Birra Nastro Azzurro

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Nastro Azzurro
Peroni Nastro Azzurro logo (2018).png
Bottiglia di birra Nastro Azzurro.jpg
Una bottiglia di Nastro Azzurro (anni 2000)
Categoria Birra
Tipo lager
Marca Peroni
Anno di creazione 1963
Nazione Italia
Valori nutrizionali medi in 100 ml
Valore energetico 153 cal.[1]
Colore giallo paglierino
Gradazione alcolica 5.1% vol.
Tipo di fermentazione a bassa temperatura
Gusto secco
Temperatura di servizio 7 - 9 °C
Sito www.nastroazzurro.it

La Nastro Azzurro è una birra premium pilsner italiana prodotta a partire dagli anni sessanta dal birrificio Peroni di Roma. La birra deve il suo nome ad un omaggio nei confronti del transatlantico italiano Rex che nel 1933 riuscì a conquistare il premio Nastro Azzurro.[2]

Prodotto[modifica | modifica wikitesto]

La birra Nastro Azzurro viene prodotta con malto, acqua dolce, luppoli Saaz e Tettnang e mais nostrano; questa varietà di mais, derivato dalle varietà Nostrano dell’Isola, Scagliolo Marne e Marano selezionato dall'Unità di Ricerca per la maiscoltura di Bergamo,[3] è prodotto in Piemonte, Veneto e Lombardia[4].

Varianti[modifica | modifica wikitesto]

  • Prime Brew (2018): versione zwickelbier (non filtrata) al grado primitivo di fermentazione (5,8%), ideata dal mastro birraio Alberto Marzaioli. Il prodotto è stato presentato con un party tenutosi il 27 maggio nello stabilimento romano della Peroni, con ospiti Marco Galeffi, Joe Victor e Lo Stato Sociale[5]; al party è stato anche presentato lo spot firmato Mattia Montanari la cui colonna sonora è stata curata da Felix Jaehn e Alma [6].

Inoltre vi sono state alcune bottiglie prodotte in tiratura limitata:

  • Vale 7° Mondiale (2006): edizione magnum prodotta per festeggiare la vittoria del settimo motomondiale vinto da Valentino Rossi, all'epoca collaboratore del marchio[7].

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Mentre in Italia viene venduta priva della scritta Peroni sull'etichetta, all'estero si vende con il nome Peroni Nastro Azzurro
  • Ad oggi è la birra italiana più venduta al mondo, esportata in tutti i continenti e in oltre 75 paesi.[8]

Promozione[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1997 al 2006 la nastro azzurro sponsorizza Valentino Rossi;[9] durante questi dieci anni di collaborazione, il motociclista compare in una serie di campagne pubblicitarie con lo slogan «c'è più gusto ad essere italiani»,[10] nonostante dal 2003 la proprietà del marchio passò al gruppo sudafricano SABMiller.[11] Inoltre ha sponsorizzato le sue motociclette: la Aprilia Racing dal 1997 al 1998 e la Honda Racing dal 2000 al 2002.

Il marchio ha collaborato in qualità di sponsor con il Milano Film Festival nelle edizioni del 2009, 2010, 2015 e 2016.[12][13]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Peroni Nastro Azzurro, su ratebeer.com. URL consultato l'11 maggio 2019.
  2. ^ Nastro Azzurro celebra il Rex a Lerici, su birraperoni.it (archiviato dall'url originale il 13 marzo 2016).
  3. ^ Cresce a Bergamo il super mais per la birra Nastro Azzurro Peroni, su ecodibergamo.it.
  4. ^ La filiera del mais nostrano, su birraperoni.it. URL consultato l'11 maggio 2019.
  5. ^ Il party per la nuova Nastro Azzurro Prime Brew, su rollingstone.it. URL consultato il 9 maggio 2019.
  6. ^ Ecco la nuova Nastro Azzurro Prime Brew, su vanityfair.it. URL consultato il 9 maggio 2019.
  7. ^ Nastro azzurro a tiratura limitata per Valentino Rossi, su motoblog.it. URL consultato il 13 maggio 2019.
  8. ^ Nastro Azzurro, la birra mediterranea che ha conquistato il mondo, su birraperoni.it (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
  9. ^ divorzia da Nastro Azzurro 13 maggio 2019, su motograndprix.motorionline.com.
  10. ^ Birra Peroni, su ilgiornaledelcibo.it. URL consultato il 13 maggio 2019.
  11. ^ Peroni acquisita dalla sudafricana SABMiller, su repubblica.it, febbraio 2003. URL consultato il 5 agosto 2018.
  12. ^ 15° Milano Film Festival, su web.tiscali.it. URL consultato il 13 maggio 2019.
  13. ^ Nastro Azzurro - Milano Film Festival, su advertiser.it. URL consultato il 13 maggio 2019.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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