Berta di Savoia

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Berta di Savoia
Bertha of Savoy, Holy Roman Empress.jpg
Ritratto di Berta di Savoia
Regina consorte dei Romani e Imperatrice consorte del Sacro Romano Impero
Stemma
In carica 1066 –
1087

Incoronazione 13 luglio 1066
Predecessore Agnese del Sacro Romano Impero
Successore Matilde d'Inghilterra
Nome completo Berta di Savoia
Nascita 21 settembre 1051
Morte Magonza, 27 dicembre 1087
Luogo di sepoltura Duomo di Spira
Dinastia Casa Savoia
Padre Oddone di Savoia
Madre Adelaide di Susa
Consorte di Enrico IV
Figli
Religione cattolica

Berta di Savoia, anche Berta da Torino (21 settembre 1051Magonza, 27 dicembre 1087), fu la prima moglie (1066) dell'imperatore Enrico IV, Regina di Germania e Sacra Romana Imperatrice.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlia di Oddone e di Adelaide di Susa, era ancora una bambina quando, per le feste di Natale del 1055, fu promessa in sposa al figlio del potente Enrico III il Nero che aveva desiderato l'alleanza della casa Savoia. Ma appena un anno dopo Enrico III morì e suo figlio, Enrico IV, fu dai Grandi dell'impero sottratto alla tutela e alla benefica influenza della madre Agnese di Poitou. L'imperatrice, esautorata e fatta allontanare dal regno, finì col ritirarsi in un convento a Roma. Le nozze furono celebrate in Germania, con somma magnificenza, nello splendido castello di Trebur, il 13 luglio 1066. In seguito, però, Enrico chiese il divorzio al papa adducendo una ragione ingiuriosa e calunniosa per l'imperatrice. Invano l'imperatrice Agnese, dal suo ritiro, implorò perché il figlio non volesse disonorarsi con quel suo comportamento, invano la famiglia della sposa lo minacciò. Egli, pertinace, insisté e fece adunare un Concilio a Magonza per discutere la sua domanda. Berta si ritirò nell'abbazia di Lorsch e attese in preghiere il compiersi della sua sorte. Papa Alessandro II si fece rappresentare al Concilio da San Pier Damiani al quale aveva dato le opportune istruzioni. San Pier Damiani, con la sua ispirata eloquenza, convinse tutti a favore di Berta ed Enrico fu completamente schiacciato.

Iscrizione funebre dedicata a Berta di Savoia

Enrico, nel frattempo, era incorso nella scomunica da parte di papa Gregorio VII: era la prima volta che un monarca veniva scomunicato e il fatto ebbe terribili conseguenze, così che Enrico si decise a scendere in Italia per incontrare il Papa. Fino a quel momento Berta era stata considerata una povera donna schiacciata dalla protervia del marito; a questo punto si dimostra grande: dimentica delle umiliazioni e delle violenze subite, fu l'unica a incoraggiare il marito e, contando sull'appoggio della sua famiglia di origine, ad accompagnarlo nel disastroso viaggio intrapreso per supplicare il papa a concedere il sospirato perdono. L'inverno del 1077 fu rigidissimo e a Canossa, dove il papa si trovava, Enrico, scalzo, quasi nudo, sfinito, umiliato e intirizzito, dovette aspettare tre giorni per essere ammesso al cospetto del papa. Pochi giorni dopo ella ritornò col marito in Germania dove la condotta di Enrico non aveva incontrato la soddisfazione dei suoi sudditi: molti gli volsero le spalle e gli misero innanzi, come rivale, nominandolo imperatore a sua volta, Rodolfo di Svevia, che da tempo gli contendeva la porpora imperiale. Intanto che Enrico lottava senza posa contro Rodolfo, Berta andava lentamente spegnendosi. Morì consumata dai dolori e, nel 1088, fu sepolta nella Cattedrale di Spira, nelle tombe dei principi della casa di Franconia.

Una tradizione popolare fiorita a Fidenza vorrebbe associare la figura regale a una raffigurazione di un rilievo del ciclo scultoreo e decorativo in stile romanico della Cattedrale di San Donnino, interpretata come figura di donna impugna due fusi, intenta a filare (nel Novecento si è scoperto, invece, rappresentare il leggendario volo di Alessandro Magno): il tramite su cui si basa l'associazione è il detto proverbiale "Ai tempi che Berta filava"[1].

Discendenza[modifica | modifica wikitesto]

Dal suo matrimonio con Enrico ebbe cinque figli:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Claudio Mutti, L'ascensione di Alessandro, in Carlo Saccone (a cura di), Alessandro/Dhû l-Qarnayn in viaggio tra i due mari, p. 131.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (DE) Bruno von Merseburg: Brunonis Saxonicum bellum. Brunos Sachsenkrieg. - Übersetzt v. Franz-Josef Schmale. - In: Quellen zur Geschichte Kaiser Heinrichs IV. - Darmstadt, 1968. - (= Ausgewählte Quellen zur deutschen Geschichte des Mittelalters. Freiherr vom Stein-Gedächtnisausgabe; 12). - S. 191-405.
  • (EN) Frederick Lewis Weis, Ancestral Roots of Certain American Colonists Who Came to America Before 1700, Lines 45-23, 274-22, 274-23.

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