Benno Schotz
Benno Schotz (Kuressaare, 28 agosto 1891 – 11 ottobre 1984) è stato uno scultore britannico di origini estoni e uno dei principali artisti scozzesi del XX secolo.
Biografia
[modifica | modifica wikitesto]Schotz era il più giovane di sei figli di genitori ebrei, Jacob Schotz, orologiaio, e Cherna Tischa Abramovitch.[1] Frequentò il liceo maschile di Pärnu, in Estonia. Successivamente studiò alla Grossherzogliche Technische Hochschule di Darmstadt, in Germania.[2]
Nel 1912 emigrò a Glasgow, dove conseguì il diploma di ingegnere presso il Royal Technical College.[2] Dal 1914 al 1923 lavorò nell'ufficio tecnico della John Brown & Company, Clydebank costruttori navali, frequentando nel contempo corsi serali di scultura alla Glasgow School of Art.[3]
Schotz iniziò a dedicarsi a tempo pieno alla scultura nel 1923. Uno dei suoi primi importanti mecenati fu il collezionista d'arte di Dundee William Boyd, grazie alla cui influenza sia la Dundee Dental School che le Dundee Art Galleries & Museums conservano oggi alcune sue opere.[4] Da quel momento in poi la sua reputazione crebbe e nel 1937 divenne membro a pieno titolo della Royal Scottish Academy,[5] capo del dipartimento di scultura alla Glasgow School of Art, carica che ricoprì dal 1938 fino al suo pensionamento nel 1961,[6] e infine fu nominato Sculptor in Ordinary for Scotland[7][6] nel 1963. Tra i suoi allievi figuravano gli artisti Hannah Frank, Stewart Bowman Johnson e Inge King (nata Neufeld).
Le sue abitazioni in West Campbell Street e successivamente in Kirklee Road erano un punto di ritrovo per artisti, scrittori, attori e politici. Era membro del Glasgow Art Club.[8][9] Aiutò i rifugiati, tra cui Jankel Adler e Josef Herman, e fu presidente del Festival of Jewish Arts a Glasgow nel 1951.[10]
Era un convinto sionista, ma anche orgoglioso della sua Scozia d'adozione. Lavorò fino a poche settimane prima della sua morte, all'età di 93 anni. Fu sepolto a Gerusalemme.[2]
Nel 1981 gli fu conferito il titolo di Cittadino Onorario della Città di Glasgow.[11] Nello stesso anno, Gordon Wright pubblicò la sua autobiografia, Bronze in My Blood.[12]
Opere
[modifica | modifica wikitesto]Nel corso della sua carriera, Schotz ha realizzato diverse centinaia di ritratti e composizioni, tra cui composizioni figurative, sculture religiose, opere semi-astratte e ritratti modellati. Il suo busto di James Maxton è esposto al pubblico nel giardino commemorativo Maxton a Barrhead, nei pressi di Paisley. Tra le altre opere aperte al pubblico figurano:
- Il monumento commemorativo dedicato al sindaco John Jarvie di Kilsyth, primo cittadino onorario del borgo, commissionato nel 1954, è un ritratto in rilievo e si trova in John Jarvie Square, nei pressi di East Burnside Street, a Kilsyth.[13]
- Il Salmista (1974) nel T. J. Honeyman Memorial Garden del Kelvingrove Park
- il Joseph Black Memorial (1953) presso l'Università di Glasgow
- le statue dei santi Margaret e Ninian sulla facciata dell'edificio della (ex) Bank of Scotland in Sauchiehall St, risalente al 1929-31 (ex) edificio della Bank of Scotland in Sauchiehall St
- i rilievi Painting e Sculpture sul Mercat Building (1928–29)
- le sculture delle Stazioni della Via Crucis nella Chiesa Parrocchiale di San Carlo a North Kelvinside
- il Crocifisso nella Chiesa di San Columba, Woodside,[14] Glasgow
- Ex Terra nel centro di Glenrothes, vicino alla stazione degli autobus
- il busto di James Pittendrigh Macgillivray,[15] Scottish National Portrait Gallery (1924)
- i busti di William Boyd, della signora William Rettie e di William Tattersall presso il Dundee Dental Hospital & School, Università di Dundee[4]
- un busto di Joan, figlia di William Boyd, presso The McManus: Dundee's Art Gallery & Museum
- L'Hunter Memorial, presso il Glebe Memorial Garden, East Kilbride (1937)[16]
- busto di Keir Hardie, People's Palace, Glasgow[17]
- scultura alta undici piedi “The Window on the World”, Vale of Leven Academy, Alexandria.
La maggior parte di queste opere si trovava a Glasgow e nell'area circostante. Fu incaricato della riparazione della scultura del ponte al Kelvingrove Park, accanto alla galleria d'arte e al museo ora ristrutturati.
Libri
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Benno Schotz, Bronze in my blood: the memoirs of Benno Schotz, Edinburgh, Scotland, G. Wright Pub, 1981, ISBN 9780903065375.
Galleria si immagini
[modifica | modifica wikitesto]- Alexander Reid 1927
- "Ex Terra" 1965
- The Psalmist (1974). Kelvingrove Park, Glasgow, Scotland
- Joan 1933, the McManus, Dundee
- Keir Hardie, Peoples Palace, Glasgow
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ (EN) This year the Glasgow sculptor Benno Schotz celebrates his 93rd birthday, in Scottish Field, vol. 130, Holmes McDougall, 1984, p. 4, LCCN 51031311.
- 1 2 3 (EN) Hugh Stevenson, Schotz, Benno, Oxford Dictionary of National Biography (ed. online), Oxford University Press, DOI:10.1093/ref:odnb/40362, (È necessario un abbonamento, l'accesso alla Biblioteca di Wikipedia o l'iscrizione a una biblioteca pubblica del Regno Unito).
- ↑ (EN) Stefan Manz e Panikos Panayi, Refugees and Cultural Transfer to Britain, Routledge, 18 ottobre 2013, ISBN 978-1-317-96593-0. URL consultato il 30 marzo 2026.
- 1 2 (EN) Dental Hospital Benefactress, in Dundee Courier, 19 settembre 1936, p. 5.
- ↑ (EN) Benno Schotz, su National Galleries Scotland. URL consultato il 19 agosto 2025.
- 1 2 (EN) Schotz, Benno, su Benezit Dictionary of Artists, 31 ottobre 2011. URL consultato il 19 agosto 2025.
- ↑ (EN) Sculptor in Ordinary for Scotland, su Grokipedia. URL consultato il 30 marzo 2026.
- ↑ (EN) The Glasgow Art Club, su Glasgow Art Club. URL consultato il 30 marzo 2026.
- ↑ (EN) Mapping the Practice and Profession of Sculpture in Britain & Ireland 1851–1951, su sculpture.gla.ac.uk. URL consultato il 17 agosto 2011 (archiviato dall'url originale il 20 marzo 2012).
- ↑ Mia Spiro, Exhibiting Jewish Culture in Postwar Britain: Glasgow's 1951 Festival of Jewish Arts, in Shofar: An Interdisciplinary Journal of Jewish Studies, vol. 37, n. 3, 2019, pp. 99, 102, DOI:10.1353/sho.2019.0031.
- ↑ Freedom of the City Recipients, su citizen.glascc1-prd.gosshosted.com, Glasgow City Council. URL consultato il 19 agosto 2025.
- ↑ Benno Schotz (1891-1984), su Glasgow City of Scuplture. URL consultato il 19 agosto 2025.
- ↑ (EN) Kilsyth Today, su Kilsyth Community Council. URL consultato il 7 gennaio 2014 (archiviato dall'url originale il 7 gennaio 2014).
- ↑ (EN) Roman Catholic Archdiocese of Glasgow - St. Columba's (Woodside), su Roman Catholic Archdiocese of Glasgow. URL consultato il 30 marzo 2026.
- ↑ (EN) James Pittendrigh Macgillivray | National Galleries of Scotland, su www.nationalgalleries.org. URL consultato il 30 marzo 2026.
- ↑ (EN) The Scotsman, 29 luglio 1937, pp. 11-12.
- ↑ Keir Hardie bust goes on display in Glasgow, in The Scotsman, JPIMedia Publishing Ltd, 30 settembre 2015. URL consultato il 22 febbraio 2023.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Henry Moore, Bronze in My Blood: the memoirs of Benno Schotz, Edimburgo, Wright (Gordon) Publishing, 1981.
- (EN) Benno Schotz, Bronze In My Blood, Edimburgo, Gordon Wright, 1981.
- (EN) Hugh T. Stevenson, "Schotz, Benno (1891–1984)", in Oxford Dictionary of National Biography, Oxford University Press, 2004. URL consultato il 29 luglio 2007.
Altri progetti
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Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Benno Schotz
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Benno Schotz: Sculptor and Modeller (2682) - Moving Image Archive catalogue, su National Library of Scotland Moving Image Archive. URL consultato il 30 marzo 2026 (archiviato dall'url originale il 23 giugno 2023).
- (EN) 89 opere d'arte di o ispirate a Benno Schotz, su Art UK.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 67849687 · ISNI (EN) 0000 0000 2361 8744 · Europeana agent/base/154263 · ULAN (EN) 500060040 · LCCN (EN) n83200085 · GND (DE) 174332866 · J9U (EN, HE) 987007276097205171 |
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