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Bill Frisell

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Bill Frisell
Bill Frisell nel 2021
NazionalitàStati Uniti (bandiera) Stati Uniti
GenereJazz
Fusion
Folk jazz
Americana
Musica classica
Periodo di attività musicale1978  in attività
StrumentoChitarra
EtichettaECM Records, Elektra Records, Nonesuch Records
Album pubblicati40
Sito ufficiale

William Richard Frisell, detto Bill (Baltimora, 18 marzo 1951), è un chitarrista e compositore statunitense di musica jazz.

È considerato uno dei chitarristi più rappresentativi della sua generazione.[1] Nei dischi a suo nome, come nelle collaborazioni con altri musicisti, ha spaziato tra i più diversi generi e stili.[2]

Frisell è nato a Baltimora, Maryland. Ha passato la gran parte della sua giovinezza nella zona di Denver in Colorado dove ha studiato musica alla University of Northern Colorado. Ha poi studiato alla Berklee College of Music di Boston e con Jim Hall, che avrà una grande influenza sul suo stile.

Dopo un breve soggiorno in Europa, in cui registra i primi dischi e fa i suoi primi tour, Frisell si trasferisce a New York nel 1980. Qui la sua carriera prende un'improvvisa svolta, quando Pat Metheny, non potendo entrare nel gruppo di Paul Motian, lo raccomanda come sostituto.[3] Frisell inizia insieme a Motian un'intensa serie di tour europei e registrazioni, durante i quali viene inoltre notato da Manfred Eicher della ECM. Diventa così il chitarrista interno dell'etichetta, suonando in diversi dischi, tra cui Paths, Prints di Jan Garbarek nel 1981. Il suo primo lavoro solista è In Line, un disco di sola chitarra tranne un'apparizione di Arild Andersen al basso in una traccia. Registra anche due album sperimentali con Vernon Reid.

A New York City, dove crea diverse collaborazioni durature: il già citato gruppo di Paul Motian, che si riduce a trio con Joe Lovano al sassofono. Il quartetto con Kermit Driscoll al basso, Joey Baron alla batteria e Hank Roberts al violoncello. L’entourage di John Zorn, come il gruppo Naked City, ma anche Bobby Previte, Tim Berne, Wayne Horvitz.

B.Frisell, J.Lovano, P. Motian, in concerto a Roma

Nel 1992 i suoi dischi più acclamati: Have a Little Faith, un'ambiziosa rivisitazione di classici americani, da Charles Ives ad Aaron Copland ("Billy the Kid"), da Bob Dylan a Madonna (una straziante "Live to Tell"); e This Land, una raccolta di composizioni originale.

Nella seconda metà degli anni 90 si trasferisce a Seattle, dove si lega a nuovi musicisti e a nuovi stili. Approfondisce il suo interesse per gli stili classici americani, il country, bluegrass, il blues mostrando un lato sempre più intimo.

Ha frequentemente collaborato con artisti pop-rock come Elvis Costello, Suzanne Vega, Ginger Baker, Ryūichi Sakamoto, Marianne Faithfull, David Sylvian[4], Gianmaria Testa.

Nel 1995, fra le altre cose, compone le musiche originali per il film La scuola del regista italiano Daniele Luchetti. Il regista racconta che i brani della colonna sonora sono stati composti a casa di Frisell. Il chitarrista improvvisava i temi della colonna sonora mentre guardava una copia in italiano e non ancora finita del film che lo stesso Luchetti aveva portato con sé a Seattle.

Nel 2001 pubblica Bill Frisell with Dave Holland and Elvin Jones, interessante disco dove spesso il suono del trio diventa da quartetto: la chitarra acustica e l'elettrica sono spesso presenti insieme, la batteria dilata il tre nel quattro e Dave Holland regge con puntualità ed ingegno l'equilibrio del suono.

Il 2003 vede l'uscita di The Intercontinentals, dove esplora la world music in compagnia di Christos Govetas, Greg Leisz, Vinicius Cantuaria, Sidiki Camara e Jenny Scheinman.

Per il suo disco Unspeakable, Frisell vince nel 2005 il Grammy Award come Best Contemporary Jazz Album. Nel 2014 partecipa al disco Joy in Spite of Everything (Ecm Record) di Stefano Bollani.

Nel 2016 pubblica l'album When You Wish Upon A Star che contiene brani tratti da celebri colonne sonore, con omaggi anche a Ennio Morricone e Nino Rota.[5]

TitoloAnnoLabel
In Line1983ECM
Rambler1984ECM
Smash & Scatteration (with Vernon Reid)1984Rykodisc
Lookout for Hope1987ECM
Before We Were Born1989Nonesuch
Is That You?1990Nonesuch
Where in the World?1991Nonesuch
Have a Little Faith1992Nonesuch
This Land1994Nonesuch
Go West: Music for the Films of Buster Keaton1995Nonesuch
The High Sign/One Week: Music for the Films of Buster Keaton1995Nonesuch
Live1995Gramavision
Quartet1996Nonesuch
Nashville1997Nonesuch
Gone, Just Like a Train1998Nonesuch
Good Dog, Happy Man1999Nonesuch
The Sweetest Punch1999Decca
Ghost Town2000Nonesuch
Blues Dream2001Nonesuch
With Dave Holland and Elvin Jones2001Nonesuch
The Willies2002Nonesuch
The Intercontinentals2003Nonesuch
Unspeakable2004Nonesuch
Richter 8582005Songlines
East/West2005Nonesuch
Bill Frisell, Ron Carter, Paul Motian2006Nonesuch
History, Mystery2008Nonesuch
Disfarmer2009Nonesuch
Beautiful Dreamers2010Savoy
Sign of Life: Music for 858 Quartet2011Savoy
All We Are Saying2011Savoy
Silent Comedy2013Tzadik
Big Sur2013Okeh
Guitar in the Space Age!2014Okeh
When You Wish Upon a Star2016Okeh
Small Town2017ECM
Music IS2018Okeh[6]

Compilations

  • Works (ECM, 1988)
  • A-Collection (WEA, 2000)
  • Rarum: Selected Recordings of Bill Frisell (ECM, 2002)
  • The Best of Bill Frisell, Vol. 1 - Folk Songs (Nonesuch, 2009)
  1. AllMusic Biography: Bill Frisell, su allmusic.com. URL consultato il 15 maggio 2014.
  2. The History of Rock Music: Bill Frisell, su scaruffi.com. URL consultato il 15 maggio 2014.
  3. Philip Watson.
  4. Anil Prasad, David Sylvian Blowing hearts and minds wide open, su innerviews.org, 2005. URL consultato il 3 gennaio 2018.
  5. My Way: Bill Frisell rende omaggio a Morricone e Rota, su my-way-online.blogspot.it. URL consultato il 2 febbraio 2016.
  6. Music IS - http://www.billfrisell.com, su billfrisell.com. URL consultato il 15 marzo 2018 (archiviato dall'url originale il 16 marzo 2018).

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