Bernasconi (organari)

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L'organo Giuseppe Bernasconi (1861) nella Basilica Minore Romana di San Nicolò a Lecco

La famiglia Bernasconi fu una celebre dinastia di maestri organari, originari di Varese, attivi tra il 1847 ed il 1920. Le loro opere sono dislocate principalmente in Lombardia e nel Canton Ticino (Svizzera).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La famiglia Bernasconi, di origini varesine e di ascendenza ticinese, iniziò ad interessarsi all'arte organaria all'inizio dell'Ottocento quando i fratelli Giuseppe (1814-1891), Lorenzo (1822-1890), Cesare (1829-?) e Pietro (1834-1895) iniziarono a lavorare a bottega presso l'organaro varesino Luigi Maroni[1] in località Biumo Inferiore, da cui appresero i segreti del mestiere. Dal padre Felice, calzolaio originario del rione Bizzozero di Varese, avevano appreso l'arte della lavorazione del legno. Dopo la morte di Maroni Biroldi, nel 1842, i Bernasconi rilevarono l'intera ditta che venne rinominata a partire dal 1847 "Fratelli Bernasconi", sotto la direzione di Giuseppe, il primogenito.[2]

La società si divise nel 1854 quando vennero costituite due ditte indipendenti, la prima con Giuseppe e Cesare associati, mentre la seconda con Lorenzo e Pietro insieme.

Nel 1866 Cesare Bernasconi decise di fondare una ditta organaria propria, divisa dal fratello. Nel 1881 la ditta di Giuseppe si presentò all'Esposizione Musicale di Milano con un elenco di 99 organi costruiti dalla sua azienda in soli 34 anni di attività. Le ditte di Giuseppe e Cesare rimasero maggiormente legate ai dettami dell'organo lombardo ottocentesco tradizionale (una tastiera unica, registri spezzati, somiere a vento e manette alla lombarda), mentre quella di Lorenzo e Pietro e poi di Luigi, figlio dell'ultimo, si specializzò in esemplari d'organi in linea coi dettami della riforma ceciliana (2 tastiere, registri interi, pedaliera completa, bottoni a scatto), giudicati tecnicamente più moderni. Nel 1895 Giovanni Tebaldini pubblicò un elenco di settantacinque organi italiani a suo dire perfettamente aderenti ai nuovi dettami ceciliani e, tra questi, ne comprese quattro costruiti dai Bernasconi: due a opera di Pietro (Como, S. Fedele, 1890 e Monastero Bormida, S. Giulia, 1892) e due a opera di Cesare (Lucca, S. Maria a Colle, 1893 e Montichiari, S. Pancrazio, 1895).

La dinastia degli organari Bernasconi terminò con Luigi, figlio di Pietro, il quale cedette l'attività di famiglia alla ditta Balbiani (già attiva con successo nel campo della produzione di organi) verso il 1920, mettendosi a lavorare per la stessa ditta come accordatore di ance.

Cronologia genealogica della famiglia Bernasconi[modifica | modifica wikitesto]

 Felice Bernasconi
XVIII secolo
 
    
Giuseppe Bernasconi
*18141891
Lorenzo Bernasconi
*18221890
Cesare Bernasconi
*1829 †?
Pietro Bernasconi
*18341895
  
  
 Giovanni Bernasconi
*? †?
Luigi Bernasconi
*18601927

"Fratelli Bernasconi"[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni tra i lavori più importanti realizzati dalla ditta "Fratelli Bernasconi" dalla sua costituzione nel 1847 sino alla divisione in due rami del patrimonio familiare nel 1854:

Giuseppe e Cesare Bernasconi[modifica | modifica wikitesto]

Il cavalier Giuseppe Bernasconi (Varese, 1814 - Varese, 30 dicembre 1891) era il maggiore dei fratelli e, dalla divisione della società di famiglia nel 1854, scelse di mantenere attiva la sua collaborazione col fratello Cesare (1829-?) e tale rimase sino al 1866 quando lo stesso Cesare abbandonò la società col fratello per costituirne una propria, col figlio. Giuseppe fu uno degli organari prediletti da San Giovanni Bosco al punto che, oltre all'organo già realizzato dai fratelli Bernasconi presso la chiesa di San Giovanni Evangelista a Torino (3 tastiere e oltre 3000 canne, del 1882), don Bosco gli commissionò anche quello ancora più grandioso costruito nella chiesa del Sacro Cuore a Roma nel 1887 (70 registri e 4000 canne)[3].

Alla morte di Giuseppe nel 1891, l'azienda venne rilevata da Cesare già in attività col figlio Giovanni (1866-?), che proseguì per qualche anno ancora, per poi lasciare il monopolio al nipote Luigi, figlio di suo fratello Pietro.

Organi realizzati da Giuseppe e Cesare (1854-1866)[modifica | modifica wikitesto]

  • Oleggio (NO), Santuario della Beata Vergine Assunta - 1855
  • Margno (LC), Chiesa di San Bartolomeo - 1859
  • Invorio (NO), Loc. Invorio Superiore, Chiesa di San Giacomo - 1860
  • Lecco, Basilica Minore Romana di San Nicolò - 1861
  • Crema (CR), Basilica di Santa Maria della Croce - 1863
  • Como, Chiesa di San Bartolomeo - 1866 (rifacimento di un precedente organo Eugenio Biroldi, 1825, a sua volta costruito reimpiegando materiale fonico seicentesco)
  • Milano, Basilica dei Santi Apostoli e Nazaro - 1867

Organi realizzati da Giuseppe[modifica | modifica wikitesto]

Organi realizzati da Cesare e figlio Giovanni[modifica | modifica wikitesto]

Pietro e Lorenzo Bernasconi[modifica | modifica wikitesto]

Pietro Bernasconi (a volte Piero) (1834Varese, 27 maggio 1895) è stato attivo per lo più in Lombardia e varesotto. Sebbene le notizie sulla sua nascita siano scarse, di Pietro sappiamo che fu attivo dapprima con il fratello Lorenzo (1822-1890), continuando poi l'attività con il figlio Luigi, con il quale fondò la ditta Pietro Bernasconi e figlio Luigi, dopo aver liquidato al fratello Lorenzo la sua quota d'azienda.

L'organo Pietro Bernasconi e Figlio (1892) nella Chiesa di S. Giulia a Monastero Bormida.

Organi realizzati da Pietro e Lorenzo[modifica | modifica wikitesto]

Organi realizzati da Pietro e figlio Luigi[modifica | modifica wikitesto]

Luigi Bernasconi[modifica | modifica wikitesto]

Luigi Bernasconi (1860-1927), era figlio di Pietro.

Assieme a suo padre nel 1876 esegue il rifacimento dell'organo meridionale del Duomo di Milano aggiungendovi l'organo eco[4]. Dopo la morte del padre diede un nuovo impulso all'attività di famiglia, costruendo diversi strumenti musicali di rilevante importanza, alcuni dei quali per le chiese della Valle del Ticino. Chiuse definitivamente la ditta di famiglia nel 1920, cedendola agli organari Balbiani.

Organi realizzati da Luigi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Questi era associato allo zio Eugenio Francesco Biroldi alla cui morte, nel 1827, aveva rilevato l'intera azienda
  2. ^ Gli organari Bernasconi da Varese
  3. ^ L'organo è attualmente inglobato nell'attuale strumento, elettrificato dalla ditta Inzoli e ampliato con notevoli ricostruzioni nel 1995 dalla ditta Rosario Chichi su progetto di mons. Luigi Sessa, avente oggi 78 registri reali e 5163 canne
  4. ^ Storia degli Organi del Duomo

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Contratto per la costruzione del nuovo organo (1833), Salorino, Apr.
  • «Gazzetta Ticinese», 125, 27 maggio 1876, p. 524
  • «Gazzetta musicale di Milano», 2 giugno 1895, p. 386;
  • La tradizione organaria nel territorio varesino di M. Manzin, Gavirate 1987, pp. 140–142.
  • Mario Manzin, L'organo di Giuseppe Bernasconi 1858 di Rho e il suo restauro, 1983.
  • Mario Manzin, La tradizione organaria nel territorio varesino, Nicolini, Gavirate 1987, pp. 140–142.
  • Ambrogio Cesana, Tra i segni del sacro. Gli organi della Valsassina, 1995
  • Mario Manzin e Maurizio Isabella, L'organo dei Fratelli Bernasconi 1874 di Mombello Lago Maggiore, 1997.
  • Ambrogio Cesana, L'organo Giuseppe Bernasconi 1861. Basilica di S. Nicolò a Lecco, 2003.
  • Mario Manzin, La tradizione organaria varesina nel contesto lombardo, 2005

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]