Bivacco Giusto Gervasutti al Fréboudze

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Bivacco Giusto Gervasutti al Fréboudze
Bivacco Gervasutti.jpg
Il nuovo bivacco del 2010
Ubicazione
StatoItalia Italia
Altitudine2 835 m s.l.m.
LocalitàCourmayeur
CatenaMassiccio del Monte Bianco, nelle Alpi Graie
Coordinate45°52′33.64″N 7°00′47.09″E / 45.87601°N 7.01308°E45.87601; 7.01308Coordinate: 45°52′33.64″N 7°00′47.09″E / 45.87601°N 7.01308°E45.87601; 7.01308
Dati generali
Inaugurazione1948
ProprietàSUCAI sezione di Torino, poi CAI sezione di Torino
Periodo di aperturasempre aperto
Capienza12 posti letto
Mappa di localizzazione

Il bivacco Giusto Gervasutti è situato nel comune di Courmayeur, in val Ferret, nel massiccio del Monte Bianco, a 2835 m s.l.m.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Realizzato nel 1948 in legno e lamiera noto anche come capanna Gervasutti, ha sostituito il vecchio bivacco di Fréboudze che era situato poco sotto a quota 2360 m. È stato ristrutturato nel 1966. Il 10 ottobre 2011 è stato sostituito con un nuovo bivacco di concezione moderna ed avveniristica.[1]

Caratteristiche e informazioni[modifica | modifica wikitesto]

È situato su un piccolo isolotto roccioso emergente dal ghiacciaio di Fréboudze ed è intitolato all'alpinista friulano Giusto Gervasutti.

Il nuovo bivacco, è realizzato con una scocca modulare in sandwich composito e organizzata internamente in quattro ambienti (ingresso, locale per il pranzo, 2 camerate con 12 posti letto) per un totale di trenta metri quadri di 1980 chili di peso. È stato concepito per essere costruito interamente a valle, elitrasportato e installato con minime operazioni in loco. Tale impostazione costruttiva derivata dalle esperienze nautiche ed aeronautiche, consentirà al nuovo bivacco di resistere maggiormente nel tempo alle condizioni dell'alta quota. L'energia elettrica è prodotta da unità fotovoltaiche con accumulatori di ultima generazione. Sarà attivo un sistema dedicato di autodiagnosi e di rilevamento di dati ambientali interni ed esterni, ed un punto di chiamata di soccorso.

Il nuovo bivacco Gervasutti ideato dagli architetti Luca Gentilcore e Stefano Testa si colloca nell'ambito del progetto Leap (Living Ecological Alpine Pod) il cui scopo è quello di realizzare bivacchi modulari ed ecosostenibili.

Accessi[modifica | modifica wikitesto]

La salita al bivacco Gervasutti è forse la più interessante nel suo genere del versante italiano del Monte Bianco. Il percorso richiede attenzione nelle roccette della parte iniziale, ai piedi del canalone del mont Greuvetta e sul ghiacciaio, che diventa ogni anno più tormentato. L'itinerario ha carattere alpinistico (F/PD a seconda delle condizioni) nel tratto finale.

Da Lavachey (1642 m) si prosegue in direzione di Arnouvaz, si piega a sinistra e si traversa il ponte sulla Dora di Ferret. Subito dopo si piega a destra e si segue il sentiero indicato da rari bolli gialli che traversa un bosco di larici e prosegue sui pendii morenici dominati dal ghiacciaio del Frébouze. Il sentiero sale sulla destra del pendio, raggiunge le rocce e travesa un ruscello. Ci si alza per roccette, si supera un canalino di placche (II grado) e si prosegue su terreno ripido fino allo spiazzo dov'era il bivacco di Fréboudze (2360 m, 1.45 ore). Qui inizia una traversata per pietrai e nevai verso il ghiacciaio del Frébouze, che si raggiunge dopo essere passati sotto un ripido e pericoloso canalone battuto da frequenti scariche. Raggiunto il ghiacciaio (2550 m circa, 0.45 ore) lo si risale puntando a sinistra e tornando più in alto a destra (crepacci) in direzione delle rocce dove sorge il bivacco (2870 m, 1 ora). Se la crepaccia terminale è molto aperta, occorre salire sulla destra e raggiungere le rocce dell'alto.

Ascensioni[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]


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