Bologna Football Club 1909

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Bologna FC 1909
Calcio Football pictogram.svg
Logo Bologna FC 2018.svg
Felsinei, Rossoblù, Veltri, Petroniani[1][2]
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Trasferta
Colori sociali Rosso e Blu (Strisce) con croce Rosso e Giallo.svg Rosso e blu
Inno Le tue ali Bologna
Luca Carboni, Gianni Morandi, Andrea Mingardi e Lucio Dalla
Dati societari
Città Bologna
Nazione Italia Italia
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Italy.svg FIGC
Campionato Serie A
Fondazione 1909
Rifondazione1993
Presidente Canada Joey Saputo
Allenatore Italia Filippo Inzaghi
Stadio Renato Dall'Ara
(36 462 posti)
Sito web www.bolognafc.it
Palmarès
ScudettoScudettoScudettoScudettoScudettoScudettoScudetto Coppa ItaliaCoppa Italia Coppa Intertoto
Scudetti 7
Titoli nazionali 2 Campionati di Serie B
Trofei nazionali 2 Coppe Italia
Trofei internazionali 1 Coppe Intertoto
3 Mitropa Cup
1 Coppa di Lega Italo-Inglese
1 Torneo Internazionale dell'Expo Universale di Parigi 1937
Soccerball current event.svg Stagione in corso
Si invita a seguire il modello di voce

Il Bologna Football Club 1909, comunemente noto come Bologna, è una società calcistica italiana per azioni fondata il 3 ottobre del 1909, nell'omonimo capoluogo emiliano. La squadra nella stagione 2018-2019 milita in Serie A, massimo livello della piramide calcistica italiana, per il quarto anno consecutivo. Ha partecipato a 72 campionati di Serie A su 87, piazzandosi al nono posto nella classifica del maggior numero di presenze delle formazioni nella massima categoria italiana. Occupa il 53º posto del ranking delle migliori squadre del XX secolo, ottava italiana, dell'IFFHS.[3] Secondo la FIGC è il club con l'ottava miglior tradizione sportiva in Italia.

Tra i club più blasonati d'Italia, vanta 7 titoli di campione d'Italia, due Coppe Italia e una Coppa Alta Italia. In ambito internazionale, il Bologna fu la prima squadra italiana a vincere un trofeo continentale, nel 1932: la Coppa dell'Europa Centrale;[4] tra gli altri successi fuori dai confini nazionali, i rossoblù annoverano una Coppa Intertoto,[5] una Coppa di Lega Italo-Inglese e il Torneo Internazionale dell'Expo Universale di Parigi 1937. Presente in 15 campionati della massima serie pre girone unico, suddivisi tra Prima Categoria, Prima Divisione e Divisione Nazionale, e in 72 campionati di Serie A, vanta in totale 88 presenze nella massima divisione nazionale, dal campionato 1910-1911 al 2018-2019. Il Bologna detiene il singolare record di due scudetti vinti allo spareggio, contro il Torino, e uno contro l'Inter.[6]

Nato come Bologna Football Club, fallì nel 1993 e fu ricostituito societariamente con il nome attuale dopo aver riacquisito i diritti e il titolo sportivo del vecchio sodalizio.[7] La maglia di gioco è a strisce verticali alternate di colore rosso e blu. Dal 1927 la squadra disputa le proprie gare interne nello Stadio Renato Dall'Ara (nato come Stadio del Littoriale e chiamato, dal dopoguerra fino al 1983, Stadio Comunale), il quale può ospitare 30.000 spettatori.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Storia del Bologna Football Club 1909.
Louis Rauch, odontoiatra svizzero, fu il primo presidente del Bologna F.C.

Il Bologna Football Club fu fondato domenica 3 ottobre 1909 presso la birreria Ronzani in Via Spaderie, come "sezione per le esercitazioni di sport in campo aperto" del Circolo Turistico Bolognese.[8][9] Venne eletto presidente Louis Rauch, un odontoiatra svizzero, mentre vicepresidente fu Guido Della Valle e capitano Arrigo Gradi. L'iniziativa determinante era però stata quella di un giovane di origine boema, Emilio Arnstein, che aveva già fondato a Trieste il Black Star Football Club. Nell'inverno del 1910 il Bologna Football Club si rese autonomo separandosi dal Circolo Turistico. Il disegno delle maglie, inizialmente a quadri, fu modificato passando alle strisce verticali, tenendo invariati gli originari rosso e blu.

Prima formazione del Bologna F.C. con Arrigo Gradi e Antonio Bernabéu, due tra i fondatori del club.

Dopo la vittoria nel Campionato Emiliano, il Bologna si iscrisse alla Prima Categoria 1910-1911, il campionato di massima serie.[8] Contemporaneamente la società trasferì il campo di gioco prima alla Cesoia il 26 febbraio 1911, poi allo Sterlino.[8] Furono gli anni dell'esordio in rosso-blu di Angelo Badini ed Emilio Badini (primo giocatore del Bologna a vestire la maglia azzurra della Nazionale), fratelli di origine bolognese nati in Argentina. Anche nei tre campionati successivi la squadra emiliana non riuscì a qualificarsi alla Fase Nazionale del Nord Italia. La prima guerra mondiale interruppe l'attività ufficiale del calcio, e si giocarono solo amichevoli e piccoli tornei.

Il 1920 fu una svolta storica per il Bologna: venne ingaggiato per la prima volta un allenatore professionista. La scelta cadde su Hermann Felsner. L'allenatore austriaco si rivelò un autentico maestro e la squadra, ricca di nuovi giovani talenti, fece il salto di qualità che la portò ad essere una protagonista assoluta del campionato italiano. Dopo la sconfitta nella finale del Prima Categoria 1920-1921 con la Pro Vercelli, nel 1922 ci fu l'esordio in squadra di Angelo Schiavio.

La formazione del Bologna Campione d'Italia nel 1924-1925.

Dopo un'altra finale di Lega Nord persa nel 1924 con il Genoa, nella stagione 1924-1925 arrivò il primo scudetto della storia del Bologna, quello che fu definito lo Scudetto delle pistole[10][11][12]. L'avversario in finale di Lega Nord, ancora il Genoa, venne sconfitto solo al quinto incontro, disputato a Milano a porte chiuse per evitare incidenti tra le tifoserie. La finalissima con l'Alba Roma, vincitrice della Lega Sud, fu solo una formalità, causa il divario tecnico tra squadre settentrionali e meridionali: due nette vittorie portarono per la prima volta il titolo italiano nella città felsinea. Nello stesso periodo iniziò la costruzione del nuovo Stadio del Littoriale, atto ad ospitare un maggior numero di spettatori, impianto inaugurato nel 1926. A metà degli anni venti il Bologna era una delle più forti in Italia. Nel 1929, lo scudetto tornò in Emilia dopo soli quattro anni: giocatori di quella grande squadra erano il portiere Mario Gianni, il terzino sinistro Felice Gasperi, la mezz'ala Bernardo Perin e gli attaccanti Giuseppe Della Valle e il già citato Angelo Schiavio.

Angelo Schiavio, quarto realizzatore di tutti i tempi nella storia del campionato italiano (pre e post girone unico).

Nel 1929-1930 arrivarono nuovi giocatori dal Sud America, tre grandi campioni provenienti dall'Uruguay: Francesco Fedullo, Raffaele Sansone, e Michele Andreolo; assieme a loro gli italiani Carlo Reguzzoni, grande ala sinistra, Eraldo Monzeglio e Mario Montesanto. Guidata in panchina dall'ungherese Lelovich, subentrato a Felsner nel gennaio 1931, la squadra conquistò la Coppa Europa Centrale 1932, ripetendo l'impresa nel 1934. In questo periodo, secondo gli addetti ai lavori, il Bologna era una delle squadre migliori al mondo.[13] Nel 1934 arrivò la nomina prima a commissario straordinario e poi a presidente di Renato Dall'Ara, industriale reggiano che otterrà grandi risultati nella sua trentennale presidenza del club. Nel 1934 intanto la Nazionale italiana si laureò campione del mondo grazie ad un gol proprio di Angelo Schiavio in finale; con il campionato 1935-1936 iniziò un periodo d'oro per i bolognesi: ben due scudetti di fila nel biennio 1935-1937, un altro nel campionato 1938-1939, ed un Trofeo dell'Esposizione vinto a Parigi nel 1937 con un 4-1 sul Chelsea in finale; il Bologna divenne così la prima squadra italiana a sconfiggere una squadra inglese in un torneo internazionale. Quel gruppo, guidato da Árpád Weisz prima e di nuovo da Felsner poi, divenne noto come "lo squadrone che tremare il mondo fa".[14] Il club continuò ad essere protagonista anche a livello europeo, arrivando nel 1939 in semifinale in Coppa dell'Europa Centrale. Gli anni trenta si chiusero con uno scudetto sfumato all'ultima giornata contro l'Ambrosiana-Inter di Annibale Frossi, nel campionato 1939-1940.

Dopo le grandi vittorie degli anni trenta, il nuovo decennio iniziò nei migliore dei modi: il campionato 1940-1941 si svolse ancora nel segno del duello tra Bologna e Ambrosiana-Inter, ma questa volta la spuntarono i rossoblù guidati ancora dal "mago" Felsner. Fu il sesto scudetto del Bologna. Dopo questi anni d'oro, seguirono però campionati meno positivi: il Bologna si piazzò quasi sempre dietro le squadre dell'asse Milano-Torino. In squadra, comunque, trovarono posto grandi giocatori come Gino Cappello, autentico artista del calcio - per lui Dall'Ara arrivò a sacrificare "testina d'oro" Puricelli, ceduto al Milan -, István Mike Mayer, poderoso attaccante della nazionale ungherese dal tiro al fulmicotone, e il giovane Cesarino Cervellati, ala destra tutto dribbling e fantasia, futura bandiera del club. Nel 1945-1946, il Bologna allenato da József Viola vinse la Coppa Alta Italia. Fu il secondo trofeo vinto negli anni quaranta.

Il decennio cominciò con un buon settimo posto nel 1950-1951, ma l'annata successiva fu tragica: il Bologna arrivò sedicesimo, un solo punto in più della retrocessa Lucchese, peggiore piazzamento nella storia del Bologna Football Club. Dall'Ara cambiò tutto ingaggiando l'allenatore Giuseppe Viani e sfoltendo un po' la rosa. Della squadra che aveva sfiorato la retrocessione rimasero solo l'uruguagio José García, il roccioso difensore Dino Ballacci, i due danesi Jensen e Pilmark, Cesarino Cervellati e Cappello. Gli anni cinquanta sono stati un decennio dove il Bologna era una delle squadre più solide della serie A, ma senza i mezzi per poter fare il salto di qualità e conquistare il settimo scudetto. I piazzamenti infatti furono tutti nelle prime cinque posizioni. Il decennio si chiuse con il quinto posto nel 1959-1960, ma soprattutto si affacciò in prima squadra colui destinato a diventare il simbolo e la bandiera del Bologna: Giacomo Bulgarelli.

Il tecnico Fulvio Bernardini a quattrocchi con il danese Harald Nielsen e il tedesco Helmut Haller.

Agli inizi degli anni sessanta, con l'arrivo di Fulvio Bernardini, già allenatore della Fiorentina campione d'Italia 1955-1956, agli affermati Ezio Pascutti, Francesco Janich e Mirko Pavinato si aggiunsero i giovani Giacomo Bulgarelli, Romano Fogli e Paride Tumburus. Il regista tedesco occidentale Helmut Haller e il giovane centravanti danese Harald Nielsen completavano la rosa della squadra. La stagione Serie A 1962-1963 cominciò all'insegna del bel gioco, al punto da far esclamare all'allenatore rossoblù, al termine della partita vinta 7-1 sul Modena (quinta giornata): «Così si gioca solo in Paradiso!». Nello stesso torneo Ezio Pascutti stabilì un record segnando consecutivamente per le prime 10 giornate (12 gol). Alla fine però sarà ancora quarto posto.[15] Il campionato 1963-1964 fu quello prima del caso doping e poi quello dell'agognato scudetto. Cinque giocatori (Pavinato, Fogli, Tumburus, Perani e Pascutti) vennero trovati positivi dopo gli esami effettuati un mese prima in occasione del match con il Torino. I giocatori, l'allenatore e il medico Poggiali vennero squalificati per 18 mesi ed il club penalizzato di tre punti.[16] Le controanalisi dimostrarono però l'innocenza dei giocatori: i tre punti vennero restituiti e le squalifiche annullate, permettendo il riaggancio in vetta dei rossoblù all'Inter.[16] Il campionato finì così con le due squadre appaiate al primo posto: per la prima volta si rese necessario uno spareggio, da giocare a Roma il 7 giugno 1964.

Il Bologna del 1964 in posa con le maglie scudettate

Il 3 giugno morì improvvisamente per infarto il presidente Renato Dall'Ara, mentre erano in corso le discussioni con Moratti, presidente dell'Inter, sui dettagli per lo spareggio.[16] Il Bologna vinse la sfida per 2-0 con reti di Fogli e Harald Nielsen, conquistando il settimo scudetto. L'annata successiva la squadra partecipò alla Coppa dei Campioni 1964-1965 ma fu subito eliminata al turno preliminare contro l'Anderlecht, risolto a favore dei belgi per lancio della monetina. Nel 1965 con Luis Carniglia in panchina si raggiunse il secondo posto e il terzo nella stagione successiva. Si alternarono gli allenatori (tra i quali Gipo Viani e l'ex rossoblù Cesarino Cervellati) e i presidenti, finché nel 1969 venne chiamato ad allenare la squadra Edmondo Fabbri. Al primo anno l'ex CT della Nazionale italiana conquistò la Coppa Italia: nella partita decisiva la squadra sconfisse il Torino con doppietta di Giuseppe Savoldi chiudendo al primo posto nel girone finale con un punto sui granata (9 a 8).

Giuseppe Savoldi, 140 reti in maglia rossoblù.

Nelle stagioni successive la squadra continuò a non raggiungere le posizioni di vetta, chiudendo tra il 1971 e il 1974 rispettivamente al quinto, undicesimo, settimo e nono posto. Nel 1973-1974 i rossoblù, capitanati ancora da Giacomo Bulgarelli, il quale chiuderà la sua carriera un anno dopo, conquistarono la loro seconda Coppa Italia battendo ai rigori il Palermo nella finale di Roma. L'allenatore di quella squadra era Bruno Pesaola, subentrato nel 1972 a Fabbri. Nel 1975 chiuse la sua carriera Bulgarelli, bandiera della squadra per ben 16 stagioni. La sua eredità fu raccolta da Eraldo Pecci, centrocampista di regia cresciuto nel vivaio. Il centravanti Giuseppe Savoldi, sempre nell'estate 1975, venne ceduto al Napoli per la cifra record di due miliardi,[8] mentre lo stesso Pecci fu ceduto al Torino. Le stagioni successive furono tutte caratterizzate da piazzamenti mai oltre il settimo posto. Dopo una serie di stagioni tra il 5° e l’8º posto iniziarono i brividi, con salvezze in extremis di cui era artefice Cesarino Cervellati, chiamato spesso a risollevare le sorti del Bologna quando tutto sembrava ormai compromesso, come nel 1978-79 quando si salvò all'ultima giornata, nell'ultima uscita di un altro elemento simbolo dopo Bulgarelli: il terzino Tazio Roversi.[17]

Roberto Mancini fece il suo esordio in Serie A con la maglia rossoblù

Il campionato 1979-1980 vide la squadra chiudere all'ottavo posto in classifica. Rimasta però coinvolta nella vicenda di calcioscommesse, venne punita con una penalizzazione di 5 punti da scontare nel campionato successivo. Nonostante questa, i felsinei, con in panca l'allenatore Luigi Radice, terminarono in settima posizione Nel campionato 1981-1982, la squadra rossoblù retrocesse per la prima volta nella sua storia in Serie B. Unico fattore degno di nota in quella stagione fu l'esordio in serie A, il 13 settembre 1981, del sedicenne Roberto Mancini, il quale giocò tutte e 30 le partite stagionali segnando 9 reti, miglior marcatore della squadra. Nel 1982, dopo solo un anno da professionista, Mancini venne ceduto alla Sampdoria per 4 miliardi di lire. La prima storica annata in Serie B del Bologna fu anch'essa molto negativa: terminato il torneo al diciottesimo posto, retrocesse in Serie C1, scendendo così di due categorie in due anni. La promozione arrivò l'anno successivo, ma in B il Bologna ci rimase per quattro stagioni, guidati dall'allenatore Luigi Maifredi e dal presidente Luigi Corioni. Nella Serie A 1988-1989, dopo un inizio difficile, il Bologna raggiunse la salvezza, ma in quella successiva Maifredi condusse la squadra alla qualificazione alle coppe europee grazie all'ottavo posto.

Il campionato 1990-1991 iniziò con soli due punti nelle prime sei giornate e con il conseguente esonero di Franco Scoglio, arrivato a sostituire Maifredi, passato alla Juventus. Il ritorno in panchina di Luigi Radice non fu sufficiente e la squadra retrocesse nuovamente in Serie B. Gli unici risultati positivi della stagione arrivarono dalla Coppa UEFA, in cui i rossoblù sfiorarono le semifinali. Nei quarti la squadra dovette arrendersi allo Sporting Clube de Portugal, poi eliminato in semifinale dall'Inter. La successiva stagione in Serie B venne chiusa solo al tredicesimo posto, mentre quella seguente si rivelò drammatica. Dopo il disimpegno dei soci Wanderlingh e Gruppioni, rimase al timone del Bologna Piero Gnudi, con la "consulenza" del presidente del Foggia Pasquale Casillo. L'organico del 1992-1993 affrontò una stagione in cui Eugenio Bersellini fu esonerato dopo la sconfitta contro l'Ascoli venendo sostituito prima da Aldo Cerantola e poi da Romano Fogli; il Bologna terminò la stagione in diciottesima posizione, che comportò la seconda retrocessione in Serie C1 in undici campionati. Il 19 giugno 1993 lo storico Bologna Football Club andò incontro al fallimento, già rischiato più volte a stagione in corso a causa della messa in mora della società per vecchie pendenze e mensilità non pagate. Dalla sentenza del tribunale la società fu rifondata alla fine di giugno sotto la denominazione Bologna Football Club 1909: all'asta fallimentare per l'acquisto Giuseppe Gazzoni Frascara alla testa di un gruppo di imprenditori locali ottenne la proprietà del club, riuscendo a garantire l'iscrizione al successivo campionato di Serie C1 con un ambizioso progetto di rilancio. Il nuovo presidente Gazzoni Frascara scelse come allenatore Alberto Zaccheroni e come direttore sportivo Eraldo Pecci.

La formazione petroniana che ottenne il ritorno in Serie A nella stagione 1995-1996

Dopo un primo anno deludente dove la squadra rimase nella terza serie, In due anni il Bologna raggiunse due primi posti di fila, centrare la promozione in Serie A nella stagione 1995-1996. L'europa arrivò anch'essa due anni dopo con la partecipazione alla Coppa Intertoto, valida per l'ingresso in Coppa UEFA; fu l'unica stagione in maglia rossoblù di Roberto Baggio, autore di ben 22 reti e terzo nella classifica marcatori di Serie A. Nell'estate 1998, ceduto Baggio all'Inter, venne acquistato un altro attaccante di prestigio: Giuseppe Signori, tre volte capocannoniere della serie A. Anche Ulivieri lasciò, per accasarsi al Napoli; in panchina sedette Carlo Mazzone. La squadra vinse la Coppa Intertoto, qualificandosi dunque per la Coppa UEFA 1998-1999. In quella stagione la squadra eliminò in successione Sporting, Real Betis, Slavia Praga e Olympique Lione, prima di arrendersi in semifinale contro l'Olympique Marsiglia, in una doppia sfida molto combattuta e controversa.[18][19] Anche in Coppa Italia i rossoblù uscirono in semifinale, ancora in maniera contestata per mano della Fiorentina.[20]

L'incerto inizio della stagione 2001-2002 vede alcune contestazioni da parte della tifoseria nei confronti della dirigenza, relative alla campagna acquisti. Questo fatto induce Gazzoni Frascara a dare le dimissioni da presidente ed a nominare al suo posto Renato Cipollini, suo uomo di fiducia. L'annata è comunque positiva e la squadra lotta fino all'ultimo per un posto importante in Europa: all'ultima giornata, però, la sconfitta in casa del Brescia esclude la squadra sia dalla Champions League che dalla Coppa UEFA, qualificandosi per la Coppa Intertoto dove però il Bologna viene sconfitto in finale contro gli inglesi del Fulham. Nelle successive due stagioni il Bologna resta fuori dall'Europa. A fine stagione 2003-2004 Giuseppe Signori annuncia l'addio al calcio italiano, dopo 344 partite in A e ben 188 gol, inclusi tre titoli di capocannoniere del campionato. L'annata 2004-2005 è inizialmente positiva, per poi crollare nel girone di ritorno. Al termine della stagione la squadra si ritrova, in coabitazione con Fiorentina e Parma, a quota 42 punti. Per la classifica avulsa sono le due emiliane a doversi giocare la salvezza, con un doppio spareggio: nella gara di andata al Tardini di Parma è il Bologna a imporsi, per 1-0, mentre in quella di ritorno il Parma espugna il Dall'Ara per 0-2, determinando la retrocessione dei rossoblù in Serie B. Dopo le prime giornate del campionato 2005-2006 Gazzoni Frascara esce di scena cedendo la sua quota all'imprenditore bolognese Alfredo Cazzola, che diventa socio di maggioranza e nuovo presidente. Il Bologna resterà in B per tre anni, dopo aver mancato per due volte i playoff promozione.

Festa in Piazza Maggiore dopo la promozione del 2008

L'agognata promozione, grazie al secondo posto dietro al ChievoVerona, arriva nel campionato 2007-2008 con il tecnico cesenate Daniele Arrigoni. Riportato il Bologna in serie A, Cazzola trova l'accordo per venderlo al socio di minoranza Renzo Menarini, che il 2 agosto 2008 ufficializza l'acquisto. Francesca Menarini, figlia di Renzo, diventa la nuova presidente del Bologna. Confermato Arrigoni, durante il girone d'andata viene esonerato e sostituito dal debuttante Siniša Mihajlović,[21] il quale viene a sua volta sollevato dall'incarico a metà girone di ritorno e sostituito da Giuseppe Papadopulo.[22] Il 31 maggio 2009, grazie al successo sul Catania, il Bologna si assicura la quart'ultima piazza del campionato, e di conseguenza la permanenza nella massima serie. La stagione è caratterizzata dalla straordinaria prolificità del centravanti Marco Di Vaio, autore di 24 reti. Nella stagione calcistica 2009-2010 il Bologna festeggia il centesimo anniversario della propria fondazione. Vengono organizzate varie manifestazioni e mostre, numerose sono le iniziative editoriali. I festeggiamenti culminano nel Gran Galà del centenario nella notte del 2 ottobre 2009. Nella successiva partita contro il Genoa del 4 ottobre il Bologna, per deroga della federazione, indossa una riproduzione fedele della sua prima divisa ufficiale. Nonostante i festeggiamenti la stagione calcistica non parte bene e dopo 9 giornate l'allenatore Papadopulo viene esonerato e la guida tecnica affidata a Franco Colomba, bolognese di adozione. La squadra ha un grande recupero, a cui fa seguito una nuova crisi di risultati, ma la salvezza viene comunque raggiunta alla penultima giornata e la squadra si piazza di nuovo 17ª.

A fine campionato la famiglia Menarini, contestata dalla piazza e dalla tifoseria, intavola varie trattative finalizzate alla vendita della società e trova un accordo con l'imprenditore sardo Sergio Porcedda, il quale il 7 luglio 2010 assume la carica di presidente. Viene invece inizialmente confermato l'intero staff tecnico, ma il 29 agosto, alla vigilia della prima di campionato, l'allenatore Franco Colomba viene esonerato[23] e sostituito con Alberto Malesani. La gestione Porcedda, pur avendo dato corso ad un profondo rinnovamento e ringiovanimento del parco giocatori, dopo pochi mesi si rivela totalmente insolvente sul piano finanziario, al punto da causare una penalizzazione di tre punti, da scontare nel campionato in corso, per inadempienze finanziarie. A metà novembre la società dichiara default. Dopo difficili trattative una cordata di imprenditori bolognesi, organizzata dal banchiere Giovanni Consorte e capitanata da Massimo Zanetti, proprietario della Segafredo, riesce a dicembre a rilevare interamente le quote della società da Porcedda e Menarini. Massimo Zanetti è il nuovo presidente e il cantante Gianni Morandi, che partecipa alla cordata, viene nominato presidente onorario. La presidenza di Zanetti è però di brevissima durata: il 21 gennaio 2011, in disaccordo con alcuni soci, rimette la carica, che viene assunta dal vicepresidente Marco Pavignani. La presidenza di Pavignani è dichiaratamente di transizione ed il 7 aprile 2011, eseguite le necessarie ricapitalizzazioni societarie, in accordo coi soci viene nominato presidente l'imprenditore bolognese Albano Guaraldi, che il 21 maggio 2011 assume anche la carica di amministratore delegato. In questa situazione societaria di straordinaria incertezza la squadra realizza un buon campionato, compattandosi intorno al proprio allenatore Malesani ed al cannoniere Marco Di Vaio, autore di 19 reti. Nonostante il buon andamento la squadra conclude la stagione al 16º posto. Per la stagione successiva viene scelto come nuovo allenatore Pierpaolo Bisoli che viene sostituito dopo cinque giornate di campionato da Stefano Pioli.[24] Sotto la sua conduzione la squadra in due stagioni conquista matematicamente la salvezza; il primo anno terminando in 9° posizione, miglior piazzamento dal 2002, e in 13° posizione. L'anno dopo i rossoblù hanno una stagione travagliata culminata con l'esonero di Stefano Pioli sostituito da Davide Ballardini. Dopo la sconfitta casalinga per 1-2 contro il Catania alla penultima giornata, il Bologna retrocede, facendo ritorno in B dopo 6 stagioni in massima serie. In seguito alla retrocessione, per il campionato di calcio Serie B 2014-2015 il Bologna affida la panchina al tecnico uruguaiano Diego López.

Una formazione della stagione 2016-2017

Ancora prima dell'inizio ufficiale della stagione 2014-2015 il club affronta numerose difficoltà economiche, faticando nel riuscire a pagare l'iscrizione stessa al campionato cadetto. Il 21 agosto 2014 il Club ritarda il pagamento federale dell'Irpef andando incontro ad una penalizzazione in campionato.[25][26] Nei primi giorni di settembre viene resa pubblica la trattativa di compravendita del club da parte di una cordata americana guidata dall'avvocato newyorkese Joe Tacopina, già intenzionato a comprare il club nell'estate 2008, e dal magnate canadese Joey Saputo, proprietario del Montreal Impact. La trattativa pare definitivamente sfumata il 25 settembre quando l'ex presidente rossoblù e azionista di minoranza Massimo Zanetti annuncia la sua volontà di ricapitalizzare le casse del club felsineo, per diventarne così azionista di maggioranza.[27] La proposta di Zanetti viene però rifiutata il 9 ottobre, in seguito all'avvenuta accettazione del C.d.A. del Bologna Calcio di una nuova contro-proposta di acquisto del club da parte della cordata americana di Tacopina,[28] che il 15 ottobre diventa il terzo presidente straniero nella storia del Bologna.[29]. Il 17 novembre, con l'insediamento del nuovo C.d.A., l'ex patron rossoblù Giuseppe Gazzoni Frascara viene nominato presidente onorario del club. A dicembre 2014 Joey Saputo diventa azionista di maggioranza della società assumendo la carica di chairman.[30] Nella Serie B 2014-2015 il Bologna, dopo aver esonerato Diego Lopez e concluso il campionato al quarto posto, conquista con il nuovo tecnico Delio Rossi la promozione in serie A ai play-off superando in finale il Pescara con un doppio pareggio (0-0 a Pescara, e 1-1 al Dall'Ara) grazie al miglior piazzamento in classifica. Il 20 settembre 2015, a causa del rapporto sempre più teso con Saputo, Joe Tacopina si dimette da presidente e dal consiglio di amministrazione del club.[31] La stagione del ritorno in massima serie vede un inizio difficile in cui viene esonerato il tecnico Delio Rossi e sostituito da Roberto Donadoni; la squadra risale concludendo la stagione al 14º posto salvandosi. Dopo tre stagioni sulla panchina del Bologna il tecnico Roberto Donadoni non viene confermato alla guida della prima squadra per l'anno 2018-2019. Viene sostituito da Filippo Inzaghi.[32]

Cronistoria[modifica | modifica wikitesto]

Cronistoria del Bologna Football Club 1909[33]
  • 3 ottobre 1909 - fondazione del Bologna Football Club.


Terzo turno di Coppa Italia.

Mitropa Cup.svg Vince la Coppa dell'Europa Centrale (1º titolo).
Mitropa Cup.svg Vince la Coppa dell'Europa centrale (2º titolo).
  • 1934-1935 - 6º in Serie A. Al termine della stagione, scioltasi la Bologna Sportiva, il Bologna Sezione Calcio cambia la denominazione sociale in Bologna Associazione Giuoco del Calcio.
  • 1935-1936 - Scudetto.svg Campione d'Italia (3º titolo).
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa dell'Europa Centrale.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa dell'Europa Centrale.
Bologna chelsea 1937, il trofeo dell'expo di parigi4.png Vince il Torneo Internazionale dell'Expo Universale di Parigi.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia.
Semifinalista di Coppa dell'Europa Centrale.
Ottavi di finale di Coppa Italia.

Quarti di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Vince la Coppa Alta Italia.
Quarti di finale di Coppa Mitropa.
Semifinalista di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Partecipa alla Coppa Mitropa in rappresentanza dell'Italia.

Ottavi di finale di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
Mitropa Cup.svg Vince la Coppa Mitropa (3º titolo).
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Finalista di Coppa Mitropa.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Mitropa.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Primo turno della Coppa dei Campioni.
Semifinalista di Coppa Mitropa.
Primo turno di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa delle Fiere.
Gruppo finale di Coppa Italia.
Semifinalista di Coppa delle Fiere.
Gruppo finale di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa delle Fiere.
Finalista della Coppa delle Alpi.
Coccarda Coppa Italia.svg Vince la Coppa Italia (1º titolo).

Primo turno di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa delle Coppe.
Coppa di Lega Italo-Inglese.png Vince la Coppa di Lega Italo-Inglese (1º titolo).
Secondo turno di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa UEFA.
Secondo turno di Coppa Italia.
Fase a gironi della Coppa Mitropa.
Coccarda Coppa Italia.svg Vince la Coppa Italia (2º titolo).
Secondo turno di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa delle Coppe.
Primo turno di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.

Semifinalista di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie C.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Finalista della Coppa Mitropa.
Primo turno di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa UEFA.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
  • 18 giugno 1993 - La società Bologna Football Club fallisce ed il successivo 28 giugno rinasce come Bologna Football Club 1909 assorbendo deficit, titolo sportivo e ramo d'azienda[34].
  • 1993-1994 - 4º nel girone A della Serie C1.
Primo turno di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie C.
Primo turno di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia Serie C.
Semifinalista di Coppa Italia.
Semifinalista di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Intertoto.svg Vince la Coppa Intertoto (1º titolo).
Semifinalista di Coppa Italia.
Semifinalista di Coppa UEFA.
Ottavi di finale Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa UEFA.

Secondo turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Finalista di Coppa Intertoto.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
Terzo turno di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Terzo turno di Coppa Italia.

Ottavi di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Quarto turno di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
Terzo turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Terzo turno di Coppa Italia.
Partecipa alla Coppa Italia.

Colori e simboli[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Colori e simboli del Bologna Football Club 1909.

Colori[modifica | modifica wikitesto]

«La storia della maglia è la nostra: contiene i ricordi e le emozioni di ogni tifoso. Forza Bologna![35]»

(Joey Saputo)
Una partita d'allenamento, nella stagione 1968-1969, fra titolari e riserve bolognesi; quest'ultime indossano una seconda divisa bianca con sbarra rossoblù.

La prima maglia del Bologna, nel 1909, era a quarti rossi e blu, riproducendo la divisa del collegio svizzero Schönberg di Rossbach[36]. Nel 1910 il club si dissociò dal circolo e le maglie da gioco furono modificate con pali verticali rossoblù. Questo tipo di disegno è rimasto praticamente immutato nel tempo, tranne che per la variazione annuale nella larghezza delle bande.

Un'importante eccezione fu quella del 1925: in quell'anno il Bologna vinse il suo primo scudetto indossando un'inedita maglia verde. Tale divisa fu scelta dall'allora dirigente Enrico Sabattini, per imitazione di quella del Rapid Vienna[37]. In realtà il cambio di divisa fu anche suggerito dal caldo, che in quei giorni di giugno si faceva particolarmente sentire; la nuova maglia perciò fu di cotone leggero verde scuro, con bordi e calzoncini neri.

Nei decenni successivi la maglia verde fu alternata a quella bianca come seconda divisa. Il suo ultimo utilizzo risale agli anni ottanta. Nel 1934 la divisa verde fu indossata dalla Sampierdarenese in uno spareggio-promozione giocato contro il Bari sul campo neutro di Bologna: i liguri giocarono infatti con una muta di maglie verdi donata dal presidente del Bologna Dall'Ara, visto che entrambe le squadre si erano presentate in divisa bianca. A fine anni novanta, la prima maglia subì alcune leggere modifiche, come nelle stagioni 1998-1999 e 1999-2000, quando le strisce rossoblù più laterali (non quindi le due centrali) si dipartivano dal colletto invece che dalle spalle. Nella stagione 2000-2001 fu adottata una prima maglia con due sole larghe strisce, una rossa e una blu, con i bordi bianchi. Poche sono state le variazioni negli anni a seguire.

Negli anni recenti è stata introdotta anche la terza maglia, destinata ad essere usata soprattutto nelle coppe europee, solitamente a sfondo giallo o dorato con profili rossoblù. Nella stagione 2011-2012 per questa maglia viene scelto il colore celeste, in omaggio alla nazionale dell'Uruguay.

Simboli ufficiali[modifica | modifica wikitesto]

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione dello stemma
Lo stemma ai tempi del primo Bologna Football Club.
Il simbolo del Bologna Sezione Calcio.
Il logo del centenario nel 2009.

Lo stemma riporta in alto, in bianco su sfondo blu, le iniziali di Bologna Football Club (BFC) e l'anno di fondazione (1909). Sulla sinistra sono riportate le strisce con i colori sociali rossoblù, sulla destra è riportata una croce rossa bordata di blu su sfondo bianco che richiama la bandiera cittadina; tutto questo circondato da un bordo color platino.

Inno[modifica | modifica wikitesto]

Il primo esempio di inno del Bologna calcio risale agli anni 30. Di questa canzone si sa molto poco, essendo stato scoperto casualmente nel 2011.[38] Solo negli anni Settanta si ritorna a parlare di canzoni del Bologna calcio; il brano Alè Alè Forza Bologna del quartetto Passarini fu la prima a venir suonata allo stadio, venendo poi sostituita nel 1976 con la canzone di Dino Sarti Bologna campione che venne trasmessa allo stadio nelle stagioni successive, ma successivamente venne abbandonato.[39]

I cantautori bolognesi Gianni Morandi, Andrea Mingardi, Lucio Dalla e Luca Carboni, autori dell'inno Le tue ali Bologna.

Dell'inno non se ne parlò più fino al 1988, con la canzone Le tue ali Bologna, scritta e cantata a quattro da Luca Carboni, Gianni Morandi, Andrea Mingardi e Lucio Dalla. Con il passare degli anni, anche Paolo Mengoli con la canzone Il sogno continua contribuì ad arricchire il repertorio di inni sul Bologna, ma fu un'altra canzone di Mingardi, Cuore rossoblù, a venir scelta dalla società come canzone ufficiale, fino al 2012 quando ritornò a suonare allo stadio Le tue ali Bologna, in seguito alla morte di Lucio Dalla.[38]

Mascotte[modifica | modifica wikitesto]

Nei primi anni della storia della società non esisteva una mascotte associata al Bologna. In seguito i tifosi decisero di adottare la figura del Dottor Balanzone, celebre maschera di Carnevale. Inizialmente però veniva raramente promossa dalla società.[40][41]

Questa scelta della società di non legarsi a nessun simbolo cambiò nella stagione 1981-82, quando comparve per la prima volta nelle partite in casa il personaggio Bally.[42] Il personaggio però venne accantonato alla fine della stagione.

Strutture[modifica | modifica wikitesto]

Stadio[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Stadio Renato Dall'Ara, Stadio Sterlino e Prati di Caprara.
Lo stadio visto dal settore ospiti.

Centro di allenamento[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Centro tecnico Niccolò Galli.

Dal 1976 il Bologna si allena al di Casteldebole.[43] Dal 30 maggio 2001 ha preso il nome di "Centro tecnico Niccolò Galli", in ricordo dell'ex giocatore rossoblu. Dal 14 dicembre 2016 è di proprietà della stessa società sportiva.[44]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Organigramma societario[modifica | modifica wikitesto]

Dal sito internet ufficiale della società.[45]

Marco Di Vaio, dal 2018 ha il ruolo di Responsabile dello Scouting nella società.
Logo Bologna FC 2018.svg
Staff dell'area amministrativa
  • Canada Joey Saputo - Chairman
  • Italia Giuseppe Gazzoni Frascara - Presidente onorario
  • Italia Claudio Fenucci - Amministratore delegato
  • Stati Uniti Joe Marsilii - Consigliere
  • Stati Uniti Anthony Rizza - Consigliere
  • Italia Francesco Catenacci - Presidente Collegio Sindacale
  • Italia Renato Santini - Collegio Sindacale
  • Italia Massimo Tamburini - Collegio Sindacale
  • Italia Luca Befani - Segretario generale
  • Italia Daniel Maurizi - Segretario sportivo
  • Italia Federica Orlandi - Responsabile Segreteria organizzativa
  • Italia Paolo Mazzitelli - Segreteria organizzativa
  • Italia Simona Verdecchia Tovoli - Ufficio acquisti
  • Italia Riccardo Bigon - Direttore sportivo
  • Italia Marco Di Vaio - Responsabile Scouting[46][47]
  • Italia Tommaso Fini - Team & Club Manager[47][48]
  • Italia Daniele Corazza - Responsabile Settore Giovanile
  • Italia Maurizio Rizzi - Segreteria Settore Giovanile
  • Italia Valerio Chiatti - Responsabile Scuola Calcio
  • Italia Alessandro Gabrieli - Direttore Amministrazione, Finanza e Controllo
  • Italia Antonella Nicolini - Amministrazione
  • Italia Annalisa D'Amato - Amministrazione
  • Italia Roberta Dovesi - Amministrazione
  • Italia Marika Gagliardi - Amministrazione
  • Italia Daniela Fortini - Gestione personale
  • Italia Giuseppe Maselli - Gestione personale
  • Germania Christoph Winterling - Direttore area marketing
  • Italia Lorenzo Barale - Head of Sponsorship
  • Italia Andrea Battacchi - Sponsorship Sales Manager
  • Italia Enrico Forni - Hospitality Sales Manager
  • Italia Tommaso Giaretta - Head of Merchandising and Licensing
  • Italia Federica Furlan - Marketing
  • Italia Chiara Targa - Marketing
  • Italia Francesca Natali - Kid's Area
  • Italia Valentina Mura - Call center Biglietteria
  • Italia Riccardo Simione - Call center Biglietteria
  • Italia Mirco Sandoni - Stadium Manager
  • Italia Roberto Tassi - Responsabile e Delegato sicurezza
  • Italia Fabrizio Fieni - Vice-Delegato sicurezza
  • Italia Massimo Gabrielli - Responsabile biglietteria
  • Italia Nadia Guidotti - Biglietteria
  • Egitto Azzedine Bouidra - Manutenzione Stadio Dall'Ara
  • Italia Maurizio Savi - Custode Stadio Dall'Ara
  • Italia Matteo Molinari - Centralino
  • Italia Claudia Magnani - Centralino
  • Italia Gianpaolo Benni - Servizi logistici e trasporti
  • Italia Giudo Cassanelli - Servizi logistici e trasporti
  • Italia Debora Roncarati - Lavanderia
  • Italia Rita Gandolfi - Lavanderia
  • Italia Carlo Caliceti - Responsabile area comunicazione
  • Italia Federico Frassinella - Ufficio Stampa Sportivo
  • Italia Gloria Gardini - Ufficio Stampa Istituzionale
  • Italia Claudio Maria Cioffi - Web tv
  • Italia Gianluca Ciraolo - Web tv

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Logo Bologna FC 2018.svg
Cronologia degli sponsor tecnici
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Cronologia degli sponsor ufficiali

Impegno nel sociale[modifica | modifica wikitesto]

L'11 aprile 2018 il Bologna ha fondato la prima scuola calcio per ragazzi disabili, dedicata a ragazzi e ragazze che presentano disabilità, questo progetto benefico a opera della società felsinea è stato poi denominato dalla stassa società BFC Senza Barriere.[84][85][86]

Settore giovanile[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Palmarès del Bologna Football Club 1909 § Settore giovanile.

Il settore giovanile del Bologna è formato da squadre che giocano nei campionati Primavera, Under 17, Under 16, Under 15, Giovanissimi regionali e interprovinciali (interprovinciali Bologna-Ferrara-Modena con squadre dilettanti di annata superiore), Under 13, Esordienti, Pulcini e Allievi Calcio a 5.[87] Le formazioni dalla Primavera all'Under 15 giocano nel campo "Cavina" di Bologna, mentre le altre squadre nei campi del "Centro Tecnico Niccolò Galli" o in altri campi minori di Bologna e provincia.

Dalla stagione 2018-2019 la squadra Primavera gioca nella Primavera 2.

Dal sito Internet ufficiale della società.[88][89]

Logo Bologna FC 2018.svg
Settore giovanile
Organigramma
  • Italia Daniele Corazza - Responsabile Settore Giovanile
  • Italia Maurizio Rizzi - Segretario Settore Giovanile
  • Italia Valerio Chiatti - Responsabile Scuola Calcio
  • Italia Marco Di Vaio - Responsabile Scouting

Area tecnica
  • Italia Riccardo Bigon - Direttore sportivo Primavera
  • Italia Emanuele Troise - Allenatore Primavera
  • Italia Paolo Magnani - Allenatore Under-17
  • Italia Denis Biavati - Allenatore Under-16
  • Italia Francesco Morara - Allenatore Under-15
  • Italia Gianluca Pagliuca - Coordinatore preparatori dei portieri

Sezione femminile[modifica | modifica wikitesto]

La sezione viene istituita su iniziativa dell'ex giocatrice Daniela Tavalazzi, che indossò a inizio carriera la maglia del Bologna femminile storico ma che non aveva alcuna attinenza con il club maschile. Dal 2010 entrata con un incarico dirigenziale[90], Tavalazzi decide di accettare l'incarico per seguire la propria scuola calcio, trovandovi un gruppo di quattordici ragazzine, abbastanza numeroso per poter istituire una squadra "quasi" Primavera, ottenendo dalla società la possibilità di realizzare un settore femminile affiliato. In qualche anno riesce a espandere il settore femminile arrivando nel 2015 ad allestire squadre giovanili interamente femminili in cinque diverse categorie, diventate nove all'inizio della stagione 2017-2018[91], alle quali si aggiunge una prima squadra che segue anche da allenatrice.[92][93] La competitività del Bologna femminile cresce fino a conquistare la promozione dalla Serie C regionale alla Serie B nel campionato 2017-2018. Iscritta nel girone C, al termine del campionato pur contando su un organico giovanissimo riesce a concludere al 12º posto, ininfluente per puntare ad un nuovo salto di categoria che comunque, in base alla riforma del campionato italiano di calcio femminile, trasforma la Serie B in un campionato nazionale a girone unico e retrocede tutte le squadre classificate sotto il terzo posto alla nuova Serie C nazionale. Prima dell'inizio della stagione 2018-2019 Tavalazzi lascia l'incarico di guidare la prima squadra a Eugenio Lanfranchi per passare alla Juniores mentre l'organico viene rinforzato da alcune calciatrici d'esperienza.[94]

Il Bologna nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Il Bologna, allora campione d’Italia, è stato la prima squadra di calcio italiana ospite di un programma televisivo, il 17 settembre 1939, nel programma “Al cavallino baio”, facente parte delle trasmissioni sperimentali dell’Eiar.[95]

La squadra felsinea viene citata in diverse opere cinematografiche e televisive. In Il sorpasso (1962), Bruno Cortona, interpretato da Vittorio Gassman, incontrando un poliziotto bolognese fa riferimento alla squadra, indicandola come favorita per lo scudetto. Ne L'allenatore nel pallone (1984), Oronzo Canà (Lino Banfi) viene scambiato per Ezio Pascutti “la grande ala sinistra del Bologna degli anni ‘60” da Luciano Spinosi[96]. Nel documentario Comizi d’amore (1965), Pierpaolo Pasolini, notoriamente grande appassionato di calcio e tifoso della squadra, intervistava i calciatori rossoblù Mirko Pavinato, Giacomo Bulgarelli, Ezio Pascutti, William Negri, Carlo Furlanis.[97] Nel 2012 Fabio Volo per omaggiare Pasolini girò il remake del documentario, intervistando questa volta i calciatori Cesare Natali, Saphir Taïder, Marco Motta e Panagiōtīs Kone.[98]

Lo scrittore Stefano Benni, nel suo primo libro Bar Sport (1976) dedica un capitolo a una trasferta al seguito del Bologna a Firenze; lo stesso episodio è citato nell’omonimo film del 2011 tratto dal libro.

Nella prima puntata della terza stagione della serie televisiva L’ispettore Coliandro, il protagonista, interpretato da Giampaolo Morelli è impiegato nel servizio d’ordine allo Stadio Renato Dall'Ara, con immagini della tifoseria riprese durante l’incontro Bologna-Lazio della stagione 2008-09. Quella scena venne aspramente criticata da il gruppo dei Forever Ultras.[99]

Oltre agli inni scritti espressamente per la squadra da vari cantautori bolognesi, Luca Carboni fa riferimento alla “maglia del Bologna sette giorni su sette” nella canzone Silvia lo sai[100], pur non dedicata alla squadra.

Allenatori e presidenti[modifica | modifica wikitesto]

Allenatori[modifica | modifica wikitesto]

Arrows-folder-categorize.svg Le singole voci sono elencate nella Categoria:Allenatori del Bologna F.C. 1909

Fonte[33]

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Allenatori

Presidenti[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Presidenti del Bologna Football Club 1909.
Arrows-folder-categorize.svg Le singole voci sono elencate nella Categoria:Presidenti del Bologna F.C. 1909
Logo Bologna FC 2018.svg
Presidenti

Calciatori[modifica | modifica wikitesto]

Arrows-folder-categorize.svg Le singole voci sono elencate nella Categoria:Calciatori del Bologna F.C. 1909

Hall of Fame[modifica | modifica wikitesto]

Dall'istituzione nell'anno 2011 della Hall of fame del calcio italiano, sono stati inseriti i seguenti (ordinati per anno di inserimento) dirigenti, giocatori e allenatori che nel corso della loro carriera hanno militato nel Bologna[103][104][105][106]:

Capitani[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito la cronologia dei capitani dall'anno di fondazione a oggi.

Giacomo Bulgarelli, recordman di presenze nel Bologna, campione d'Europa 1968 con la nazionale italiana e capitano dei rossoblù per dieci stagioni.
Renato Villa, capitano dei felsinei per 3 stagioni.

Numeri ritirati[modifica | modifica wikitesto]

Il Bologna ha deciso di ritirare la maglia numero 27 indossata dal giovane difensore Niccolò Galli, deceduto nel 2001 a 17 anni in un incidente in motorino vicino al centro tecnico del Bologna, mentre tornava a casa dopo l'allenamento.[126]

Contributo alle Nazionali di calcio[modifica | modifica wikitesto]

Nazionale Italiana[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Bologna Football Club 1909 e Nazionale di calcio dell'Italia.

Ad oggi sono stati 54 i giocatori convocati in Nazionale maggiore,con 379 presenze totali, per questo il Bologna si trova al 7° posto della classifica delle squadre che hanno fornito calciatori alla Nazionale. I gol totali segnati sono 61. Il primo giocatore felsineo con una presenza in Nazionale è Emilio Badini, nella partita contro la Norvegia, Baldini è anche il primo marcatore bolognese in azzurro[127]. Il calciatore più presente in nazionale è Giacomo Bulgarelli con 29 presenze, mentre i capocannonieri sono Amedeo Biavati ed Ezio Pascutti, a parimerito.[128][129][130]
Sono cinque i calciatori campioni del mondo che hanno vinto il titolo militando nel Bologna:

I giocatori del Bologna che hanno vinto un campionato europeo sono due: Giacomo Bulgarelli e Aristide Guarneri, tutti e 2 trionfanti nell'europeo del 1968 in Italia.[133]
Altri piazzamenti degni di nota ottenuti sono tre: il secondo posto di Alessandro Diamanti all'Europeo 2012[134] e il terzo posto sempre di Diamanti e anche di Alberto Gilardino nella Confederations Cup 2013.[135]

Altre Nazionali[modifica | modifica wikitesto]

In totale sono 17 le Nazionali europee in cui hanno giocato almeno una partita giocatori militanti nel Bologna, le presenze totali sono 306, mentre i giocatori che hanno fatto almeno una presenza sono 30. La Nazionale con più presenze di giocatori felsinei è quella della Grecia, con 71 presenze totali e con 16 presenze di un solo giocatore, limite fissato da Vangelis Moras. La seconda nazione per presenze invece è la Svezia, con un totale di 62 presenze di cui 26 di Kennet Andersson. Al terzo posto si piazza la Svizzera, contante 29 presenze in totale con Kubilay Türkyilmaz che ha fissato il limite di un solo giocatore a un totale di 16 presenze.[136][137]

Kennet Andersson è il giocatore con più presenze nella propria Nazionale militando nel Bologna.

Di seguito l'elenco con la nazionale europea e con relative presenze totali.[136]

Nazionale Presenze totali Giocatori almeno 1 presenza Giocatore più presente
Grecia Grecia 71 6 Vaggelīs Moras[138] (16)
Svezia Svezia 62 5 Kennet Andersson[139] (26)
Svizzera Svizzera 29 2 Kubilay Türkyilmaz[140] (16)
Ungheria Ungheria 21 2 Ádám Nagy[141] (14)
Albania Albania 17 1 Igli Tare[142] (17)
Austria Austria 17 1 György Garics[143] (17)
Belgio Belgio 14 3 Stéphane Demol[144]
Gaby Mudingayi[145] (6)
Russia Russia 14 1 Igor' Kolyvanov[146] (14)
Slovenia Slovenia 12 1 Rene Krhin[147] (12)
Rep. Ceca Rep. Ceca 11 1 Ladislav Krejčí[148] (11)
San Marino San Marino 10 1 Massimo Bonini[149] (10)
Lituania Lituania 10 1 Tomas Danilevičius[150] (10)
Germania Ovest Germania Ovest 8 1 Helmut Haller[151] (8)
Bulgaria Bulgaria 5 1 Nikolaj Iliev[152] (5)
Finlandia Finlandia 3 1 Mika Aaltonen[153] (3)
Romania Romania 1 1 Valentin Năstase[154] (1)
Serbia Serbia 1 1 Ivan Radovanović[155] (1)
TOTALE (17) 306 30

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Palmarès del Bologna Football Club 1909.

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Il capitano bolognese Giacomo Bulgarelli con la Coppa Italia vinta nel 1974.
1924-1925, 1928-1929, 1935-1936, 1936-1937, 1938-1939, 1940-1941, 1963-1964
1946
1969-1970, 1973-1974
1987-1988, 1995-1996

Competizioni interregionali[modifica | modifica wikitesto]

1994-1995 (girone A)

Competizioni internazionali[modifica | modifica wikitesto]

1932, 1934, 1961
1937
1970
1998

Statistiche e record[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Statistiche e record del Bologna Football Club 1909 e Bologna Football Club 1909 nelle competizioni internazionali.

Partecipazione ai campionati[modifica | modifica wikitesto]

Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Prima Categoria 7 1910-1911 1920-1921 88
Prima Divisione 5 1921-1922 1925-1926
Divisione Nazionale 4 1926-1927 1945-1946
Serie A 72 1929-1930 2018-2019
Serie B 12 1982-1983 2014-2015 12
Serie C1 3 1983-1984 1994-1995 3

In 103 stagioni sportive a partire dall'esordio a livello nazionale del 1910-1911.

Partecipazione alle coppe nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Competizione Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Coppa Italia 71 1926-27 2018-19 75
Coppa Alta Italia 1 1945-1946
Coppa Italia Serie C 3 1983-84 1994-95

Partecipazione alle competizioni UEFA[modifica | modifica wikitesto]

Competizione UEFA Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Coppa dei Campioni d'Europa / Champions League 1 1964-1965 9
Coppa delle Coppe 2 1970-1971 1974-1975
Coppa UEFA / Europa League 4 1971-1972 1999-2000
Coppa Intertoto 2 1998 2002

Statistiche di squadra[modifica | modifica wikitesto]

Il Bologna ha disputato, nel corso della sua storia, a 100 stagioni sportive, partecipando in ambito professionistico a 74 campionati di Serie A, 12 di Serie B e 3 di Serie C, cui si aggiungono gli antichi primi campionati a gironi interregionali. Ha vinto per 7 volte il campionato italiano, giungendo seconda in 6 tornei e terza in 7. Si trovano al nono posto nella Classifica perpetua della Serie A dal 1929, che tiene conto di tutte le squadre di calcio che hanno militato nella massima serie nazionale almeno una volta. A livello di coppe nazionali, il Bologna ha vinto 2 volte la Coppa Italia, disputando appunto 2 finali di tale torneo.

La vittoria in campionato con il maggior scarto fu un 8-0 a Bologna contro la Triestina, il 3 gennaio 1932 nella Serie A 1931-1932, mentre la sconfitta più netta in Serie A fu invece un 8-2, subìto il 21 novembre 1948 dalla Lazio. In ben altre occasioni il Bologna è stato battuto con uno scarto di 6 reti: contro l'Inter il 21 maggio 1989, contro il Milan il 12 maggio 1991, ancora la Lazio il 5 maggio 2013 e due volte il Napoli: il 19 aprile 2016 ed il 4 febbraio 2017.[156]

Il Bologna vanta inoltre 26 stagioni disputate nelle coppe internazionali; di esse, solo una è relativa alla Coppe dei Campioni/Champions League e 4 a Coppe UEFA/Europa League; la coppa europea con più presenze è la Coppa Mitropa con 8 stagioni ed è quella con il maggior numero di trofei europei vinti dalla società rossoblu. Oltre a questi, vanta il Torneo Internazionale dell'Expo Universale di Parigi, una Coppa di Lega Italo-Inglese e una Coppa Intertoto. La prima e ultima volta che ha partecipato alla Champions League è stato nella stagione 1964-1965, uscendo al primo turno contro l'Anderlecht dopo il lancio della monetina a seguito del risultato di parità nello spareggio. L'ultima volta in Coppa Uefa è stato invece nella stagione 1999-2000, venendo fermata dal Galatasaray ai sedicesimi di finale.[157]

La vittoria nelle coppe internazionali con il maggior scarto fu un 5-1 contro il Teplice il 31 luglio 2002 nell'Intertoto; questo è anche il risultato con più reti nella storia del Bologna nelle coppe europee. In Coppa UEFA invece la vittoria più alta fu contro il Betis Siviglia il 24 novembre 1998 in Coppa UEFA con il risultato di 4-1.

Statistiche individuali[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito i primatisti di presenze e reti in tutte le competizioni ufficiali.[158][159]

Logo Bologna FC 2018.svg
Record di presenze
Logo Bologna FC 2018.svg
Record di reti

Tifoseria[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Per le partite casalinghe la tifoseria organizzata si riunisce nella curva nord, dal 2009 intitolata a Giacomo Bulgarelli.[160] La curva era in precedenza denominata "Andrea Costa", dal nome della via prospiciente quel lato dello stadio. Dalla stagione stagione 2017-18 è presente un ristretto gruppo di tifosi del Settore Ostile Curva Sud nella curva sud, che proprio nel 2017 viene intitolata ad Arpad Weisz, denominata anche curva "San Luca", a causa della direzione verso il Santuario della Madonna di San Luca.[160][161] Per festeggiare il centenario del club, compiutosi il 3 ottobre 2009, i tifosi rossoblù durante la partita di campionato col Genoa hanno organizzato una coreografia che consisteva di 20.000 bandiere distribuite in tutti i settori dello stadio.[162] I gruppi principali sono: Forever Ultras Bologna 1974, Vecchia Guardia 1974, Freak Boys 1986, Mai Domi, ControTendenza Bologna 2004, Settore Ostile, Cappottati, Fedelissimi e Zola Ingnuranta, gruppo molto numeroso soprattutto nelle partite in trasferta.[163][164]

Gemellaggi e rivalità[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Derby dell'Appennino e Derby calcistici in Emilia-Romagna.

Gemellaggi e amicizie

L'unico gemellaggio riconosciuto da tutta la curva, ma portato avanti da Forever Ultras e Freak Boys, è con gli ultras del Ravenna nato negli anni 80.[163] I Forever Ultras e Freak Boys hanno inoltre un'amicizia dal 2008 con gli ultras tedeschi del Bochum e con il gruppo di Viareggio Ultras Figthers Viareggio dal 2005. Il gruppo Beata Gioventù-Settore Ostile è quello con il maggior numero di amicizie: molto sentite sono quelle con il gruppo ultras “E.A.M.” (Estranei Alla Massa) della Nocerina e con la tifoseria organizzata di Siena e Avellino.[163] Con la Spal vi era un feroce odio negli anni 90 ma è forte il legame che da alcuni anni lega i gruppi dell’area-Mods e i ragazzi del Vecchio Astra Spal.[165] Negli anni 80 e 90 i gemellaggi e le amicizie erano molto più numerosi: i più sentiti erano quelli con Milan, Roma e Napoli, con cui adesso c'è un'accesa rivalità.[165] Nel periodo del Bologna in Serie C vennero allacciate amicizie con i tifosi della Lucchese, Ancona, Cesena, Padova, Sambenedettese, Carrarese, Taranto e Udinese.[165] Con il ritorno in A del Bologna e con il passare degli anni queste amicizie si sono affievolite.

Rivalità

La rivalità più sentita è quella contro la Fiorentina (con cui il Bologna disputa il cosiddetto Derby dell'Appennino), partita che in passato è spesso sfociata in duri scontri tra le tifoserie. Altre rivalità altrettanto sentite sono quelle con i corregionali del Modena, del Cesena, del Parma, con la Sampdoria (dopo l'ultima partita di campionato della stagione 1998-1999, quando il Bologna pareggiò 2 a 2 con i doriani e li condannò alla retrocessione), l'Hellas Verona[166][167], l'Inter, la Juventus, la Roma, il Napoli, la Lazio[168], e l'Olympique Marsiglia, a seguito di gravi incidenti tra le due tifoserie accaduti durante la semifinale di andata di Coppa UEFA a Marsiglia[169], terminata 0 a 0, sia successivi al pareggio per 1 a 1 al ritorno giocato al Dall'Ara (in cui rimasero coinvolti molti tra calciatori, dirigenti e tifosi di entrambe le squadre)[170], che costò l'eliminazione dei rossoblù dalla competizione. Da segnalare anche le rivalità con Spezia[171], Milan, l'Atalanta, il Torino[172], il Livorno.[173]

Organico[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Bologna Football Club 1909 2018-2019.

Rosa 2018-2019[modifica | modifica wikitesto]

Ruoli e numerazione, tratti dal sito web ufficiale della società, aggiornati al 30 luglio 2018.[174]

N. Ruolo Giocatore
1 Brasile P Angelo da Costa
3 Costa Rica D Giancarlo González
4 Francia D Sebastian De Maio
5 Cile C Erick Pulgar
6 Argentina D Nehuén Paz
7 Italia A Riccardo Orsolini
8 Ungheria C Ádám Nagy
9 Paraguay A Federico Santander
11 Rep. Ceca C Ladislav Krejčí
14 Italia D Federico Mattiello
15 Senegal D Ibrahima Mbaye
16 Italia C Andrea Poli
17 Ghana C Godfred Donsah
18 Svezia D Filip Helander
N. Ruolo Giocatore
19 Colombia A Juan Manuel Valencia
22 Italia A Mattia Destro
23 Brasile D Danilo
24 Argentina A Rodrigo Palacio
25 Italia D Gabriele Corbo
28 Polonia P Łukasz Skorupski
29 Italia P Antonio Santurro
30 Nigeria A Orji Okwonkwo
31 Svizzera C Blerim Džemaili Captain sports.svg
32 Svezia C Mattias Svanberg
33 Italia D Arturo Calabresi
35 Paesi Bassi D Mitchell Dijks
91 Italia A Diego Falcinelli
99 Brasile P Caio Vinicius Pirana

Staff tecnico[modifica | modifica wikitesto]

Dal sito Internet ufficiale della società.[174]

Logo Bologna FC 2018.svg
Staff dell'area tecnica
Staff tecnico
  • Italia Filippo Inzaghi - Allenatore
  • Italia Maurizio D'Angelo - Allenatore in seconda
  • Italia Duccio Innocenti - Collaboratore tecnico
  • Italia Luca Bucci - Preparatore dei portieri
  • Italia Luca Alimonta - Preparatore atletico
  • Italia Daniele Cenci - Preparatore atletico
  • Italia Stefano Pasquali - Preparatore atletico
  • Italia Nicolò Prandelli - Preparatore atletico
  • Italia Simone Baggio - Video analista

Staff medico
  • Italia Luca Bini - Medico sociale
  • Italia Gianni Nanni - Medico sociale
  • Italia Giovanbattista Sisca - Medico sociale
  • Italia Luca Govoni - Fisioterapista
  • Italia Luca Ghelli - Fisioterapista
  • Italia Simone Spelorzi - Fisioterapista
  • Italia Carmelo Sposato - Fisioterapista

Staff organizzativo
  • Italia Tommaso Fini - Team & Club Manager[47]
  • Italia Matteo Campagna - Magazziniere
  • Italia Nicola Capelli - Magazziniere
  • Italia Davide Nicolini - Magazziniere

Note[modifica | modifica wikitesto]

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  10. ^ Articolo di Bruno Roghi, da La Domenica Sportiva del 1930: «Il «Bologna» 1924-25, l'anno del titolo. La squadra è un modello di armonia, di eleganza, di stile. [...] La sua vittoria, più che un gesto della forza e una manifestazione della potenza, è un atto di intelligenza. La tecnica – quella tecnica che dovrebbe in sostanza tradursi in un'arida applicazione di canoni fissi a un gioco supremamente immaginoso qual è il gioco del calcio – è intesa dalla squadra felsinea come un elisir di misteriosa fattura che conferisce ai movimenti sincroni dei reparti il ritmo che è musica, e conferisce altresì alle geometrie dei goals l'evidenza irresistibile che traduce in arte il lavoro che fanno i piedi con una sfera di cuoio. Il «Bologna» 1924-25 è uno schermidore di fioretto, sintesi atletica di astuzia, di leggerezza, di fulmineità, di talento».
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  28. ^ Bologna, il Cda ha scelto Tacopina, sconfitto Zanetti - La Gazzetta dello Sport
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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Marco Bertuzzi e Federico Monti, La maglia del Bologna. Storia delle divise rossoblù, Edizioni Minerva, 2017, ISBN 978-88-7381-866-3.

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