Bilancio degli enti locali

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Il bilancio degli enti locali è un documento contabile di previsione oppure consolidato con scadenza annuale, indicante le entrate e le uscite dell'amministrazione locale, relative ad un determinato periodo di tempo. In esso si rispecchiano le scelte della finanza pubblica relative ai bisogni della collettività, alle priorità dei diversi obiettivi preposti, la pressione fiscale a carico dei contribuenti e così via.

Il bilancio ha diverse funzioni: contabile, di garanzia, politica, giuridica ed economica. È l'analogo a livello locale del bilancio statale.

È deliberato dai Comuni, dalle Province e dalle Regioni e approvato sia dalle rispettive giunte che dai consigli.

Funzione politica[modifica | modifica wikitesto]

Il bilancio è ormai molto più che un semplice strumento di rilevazione contabile. Dal momento che i fini da raggiungere sono sempre enormemente superiori alle possibilità economiche di uno Stato le scelte che l'ente locale reputa prioritarie o politicamente più importanti.

Funzione giuridica[modifica | modifica wikitesto]

L'approvazione del bilancio diventa un atto giuridico di autorizzazione, senza o contro il quale gli organi dell'Ente locale non possono gestire la spesa pubblica né riscuotere le entrate. Gli stanziamenti del bilancio segnano giuridicamente il limite entro cui deve svolgersi la gestione amministrativa: il bilancio vincola alla sua osservanza l'attività della pubblica amministrazione.

Funzione economica[modifica | modifica wikitesto]

Il bilancio è uno strumento di programmazione, che permette di valutare gli effetti dell'attività finanziaria sui vari aspetti della vita economico-sociale e di orientare gli interventi di politica economica verso gli obiettivi desiderati, in analogia con il DPEF a livello statale.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]