Bicicletta in bambù

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Bici da corsa in bambù con giunzioni in carbonio
Bici in bambù con giunzioni e forcella in metallo, alla Design Week del Salone Internazionale del Mobile di Milano

Una bicicletta in bambù si distingue dalle comuni realizzazioni per la particolare materia prima con cui è realizzato il telaio: i tubi di utilizzo convenzionale, costituiti da leghe metalliche (acciaio, alluminio, altre leghe leggere) o da fibra di carbonio, sono sostituiti da segmenti di canna di bambù. L'uso di questo materiale impone particolari modalità nell'assemblaggio del telaio, un'operazione che avviene con varie tecniche di fissaggio, legatura, e incollaggio, dei tubi in bambù, opportunamente dimensionati. Per garantire la durevolezza e l'inattaccabilità del materiale nel tempo sono necessari opportuni trattamenti dei tubi prima dell'assemblaggio e particolari rifiniture del telaio finito. Tra le caratteristiche positive di questo tipo di telai vi sono le particolari doti di smorzamento delle vibrazioni[1].

Mercato[modifica | modifica wikitesto]

La produzione e la commercializzazione di biciclette in bambù occupa una segmento di nicchia nella manifattura ciclistica e nel relativo mercato[2], ma la realizzazione di esemplari su misura è divenuta una sorta di fenomeno di tendenza, con produttori dislocati negli Stati Uniti d'America, in America latina[3] Asia,[4] e Africa[5]. Visto il prezzo poco accessibile nel mondo occidentale, dovuto alla sua natura di prodotto di nicchia, alcune aziende offrono la possibilità di risparmiare attraverso l'auto-costruzione: a tale proposito, alcuni atelier organizzano laboratori e workshop a pagamento di breve durata, durante i quali i partecipanti, sotto la guida di esperti, possono realizzare da sé un esemplare completo e su misura nel giro di pochi giorni[6].

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Alcune delle caratteristiche principali del progetto di bici in bambù sono l'assorbimento delle vibrazioni, la resistenza agli urti[1], e la naturalità dell'aspetto esteriore del manufatto. Lo smorzamento delle vibrazioni è una delle caratteristiche più apprezzabili di questo tipo di bici. Una bicicletta costruita in bambù può offrire un'esperienza d'uso molto morbida e confortevole. Per questo, tale tecnologia costruttiva è stata impiegata nelle biciclette da strada, mountain bike, e biciclette da corsa. Il bambù, inoltre, è considerato da alcuni come un materiale più ecocompatibile rispetto ad altri materiali convenzionali[5][7].

Costruzione[modifica | modifica wikitesto]

Esistono diversi metodi per trattare le canne di bambù e renderle resistenti, tutti mirati a migliorarne le caratteristiche di durevolezza, che costituiscono il principale punto critico legato all'uso di questo materiale, un difetto insito nella sua natura biologica e deperibile. Tra i mezzi utilizzati, vi sono l'affumicatura e il trattamento termico del legno. Altri produttori usano una fiaccola a gas, o dei forni, per ottenere lo stesso effetto.

L'assemblaggio del telaio si serve di diversi sistemi di giunzione. Uno dei primi modelli usava giunti metallici[8] che venivano serrati attorno al "tubo" di bambù. Un altro approccio fa uso di fibre naturali (ad esempio: stoppa, fibre di canapa o spago[8]) o di origine minerale (come fibra di carbonio o fibra di vetro[8]), che vengono impregnate, a seconda dei casi, con resine indurenti (ad esempio, resine epossidiche[8] o poliuretaniche) o colla per legno (ad esempio, con la canapa[8]), per creare un materiale composito da avvolgere intorno ai punti di giunzione fra i singoli spezzoni per la loro "saldatura". Dopo l'indurimento del materiale, tali zone possono essere sottoposte a molatura al fine di smussare le irregolarità e lisciare la superficie nelle zone di contatto[8].

Per prevenire danni dovuti al contatto con l'acqua, o per proteggere dall'attacco di insetti xilofagi, il telaio di bambù, una volta assemblato, può essere finito con un trattamento che lo riveste con un film superficiale di poliuretano.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Un esemplare del 1896, con congiunzioni metalliche

Testimonianze circa realizzazioni di biciclette di bambù risalgono alla fine del XIX secolo: una prima apparizione risale al 26 aprile 1894, quando un esemplare di bicicletta in bambù fu mostrato al pubblico[9].

Negli anni '90 dell'Ottocento furono depositati molti brevetti per la produzione di biciclette dal telaio in bambù: John Howard, nel 1895, brevettò un sistema di connessioni [10]. George Sanders e John William Holland hanno registrato un brevetto simile [11]. I produttori Franz Grundner e Otto Lemisch di Klagenfurt brevettarono nel 1898 varie tecnologie di fabbricazione per biciclette di bambù leggeri[12].

L'interesse per tale tecnologia di prodotto si è risvegliato circa un secolo dopo.[13], progettata dal designer Ross Lovegrove[14].

Nel 2007 è stato lanciato il Bamboo Bike Project, un progetto promosso da due scienziati della Columbia University, dal Lamont-Doherty Earth Observatory (LDEO), dall'oceanografo David Ho, e da John Mutter, con una finanziamento iniziale proveniente dal The Earth Institute della Columbia University. Lo scopo del progetto era fornire sostegno a investitori locali di paesi africani in via di sviluppo per l'avvio di fabbriche, o altre iniziative produttive, che fossero in grado di garantire produzioni locali a basso costo, e di alta qualità, di biciclette in bambù da distribuire nell'Africa subsahariana. Nel 2012, un cooperante, Matteo Sametti, ha usato proprio una bicicletta in bambù di produzione zambiana per compiere un lungo viaggio da Lusaka, nello Zambia, a Londra, sede dell'edizione 2012 dei Giochi paralimpici estivi (8371 km in 75 giorni)[15]. Lo scopo dell'impresa era la promozione di una raccolta di fondi per la costruzione di in Zambia una scuola di concezione innovativa[16][17].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Calfee Design: Bamboo bike, su calfeedesign.com. URL consultato il 16 maggio 2010 (archiviato dall'url originale il 21 maggio 2010).
  2. ^ Giò Pozzo, Adriano Maccarana, La macchina perfetta. Teoria, pratica e storie della bicicletta, Il Saggiatore, 2010, p. 22. ISBN 978-8-84-281617-1
  3. ^ 'Bambucicleta,' the bicycle made from bamboo canes, Buenos Aires Herald, 2 agosto 2011. URL consultato il 15 giugno 2014.
  4. ^ Greg Jorgensen, Smooth rides for Bangkok's first bamboo bike owner, CNN Travel, 2 settembre 2010. URL consultato il 15 giugno 2014 (archiviato dall'url originale il 26 ottobre 2012).
  5. ^ a b Ghana Bamboo Bikes Initiative, United Nations Framework Convention on Climate Change, 2014. URL consultato il 15 giugno 2014.
  6. ^ (EN) Will Coldwell, Build your own bike with the Bamboo Bicycle Club, The Independent, 20 marzo 2013.
  7. ^ Jen Lukenbill, Bamboo bikes, AboutMyPlanet. URL consultato il 16 maggio 2010 (archiviato dall'url originale il 14 luglio 2010).
  8. ^ a b c d e f Bamboo bicicle joints, su bamboobicycleclub.org. URL consultato il 12 luglio 2014 (archiviato il 12 luglio 2014).
  9. ^ Bamboo bicycles-110 years later, su bikebamboo.com. URL consultato il 16 maggio 2010 (archiviato il 21 aprile 2010).
  10. ^ An Improved Method of Connecting Metal Tubes or Rods, or Lengths of Bamboo or Wood, as Used in Constructing the Frames for Cycles or other Carriages (brevetto GB189520837 (A) ― 1896-10-31; proponenti: John Howard, Dudley, Worcestershire)
  11. ^ Improvements in Joints for Cycles, Vehicles, and other Articles Made of Bamboo, Cane, or other Compressible Materials (brevetto GB189512173 (A) - 1896/06/22; proponenti: George Sanders e John William Holland)
  12. ^ Improvements in the Frames of Velocipedes (brevetto GB189802861 (A) ― 1898-04-09; proponenti: Franz Grundner e Otto Lemisch)
  13. ^ Alex Newson, Fifty Bicycles That Changed the World, Hachette, 2013 ISBN 978-1-84091-650-8 (p. 93)
  14. ^ Bernd Polster, Claudia Newman, Markus Schuler, The A-Z of Modern Design, Merrell, 2009 (p. 71) ISBN 978-1-8589-4502-6
  15. ^ Matteo Sametti, La bicicletta di bambù. 8371 km dal cuore dell'Africa nera alle Paralimpiadi di Londra, Ediciclo, 2013
  16. ^ Matteo Sametti, Lusaka-Londra in sella al bambù, Il Sole 24 ORE, 22 dicembre 2013.
  17. ^ Pedalare per i bambini dell'Africa, Famiglia Cristiana, 9 ottobre 2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]