Biglietto postale

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Biglietto Postale del Regno d'Italia

Il biglietto postale è un foglio piegato una o più volte in modi diversi secondo l'ente emittente, gommato lungo i bordi in modo tale da poter essere chiuso saldamente e perforato lungo gli stessi per poter essere successivamente riaperto agevolmente. Presenta su un lato un'impronta di carta valore del tipo francobollo utile a soddisfare l'esigenza di affrancatura per spedizione di oggetto postale. Solitamente il lato con l'impronta è fornito di righe per l'indicazione del destinatario, più raramente anche per il mittente. All'interno del biglietto postale è possibile annotare il messaggio da inviare.

Notizie storiche[modifica | modifica wikitesto]

Il biglietto postale è ideato dalle poste del Belgio e messo in vendita per la prima volta il 15 dicembre 1882. Nello stesso anno la tipografia londinese De La Rue, a scopo promozionale, presenta un tipo di biglietto postale alle varie Amministrazioni Postali europee che aveva come impronta un'effigie di Vittorio Emanuele II[1]. In Italia viene emesso nel 1889 durante il Regno di Umberto I[2].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il Novellario, p. 132, Prove di biglietti postali
  2. ^ Unificato di Storia Postale, p. 31, Prove di biglietti postali

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Franco Filanci, Il Novellario (volume), prima, Milano, C.i.F. Srl, 2013 [2013], p. 144, ISBN non esistente.
  • Paolo Deambrosi, Bruno Crevato Selvaggi, Benito Carobene, Nicolino Parlapiano, Unificato di Storia Postale (volume), a cura di Emanuele M. Gabbini, sesta, Milano, C.i.F. Srl, 2007, p. 200, ISBN non esistente.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Filatelia Portale Filatelia: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di filatelia