Biblioteca di Viipuri

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Biblioteca di Viipuri
Alvar Aalto Library Vyborg3.jpg
Localizzazione
StatoRussia Russia
LocalitàVyborg
Coordinate60°42′32.58″N 28°44′49.37″E / 60.709049°N 28.747047°E60.709049; 28.747047Coordinate: 60°42′32.58″N 28°44′49.37″E / 60.709049°N 28.747047°E60.709049; 28.747047
Informazioni generali
CondizioniIn uso
Costruzione1930-1935
Stilemoderno
Realizzazione
ArchitettoAlvar Aalto

La biblioteca di Viipuri (chiamata anche biblioteca Alvar Aalto, in russo: Библиотека Алвара Аалто?) è la biblioteca comunale della città russa di Vyborg, costruita su progetto dell'architetto finlandese Alvar Aalto.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'auditorium della biblioteca in una foto degli anni trenta: si noti, in alto, la copertura ondulata, inestimabile intervento stilistico di Aalto

Aalto ricevette la commissione di progettare la biblioteca nel 1927 su base concorsuale. Il progetto iniziale, simbolicamente intitolato «WWW», presentava un portamento altero, dal piglio vagamente egizio, che denunciava chiaramente l'influenza di Gunnar Asplund, architetto scandinavo di grandissima levatura e dagli stilemi spiccatamente classicisti: pur partendo da basi asplundiane, tuttavia, Aalto vagliò il proprio progetto alla luce della neonata poetica funzionalista, secondo un iter progettuale ed esecutivo decisamente travagliato che si concluse definitivamente solo nel 1935, anno in cui - dopo cinque anni di cantiere - la biblioteca di Viipuri fu finalmente inaugurata al popolo finlandese.

Gravemente danneggiata nel corso della seconda guerra mondiale, la biblioteca attraversò anni funesti anche una volta conclusosi il conflitto, quando la cittadina finlandese di Viipuri fu ceduta all'Unione Sovietica. I vari tentativi di restaurare l'edificio, fra i quali anche quello predisposto da Aleksandr Shver (che ne reinterpretò gli stilemi in chiave stalinista) non furono mai condotti a compimento, e nel frattempo la struttura - rimasta vuota - iniziò gradualmente a deteriorarsi, con condizioni di degrado culminate nel collasso della celebre copertura ondulata.

Prima dell'ascesa alla presidenza di Michail Gorbačëv, in effetti, erano in pochissimi - già dalla Finlandia, figurarsi dal resto dell'Occidente - ad avventurarsi a Vyborg, tanto che la manualistica architettonica di quel periodo riportava informazioni molto contraddittorie sulla Biblioteca, azzardando persino ipotesi sulla sua presunta distruzione (che, per fortuna, non si è mai verificata).[1] Dopo la caduta del regime comunista, considerata l'urgenza di un intervento radicale, la biblioteca di Viipuri è stata finalmente sottoposta a un risolutivo restauro dal costo complessivo di nove milioni di euro che, per la sua efficacia, è stato persino oggetto di trattazione letteraria (Alvar Aalto Library in Vyborg: Saving a Modern Masterpiece), nonché vincitore del World Monuments Fund / Knoll Modernism Prize nel 2014 e dell'Europa Nostra Award nel 2015.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Come di consueto in Aalto la biblioteca di Viipuri si integra armoniosamente con il contesto naturale circostante

La biblioteca di Viipuri deriva dalla giustapposizione di due blocchi edilizi paralleli e sfalsati tra di loro: il blocco più grande contiene sale di lettura, la biblioteca dei ragazzi, una sala riviste e giornali e il banco della distribuzione dei libri, mentre il blocco più piccolo, di forma allungata, comprende un archivio, un piccolo auditorium e gli uffici amministrativi. Questa fisionomia architettonica tradisce un'esplicita rinuncia ai canoni classicisti prediletti da Asplund e denota precise tangenze con il gusto del Razionalismo e del Bauhaus, soprattutto per quanto concerne l'attenzione sulla distribuzione delle varie funzioni della biblioteca, nonché interessanti paralleli pittorici con l'opera dei costruttivisti russi, come Kazimir Malevič.

Aalto, tuttavia, non si attiene rigidamente ai precetti formali del Razionalismo europeo, bensì li interpreta con estrema disinvoltura e scioltezza: l'estetica lecorbusierana, audacemente votata alla creazione di sistemi edilizi quasi ascetici nel loro rigore tecnico, qui lascia il posto a un edificio che - pur essendo del tutto efficiente dal punto di vista funzionale - sa porsi in rapporto anche con i bisogni più strettamente emozionali dei fruitori, nel segno di una vigorosa «umanizzazione dell'architettura».[2] Questa duplice natura della ricerca architettonica aaltiana, mediare cioè tra la sfera razionale e quella emozionale, trova qui espressione in una molteplicità di fattori: il sensibilissimo apparato illuminativo, l'impiego di materiali costruttivi legati alla Natura e alla tradizione scandinava, l'attenzione posta all'acustica.

Aalto, sgabello 60, usato nella biblioteca Viipuri
Altra foto della biblioteca: in alto si scorge la griglia dei lucernari
Nella progettazione dell'auditorium Aalto si serve di una copertura ondulata per dirigere un ambizioso progetto acustico

La portata del razionale viene ampliata innanzitutto nel sistema di illuminazione zenitale, il quale è composto da cinquantasette lucernari troncoconici liberamente distribuiti sulla copertura che impediscono l'ingresso diretto della radiazione solare nell'involucro edilizio e diffondono la luce nelle varie sale con elevatissima uniformità, senza creare fastidiosi coni d'ombra. I vantaggi di questa escogitazione sono molteplici: non vi è necessità di finestre (le pareti perimetrali, pertanto, possono essere tranquillamente arredate con gli scaffali per i libri) e i fruitori della biblioteca, beneficiando di questa luce diffusa (nonché di un'illuminazione elettrica che opera in sinergia con quella naturale), può leggere senza essere disturbato da fastidiose ombre o riflessi.[3] Appare evidente, dunque, come Aalto - una volta assimilata la lezione del Razionalismo - approdi a funzionalismi psicologici più raffinati, relativi al problema del leggere e all'intima relazione che lega l'uomo con il libro («motivo centrale in una biblioteca», osserva lo stesso architetto).[4] Aalto giustificò così questa scelta progettuale:

« Il soffitto delle sale di lettura e della sala prestiti ha 57 aperture circolari coniche, di 1,8 m di diametro, che fungono da lucernari. Il principio è il seguente: la profondità dei coni fa sì che non possano penetrare raggi luminosi con un'angolazione pari o inferiore a 52°; si ha pertanto un'illuminazione indiretta tutto l'anno. Si ottengono così due scopi: primo, i libri sono protetti dalla luce solare diretta; secondo, il lettore non disturbato da ombre o da luce forte, qualunque sia la sua posizione rispetto al libro. Le superfici interne dei coni riflettono la luce del giorno in maniera tale che i raggi di ciascuno si spargono come un grappolo diffuso su un'ampia porzione di pavimento. Ogni posto a sedere nella sala di lettura, ricevendo luce da diversi coni, è dunque immerso in una luce composita »

(Alvar Aalto[5])

Di notevole pregio architettonico è anche la copertura superiore dell'auditorium, dove «il problema dell'occhio» sul quale Aalto si è così tanto soffermato nella progettazione dell'apparato illuminotecnico della sala letture lascia il posto al «problema dell'orecchio» (coerentemente con la funzione stessa di tale unità ambientale). Ecco, allora, che Aalto concepisce un'ingegnosa controsoffittatura ondulata riflettente costituita da trentamila sottilissimi listelli di legno di pino della Carelia che, planando liberamente nello spazio, distribuiscono l'onda sonora il più lontano possibile dalla loro sorgente, in modo tale che l'acustica risulti ottimale in qualsiasi punto dell'auditorium.[5][4] A parlare è sempre Aalto:

« Il soffitto dell'auditorium formato da listelli di legno congiunti [...] che diffondono il suono, in particolare il parlato, nelle quattro direzioni, in maniera acusticamente vantaggiosa. Poiché il dibattito è importante quanto le conferenze, l'udibilità non è in una sola direzione, come nelle sale da concerti. La mia sistemazione acustica mira a rendere ogni punto dell'auditorium egualmente efficiente come trasmettitore e come ricevitore di parole pronunciate a un volume normale su tutta la superficie. Ritengo che i problemi acustici siano di ordine primariamente fisiologico e psicologico, e questo è il motivo per cui non possono essere risolti attraverso mezzi puramente meccanici »

(Alvar Aalto[5])

La spiegazione che Aalto fornisce sulla logica della copertura ondulata, oltre a sottolineare l'«umanizzazione del Razionalismo» che va operando, denuncia pure un'aspirazione a fare dell'architettura uno strumento pedagogico, finalizzato al raggiungimento di una vita democratica ed egualitaria (possibile proprio grazie alla natura acusticamente attiva di ciascun punto dell'auditorium). Nella biblioteca di Viipuri, infine, sono di particolare pregio anche il flessuoso e plastico corrimano in legno sagomato delle scale a doppie rampe (che, «snodandosi liberamente intorno alla zona di distribuzione, [...] cerca di far sentire tattilmente lo spazio», osserva il Biraghi), l'utilizzo quasi affettuoso di materiali costruttivi tipici della Scandinavia (come il legno), e l'organizzazione armoniosamente fluida della circolazione.[6][7]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Malcolm Quantrill, Finnish Architecture and the Modernist Tradition, Spon Press, 1998, p. 74, ISBN 978-0-419-19520-7.
  2. ^ Biraghi, p. 373-374.
  3. ^ Biblioteca di Viipuri (PDF), su matitare.it, 2003.
  4. ^ a b Santini, p. 38.
  5. ^ a b c Reed, p. 19.
  6. ^ Biraghi, p. 374.
  7. ^ Reed, p. 18.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Pier Carlo Santini, Alvar Aalto, in Quaderni d'arte e di architettura moderna, Firenze, 1965.
  • Marco Biraghi, Storia dell'architettura contemporanea, in Piccola biblioteca Einaudi, vol. 1, Torino, Einaudi, 2008, ISBN 978-88-06-18697-5.
  • Peter Reed, Alvar Aalto, 1898-1976, Milano, Electa, 1998, ISBN 8843566105.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]