Berkyaruq

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Berkyaruq
BarkiyaruqPainting.jpg
Scena dell'investitura di Berkyaruq tratta dal Jami' al-tawarikh, un'opera del XIV secolo
Sultano dell'impero selgiuchide
In carica 10941105
Predecessore Mahmud I
Successore Malik-Shah II
Nome completo Rukn al-Din Abu'l-Muzaffar Berkyaruq ibn Malikshah
Nascita Esfahan, 1079/1080
Morte Borūjerd, 1105
Dinastia Selgiuchidi
Padre Malik Shah I
Madre Zubayda Khatun
Figli Malik-Shah II
Religione sunnismo

Rukn al-Din Abu l-Muzaffar Berkyaruq ibn Malikshah (in persiano ابو المظفر رکن الدین برکیارق بن ملکشاه‎, "Rukn al-Dīn Abuʿl-Moẓaffar Berkyāruq ibn Malik-Šāh"), conosciuto semplicemente come Berkyaruq (برکیارق) (1079/1080 – 1105), fu il quinto sultano[nota 1] dell'impero selgiuchide, al potere dal 1094 al 1105.

Figlio e successore di Malik Shah I (regnante dal 1072 al 1092), rimase al potere durante le fasi iniziali del declino e della frammentazione dell'impero, ovvero in concomitanza dell'ascesa degli atabeg e dei principati turcomanni, che alla fine si sarebbero estesi dal Kirman all'Anatolia e alla Siria. Il suo mandato fu segnato da conflitti interni, principalmente contro altri principi selgiuchidi bramosi di potere. Alla sua morte nel 1105, la sua autorità appariva in gran parte svanita. Suo figlio neonato Malik Shah II gli succedette brevemente, finché non fu ucciso dal fratellastro e rivale di Berkyaruq Muhammad Tapar (r. 1105-1118).

Nome[modifica | modifica wikitesto]

Berkyaruq è un termine turco che significa "luce ferma e incrollabile".[1] Contrariamente ai propri predecessori Ghaznavidi, che avevano in gran parte abbandonato la loro eredità turca a favore del persiano, i Selgiuchidi, sebbene furono allo stesso modo "persianizzati", preservarono e furono orgogliosi delle proprie origini, conservando nomi turchi come Berkyaruq, Arslan Arghu o Sanjar.[2][3]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Primi anni[modifica | modifica wikitesto]

Nato nel 1079 o 1080 nella capitale selgiuchide di Esfahan, Berkyaruq era il figlio maggiore di Malik Shah I (al potere dal 1072 al 1092) e della cugina di quest'ultimo, la principessa selgiuchide Zubayda Khatun.[4][5][6][7][8] Berkyaruq aveva solo tredici anni al momento della morte di suo padre nel novembre 1092, circostanza la quale implica che non vi erano principi maggiorenni che potessero ereditare il vasto impero selgiuchide.[9][10] Il fratellastro di Berkyaruq Muhammad Tapar aveva undici anni, mentre un altro fratellastro di nome Mahmud ne aveva solo quattro. Un fratello di Malik Shah chiamato Tutush I, al governo in Siria per conto di suo fratello, rivendicò il trono per via del fatto che fosse l'unico legato alla dinastia regnante in età adulta, ma ottenne scarso sostegno dall'élite turca.[11] La morte di Malik Shah segnò l'inizio del declino e della frammentazione dell'impero, in quanto gli emiri e gli aristocratici più influenti cercarono tutti di ottenere il potere sostenendo uno dei propri giovani figli come sultano.[9][11] Tale evento avrebbe segnalato l'ascesa definitiva degli atabeg e dei principati turcomanni, che in seguito avrebbero esteso la propria influenza dal Kirman all'Anatolia e alla Siria.[9]

Una delle mogli di Malik Shah, Terken Khatun, in collaborazione con il visir selgiuchide Taj al-Mulk, fece insediare suo figlio di quattro anni Mahmud sul trono a Baghdad.[12] Egli convinse il califfoabbaside Al-Mustazhir (r. 1094-1118) a far leggere il khuṭba (sermone del venerdì) nel nome di Mahmud e a inviare un esercito sotto l'emiro Qiwam al-Dawla Kirbuqa allo scopo di prendere Esfahan e fare prigioniero Berkyaruq.[11] Nel frattempo, la famiglia e i sostenitori del defunto visir selgiuchide Nizam al-Mulk (noto come "Nizamiyya"), guidati dal soldato-schiavo turco (ghulam) Er-Ghush, presero le parti di Berkyaruq. Essi fecero uscire dalle mura di nascosto Berkyaruq da Esfahan e mandarono dal suo atabeg (guardiano) Gumushtigin a Saveh e Avaj, che lo fece incoronare a Rey.[12][13]

Regno[modifica | modifica wikitesto]

Sfide iniziali e consolidamento del potere[modifica | modifica wikitesto]

Mappa dell'Impero selgiuchide alla morte di Malik Shah I nel 1092

Sebbene Berkyaruq fosse generalmente sostenuto dalla Nizamiyya, lo storico contemporaneo Clifford Edmund Bosworth afferma che «questo non implica necessariamente che quell'istituzione seguisse una politica collettiva, poiché nessuno dei figli del Nizam al-Mulk era all'altezza del padre in termini di capacità, e sembra che l'opportunismo e i fattori personali li abbiano spesso influenzati».[14] I membri della Nizamiyya stavano soprattutto cercando di vendicarsi contro Taj al-Mulk, che si credeva fossero responsabili della morte del suo rivale Nizam al-Mulk (una versione che, secondo lo storico moderno Andrew Peacock, risulterebbe in parte vera).[11][14][15] Nel gennaio 1093 ebbe luogo una battaglia tra le due fazioni, che portò alla sconfitta dei sostenitori di Mahmud e alla cattura di Taj al-Mulk. Berkyaruq, consapevole dell'abilità burocratica di Taj al-Mulk, era disposto a nominarlo suo visir.[15] Taj al-Mulk riuscì persino a placare una parte dei Nizamiyya ricorrendo alla corruzione. Tuttavia, ciò non bastò: i membri dell'istituzione appena menzionata, assetati di vendetta, si assicurarono l'esecuzione del loro nemico il 12 febbraio.[15][16] Terken Khatun convocò presto il principe selgiuchide Isma'il ibn Yaquti per attaccare Berkyaruq. Sebbene il primo avesse radunato un esercito di turcomanni giunti dall'Azerbaigian e dall'Arran, fu sconfitto e giustiziato dall'atabeg Gumush-Tegin di Berkyaruq.[16] Terken Khatun cercò quindi di contattare Tutush, ma si spense improvvisamente nel 1094, con il figlio malaticcio Mahmud che perì un mese dopo.[11][16]

Mappa del Khorasan e della Transoxiana

Berkyaruq dovette anche fare i conti con lo zio Tutush, che invase la Giazira e l'Iran occidentale assicurandosi la città di Ray. Tuttavia, venne ucciso dalle forze di Berkyaruq vicino alla stessa città il 25 febbraio 1095.[8][11] Quest'ultimo riuscì così a consolidare il suo autorità nell'Iran occidentale e in Iraq, venendo altresì riconosciuto come sultano da Al-Mustazhir.[9][11] Durante il trambusto che ne seguì, il fratello di Malik Shah, Arghun Arslan, conquistò la maggior parte del Khorasan (tranne la città di Nishapur), tentando di dare vita a un proprio principato nella provincia. Berkyaruq spedì una prima volta un esercito al comando di suo zio Bori-Bars ibn Alp-Arslan nel 1095 per conquistare il Khorasan, finendo però quest'ultimo catturato e ucciso. A quel punto, Berkyaruq inviò una seconda armata sotto il suo fratellastro Ahmed Sanjar nel 1097, ma prima che si verificassero gli scontri Arghun Arslan fu assassinato da uno dei suoi stessi ghulam, a causa del trattamento brutale che riservava ai suoi sudditi. Berkyaruq nominò Sanjar sovrano vassallo (malik) del Khorasan, assegnandogli il proprio atabeg (Amir Qumaj) e visir (al-Tughrai).[17][18][19]

Berkyaruq diresse quindi una spedizione fino a Termez, dove confermò i Karakhanidi Sulayman-tegin e Mahmud-tegin come sovrani vassalli della Transoxiana.[20] Nominò inoltre Qutb al-Din Muhammad nuovo governatore della regione dell'Asia centrale chiamata Corasmia, segnando così l'inizio dell'esistenza per la dinastia corasmia.[21][22] Egli trascorse sette mesi nella città di Balkh e quindi tornò a ovest.[23] Tuttavia, dopo aver lasciato i suoi possedimenti orientali, l'area sprofondò in una serie di rivolte, tra cui quella scatenata dal principe selgiuchide Dawlatshah. Il nome di Berkyaruq iniziò ad essere escluso dalle monete coniate a Nishapur, il che testimonia la lenta disintegrazione del suo governo nel Khorasan. Preoccupato per le continue questioni interne, Berkyaruq non era disponibile a rispondere allo scoppio della prima crociata in Siria nel 1097. I combattenti europei diedero il via all'assedio di Antiochia nel 1098 e saccheggiarono più tardi Ma'arrat al-Nu'man, trucidandone gli abitanti musulmani ed ebrei Inoltre, Berkyaruq aveva poche ragioni per aiutare i Selgiuchidi della Siria, che combatterono tra loro frammentando il paese internamente. La parte settentrionale era governata da Fakhr al-Mulk Ridwan e la zona meridionale da Shams al-Muluk Duqaq. Quando i crociati fecero il proprio ingresso in Siria, Ridwan decise per un breve periodo di accordare la sua fedeltà al califfato fatimide anziché continuare a riporla in Berkyaruq.[20]

Conflitto con Muhammad I Tapar[modifica | modifica wikitesto]

Scena dell'investitura di Muhammad I Tapar tratta dal Jami' al-tawarikh, un'opera del XIV secolo

La sfida più difficile che Berkyaruq dovette affrontare riguardò la ribellione causata dal suo fratellastro Muhammad nel 1098 o 1099. L'insurrezione era stata incoraggiata dal figlio di Nizam al-Mulk Mu'ayyid al-Mulk, che in precedenza aveva servito Berkyaruq e giocato un ruolo chiave nella sconfitta di Tutush. Dopo il suo licenziamento da parte di Berkyaruq, entrò al servizio di Mahmud, il quale lo nominò suo visir. Mu'ayyid al-Mulk approfittò della sua nuova posizione per vendicarsi dei suoi rivali, compito che risultò più agevole per via del fatto che Mahmud dovette attendere di raggiungere l'età adulta (all'epoca circa 17 anni). Anche i membri della Nizamiyya e le importanti famiglie di Esfahan si unirono a Muhammad, impedendo a Berkyaruq di entrare in città.[24] La ribellione fu aizzata dai sostenitori di Muhammad nella città di Ganja ad Arran, assegnatagli a titolo di iqta' (feudo, latifondo) da Berkyaruq nel 1093.[25]

La conquista di Rey eseguita da Muhammad mise in luce la vulnerabilità del regno di Berkyaruq. Sa'd al-Dawla Gawhara'in, lo shiḥna (amministratore militare) di Baghdad, si unì presto a Muhammad, ragion per cui anche quella città fu aggiunta al suo dominio. Tuttavia, l'esito della guerra protrattasi per un lustro continuò ad apparire nebuloso, con Baghdad che passava ripetutamente di mano in mano. Anche con il supporto di Sanjar (che disprezzava Berkyaruq), Muhammad non riuscì a sconfiggere il suo rivale. L'autorità di Berkyaruq continuò a indebolirsi e nel 1104, anno in cui l'erario era stato praticamente dissanguato, il sultano fu costretto a chiedere la pace.[26] Successivamente fu stipulato un trattato che riconosceva Mahmud come sovrano dell'Iraq meridionale, dell'Iran settentrionale, del Diyar Bakr, di Mosul e della Siria, mentre Berkyaruq fu riconosciuto come sovrano del resto dell'Iran (incluso Esfahan) e di Baghdad. L'intesa, tuttavia, con grande probabilità celava alcuni dettagli che ad oggi restano ignoti. L'anno successivo (1105), non vi era traccia di alcuna zecca che citasse il nome di Berkyaruq nelle terre islamiche centrali.[27] In viaggio verso Esfahan, egli morì di tubercolosi all'età di 25 anni vicino alla città di Borūjerd e gli successe il figlio neonato Malik Shah II.[28] Baghdad fu successivamente catturata in maniera definitiva da Muhammad, che fece uccidere Malik Shah II.[27]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Esplicative[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Oltre a quello di sultano, si fregiò dell'antico titolo persiano di re dei re (shahanshah), diventato comune anche tra i Selgiuchidi: Madelung, Daftary e Meri (2003), p. 330.

Bibliografiche[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Bosworth (2001), p. 305.
  2. ^ Blake (2002), p. 123.
  3. ^ Tetley (2008), p. 27.
  4. ^ Bosworth (1968), pp. 220/221.
  5. ^ Özaydın (1992), p. 514.
  6. ^ Van Donzel (1994), p. 464.
  7. ^ Bosworth (1968), p. 77.
  8. ^ a b Tetley (2008), p. 128.
  9. ^ a b c d Bosworth (1988), pp. 800-801.
  10. ^ Cahen (1960), p. 1051.
  11. ^ a b c d e f g Peacock (2015), p. 76.
  12. ^ a b Bosworth (1968), p. 103.
  13. ^ Tetley (2008), p. 105.
  14. ^ a b Bosworth (1968), p. 104.
  15. ^ a b c Bosworth (1997), pp. 12-13.
  16. ^ a b c Bosworth (1968), p. 105.
  17. ^ Peacock (2015), pp. 76-77.
  18. ^ Bosworth (1968), pp. 105-106.
  19. ^ Tetley (2008), p. 131.
  20. ^ a b Peacock (2015), p. 77.
  21. ^ Bosworth (1986), p. 140.
  22. ^ Bosworth (1978), p. 1067.
  23. ^ Richards (2014), p. 291.
  24. ^ Peacock (2015), p. 78.
  25. ^ Tetley (2008), p. 148.
  26. ^ Peacock (2015), pp. 78-79.
  27. ^ a b Peacock (2015), pp. 80, 133.
  28. ^ Özaydın (1992), p. 516.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Sultano selgiuchide Successore
Mahmud I 1094 - 1105 Malik-Shah II
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