Bibì e Bibò
| Bibì e Bibò | |
|---|---|
| fumetto | |
Bibì e Bibò con Tordella (1901)
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| Titolo orig. | The Katzenjammer Kids |
| Lingua orig. | inglese |
| Paese | Stati Uniti |
| Autore | Rudolph Dirks, Harold Knerr |
| 1ª edizione | 12 dicembre 1897 |
Bibì e Bibò (The Katzenjammer Kids — traducibile con "i ragazzi dei postumi della sbornia", cioè dei borborigmi emessi dallo stomaco, dovuti all'acidità che insorge dopo aver assunto molto alcool, simili a gatti che stanno litigando — e poi The Captain and the Kids) è una serie a fumetti ideata nel 1897 dall'autore tedesco immigrato negli Stati Uniti Rudolph Dirks ed è la striscia a fumetti più longeva di sempre.[1][2][3] Per creare i personaggi l'autore si ispirò a Max e Moritz del connazionale Wilhelm Busch[4][2][1] ed è probabilmente la prima striscia nella storia del fumetto americano a fare uso delle nuvolette.[5][6] Nel 1995 fu una delle venti serie a fumetti inclusa nella serie di francobolli statunitensi Comic Strip Classics.[7][8][9] La serie venne definita dal critico Kenneth Rexroth «uno dei contributi americani alla mitologia moderna».[1]
Storia editoriale
[modifica | modifica wikitesto]La serie esordì il 12 dicembre 1897 sull'American Humorist, supplemento del New York Journal, quotidiano appartenente al gruppo Hearst. Quando Dirks decise di compiere un lungo viaggio in Europa i personaggi furono affidati a Harold Knerr, un altro disegnatore di origine tedesca. Al suo ritorno negli States, nel 1914, Dirks riprese a disegnare la striscia per il principale concorrente di Hearst, il New York World di Joseph Pulitzer. A seguito di una sentenza giudiziaria Dirks fu costretto a cambiare il titolo della serie in The Captain and the Kids ma entrambi gli autori poterono continueranno a realizzare ciascuno una differente versione della serie sino alla loro morte rispettivamente nel 1968 e nel 1949. L'opera di Dirks sarà portata avanti da suo figlio John, mentre a Knerr succederanno prima Doc Winner nel 1949, poi Joe Musial dal 1956, e infine, dal 1984, Hy Eisman che ne continua la produzione rendendo la serie la più longeva nella storia del fumetto ma pubblicato solo la domenica in strisce più lunghe.[4][3][1][2] Le due serie continueranno a essere pubblicate in tutto il mondo per decenni con alterna fortuna e minime differenze.[1]
La striscia è nota in Italia soprattutto per essere stata pubblicata come Bibì e Bibò e Capitan Cocoricò sul Corriere dei Piccoli con grande successo nella versione di Knerr, a partire dal 1912,[3][2] e poi su molte altre testate nei decenni successivi dove compaiono anche con altri nomi come Capitan Bomba sugli Albi Nuove Avventure o come Capitan Mangiaspugne su Jumbo, fino a the Katzies sulla rivista Comic Art negli anni ottanta.[2]
Personaggi
[modifica | modifica wikitesto]Bibì (Hans)
[modifica | modifica wikitesto]Bibò (Fritz)
[modifica | modifica wikitesto]Tordella
[modifica | modifica wikitesto]Tordella (Mama) è la madre dei due bambini (Bibì e Bibò).[1] Il termine tordella poteva indicare, in italiano ormai vetusto, la moglie o altro partner femminile di un uomo, in un senso che può variare dal simpatico al leggermente spregiativo[senza fonte] (dato il frequente uso del mattarello[10]).
In molti dei film muti (cortometraggi) realizzati nel 1912 l'attrice che interpretò il personaggio fu Lillian Leighton.
Capitan Cocò Ricò
[modifica | modifica wikitesto]Zio Heinie
[modifica | modifica wikitesto]Trama
[modifica | modifica wikitesto]Le storie di genere umoristico sono ambientate su una spiaggia africana di una colonia tedesca dove i personaggi parlano con storpiature fonetiche dei dialoghi tipicamente tedesche[11]. Accanto ai due bambini protagonisti, sempre impegnati a combinarne di nuove, ci sono la cuoca Tordella (Mama), specializzata in torte e che in molte delle storie usa il mattarello per ripagare i mocciosi, il capitano, Capitan Cocò Ricò[12] (the Captain), un vecchio lupo di mare in pensione, e un ispettore, loro eterno ospite.[3][2][1] Tordella e il Capitano non sono sposati e non è detto che Bibì e Bibò siano loro figli. Ci sono poi gli indigeni privi di intenzioni bellicose con il loro capo che trascorre le giornate a giocare a carte con il Capitano e l'ispettore.[1]
Malgrado i bambini vengano puniti alla fine di ogni avventura, ricominciano nuovamente senza soluzione di continuità. Non è chiaro quale sia la famiglia dei due gemelli: potrebbero essere i figli di un fantomatico signor Katzenjammer, ma poiché la parola in tedesco indica il malessere del dopo sbronza, si potrebbe intendere che forse i due sono figli di qualche "peccatuccio" compiuto sotto spirito alcolico, come tanti degli orfani che popolavano le vie di New York e che servirono per l'identificazione dei loro caratteri.[senza fonte]
Altri media
[modifica | modifica wikitesto]Teatro
[modifica | modifica wikitesto]Cortometraggi animati
[modifica | modifica wikitesto]- The Captain and the Kids: serie a disegni animati prodotta nel 1938.[1][2]
Film muti
[modifica | modifica wikitesto]- The Katzenjammer Kids in School (1898)
- The Katzenjammer Kids Have a Love Affair (1900)
- The Katzenjammer Kids (1912)
- They Plan a Trip to Germany (1912)
- They Entertain Company (1912)
- They Go to School (1912)
- School Days (1912)
- Unwilling Scholars (1912)
- The Arrival of Cousin Otto (1912)
Premi e riconoscimenti
[modifica | modifica wikitesto]- Nel 1995 fu una delle venti serie a fumetti inclusa nella serie di francobolli statunitensi Comic Strip Classics.[7][8][9]
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ^ a b c d e f g h i j FFF - Fumetto, KATZENJAMMER KIDS, su lfb.it. URL consultato il 22 settembre 2017.
- ^ a b c d e f g h THE KATZENJAMMER KIDS, su guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 22 settembre 2017.
- ^ a b c d 13 strisce classiche che pensavate concluse (e invece vengono ancora pubblicate) - Pagina 4 di 14 - Fumettologica, in Fumettologica, 18 aprile 2014. URL consultato il 22 settembre 2017.
- ^ a b Luca Boschi Bibì e Bobò ancora nel Guinness Archiviato il 18 gennaio 2012 in Internet Archive.
- ^ 100 Yves Fremion citato nell'articolo SCOOP! Il 1996 NON è il centenario del Fumetto?
- ^ (EN) Claire Suddath, Top 10 Long-Running Comic Strips, in Time, 17 maggio 2010. URL consultato il 22 settembre 2017 (archiviato dall'url originale il 25 febbraio 2013).
- ^ a b http://www.afnews.info/fumetti.org/gif/Usastamp.gif Comic Strip Classics
- ^ a b Cronaca Filatelica, n. 213, dicembre 1995.
- ^ a b Comic Strip Classics (GIF), su fumetti.org.
- ^ Il Corriere dei Piccoli - afnews.info, in afnews.info, 3 ottobre 2014. URL consultato il 22 settembre 2017 (archiviato dall'url originale il 22 settembre 2017).
- ^ facilmente reso in italiano con molte k, v trasformate in f, d che diventano t
- ^ poi sintetizzato in Capitan Cocoricò
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Rudolph Dirks, Bibì e Bibò Sculaccioni & Figli dei Fiori, Milano, Mondadori, 1974.
- Harold Knerr, Bibì e Bibò, Milano, Rizzoli, 1975.
- Gaetano Strazzulla, I fumetti, Enciclopedie Pratiche Sansoni - 1970
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Bibì e Bibò
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- King Features, su kingfeatures.com. URL consultato il 27 marzo 2013 (archiviato dall'url originale il 26 febbraio 2014).
- Pagina dedicata alla serie sul sito della Fondazione Franco Fossati, su lfb.it.
- Bibì e Bibò (The Katzenjammer Kids) sul sito Bambini&topi, su bambinietopi.it.
