gol realizzati in periodo di militanza bolognese.[114]

Di seguito l'elenco dei giocatori presenti con la propria nazionale europea militando nel Bologna, in grassetto i giocatori attualmente in forza al club. Tra parentesi le presenze e le eventuali reti segnate.[114]

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Palmarès del Bologna Football Club 1909.

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Il capitano bolognese Giacomo Bulgarelli con la Coppa Italia vinta nel 1974.
1924-1925, 1928-1929, 1935-1936, 1936-1937, 1938-1939, 1940-1941, 1963-1964
1946
1969-1970, 1973-1974
1987-1988, 1995-1996

Competizioni interregionali[modifica | modifica wikitesto]

1994-1995 (girone A)

Competizioni internazionali[modifica | modifica wikitesto]

1932, 1934, 1961
1937
1970
1998

Statistiche e record[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Statistiche e record del Bologna Football Club 1909 e Bologna Football Club 1909 nelle competizioni internazionali.

Partecipazione ai campionati[modifica | modifica wikitesto]

Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Prima Categoria 7 1910-1911 1920-1921 88
Prima Divisione 5 1921-1922 1925-1926
Divisione Nazionale 4 1926-1927 1945-1946
Serie A 72 1929-1930 2018-2019
Serie B 12 1982-1983 2014-2015 12
Serie C1 3 1983-1984 1994-1995 3

In 103 stagioni sportive a partire dall'esordio a livello nazionale del 1910-1911.

Partecipazione alle coppe nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Competizione Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Coppa Italia 71 1926-27 2018-19 75
Coppa Alta Italia 1 1945-1946
Coppa Italia Serie C 3 1983-84 1994-95

Partecipazione alle competizioni UEFA[modifica | modifica wikitesto]

Competizione UEFA Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Coppa dei Campioni d'Europa / Champions League 1 1964-1965 9
Coppa delle Coppe 2 1970-1971 1974-1975
Coppa UEFA / Europa League 4 1971-1972 1999-2000
Coppa Intertoto 2 1998 2002

Statistiche di squadra[modifica | modifica wikitesto]

Il Bologna dello scudetto nel 1964, unica stagione di apparizione del Bologna in Champions League.

Il Bologna ha disputato, nel corso della sua storia, 103 stagioni sportive, partecipando in ambito professionistico a 72 campionati di Serie A, 12 di Serie B e 3 di Serie C, cui si aggiungono gli antichi primi campionati a gironi interregionali. Ha vinto per 7 volte il campionato italiano, giungendo seconda in 6 tornei e terza in 7. Si trovano al nono posto nella Classifica perpetua della Serie A dal 1929, che tiene conto di tutte le squadre di calcio che hanno militato nella massima serie nazionale almeno una volta. A livello di coppe nazionali, il Bologna ha vinto 2 volte la Coppa Italia, disputando appunto 2 finali di tale torneo.

La vittoria in campionato con il maggior scarto fu un 8-0 a Bologna contro la Triestina, il 3 gennaio 1932 nella Serie A 1931-1932, mentre la sconfitta più netta in Serie A fu invece un 8-2, subìto il 21 novembre 1948 dalla Lazio. In ben altre occasioni il Bologna è stato battuto con uno scarto di 6 reti: contro l'Inter il 21 maggio 1989, contro il Milan il 12 maggio 1991, ancora la Lazio il 5 maggio 2013 e due volte il Napoli: il 19 aprile 2016 ed il 4 febbraio 2017.[126]

Il Bologna vanta inoltre 26 stagioni disputate nelle coppe internazionali; di esse, solo una è relativa alla Coppe dei Campioni/Champions League e 4 a Coppe UEFA/Europa League; la coppa europea con più presenze è la Coppa Mitropa con 8 stagioni ed è quella con il maggior numero di trofei europei vinti dalla società rossoblu. Oltre a questi, vanta il Torneo Internazionale dell'Expo Universale di Parigi, una Coppa di Lega Italo-Inglese e una Coppa Intertoto. La prima e ultima volta che ha partecipato alla Champions League è stato nella stagione 1964-1965, uscendo al primo turno contro l'Anderlecht dopo il lancio della monetina a seguito del risultato di parità nello spareggio. L'ultima volta in Coppa Uefa è stato invece nella stagione 1999-2000, venendo fermata dal Galatasaray ai sedicesimi di finale.[127]

La vittoria nelle coppe internazionali con il maggior scarto fu un 5-1 contro il Teplice il 31 luglio 2002 nell'Intertoto; questo è anche il risultato con più reti nella storia del Bologna nelle coppe europee. In Coppa UEFA invece la vittoria più alta fu contro il Betis Siviglia il 24 novembre 1998 in Coppa UEFA con il risultato di 4-1.[128]

Statistiche individuali[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito i primatisti di presenze e reti in tutte le competizioni ufficiali.[99][101]

Logo Bologna FC 2018.svg
Record di presenze
Logo Bologna FC 2018.svg
Record di reti

Tifoseria[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il tifo rossoblù allo stadio Renato Dall'Ara in una coreografia nel campionato 2016-17.

Per le partite casalinghe la tifoseria organizzata si riunisce nella curva nord, dal 2009 intitolata a Giacomo Bulgarelli.[129] La curva era in precedenza denominata "Andrea Costa", dal nome della via prospiciente quel lato dello stadio. Dalla stagione 2017-18 è presente un ristretto gruppo di tifosi del Settore Ostile Curva Sud nella curva sud, che proprio nel 2017 viene intitolata ad Arpad Weisz, denominata anche curva "San Luca", a causa della direzione verso il Santuario della Madonna di San Luca.[129] I gruppi principali sono: Forever Ultras Bologna 1974[130], Vecchia Guardia 1974[130], Freak Boys 1986[130], Mai Domi, ControTendenza Bologna 2004, Settore Ostile, Sorvegliati Speciali[130], Cappottati[130], Fedelissimi e Zola Ingnuranta.

Secondo il sondaggio del 2010 dell'"Istituto Demos & Pi", pubblicato su La Repubblica, il Bologna risulta essere l'ottava squadra per numero di tifosi in italia. Il numero di tifosi della squadra è stato approssimato a più di 600 mila sostenitori circa, corrispondente all'1,7% del campione intervistato.[131]

Gemellaggi e rivalità[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Derby dell'Appennino e Derby calcistici in Emilia-Romagna.
Vecchio gemellaggio con la tifoseria della Roma.

L'unico gemellaggio riconosciuto da tutta la curva, ma portato avanti da Forever Ultras e Freak Boys, è con gli ultras del Ravenna nato negli anni 80.[132] I Forever Ultras e Freak Boys hanno inoltre un'amicizia dal 2008 con gli ultras tedeschi del Bochum e con il gruppo di Viareggio Ultras Figthers Viareggio dal 2005. Il gruppo Beata Gioventù-Settore Ostile è quello con il maggior numero di amicizie: molto sentite sono quelle con il gruppo ultras “E.A.M.” (Estranei Alla Massa) della Nocerina e con la tifoseria organizzata di Siena[133] e Avellino.[134] Con la Spal vi era un feroce odio negli anni 90 ma è forte il legame che da alcuni anni lega i gruppi dell’area-Mods e i gruppi del Vecchio Astra Spal.[135] Negli anni 80 e 90 i gemellaggi e le amicizie erano molto più numerosi: i più sentiti erano quelli con Milan[136], Roma[137] e Napoli,[138] con cui adesso vi è un'accesa rivalità.

La rivalità più sentita è quella contro la Fiorentina (con cui il Bologna disputa il cosiddetto Derby dell'Appennino), nato per motivi storico-geografici.[139] La rivalità peggiorò dopo gli incidenti del 18 giugno 1989, quando il treno coi tifosi emiliani diretti in Toscana subì un agguato da parte dei fiorentini nei pressi della stazione di Firenze, culminato con il lancio di una molotov che esplose all'interno di un vagone provocando il ferimento di diversi tifosi rossoblù e lo sfiguramento di un minorenne.[140] Oltre ai già citati casi di Roma, Milan e Napoli, altre rivalità altrettanto sentite sono quelle con i corregionali del Modena,[141] Cesena[142] e Parma,[143] con la Sampdoria,[144] l'Hellas Verona,[145][146] l'Inter,[147][148] e l'Olympique Marsiglia,[149] a seguito di gravi incidenti tra le due tifoserie accaduti durante la semifinale di andata di Coppa UEFA a Marsiglia,[150] e in quella di ritorno giocata a Bologna, in cui rimasero coinvolti molti tra calciatori, dirigenti e tifosi di entrambe le squadre,[151] che costò l'eliminazione dei Rossoblù dalla competizione. Con la Juventus la rivalità è legata specialmente al caso Calciopoli.[152] Nel corso degli anni ci furono scontri anche con i tifosi di Spezia,[153] Torino,[154][155] Cagliari,[156] Norimberga[157] e Livorno.[158]

Organico[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Bologna Football Club 1909 2018-2019.

Rosa 2018-2019[modifica | modifica wikitesto]

Ruoli e numerazione, tratti dal sito web ufficiale della società, aggiornati al 2 gennaio 2019.[159]

N. Ruolo Giocatore
1 Brasile P Angelo da Costa
3 Costa Rica D Giancarlo González
4 Francia D Sebastian De Maio
5 Cile C Erick Pulgar
6 Argentina D Nehuén Paz
7 Italia A Riccardo Orsolini
8 Ungheria C Ádám Nagy
9 Paraguay A Federico Santander
10 Italia A Nicola Sansone
11 Rep. Ceca C Ladislav Krejčí
14 Italia D Federico Mattiello
15 Senegal D Ibrahima Mbaye
16 Italia C Andrea Poli
17 Ghana C Godfred Donsah
18 Svezia D Filip Helander
N. Ruolo Giocatore
19 Colombia A Juan Manuel Valencia
21 Italia C Roberto Soriano
22 Italia A Mattia Destro
23 Brasile D Danilo
24 Argentina A Rodrigo Palacio
25 Italia D Gabriele Corbo
28 Polonia P Łukasz Skorupski
29 Italia P Antonio Santurro
30 Nigeria A Orji Okwonkwo
31 Svizzera C Blerim Džemaili Captain sports.svg
32 Svezia C Mattias Svanberg
33 Italia D Arturo Calabresi
35 Paesi Bassi D Mitchell Dijks
91 Italia A Diego Falcinelli
99 Brasile P Caio Vinicius Pirana

Staff tecnico[modifica | modifica wikitesto]

Dal sito Internet ufficiale della società.[159]

Logo Bologna FC 2018.svg
Staff dell'area tecnica
Staff tecnico
  • Italia Filippo Inzaghi - Allenatore
  • Italia Maurizio D'Angelo - Allenatore in seconda
  • Italia Duccio Innocenti - Collaboratore tecnico
  • Italia Luca Bucci - Preparatore dei portieri
  • Italia Luca Alimonta - Preparatore atletico
  • Italia Daniele Cenci - Preparatore atletico
  • Italia Stefano Pasquali - Preparatore atletico
  • Italia Nicolò Prandelli - Preparatore atletico
  • Italia Simone Baggio - Video analista

Staff medico
  • Italia Luca Bini - Medico sociale
  • Italia Gianni Nanni - Medico sociale
  • Italia Giovanbattista Sisca - Medico sociale
  • Italia Luca Govoni - Fisioterapista
  • Italia Luca Ghelli - Fisioterapista
  • Italia Simone Spelorzi - Fisioterapista
  • Italia Carmelo Sposato - Fisioterapista

Staff organizzativo
  • Italia Tommaso Fini - Team & Club Manager[160]
  • Italia Matteo Campagna - Magazziniere
  • Italia Nicola Capelli - Magazziniere
  • Italia Davide Nicolini - Magazziniere

Note[modifica | modifica wikitesto]

Esplicative[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Articolo di Bruno Roghi, da La Domenica Sportiva del 1930: «Il «Bologna» 1924-25, l'anno del titolo. La squadra è un modello di armonia, di eleganza, di stile. [...] La sua vittoria, più che un gesto della forza e una manifestazione della potenza, è un atto di intelligenza. La tecnica – quella tecnica che dovrebbe in sostanza tradursi in un'arida applicazione di canoni fissi a un gioco supremamente immaginoso qual è il gioco del calcio – è intesa dalla squadra felsinea come un elisir di misteriosa fattura che conferisce ai movimenti sincroni dei reparti il ritmo che è musica, e conferisce altresì alle geometrie dei goals l'evidenza irresistibile che traduce in arte il lavoro che fanno i piedi con una sfera di cuoio. Il «Bologna» 1924-25 è uno schermidore di fioretto, sintesi atletica di astuzia, di leggerezza, di fulmineità, di talento».

Bibliografiche[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Serie A Bologna-Milan, formazioni ufficiali e diretta dalle 20.30. Dove vederla in tv, su corrieredellosport.it. URL consultato il 31 dicembre 2018.
  2. ^ Napoli-Bologna 3-2: Milik e Mertens risolvono il rebus rossoblù, su repubblica.it, 29 dicembre 2018. URL consultato il 31 dicembre 2018.
  3. ^ Antonio Ioppolo, Bologna-Lazio: precedenti, statistiche e curiosità, su mondosportivo.it, 3 marzo 2017. URL consultato il 31 dicembre 2018.
  4. ^ a b Bologna F.C. 1909 S.p.A., su transfermarkt.it. URL consultato il 2 novembre 2018.
  5. ^ a b La nascita del Bologna, su bolognafc.it. URL consultato il 2 novembre 2018.
  6. ^ Graduatoria IFFHS 19.9.2009, su iffhs.de. URL consultato il 6 maggio 2009.
  7. ^ Storica Giunta Nazionale a Bologna. Malagò: qui c'è tradizione sportiva, perdonateci per il ritardo, su coni.it. URL consultato il 31 dicembre 2018.
  8. ^ 1932, su bolognafc.it, 18 aprile 2016. URL consultato il 31 dicembre 2018.
  9. ^ #OnThisDay: 25 agosto 1998, la vittoria in Coppa Intertoto, su bolognafc.it. URL consultato il 3 settembre 2018.
  10. ^ Coppa di Lega Italo-Inglese 1970, su bolognafc.it. URL consultato il 28 dicembre 2018.
  11. ^ 1937, su bolognafc.it, 18 aprile 2016. URL consultato il 31 dicembre 2018.
  12. ^ Il Bologna non gioca più in Paradiso, in la Repubblica. URL consultato il 3 settembre 2018.
  13. ^ La fondazione, su enciclopediadelcalcio.com. URL consultato il 19ottobre 2008 (archiviato dall'url originale il 18 marzo 2008).
  14. ^ Chiesa
  15. ^ Il primo scudetto, su bolognafc.it. URL consultato il 29 dicembre 2018.
  16. ^ Lo scudetto delle pistole, su ilgiornale.it, 9 maggio 2007. URL consultato il 21 novembre 2014.
  17. ^ Come a Vienna si giudicano squadre, dirigenti, giocatori e arbitri, in La Stampa, 1º gennaio 1933. URL consultato il 6 gennaio 2016.
  18. ^ I magnifici anni Trenta, su bolognafc.it.
  19. ^ L'uomo che costruì il Bologna che faceva tremare il mondo, su enciclopediadelcalcio.com. URL consultato il 18 ottobre 2008 (archiviato dall'url originale il 18 marzo 2008).
  20. ^ Bologna 1° Coppa Alta Italia, su museodellosportbologna.it. URL consultato il 28 dicembre 2018.
  21. ^ Bagnati
  22. ^ a b c Il settimo ed ultimo scudetto ( di quella mitica stagione si ricordano anche le vittorie contro il Milan e la Juventus , entrambe per 2-1 , nel girone d'andata ), su enciclopediadelcalcio.com. URL consultato il 19 ottobre 2008 (archiviato dall'url originale il 18 marzo 2008).
  23. ^ Chiesa
  24. ^ a b Fallimento del Bologna FC, su bibliotecasalaborsa.it, 29 dicembre 2018.
  25. ^ Fiorentina quanti affanni. Ma Batistuta dà la scossa, in la Repubblica. URL consultato il 13 ottobre 2012.
  26. ^ Rigore fatale, poi la rissa. Sfuma il sogno di Mazzone, in la Repubblica. URL consultato il 13 ottobre 2012.
  27. ^ Tutte le partite, su bolognafc.it. URL consultato il 10 giugno 2018.
  28. ^ a b c d e f Bertuzzi, Monti, p. 1.
  29. ^ Il Bologna si rifà il look: ecco il nuovo logo, le maglie e il main sponsor Liu Jo, su bologna.repubblica.it. URL consultato il 1º novembre 2018.
  30. ^ a b Bologna fc, l'inno ritrovato grazie agli archivi di Youtube, su bologna.repubblica.it.
  31. ^ L’annosa e irrisolta questione dell’inno del Bologna, su repubblica.it.
  32. ^ FIDASS 1936 (prima produzione della casa dolciaria), su gianfrancoronchi.net.
  33. ^ FIDASS 1950 figurine Bologna FC, su gianfrancoronchi.net.
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  36. ^ a b c d Quercioli
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  38. ^ Stadio Renato Dall'Ara, la curva sud è stata intitolata ad Arpad Weisz, su comune.bologna.it. URL consultato il 30 ottobre 2018.
  39. ^ Stadio Dall'Ara, inaugurata la curva dedicata ad Arpad Weisz, su bolognatoday.it. URL consultato il 30 ottobre 2018.
  40. ^ a b Casteldebole, il centro tecnico sarà migliorato e ampliato, su corrieredibologna.corriere.it.
  41. ^ Bologna, acquistato il centro sportivo di Casteldebole, su marcobellinazzo.blog.ilsole24ore.com, 14 dicembre 2016. URL consultato il 14 dicembre 2016.
  42. ^ IL BOLOGNA HA INAUGURATO LA NUOVA ALA DEL CENTRO TECNICO NICCOLÒ GALLI A CASTELDEBOLE, su sportbusinessmanagement.it. URL consultato il 30 dicembre 2018.
  43. ^ (EN) Bologna FC team suffered a €28.4 mn loss in June 2015, before climbing back to the top league, su italy24.ilsole24ore.com. URL consultato il 24 dicembre 2018.
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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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