Billy Crystal

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Billy Crystal al Tribeca Film Festival 2012

Billy Crystal, all'anagrafe William Edward Crystal (New York, 14 marzo 1948), è un attore, regista, sceneggiatore, comico e produttore cinematografico statunitense.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Crystal nasce nell'Upper East Side, un quartiere di Manhattan (New York), il 14 marzo del 1948 da una famiglia ebraica di origini austriache e russe [1][2], ultimogenito dei tre figli di Jack Crystal, proprietario e gestore del Commodore Music Store, fondato dal suocero, Julius Gabler[3][4], e di Helen Gabler, una casalinga. Il padre fu anche particolarmente attivo presso la Commodore Records, casa discografica fondata dal fratello della moglie, Milt Gabler. Proprio per questa attività è capitato spesso che a casa Crystal sostassero star del jazz, come ad esempio Arvell Shaw, Pee Wee Russell, Eddie Condon e Billie Holiday. Cresciuto inizialmente nel Bronx, Billy in seguito si trasferì con la famiglia a Long Beach, su Long Island (nello stato di New York), dove si diplomò presso la Long Beach High School nel 1965. All'età di 15 anni, il padre, da alcuni anni rimasto senza lavoro, morì stroncato da un infarto a 54 anni. Questa tragedia però non cambia il carattere di Billy, ragazzo sempre pronto alla battuta e dotato di grande ironia. Nonostante il suo indubbio talento per lo spettacolo, il sogno che il giovane Billy prova ad inseguire è quello del baseball. Gli insegnamenti del padre, che era stato un discreto giocatore ai tempi dell'università, gli permettono di ricevere dalla Marshall University della Virginia Occidentale un'offerta per seguire soprattutto il loro programma sportivo.

Ma dopo solo un anno l'università interrompe il programma e Billy, senza aver giocato nemmeno una partita, preferisce tornarsene a New York e frequentare il Nassau Community College. Qui conosce una ballerina, Janice Goldfinger, che sarà prima la sua fidanzata e, dal 1970, sua moglie e quindi la madre delle sue due figlie, Jennifer e Lindsay. Passa a seguire corsi di cinema e televisione tenuti da Martin Scorsese alla New York University. Dopo la laurea, nel 1970 per un po' si dà all'insegnamento fin quando non comincia ad esibirsi come cabarettista riuscendo pian piano a farsi strada. Nel 1976 si trasferisce a Los Angeles, in California, dove fa molti provini per la Tv fino a quando non riesce a sfondare grazie all'interpretazione di un omosessuale nella serie Soap: si tratta del primo ruolo da protagonista riservato a un personaggio dichiaratamente gay in una serie tv americana.

Il grande successo spinge la serie fino alla quarta annata, nel 1981, quando Billy Crystal è ormai un personaggio televisivo affermato, ospitato in moltissimi show. Nel 1982 ha già uno show tutto suo, The Billy Crystal Comedy Hour ma l'altro grande salto di popolarità lo deve alla fortunatissima trasmissione Saturday Night Live, nella quale aveva già preso parte per un unico sketch nel 1976, quando entra nel cast fisso a partire dal 1984. Così entra anche nel mondo del cinema. Dopo una piccola apparizione nel film di Rob Reiner, This is Spinal Tap (1984), con Una perfetta coppia di svitati (1986) al fianco di Gregory Hines, si rivela al pubblico di tutto il mondo. Danny DeVito lo vuole accanto a sé nella commedia nera Getta la mamma dal treno (1987), quindi accanto a Meg Ryan in Harry ti presento Sally (1989) è protagonista di un successo straordinario che lo consacra come attore a tutto tondo, non più solamente comico.[5]

Nel 1990 viene scelto per la conduzione della grande serata di consegna degli Oscar. La sua verve e bravura lo portano ad essere scelto per ricoprire questo ambito ruolo altre otto volte. In questa veste molti lo considerano secondo solo al leggendario Bob Hope. Un altro grande successo cinematografico è la commedia avventurosa Scappo dalla città - La vita, l'amore e le vacche (1991), mentre è meno fortunato il suo debutto come regista in Mr. sabato sera (1992), commedia amara che ha finito per raccogliere pochi consensi sia dalla critica sia dal pubblico.
Poco più apprezzata la sua seconda opera da regista, Forget Paris (1995), commedia sentimentale con Debra Winger. Lavora per grandi registi come Kenneth Branagh per Hamlet (1996), e Woody Allen per Harry a pezzi (1997), quindi al fianco di Robert De Niro riscuote un grandissimo successo di critica e di pubblico con l'esilarante Terapia e pallottole (1999), che ha avuto anche un seguito.

Billy Crystal ha prestato la sua voce a molti cartoni animati per il grande e piccolo schermo e nel 2004 è ritornato dopo 14 anni ad esibirsi in giro per i teatri degli Stati Uniti con un monologo comico sul genere di quelli che gli dettero i primi successi, ma questa volta incentrato tutto sulla sua vita, in particolare sulla sua giovinezza, intitolato 700 Sundays (traduzione: 700 domeniche; dal calcolo delle domeniche che ha vissuto con suo padre ancora vivo). Per questo spettacolo ha guadagnato un premio Tony per il miglior evento teatrale dell'anno. Nello stesso anno ha avuto un grandissimo successo editoriale con la pubblicazione della storia per bambini I Already Know I Love You (traduzione: So già di amarti) ispirata dalla nascita della sua nipotina. Dopo l'abbandono da parte di Eddie Murphy è stato scelto come conduttore dei Premi Oscar 2012. Nel 2013 è stato nominato Disney Legends.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Billy Crystal a Santa Monica nel 2010

Attore[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Doppiatore[modifica | modifica wikitesto]

Doppiatori italiani[modifica | modifica wikitesto]

Nelle versioni in italiano dei suoi film, è stato doppiato da:

Da doppiatore è sostituito da:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Rita Braver, Life Is Short, Laugh Hard in CBS News, 6 novembre 2005.
  2. ^ Billy is crystal clear su Woman's Day.
  3. ^ Joe Kane, Jack Crystal: A Man To Remember, AllAboutJazz.com. URL consultato il 16 gennaio 2008 (archiviato dall'url originale il 24 giugno 2002).
  4. ^ Billy Crystal Biography (1947?-), Filmreference.com. URL consultato il 16 gennaio 2008.
  5. ^ 15 cose che non sapete di “Harry ti presento Sally”, ilpost.it, 22 luglio 2014. URL consultato il 26 luglio 2014.

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