Blakennomion

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Nel diritto della Grecia ellenistica, il blakennòmion (in greco antico: βλακεννόμιον) era un'imposta che incombeva sui guadagni che gli astrologi ricavavano dall'esercizio della loro professione.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Si trattava di un aggettivo sostantivato a cui, in origine, era legata la parola telos, cioè «tassa» (in greco antico: βλακεννόμιον τέλος), in seguito caducata nell'uso. Il significato letterale del termine era "tassa/imposta sulla stupidità"[1] (o "sugli stupidi"), dal momento che si riteneva che fossero gli stupidi e i pigri di mente a far ricorso ai consigli e agli oroscopi degli astrologi[2][3][4].

Si ha notizia dell'esistenza di questo tributo nella città di Alessandria d'Egitto in età ellenistica[2].

Iconografia[modifica | modifica wikitesto]

Al tributo imposto agli astrologi, Pierre Coustau dedica uno degli emblemi contenuti nel suo libro Pegma, cum narrationibus philosophicis: l'illustrazione, che ha per titolo Ad vetus Astrologorum in Aegypto tributum: in nostrates medicos Prognosticorum mensularios[5], crea un'associazione polemica tra gli astrologi alessandrini del passato e la specie dei cerusici del suo tempo, che, come agenti di cambio (mensularii), erano usi a trasformare in denaro sonante i loro pronostici in materia medica.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Henry Liddell e Robert Scott, βλακεννόμιον, in A Greek-English Lexicon, 1940..
  2. ^ a b AA.VV., βλακα, in Suda.
  3. ^ Jakob Bornitz, Aerarium, 1612, p. 75
  4. ^ Vectigal (ad vocem), in Joh. Jacobi Hofmanni, Lexicon Universale, Tomo IV, Leida, 1698, p. 578.
  5. ^ Petrus Costalius, Pegma, cum narrationibus philosophicis, Macè Bonhomme, Lione, 1555, p. 334

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]