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Bir Tawil

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Coordinate: 21°52′09″N 33°44′52″E / 21.869167°N 33.747778°E21.869167; 33.747778

Bir Tawil
Bir Tawil - Localizzazione
Territorio a status conteso
Motivo del contenzioso Territorio non rivendicato da nessuno stato. Egitto e Sudan si rimbalzano la rivendicazione in conseguenza alla disputa sul Triangolo di Hala'ib
Situazione de facto zona senza controllo amministrativo
Informazioni generali
Area 2.060 km²
Continente Africa
Fuso orario UTC+2
TLD non assegnato

Bir Tawil o Bi'r Tawil (arabo egiziano : بير طويلBīr Ṭawīl  [biːɾ tˤɑˈwiːl], che significa "lungo pozzo"), è un'area di 2.060 km² lungo il confine tra Egitto e Sudan, che non è reclamata da nessuno dei due paesi.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

È comunemente denominato Triangolo di Bir Tawil, nonostante la forma quadrilatera del territorio, con la parte più a nord della zona che corre lungo il 22º parallelo di latitudine nord. È l'unica area in cui il confine amministrativo del 1902 tra Egitto e Sudan corre a sud del confine politico del 1899, che era stato definito al 22º parallelo di latitudine nord.[1] Da est a ovest, la zona è lunga tra i 46 km lungo il lato sud, e 95 km lungo il lato nord, e larga tra 26 e 31 km sull'asse Nord-Sud, per una superficie di 2.060 km² con circa 800 abitanti.

L'area di Bir Tawil passò sotto l'amministrazione egiziana nel 1902, perché era terreno da pascolo della tribù Ababda che risiedeva nei pressi di Assuan, in Egitto. Allo stesso tempo, il Triangolo di Hala'ib a Nord del 22º parallelo di latitudine nord, passò sotto l'amministrazione del Sudan, in quanto le tribù della zona erano insidiate pure in territorio sudanese.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1899, quando il Regno Unito aveva l'incontrastata egemonia nella regione, gli anglo-egiziani esercitarono influenze per la stipula di un accordo per impostare il confine tra i territori in corrispondenza del 22º parallelo. Tuttavia, nel 1902 il Regno Unito creò un "confine amministrativo", in base al quale un triangolo di terra a nord del parallelo fu sottoposto all'amministrazione sudanese, perché i suoi abitanti erano più vicini a Khartoum che non a Il Cairo, sia geograficamente che culturalmente. L'area venne così a trovarsi sotto la responsabilità del governatore britannico di Khartoum.

Mappa che mostra l'Egitto in giallo, il Sudan in blu e le rivendicazioni dei due stati nel triangoli di Halai'b in verde. Il triangolo di Bir Tawil è la parte bianca al confine tra i due paesi.

Disputa territoriale[modifica | modifica wikitesto]

L'Egitto riconosce il confine originale dal 1899, ovvero il 22º parallelo di latitudine nord, che avrebbe posto il Triangolo di Hala'ib entro l'Egitto e la zona di Bir Tawil all'interno del Sudan. Il Sudan a sua volta riconosce tuttavia il confine amministrativo del 1902, che avrebbe messo Hala'ib all'interno del Sudan e Bir Tawil in Egitto. Di conseguenza, entrambi gli Stati reclamano il Triangolo di Hala'ib e disconoscono dai propri territori la zona di Bir Tawil, che è solo un decimo delle dimensioni ed è senza sbocco sul mare. Non vi è alcun fondamento nel diritto internazionale per il Sudan o l'Egitto di rivendicare entrambi i territori e sarebbe difficile se non impossibile per qualsiasi Stato terzo reclamare la zona, dal momento che è accessibile solo attraverso il Sudan o l'Egitto. Come risultato Bir Tawil è, insieme alla Terra di Marie Byrd, una delle uniche due aree di terra del mondo a non essere rivendicata da alcuno Stato.

Sperequazioni sul territorio[modifica | modifica wikitesto]

Ci sono molti altri casi di sedicenti nazioni che hanno reclamato la zona di Bir Tawil, ma si tratta tendenzialmente di stati fittizi, come Ecinef,[2] il Regno dello Stato di Bir Tawil, il Granducato di Bir Tawil e l'Impero di Bir Tawil.[3]

Un curioso fatto circa la rivendicazione di questo territorio è la vicenda di Emily Heaton, una bambina americana di sette anni che desiderava diventare una principessa. Il 16 giugno 2014, il padre, nel tentativo di accontentarla, inventò una bandiera piantandola in Bir Tawil denominato, per l'occasione, "Regno del Nord Sudan". L'uomo cercò quindi di ottenere il riconoscimento internazionale dello "stato".[4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La terra di nessuno, in il Post, 11 maggio 2014. URL consultato il 26 febbraio 2018.
  2. ^ (EN) History, su Sito ufficiale Ecinef. URL consultato il 26 febbraio 2018.
  3. ^ (EN) Jack Shenker, Welcome to the land that no country wants, in The Guardian, 3 marzo 2016. URL consultato il 26 febbraio 2018.
  4. ^ huffingtonpost, Bimba americana vuole diventare principessa: il padre conquista per lei un regno in Africa e chiede il riconoscimento internazionale, huffingtonpost, 14 luglio 2014.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]